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NON HO BISOGNO DI QUALCUNO

È in voga da qualche tempo l’applicazione “BeReal”, una piattaforma che punta a condividere, attraverso una notifica contemporaneamente inviata a tutti gli utenti, la giornata di una persona in quel momento esatto: serate in discoteca, viaggi in treno… “BeReal”, tuttavia, ha un intento più profondo rispetto a quello degli altri social: non permette l’utilizzo di filtri e dunque mostra REALMENTE, da qui il nome “Sii Reale”, come le persone trascorrono le proprie giornate.

I miei “BeReal” raffigurano generalmente due situazioni: momenti di studio e momenti in cui mangio guardando la televisione. Non vorrei sembrasse una cosa triste, ma ho sempre avuto problemi ad imparare a stare da sola ed accettare di essere sola, per questo a volte mi spaventa avere del tempo libero. L’idea di dover occupare un pomeriggio o una serata vuota, con il pericolo di sprecare il mio tempo, mi spaventa. Fortunatamente, nel lontano 2016, ho scoperto di non aver bisogno di qualcuno che mi aiutasse a riempire le mie giornate grazie all’esistenza della piattaforma “Youtube” che fornisce vari contenuti che catturano facilmente il mio interesse. Non vorrei sembrare esagerata, ma temo di aver passato talmente tanto tempo a cercare di riempire quell’ angosciante silenzio da aver visto tutto ciò che potessi vedere. Volevo quindi imbattermi in una storia divertente e leggera per poter “spegnere il cervello” e farmi una risata, quando su Netflix ho trovato “The Big Bang Theory”.

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Contro ogni mia aspettativa non è una serie solo divertente, ma mi ha in un certo senso ispirata.

Il protagonista, Sheldon Lee Cooper, è un fisico teorico del Caltech. Proviene dalla regione orientale del Texas, negli Stati Uniti, ed ha iniziato a frequentare corsi universitari già all'età di 11 anni, conseguendo il suo primo dottorato intorno ai 15-16 anni. Sheldon è di sicuro quello che viene chiamato un “bambino prodigio” e, a causa delle sue capacità ben oltre al di fuori del comune, ritiene di essere un esemplare di essere umano ai limiti della perfezione.

Questo mi ha fatto riflettere, come può unapersona così intelligente, un vero e proprio genio, aver bisogno di qualcuno al suo fianco?

La mente di Sheldon, infatti, completamente devota alla scienza, afferma di non avere alcun motivo per dedicare il suo prezioso tempo alle futili ricorrenze umane. Egli, per questo, si rifiuta di prendere la patente di guida e, nonostante affermi di essere assolutamente in grado di superare il test, non vuole sostenerlo. Per affrontare la routine quotidiana, dunque, ha bisogno del suo coinquilino e migliore amico Leonard Hofstadter, di Amy o di Penny, per cose semplici che vanno da un passaggio fino al negozio di fumetti di Stuart alla possibilità di raggiungere l’Università per lavoro. Come si può notare nel secondo episodio della quinta stagione “L’Alternativa di Euclide”, Sheldon senza i suoi amici sarebbe perso.

Personalmente, come Sheldon, mi mette a disagio aver bisogno di qualcuno. Mi spaventa, ad esempio, la consapevolezza di dover avere qualcuno a cui chiedere gli appunti quando non sono a scuola. Mi è capitato ancora di scoprire il giorno dopo compiti o verifiche di cui non ero stata avvisata. La soluzione è non mancare mai, l’unica per non aver bisogno di qualcuno.

Più volte questo bisogno si ripresenta nelle mie giornate. Mi fa sentire in colpa ad esempio dover chiedere ai miei genitori un passaggio, o pregare il conducente del pullman di farmi salire per spostarmi in giro. Mi fa arrabbiare che debba organizzare i miei impegni in base agli orari della linea Portese - Brescia / Brescia - Portese.

Devo raggiungere i diciott’anni per non aver bisogno di qualcuno

Siamo stati però tutti dipendenti da qualcuno nel corso della nostra vita. Già da neonati non possiamo sopravvivere senza essere allattati e protetti. Da bambini e adolescenti dipendiamo dagli adulti economicamente; solo grazie a loro possiamo alimentarci, avere vestiti nuovi, avere un tetto sopra la testa, un’istruzione.

