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IL BITCOIN, CRIPTOVALUTE E IMPATTO AMBIENTALE CONFRONTO CON LA FINANZA TRADIZIONALE
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In Italia, un'altra azienda che si dedica all'estrazione di criptovalute, Alps Blockchain, sfrutta l'energia inutilizzata proveniente dalle centrali idroelettriche, che normalmente andrebbe sprecata. Sfruttando una fonte energetica pulita e rinnovabile, l'azienda contribuisce a ridurre l'impatto ambientale complessivo dell'estrazione di criptovalute, mitigando le emissioni di gas serra e l'uso di combustibili fossili.
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Il Bitcoin e le criptovalute in generale hanno suscitato molta attenzione per l'impatto ambientale che l'estrazione degli stessi può avere, specialmente confrontato con l’inquinamento prodotto dalla finanza classica. Di fatto, ci sono alcune ragioni per cui questi nuovi mezzi finanziari, a prima vista, potrebbero rappresentare un impatto ambientale significativo rispetto al sistema finanziario attuale.
Uno dei problemi principali riguardo all'inquinamento causato da Bitcoin e altre criptovalute è la loro produzione, che consiste nella risoluzione di algoritmi matematici estremamente complessi, i quali richiedono una grande quantità di energia per essere risolti. Tuttavia, nell’ultimo periodo, l'intera industria sta facendo sforzi verso una produzione sempre più green. Si calcola, infatti, che circa il 59% dell'energia attualmente utilizzata nel mining provenga da fonti rinnovabili. Ad esempio, TeraWulf è una società di mining che si occupa dell'estrazione di criptovalute, in particolare Bitcoin e altre criptovalute basate sullo stesso algoritmo di consenso (Proof of Work).
Ciò che distingue TeraWulf da altri miner è il suo approccio alla sostenibilità ambientale. La società utilizza energia nucleare e altre fonti di energia rinnovabile per alimentare le sue operazioni di mining, come l'energia solare, eolica o idroelettrica.
Un altro problema associato a Bitcoin riguarda il suo processo di estrazione che, come per altre criptovalute, può comportare un consumo elevato di materie prime. La creazione di Bitcoin richiede l'utilizzo di molta capacità di calcolo, fornita da computer appositamente progettati, che devono essere sostituiti molto spesso. Da una parte questo comporta l'utilizzo di materiali come metalli, plastica e silicio e dall’altra la produzione di rifiuti elettronici, i quali rappresentano una sfida significativa dal punto di vista dello smaltimento, poiché spesso contengono materiali tossici o dannosi per l'ambiente se non gestiti correttamente.
Per quanto riguarda il sistema finanziario tradizionale, ci sono diversi aspetti che possono avere un impatto non indifferente a livello ambientale. Ad esempio, la produzione di carta moneta comporta un consumo elevato di acqua e altre risorse naturali, nonché l'emissione di prodotti chimici dannosi per l'ambiente. Inoltre, le banche tradizionali e le compagnie di carte di credito utilizzano sistemi di calcolo piuttosto complessi e server per gestire le transazioni e i dati finanziari, che hanno un peso non indifferente dal punto di vista dello smaltimento. L'uso di documenti cartacei, moduli, estratti conto e altre forme di documentazione finanziaria tradizionale può generare una quantità significativa di rifiuti. Questi rifiuti devono essere adeguatamente smaltiti o riciclati, il che può comportare ulteriori impatti ambientali.
È importante tenere presente che Bitcoin è stato progettato per essere decentralizzato e anonimo, il che rende difficile l'imposizione di restrizioni ambientali sui minatori e sulla loro produzione. Al contrario, il sistema finanziario esistente è gestito da entità governative e regolatorie che possono imporre norme ambientali più stringenti. La decentralizzazione, però, può essere considerata come un punto di forza per le criptovalute per quanto riguarda il consumo energetico, se si pen- sa all'energia consumata giornalmente dalle strutture finanziarie come le banche. Inoltre, le continue innovazioni nel settore, come ad esempio la nuova blockchain di Ethereum che permette una risoluzione degli algoritmi più semplice e quindi meno dispendiosa dal punto di vista energetico, fanno ben sperare per un futuro a zero emissioni per le criptovalute.
