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c. Discriminazione e definizione di profili
from Formazione del personale di polizia basata sui diritti fondamentali Manuale per formatori di persona
9. Per ulteriori informazioni al riguardo, cfr. FRA e Consiglio d’Europa (2011), Manuale di diritto europeo della non discriminazione, Lussemburgo, Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, pagg. 43 e segg., disponibile all’indirizzo http://fra.europa.eu/sites/default/files/ fra_uploads/1510-FRA-CASELAW-HANDBOOK_IT.pdf. 10. Hogg, M. e Vaughan, G. (2011), Social Psychology, 6th ed., Essex, Pearson Education Limited, pagg. 356 e segg. ATTIVITÀ DELLA FRA
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Si definisce discriminazione multipla la discriminazione basata su più di un motivo oggetto di protezione come, ad esempio, quando una persona è discriminata perché donna e perché di etnia rom. La maggior parte dei tribunali dell’UE si occupa di un solo motivo di discriminazione per ciascun caso di discriminazione diretta o indiretta. Introdurre nella legislazione il concetto di «discriminazione multipla» potrebbe contribuire a trovare una corrispondenza più adeguata tra norme ed esperienze di discriminazione delle persone, come emerge dalla ricerca della FRA.
Per ulteriori informazioni sulla discriminazione multipla, cfr. la sezione «Materiali supplementari» di questo modulo e FRA (2013), Inequalities and multiple discrimination in access to and quality of healthcare (Disuguaglianze e discriminazione multipla nell’accesso a un’assistenza sanitaria e alla sua qualità), Lussemburgo, Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, disponibile all’indirizzo http://fra. europa.eu/en/publication/2013/inequalities-discrimination-healthcare
diretta è possibile prendere in considerazione soltanto difese specifiche e limitate. I due approcci, benché formulati in maniera diversa, sono abbastanza simili nella sostanza: le difese specifiche previste dal diritto dell’UE possono essere collocate nel più ampio contesto delle difese generiche elaborate dalla giurisprudenza della Corte EDU. In altri termini, le difese specifiche previste dalle direttive in materia di non discriminazione rappresentano aspetti particolari della difesa generica9 . Pertanto, il seguente schema analitico relativo alla non discriminazione fa affidamento sull’approccio della «difesa generica».
Suggerimento didattico: usare l’attività 3 per esaminare il tema della non discriminazione L’attività 3 è un utile strumento per aiutare i partecipanti a prendere dimestichezza con le idee di non discriminazione ed equo trattamento. Offre loro la possibilità di capire, tramite esempi interattivi, in che modo la discriminazione può verificarsi e come affrontare le problematiche ad essa correlate.
c. Discriminazione e definizione di profili Le istituzioni statali, compresa la polizia, devono rispettare l’uguaglianza nell’esercizio delle proprie funzioni. Un problema estremamente spinoso a questo proposito è la definizione di profili da parte della polizia sulla base di elementi etnici e di altri criteri. Cosa si intende per definizione di profili? • A un livello molto generale, la definizione di profili comporta la classificazione dei soggetti a seconda delle loro caratteristiche, sia «immutabili» (genere, età, origine etnica, altezza) che
«soggette a mutamenti» (abitudini, preferenze e altri elementi del comportamento). • Pur essendo in sé uno strumento utile, la definizione di profili può provocare una serie di errori quando alcune caratteristiche vengono associate a determinati comportamenti o preferenze. • La ricerca nel campo della psicologia sociale ha dimostrato che le persone tendono ad applicare agli «altri» degli stereotipi e, su questa base, a trarre conclusioni affrettate e inaccurate10 .
La definizione di profili nelle attività di polizia La definizione di profili può essere uno strumento legittimo per catturare i sospetti dopo che un crimine è stato commesso. Analogamente, si può basare su fondate ipotesi derivanti dall’esperienza e dall’addestramento, mirate soprattutto al comportamento piuttosto che alle caratteristiche di natura razziale, etnica o religiosa. Per esempio, i funzionari potrebbero valersi di profili che suggeriscano di cercare soggetti che frequentano luoghi specifici, che si incontrano e si scambiano borse prima di separarsi, che si comportano in maniera incoerente o nervosa, o che fanno ripetutamente grossi acquisti pagando esclusivamente in contanti. La definizione di profili può diventare problematica quando un motivo di discriminazione oggetto di protezione, come ad esempio l’etnia, la «razza» o l’affiliazione religiosa, è l’unico o il principale motivo per far insospettire un funzionario di polizia. Il funzionario può ricevere l’ordine di concentrarsi su specifici gruppi o può tenere in considerazione uno di questi attributi al momento di intervenire, ma questi motivi di discriminazione oggetto di protezione non devono essere la motivazione principale dell’intervento di polizia. Quest’ultimo, al contrario, deve essere fondato su altri fattori, stabiliti dalla legge nazionale. Un punto di partenza solitamente si fonda sulla determinazione di «ragionevoli motivi» che concorrono a formare un «sospetto», come un comportamento equivoco o insolito in un determinato contesto. Altrimenti, le azioni intraprese con l’ausilio della definizione di profili e basate su motivi specificamente oggetto di protezione, come l’etnia, possono essere discriminatorie. Che cos’è la definizione discriminatoria di profili? La definizione di profili etnici è assurta all’onore delle cronache dopo gli attacchi terroristici di New York, Pennsylvania, e Washington D.C. (2001), Madrid (2004) e Londra (2005). Le organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite, il Consiglio d’Europa e l’UE, oltre che le ONG, hanno manifestato perplessità sull’uso di tale strumento e, di conseguenza, i partecipanti al corso di formazione potrebbero essere particolarmente incuriositi al riguardo. È dunque utile acquisire dimestichezza con questa particolare forma di definizione di profili. La pubblicazione della FRA dal titolo Guida per comprendere ed evitare la definizione discriminatoria di profili etnici affronta questo tema e fornisce la seguente terminologia:
«La definizione discriminatoria di profili etnici si verifica quando: un individuo viene trattato meno favorevolmente di altri che si trovano in una situazione simile (in altre parole “viene discriminato”), ad esempio in seguito all’esercizio di poteri di polizia come fermi e perquisizioni; una decisione di esercitare i poteri di polizia si basa esclusivamente o soprattutto sulla razza, l’origine etnica o la religione di quella persona».
Fonte: FRA (2010), Per una maggiore efficacia delle operazioni di polizia. Guida per comprendere ed evitare la definizione discriminatoria di profili etnici, Ufficio delle pubblicazioni, Ottobre 2010, pag. 15, disponibile all’indirizzo http://fra.europa.eu/ sites/default/files/fra_uploads/1133-Guide-ethnic-profiling_IT.pdf