Da anziani è fondamentale avere qualcuno al nostro fianco quando siamo più deboli, come un sostegno quando siamo ormai troppo stanchi per stare in piedi sulle nostre gambe.

Mi viene in mente la canzone di Coez, «È un mondo fatto per due, come le confezioni dello yogurt […] come le selle delle moto, come le stelle se le guardi sola […]».

Ho provato, quindi, a pensare a tutte le attività che necessitano di una partecipazione più ampia, a cui quindi non posso prendere parte da sola. Mi sono accorta che sono davvero poche. Chiedendo qua e là sono emerse idee come formare una band, partecipare a giochi di società, chattare ma mi sono resa conto che nel 2023 è possibile fare praticamente qualsiasi cosa da soli. Ci sono talentuosi artisti che sono in grado di performare da soli come un’intera band, intercambiando diversi strumenti o utilizzando le nuove tecnologie. Manca però il fascino di unire personalità, voci, stili diversi. Difficile da credere, ma è possibile pure giocare a carte, a scacchi, fare giochi di società online grazie all’intelligenza artificiale. Questa però non può replicare la tensione, la competitività e l’aria di sfida tra i due concorrenti. Anche chattare oggi non richiede una risposta da un secondo utente, ad esempio è stato aggiunto su Snapchat un “AI”, ovvero un'intelligenza artificiale che risponde in modo verosimile agli input dell’utente. L’ “AI” non può, però, imitare i molteplici vizi e difetti umani, che rendono una dinamica relazionale imperfettamente perfetta.

Nel 2023 è quindi possibile fare moltissime cose in solitudine e, per quanto riguarda la mia esperienza, mi viene in mente viaggiare. Il caso ha voluto che affrontassi sette lunghe ore di cambi tra aereo e treno sola e lontana da casa. Non nasconderò che, a differenza della bambina accanto a me, non sia riuscita a trattenere le lacrime al decollo. Ho anche certamente passato molti momenti di confusione davanti ai tabelloni con linee e orari, con la musica però, o con contorti casi di true crime nelle cuffie, le ore passavano, e trovavo rassicurante potermi sedere scomposta e occupare un treno vuoto da Taranto alle 19 di sera, realizzando di essere arrivata ogni fermata più lontana senza la guida di qualcuno. Non avevo bisogno di qualcuno.

Nel 2022 avrei odiato essere sola, e mi sarei sentita sola. Ora ho imparato a conviverci. Non nascondo che guardare i “BeReal” delle giornate degli altri in compagnia mi fa provare un po’ di gelosia, poi ricordo che non ne ho bisogno. No- nostante ciò ho appreso come stare sola senza sentirmi sola, anche se a volte percepisco come se mi mancasse qualcosa ma… non ho bisogno di qualcuno.

Immaginando quindi che, dopo il Nobel tanto cercato, Sheldon trovi il tempo per sostenere questo “sciocco” esame di guida, viene da chiedersi se riuscirebbe ad essere finalmente indipendente? No, il suo contratto tra coinquilini decreta un piano di salvataggio per DUE persone e, inoltre, è una persona estremamente abitudinaria… per quanto ami la sua solitudine è troppo devoto alla cena del giovedì con tutti i suoi amici. Nonostante non abbia bisogno dei suoi amici, la completa solitudine rovinerebbe il suo equilibrio. Forse non lo vuole ammettere ma, nonostante la sua quasi perfezione, le persone intorno a lui lo rendono migliore. Senza volerlo, apprezza le battutine di Penny, le attenzioni di Amy, la goffaggine di Leonard, le affermazioni ovvie di Raj, l’infantilità di Howard. Sheldon può leggere un albo a fumetti, mangiare la pizza il giovedì sera, guardare Star Wars, andare al Comicon da solo… ma con i suoi amici ha un altro sapore. Forse anche un genio ha bisogno di qualcuno.

