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Venezia pag
Venezia: divisa ma unita
Vista di Venezia dal Canale della Giudecca
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Centodiciassette isole, centosettantasette canali, quattrocentonove ponti. Capitale per 1100 anni della Repubblica di Venezia e per questo conosciuta anche come la Serenissima, la Dominante e la Regina dell'Adriatico, Venezia è stata universalmente dichiarata una delle più belle città del mondo, unica nel suo genere, facente parte, insieme alla sua laguna, del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. È sicuramente una delle destinazioni più visitate al mondo, ma non fatevi scoraggiare dall’assalto dei turisti, che in epoca pre-covid erano ben più di 35 mila al giorno: è una città infatti che, con i suoi angoli nascosti e la sua atmosfera sognante, non potrà fare altro che stupirvi. Nel caso vi si presentasse dunque l’occasione, come è accaduto a me durante queste appena trascorse vacanze di
Natale, di esplorarla, ecco alcuni suggerimenti e consigli sui luoghi più suggestivi in cui recarsi.
Partiamo innanzitutto col dire che la città è suddivisa in 6 quartieri, i cosiddetti
Sestieri: San Marco, Dorsoduro, Castello, Cannareggio, San Polo ed infine
Santa Croce, ciascuno dei quali presenta delle proprie peculiarità. Camminare risulta in molti casi il metodo più rapido e comodo per transitare al loro interno, ma in alternativa il traghetto è il principale mezzo di trasporto pubblico, sia nello spostamento tra le diverse zone che nel vero e proprio raggiungimento di Venezia: dal Canale della Giudecca si aprirà davanti ai vostri occhi una vista mozzafiato dell’arcipelago da non perdere assolutamente.
San Marco
È il sestiere più noto della città, il nucleo da cui si è sviluppata inizialmente Venezia e che conserva, sebbene sia uno dei quar-
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tieri più piccoli, la maggior parte delle famose attrazioni. La Basilica di San Marco, il cui aspetto attuale risale al 1060, è il richiamo più forte al passato bizantino della città, quando essa era ancora fortemente legata a Costantinopoli: fin dall’ingresso verrete accecati dagli oltre 4240 mq di tessere dorate che costituiscono i
meravigliosi mosaici. Non di minor importanza è però il Palazzo Ducale, sempr e nell’area della piazza, le cui immense e impreziosite sale sono il simbolo del potere politico del doge e delle magistrature al tempo della Repubblica. A collegarlo con le Prigioni Nuove è il Ponte dei sospiri: oggi pensiamo subito
agli innamorati che lo attraversano in gondola, ma in passato a sospirare erano in realtà i prigionieri condannati. Vale la pena visitare anche il Museo Correr, il quale illustr a, nelle sue numerose sale neoclassiche, l’arte, la civiltà e la storia di Venezia. Non tutte le cose più belle sono però necessariamente anche le più conosciute: allontanandovi leggermente dalla piazza, in un angolo defilato della città, potreste salire sulla scala a spirale
esterna Contarini del Bovolo; in veneziano “bovolo” significa infatti “chiocciola”. Essa è molto romantica ed offre dalla cima una fantastica vista. A concludere il tour del sestiere è il celebre Teatro la Fenice, risorto da due gravi incendi e in cui si sono tenute le opere dei più grandi compositori di tutti i tempi.
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Teatro la Fenice
San Polo e Santa Croce
A Venezia le strade non sono strade, bensì calli, o anche callette se molto piccole. Queste sono proprio caratteristiche dei sestieri di San Polo e Santa Croce: nonostante siano anch’essi di dimensioni ridotte, vi si potrebbe camminare per giorni perdendosi negli infiniti percorsi intricati. Apparentemente divisi da San Marco e Castello dal
Canal Grande, sono collegati attraverso uno dei ponti più importanti di Venezia, Rialto, un tempo il cuore economico della Serenissima, dove si concentravano le principali attività commerciali, e tuttora sede del Mercato del pesce. For se è propr io qui che potreste cogliere l’occasione per vedere Venezia dalla migliore angolazione: dall’acqua. Salire su una gondola vi permetterà di avere una prospettiva completamente diversa, ed è un’esperienza difficilmente ripetibile in un’altra città!
Dorsoduro
Il suo nome deriva dal fatto che si estenda su un terreno meno acquitrinoso e maggiormente consolidato. È il sestiere dove si concentrano la vita studentesca universitaria ed importanti attività culturali. Per gli amanti dell’arte più antica, da vedere vi sono assolutamente le Gallerie dell’Accademia, i cui dipinti vanno dal XIV al XVIII secolo, mentre se siete appassionati di arte contemporanea potete recarvi alla Colle-
zione Peggy Guggen-
heim, uno dei musei di arte del XX secolo più importanti del mondo. Nel sestiere non può poi mancare la visita alla
Basilica di Santa Ma-
ria della Salute, che vanta della cupola più grande della città. Percorrendo le vie di Dorsoduro, infine, si possono ammirare gli squeri, i piccoli cantieri navali destinati alla riparazione delle barche tradizionali, come le gondole.
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Castello
Si tratta del sestiere più esteso e lontano dalla terraferma in cui smarrirsi camminando e fermandosi a Campo Santi Giovanni e Paolo, dove si affacciano la Scuola di San Marco, antichissimo ospedale, e la Basili-
ca dei Santi Giovanni e
Paolo. Una meta alter nativa della zona e che merita assolutamente è la Libreria Acqua Alta, la quale si distingue per l'originale soluzione di proteggere i volumi dal fenomeno dell'acqua alta posizionandoli all’interno di vasche da bagno e imbarcazioni dal fascino tipicamente veneziano. Una rilevante sezione di libri è dedicata alla storia della città.
Cannaregio
Siamo quasi arrivati alla fine del nostro percorso attraverso Venezia. Cannaregio è il sestiere più popolato e sede del Ghetto. La parola deriva dal veneziano “geto”, termine utilizzato per indicare il getto di metallo fuso delle fonderie, attività presente proprio in questa zona. C’è un motivo se le sue case sono tra le più alte di Venezia: non potendo vivere altrove, gli abitanti ebrei non avevano altra soluzione che costruire in altezza. Le 5 sinagoghe presenti occupano tutte gli ultimi piani dei palazzi, simbolicamente più vicine a Dio.
Una città, tuttavia, si esplora anche con il palato. A Venezia sono tradizionali i cosiddetti cicheti: il termine deriva dal latino “ciccium”, che significa “piccola quantità”. Essi sono infatti piccoli assaggi, ma non per questo semplici stuzzichini: affondano le radici nella tradizione culinaria della laguna e si possono gustare specialmente in piccoli locali chiamati bacari. Nonostante il fascino delle decorazioni di Natale, Venezia deve essere splendida tutto l’arco dell’anno: tra i celeberrimi Carnevale, Biennale e Mostra del Cinema, la città è in continuo e costante fermento. Viaggiare per il mondo è senza dubbio un’avventura senza eguali, ma visitare le città italiane consente di vedere concretamente le meraviglie che anche il nostro Paese ha da offrire, realizzando di non avere nulla da invidiare agli altri! Camilla Comincioli 3AL
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