Ethereum è passata da qualche tempo a questa parte a un nuovo algoritmo di consenso chiamato Proof of Stake (PoS) con l'introduzione di Ethereum 2.0. Il PoS è considerato un metodo di consenso più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alla PoW, poiché non richiede l'esecuzione di complessi calcoli matematici. Questo potrebbe portare a un significativo miglioramento dell'impatto ambientale di Ethereum nel lungo periodo, riducendo il consumo di energia e rendendolo più sostenibile dal punto di vista ecologico.
Le continue innovazioni nel mondo delle criptovalute e la complessità dei molteplici attori e sottosettori coinvolti nell'industria finanziaria tradizionale rendono difficile valutare in modo esaustivo il loro impatto sull'ambiente. Tuttavia, è importante notare che le criptovalute spesso ricevono molta attenzione dai media e dalla comunicazione generale, mentre il consumo di risorse naturali, l'energia utilizzata, le emissioni di carbonio e lo smaltimento dei rifiuti generati dall'industria finanziaria tradizionale possono passare in secondo piano.
Un altro argomento interessante riguarda il confronto tra il mondo delle criptovalute e l'industria dell'oro, poiché entrambe queste attività generano flussi di ricchezza molto elevati e hanno attirato un'ampia attenzione riguardo all'impatto ambientale e sociale delle loro attività.
In primo luogo, l'industria dell'oro spesso comporta una massiccia deforestazione e l'alterazione dell'ecosistema naturale. L'estrazione dell'oro comporta la rimozione di grandi quantità di terra e roccia, che vengono spesso disposte in grandi cumuli, chiamati cumuli di sterili, che possono avere effetti negativi sul terreno circostante e sui corpi idrici locali. Questo processo può distruggere intere aree di habitat, causando la morte o la migrazione di animali, così come la morte di piante e altri tipi di flora. Inoltre, l'industria dell'oro è nota per il consumo di grandi quantità di acqua, risorsa sempre più scarsa in molte parti del mondo.
Anche il confronto sotto il punto di vista dell’impatto sociale dei due settori è piuttosto interessante. Ad esempio, l'estrazione dell'oro spesso comporta l'espulsione di comunità indigene o locali, o la creazione di conflitti nelle aree dove l'oro viene estratto. In queste aree, il lavoro viene spesso svolto in condizioni poco salubri, e molte operazioni di estrazione comportano l'utilizzo di cianuro, che può contaminare le acque sotterranee e causare gravi problemi di salute. Sin dalla sua nascita, l'industria dell'oro è sempre stata caratterizzata dalla piaga dello sfruttamento dei lavoratori, e ancora oggi i salari sono estremamente bassi.
Infine, c'è la questione della sostenibilità economica. Molti esperti ritengono che l'industria dell'oro sia destinata a scomparire a causa dell'esaurimento delle riserve. D'altra parte, l'industria delle criptovalute potrebbe avere buone prospettive di crescita futura, dato il sempre maggiore interesse e gli ingenti investimenti, anche da parte di importanti operatori nell'industria finanziaria "classica".
In conclusione, l'industria dell'oro e i Bitcoin sono due settori che hanno effetti significativi sull'ambiente e sulla società in cui operano. Tuttavia, sia l'estrazione dell'oro che l'estrazione di Bitcoin e altre criptovalute offrono anche opportunità economiche che possono supportare lo sviluppo delle regioni interessate. In ogni caso, è importante che questi settori siano gestiti in modo sostenibile, anche in vista delle future sfide ambientali e sociali che la comunità globale dovrà affrontare.
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