Mi ritrovo a pensare che se Sheldon fosse un robot, come ha sempre sognato, forse non subirebbe questa umana condanna. Anche gli adulti quindi, nonostante rappresentino la fase più matura e solitamente realizzata della vita, sono indipendenti ma, in quanto persone, hanno bisogno di qualcuno. Parlo di un bisogno più profondo, che riempia loro l’anima e supporti il cuore, essere affiancati nonostante non ne sentiamo il bisogno dà un sapore diverso alle cose.

Forse quelle sette ore sarebbero passate più velocemente con qualcuno accanto. Forse l’angoscia non avrebbe vinto al decollo. Ricordo un viaggio più corto, con accanto i miei amici, quando su un treno intercity abbiamo giocato a carte, mangiato, riso il tempo correva veloce e ci siamo divertiti. Sarei sicuramente stata in grado di affrontare il viaggio da sola, ma sento sarebbe mancato qualcosa.

Alcune attività a cui inizialmente non avevo pensato e che non è possibile affrontare da soli sono innamorarsi, provare odio per qualcuno, soffrire per la morte di qualcuno, provare gelosia, tradimento, delusione. È la presenzadelle altre persone che ci rende vivi. Alcune volte dimentico quella sensazione, nonostante non sia strettamente necessaria per sopravvivere. Penso al prossimo viaggio e provo ora un tantino di sconforto forse ho bisogno di qualcuno.

Ilaria Piceni, 4°DL

Il Mondo Di Barbie

In questo articolo vi racconteremo di tutto e di più sulla bambola che sin dalla sua nascita ha rappresentato l'ideale di donna moderna, attraente e sempre all'ultima moda: Barbie!

Barbie è una linea di bambole commercializzata dalla Mattel a partire dal 1959 ed è stato il primo giocattolo con promozione televisiva. Gli spot per molti anni sono stati caratterizzati dalla melodia di Georgy Girl, hit del gruppo The Seekers. Il suo vero nome sarebbe Barbara Millicent Roberts ed è nato a Willows, in Wisconsin. Si stima che oltre un miliardo di Barbie siano state vendute in almeno 150 nazioni, e la Mattel ha dichiarato che ne vengono vendute circa tre al secondo.

Com’è nata l’idea?

Mentre Ruth Handler (1916-2002) guardava sua figlia Barbara giocare con bambole di carta, si rese conto che alla bimba piaceva dare alle bam- bole ruoli da adulti, nonostante all'epoca la maggior parte delle bambole rappresentasse neonati. Nel 1956, durante un viaggio in Svizzera, Ruth vide in un negozio la bambola “Bild Lilli”, tratta da un personaggio dei fumetti di Reinhard Beuthen. Essa era molto simile alla bambola immaginata da Ruth, che ne comprò alcune e le portò in America, con l’intenzione di rielaborarle e metterle in produzione. Intuendo che poteva trattarsi di un'ottima idea, suggerì la trovata a suo marito Elliot, cofondatore della casa di giocattoli.

Aiutata dall'ingegnere Jack Ryan, creò la prima Barbie, a cui fu dato il nome della figlia.

La bambola, costruita in Giappone, esordì nei negozi con i capelli neri legati in una lunga coda; successivamente però sarebbe apparsa quasi sempre bionda. Nel primo anno ne furono venduti 350.000 esemplari.

Nel 1961 nacque Ken (che prende il nome dal secondo figlio), per molti anni il fidanzato di Barbie col quale lei non si è mai sposata; il loro amore sarebbe nato su un set televisivo. Dopo 43 anni di fidanzamento, Barbie e Ken hanno deciso di separarsi. Secondo la biografia scritta dalla Mattel, Barbie è stata poi single per un periodo, nonostante un breve flirt con il surfista australiano Blaine. Nel febbraio 2011 la coppia è tornata insieme.

Con il passare del tempo il mondo di Barbie è cambiato: il trucco, i vestiti, le case, le sue auto insomma tutto si è adattato alle mode dei periodi evolvendosi insieme alla società, così che questa bambola rimane ancora oggi uno dei giocattoli più popolari.

Barbie negli anni 60…

Sono proprio questi gli anni che vedono la nascita della mitica Barbie!

Corpo, pettinatura e trucco rispecchiano i canoni di bellezza femminile dell’epoca: davanzale prosperoso, vitino da vespa, gambe sottili, smalto e rossetto rosso, matita nera ed espressione sofisticata. Il busto non ruotava e le articolazioni non erano snodate.

