Chiese

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Le chiese colpite dal sisma del 21 agosto 2017 ma non distrutte “Bisogna risollevarsi, in corpo ed in spirito … Io voglio la chiesa, datemi

la chiesa! Mi si fabbrichi la chiesa pure alle falde dell’Epomeo, io lì andrò a radunare il mio popolo: ma presto, ma presto”

Parroco Giuseppe Morgera

di Ernesta Mazzella Propongo un breve viaggio attraverso le nostre chiese che attualmente a causa del terremoto sono state chiuse al culto, scrivo queste poche pagine con la viva speranza nel cuore di rivederle “presto, ma presto” di nuovo aperte. La parrocchia di S. Maria Maddalena Il terribile terremoto del 28 luglio 1883 distrusse l’antica parrocchia di S. Maria Maddalena in Piazza Maio1. Della ricostruzione della Parrocchia s’interessò il SdD Don Giuseppe Morgera sin dal primo momento quando fu prescelto nella terna presentata al Vescovo dal Municipio di Casamicciola. Il primo progetto per la nuova chiesa parrocchiale portava la data del 21 marzo 1884; dopo tante peripezie il 7 maggio 1894 fu firmato il capitolato di appalto alla ditta dell’imprenditore Catello Buonocunto di Castellammare di Stabia per una spesa complessiva di £ 103.620. L’8 luglio 1894 il vescovo d’Ischia Mons. Giuseppe Candido, fra una gran folla plaudente, benediceva la prima pietra della nuova chiesa. I lavori furono seguiti passo dopo passo dal SdD e il 31 maggio del 1896, finalmente, ci fu la solenne benedizione della nuova chiesa parrocchiale dedicata al Cuore di Gesù e a S. Maria Maddalena Penitente. Una lapide ricorda che il 15 maggio 1965 questa chiesa è stata elevata dal papa Paolo VI a Basilica2. 1 G. Castagna - A. Di Lustro, La diocesi d’Ischia e le sue chiese, Forio 2000; A. Della Ragione, Ischia Sacra, Clean Edizioni, Napoli 2005, p. 62-64; A. Di Lustro, 8 luglio 1894 una grandiosa festa religiosa a Casamicciola. Benedizione della prima pietra della nuova Chiesa Parrocchiale, in “La Rassegna di Ischia”, 5, 1994, pp. 7-10; A. Di Lustro, Le Capitolazioni delle Confraternite dell’Università di Casamicciola conservate nell’Archivio di Stato di Napoli, in “La Rassegna di Ischia”, 1, 2007, pp. 39-42; A. Di Lustro - E. Mazzella, Insulanae Ecclesiae Pastores. I pastori della Chiesa d’Ischia, Fisciano, Gutenberg Editrice 2014; E. Mazzella, “L’Anonimo” Vincenzo Onorato e il Ragguaglio dell’Isola d’Ischia, Fisciano, Gutenberg Ed. 2014, p. 252.. 2 Questo tempio / Centro spirituale della risorta Casamicciola / Paolo VI / Per i voti e le preci / Di Mons. Dino Tomassini / Vescovo d’Ischia / Il 15 maggio 1965 / Elevava a dignità di Basilica / Il Comune di Casamicciola Terme / A perenne ricordo.

La chiesa presenta una pianta basilicale costituita da tre navate e nove altari, la sovrasta un soffitto ligneo a cassettoni. Entrando sulla sinistra si ammira il fonte battesimale di marmo del secolo XVIII, proviene dalla antica chiesa parrocchiale al Maio, il 1° gennaio 1844 fu battezzato il SdD Giuseppe Morgera. Accanto vi è la tomba del SdD, con la seguente iscrizione: mortalia josephi morgera qui pastor bonus et pater pauperum hic in pace christi quiescunt 1 jan. 1844 – XVII apr. 1898. Domina dall’alto la bianca tomba in marmo una lapide posta dal parroco Antonio Schiano per ricordare la traslazione delle spoglie del SdD nel 19663. Vi è l’altare con il Crocifisso in legno scolpito, opera della prima metà del secolo XIX, il SdD mentre inaugurava questo altare il 15 aprile fu colto dall’attacco di emorragia celebrale. Proseguendo si incontra l’altare dedicato alla Madonna di Pompei. L’altare di marmo posto nel transetto proviene dall’antica parrocchia, lo domina una tela raffigurante la Pietà, opera di ignoto pittore eseguita nella seconda metà del XIX secolo. Segue la teca in marmo contenente la bella scultura della Santa Maria Maddalena Penitente (mezzobusto, XVIII sec. Ignoto scultore campano), quest’opera è attribuita dal Borrelli all’artista lacchese Pietro Patalano4. La Santa è rappresentata avvolta in un 3 Giuseppe Morgera / parroco di Casamicciola / canonico onorario della chiesa cattedrale / per il suo lucido ingegno / professore di discipline letterarie e sacre / nel seminario diocesano / annunciatore della divina parola / nella diocesi e fuori / diventato modello del gregge / fatto tutto a tutti / non risparmiava fatiche / per il duplice ideale del suo ministero / una chiesa nuova ed una gente nuova / nell’atto rinnovatore / del sacrificio del calvario chiudeva la sua vita terrena / in questo tempio che egli volle maestoso / e la devozione dei figli sempre piú bello / i venerati resti mortali / del pastore buono / nell’anno del centenario dell’ordinazione sacerdotale / Antonio Schiano parroco / plaudenti autoritá e popolo / traslava / 1966 4 G. G. Borrelli, Sculture in legno di età barocca in Basilicata, Paparo Edizioni, fig. 73. Per la biografia e bibliografia delle opere dei Patalono consultare il prezioso studio di A. Di Lustro, Gli scultori Gaetano e Pietro Patalano tra Napoli e Cadice, Arte Tipografica, Napoli 1995; A. Di Lustro, Gli scultori Gaetano e Pietro Patalano, in “La Rassegna d’Ischia”, anno VIII, n. 9 dicembre 1987;A. Di Lustro, Gli Scultori Gaetano e Pietro Patalano, in “Ricerche Contribu-

La Rassegna d’Ischia n. 5/2017

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