L’ inizio non fu dei migliori in quanto chi vendeva giocattoli non ne voleva sapere di acquistarla perché giudicata troppo provocante per essere destinata ai bambini. Veniva pertanto venduta nelle tabaccherie, ma il successo negli USA fu immediato. La prima in assoluto venne prodotta in due versioni, mora e bionda, con un costume da bagno bianco a righe nere e sandali neri forati. All’epoca le bambole erano “piene”, quindi pesanti, mentre la Barbie numero 5 ha il corpo vuoto e risulta quindi più leggera. Nel 1961 Barbie cambia pettinatura, ha un caschetto vaporoso chiamato Bubblecut e un nuovo costume da bagno rosso con le spalline. Il primo Ken venne venduto anch’esso in costume da bagno rosso con l’asciugamano e le ciabatte. Nel 63 viene prodotta Midge, l’amica del cuore che rimarrà indiscussa fino al 1966: in seguito non venne più prodotta, ma "rinacque" nel 1991 convolando a nozze con Allan, suo fidanzato ed amico di Ken.

Negli anni 70…

Nei primi anni 70 l’attenzione era mirata al creare bambole con corpi particolari che potessero compiere diversi movimenti. Nel 1970 uscì la Barbie Talking, che pronuncia frasi diverse, di cui esistono anche versioni rare con frasi in spagnolo. Nel 1971 prese il via una delle serie destinate ad avere più successo: Malibù, parte della linea economica e la prima con la pelle abbronzata. Nel 1977 avviene un altro importante cambiamento nel volto di Barbie: la forma del viso, gli occhi, la bocca (che si apre in un sorriso) e il design del corpo. Lo stampo di Barbie Superstar ispirato all’ attrice Farrah Fawcett ha un enorme successo e venne prodotto fino agli anni ’80.

Negli anni 80…

La Superstar la farà da padrone per tutti gli anni 80 ma evolverà il trucco: all’inizio aveva l'ombretto azzurro e rossetto corallo, successivamente sfumerà sempre di più fino ad arrivare al trucco vistosissimo che imitava le rockstar del periodo. Nacque poi la serie Dolls of the World in cui Barbie ha le fattezze e l'abbigliamento caratteristico del Paese che rappresenta, vennero create bambole dal volto ispanico e orientale, inoltre venne creata la prima Barbie dalla pelle nera. Non si intende la prima bambola Afroamericana prodotta, ma la prima bambola nera a chiamarsi Barbie. Nella metà degli anni Ottanta venne creata la Barbie di porcellana, la prima destinata ad un pubblico adulto.

Negli anni 2000…

Negli anni 90…

Nel 1992 Bob Mackie ridisegna il volto di Barbie con le labbra chiuse e più carnose. L’anno successivo vide un’altra modifica al viso ed un abbigliamento più trendy in quanto Barbie frequenterebbe l’International High School per diventare attrice. Nel 1994 venne lanciata la bambola snodata che permette di fare 1000 movimenti. Negli anni 90 apparvero le sue sorelline: Stacie la discola, la piccola Shelly e Skipper l’adolescente. Anche la famiglia di Ken si allargò con il fratellino Tommy. Il piccolo ha lo stesso stampo di Shelly e può quindi condividere abiti e accessori

L’anno successivo uscì l’amica disabile sulla sedia a rotelle di Barbie; Becky. Inutile dire quali polemiche suscitò questa bambola.

Negli anni 2000 il busto, proprio come negli anni 60, non ruota più. Le Barbie hanno il sedere ben definito e persino l’ombelico così da portare i pantaloni a vita bassa che sono la moda del momento. Da questo periodo in poi ogni anno, vicino alle feste Natalizie, esce un film e tutta la sua linea di bambole e accessori.

Nel 2004 la notizia che sconvolge il mondo; Barbie e Ken si lasciano! Dopo l’uscita della linea California la Mattel decide di piegarsi alla frivolezza dei tempi e fa separare la coppia a causa di un’infatuazione della bionda per un bel ragazzo australiano, Blaine, conosciuto in spiaggia. Venne anche aumentato il volume della testa del 30% e tutte le Barbie e compagni prodotti d’ora in poi hanno il” testone” detto Larger.

Denise Pansini, 4°AT

Questa Barbie Va Al Lunardi

Gli amanti di Barbie da qualche mese, dai primi annunci ufficiali, attendono intrepidi l’arrivo del nuovo film sfornato da Warner Bros e con produzione Mattel, che colorerà di rosa gli schermi dei cinema italiani a partire dal 20 luglio.

La protagonista del film, la ovviamente bella e iconica Barbie, sarà interpretata da Margot Robbie, mentre Ryan Gosling prenderà le vesti del biondissimo Ken dagli addominali scolpiti e sorriso a 32 denti.

Tra i membri del cast, è stata ufficializzata la presenza della cantante britannica Dua Lipa, che ricoprirà il ruolo di Barbie Sirena e parteciperà anche nella registrazione di alcune tracce che saranno nella colonna sonora.

Perciò, anche ai non interessati al ‘mondo rosa’, la pellicola sarà attraente grazie alla ricca gam- ma di attori conosciuti a livello mondiale come Emma Mackey, Barbie Premio Nobel in fisica, Helen Mirren, il narratore della storia, e il CEO della compagnia di giocattoli, Will Ferrell, Il film metterà in atto una commedia satirica basata sul concetto di 'perfezione' insieme alle avventure della bambola più ‘trendy’, da sempre abituata alla vita perfetta di Barbie Land in cui crede di essere realmente felice.

Questo equilibrio crollerà quando verrà giudicata negativamente per la prima volta, e per questo motivo sarà costretta a fuggire verso il mondo reale, alla ricerca della 'vera felicità' a bordo della sua celebre cabrio fuxia.

Il trailer del film, rilasciato nel mese di aprile, ha permesso a tutti di assaporare un po’ quel mondo rosa tipico di Barbie, fatto di pattini a rotelle, spiagge animate, vestiti con paillettes e tanta musica. Le scene, ironiche e divertenti, hanno ottenuto una critica positiva, e molti fan hanno anche apprezzato i vari costumi dei personaggi. Dietro alla direzione styling c’è Jacqueline Durran, costumista britannica vincitrice di ben due premi Oscar, che ha saputo riproporre il look “rosashocking” di Barbie e la tradizionale camicia con B ricamate di Ken.

Il team creativo ha inoltre lavorato ad un divertente sito web che può trasformare chiunque in un poster simile a quelli usati per le pubblicità promozionali. Migliaia sono i fan da tutto il mondo che hanno messo il proprio viso in una cornice personalizzata a tema Barbie, e anche noi abbiamo deciso di farne una dedicata al Lunardi!

Linda D’Angelo, 4°AT Lorenzo Piturro, 4°AT

Il Cuore Del Lunardi

Il bar del Lunardi è sicuramente uno dei luoghi fondamentali della scuola, possiamo definirlo il vero e proprio cuore pulsante dell’istituto, non solo perché qui si può gustare qualcosa di appetitoso tra una lezione e l’altra, ma anche per i bellissimi momenti di svago e chiacchiere con gli amici. Essendo già in quinta, abbiamo sperimentato moltissimi istanti al bar da condividere insieme, e purtroppo di conseguenza per noi ne restano ancora pochi. Il consiglio che diamo a voi più giovani è quello di godervi al massimo le ricreazioni in compagnia, perché nel corso di questi 5 anni il bar non è sempre stato accessibile. I motivi per le numerose chiusure temporanee del bar sono stati sicuramente i cambi di gestione, ma soprattutto il covid. Come potete immaginare, prima del covid il bar era sempre pieno di studenti che entravano e uscivano, che aspettavano con ansia di prendere la loro merenda e di sedersi ai tavolini per mangiare con gli altri. Questa situazione idilliaca durò solamente per i primi due anni, anzi per il primo anno e mezzo, perché in terza e in quarta le speranze che il bar riaprisse erano sembrate a tutti ormai sfumate. Siamo scese parecchie volte nel seminterrato l’anno scorso, e vedere il bar completamente vuoto e inaccessibile è stato a dir poco straziante. I baristi intenti nel loro lavoro, i professori a bere il caffè insieme, gli alunni in fila ad aspettare l’ordine… non c’erano più, c’era solo buio e polvere, una visione quasi apocalittica. Invece, a settembre, qualcosa è cambiato: il bar ha ripreso a vivere di nuo- vo!

Questa seconda vita è stata forse ancora più vivace e intensa di quella di prima, o semplicemente noi la vediamo così adesso perché sappiamo quanto ci erano mancati il contatto umano e le pietanze appena sfornate.

I nostri preferiti

Il bar della scuola presenta una vasta gamma di bibite e pietanze, dal caffè fino ai panini con vari condimenti e, se prenotati, anche piatti di primi come pasta o risotto.

Per quanto riguarda i dolci, ciò che preferisco in assoluto è cappuccino + brioche, che può essere acquistato a soli 1.70€ con le brioches più semplici, mentre a 2€ con le girelle o le brioches di pasticceria.

Poter fare colazione in modo così accessibile permette a tutti di potersi fermare con i propri amici, e gustare una buonissima e sostanziosa colazione stando in compagnia.

Per quanto riguarda invece il salato, le merende che più ci piacciono sono il trancio di pizza, il panino vegetariano e la focaccia al crudo. Tutti i prodotti hanno un prezzo a dir poco stracciato, perché ognuno non supera i 2 euro, anzi spesso mi è capitato di dovermi fermare a pranzo e riuscire a non sforare questo misero budget.

Oltre ai soliti panini da quest'anno è poi possibile ordinare pasta o altre pietanze calde come riso, pizza intera con condimenti e insalatone. Questi piatti permettono di pranzare in modo sostanzioso e, comunque, con prezzi sempre inferiori ai 10 euro.

Ora poi, con l’inizio del periodo più caldo, è stata poi aggiunta la granita, che permette a studenti e professori di rinfrescarsi e gustare una bevanda molto saporita.

Oltre ai bassi prezzi la qualità è davvero migliorata, perché i prodotti freschi appena sfornati sono deliziosi e non siamo le uniche a pensarlo. Chiedendo a nostri amici e compagni abbiamo ricevuto da tutti un feedback molto positivo sul bar della scuola

"La famiglia che gestisce il bar è sempre estremamente gentile e premurosa, sono davvero bellissime persone"- Fatima

"Spesso vado a fare colazione o per merenda, la mia preferita è la pizza"- Maddalena

"Per attività scolastiche come giornalino e bookclub mi sono fermata molte volte a mangiare e mi sono sempre trovata benissimo"- Giulia

E queste sono solo alcune delle positivissime opinioni che abbiamo ricevuto chiedendo agli studenti.

Il bar è quindi diventato il vero e proprio cuore dell’IIS Lunardi!

Let The Sunshine In Un Tuffo Negli Sconvolgenti Anni 70

maggio al teatro di Casazza alle ore 20:30. La tematica, scelta dalla professoressa Laura Vavassori, è il periodo della sua adolescenza: gli indimenticabili anni 70, periodo di buio e splendore, del sabato sera in discoteca a scatenarsi e del lunedì mattina in piazza a protestare per un mondo migliore.

Gli alunni coinvolti in questo progetto sono: Francesca Caldara 5CT, Federica Maffezzoni 5CL, Giulia D'Andrea 5DL, Chiara Castrezzati 4CL, Luca Carrus 3DR, Emma Ballini 3CL, Marcella Curtotti 3DL, Lorenzo Francioso

1BT, Matteo Tironi 1BT, Angel Abdulaye

La frase "Let the sunshine in" può sembrare una semplice espressione inglese, ma dietro di essa si cela il lavoro duraturo e molto impegnativo di una regista professionista, una professoressa e undici ragazzi e ragazze appassionati di teatro.

Il laboratorio teatrale del Lunardi è infatti tornato più forte di prima il 14 novembre 2022. Dopo due mesi di esercizi e riscaldamento, la regista Valentina Pescara e anche gli studenti stessi hanno scritto il copione che, dopo innumerevoli prove, verrà messo in scena giovedì 25

1AL, Mirea Giani 1AL.

Vi invitiamo tutti quanti a fare un tuffo nel passato e a conoscere quest'epoca meravigliosa!

Chiara Castrezzati, IV CL

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