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UN ANNO IN CALIFORNIA

un sacco quando tornerò in Italia. In quest’ultimo mese sono stata invitata a due compleanni completamente diversi. Il primo organizzato da una mia compagna di classe, Jojo e il secondo da una mia amica di un’altra classe, Aisha. Il primo lo abbiamo festeggiato a casa sua: abbiamo preparato e mangiato sushi e poi, dopo cena, la vera festa è iniziata, una festa a tema (omicidio misterioso), dove ognuno dei partecipanti interpretava una parte che doveva rispettare fino alla fine della serata. Alla fine della festa bisognava cercare di capire chi era stato il colpevole, io e la mamma di Jojo ci siamo avvicinate alla soluzione più di tutti.

Ciao a tutti, come prima cosa vorrei scusarmi perché nell’articolo precedente non vi avevo raccontato come viene festeggiata la Pasqua in California. Innanzitutto, non essendo un Paese strettamente cristiano, la festa non è come la nostra e la cosa che mi ha fatto più ridere è che una delle mie sorelle ospitanti mi ha detto: “Non è strano, che Pasqua sia sempre domenica?” io sinceramente non sapevo cosa rispondere: cioè non è ovvio? Comunque, nella mia famiglia abbiamo festeggiato Pasqua facendo la caccia alle uova nel giardino e poi abbiamo mangiato insieme a degli amici di famiglia.

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Ok, adesso che ho recuperato ciò che mi era sfuggito posso parlarvi di quest’ultimo mese.

In questi ultimi mesi sto cercando di fare più cose possibili: sono stata invitata a due compleanni diversi, sono andata in spiaggia almeno un milione di volte, ho partecipato alle finali di atletica, sono andata sull’aereo di mio papà e ho seguito strane attività con la scuola. A metà aprile dei miei vicini di casa sono andati in una breve vacanza e mi hanno affidato i loro porcellini d’india; praticamente dovevo andare a controllare come stavano e nutrirli almeno due volte al giorno. La cosa che mi ha stupita è che si sono fidati talmente tanto da darmi le loro chiavi di casa e io li conosco solamente da un anno; se c’è una cosa che adoro di Humboldt è che tutti sono sempre gentili e sinceramente felici di spendere del tempo con te. Cosa che si può vedere ovunque, ma soprattutto in piazza il sabato, al mercato, posto e momento meraviglioso per uscire con gli amici, cosa che sto cercando di fare il più possibile perché sono sicura che mi mancherà

L’altro compleanno, quello di Aisha, lo abbiamo festeggiato in spiaggia, intorno ad un falò con musica e cibo da arrostire. Nonostante ci trovassimo sull’oceano gelido, ho deciso di fare il bagno insieme ad altre tre ragazze, le uniche abbastanza pazze da fare il bagno nell’acqua che viene direttamente dall’Alaska. Questa non è stata l’unica uscita in spiaggia, sono andata anche altre volte con diversi amici, tra cui gli studenti di scambio e i volontari. Voglio parlare di questa volta in particolare perché è stata la prima per una mia cara amica e anche perché quando sono andata a nuotare non ero completamente da sola anche se ero l’unica che stava facendo il bagno: c’era anche una foca, è stato molto divertente e sono molto grata di aver avuto quest’esperienza perché non so quante volte ancora potrò averla nella vita. Quella sera, per tornare a casa, mi sono fatta dare un passaggio da una volontaria e in macchina c’era anche un’altra studentessa. Io e la volontaria stavamo parlando della mia scuola e Eszti, l’altra ragazza, era affascinata dal fatto che esistesse una scuola così strana, talmente affascinata che vorrebbe venire a vederla prima di tornare i Ungheria.

A proposito di cose strane nella mia scuola vorrei parlarvi di due esperienze: una è stata una cena a casa di un’insegnante e l’altra è May pole. La cena a casa dell’insegnante è stata organizzata da Marceau, il prof di arte, che ha voluto riunire il gruppo che aveva partecipato al viaggio in Europa semplicemente preparando una cena tutti insieme e mangiando in compagnia. È stata proprio una bella serata e mi sono divertita molto a rivedere i professori come degli amici. May pole se non sbaglio è una festa di origine svedese, è entrata nelle tradizioni della scuola e praticamente consiste nel danzare intorno ad un palo, tenendo in mano delle stringhe che poi si annodano l’una con l’altra creando una sorta di treccia. Mentre alcuni studenti danzavano intorno al palo altri suonavano strumenti musicali dando il ritmo e altri avevano diversi animali.

Un’altra stana tradizione è il ballo di fine anno. Come sapete in America le scuole normali hanno il Prom in cui sono solitamente invitati solo gli studenti dell’ultimo anno, nella mia scuola il ballo ha un nome preciso: Cotillon. Ci sono delle danze da eseguire e tutti sanno come ballare… diciamo che è tipo un ballo vecchio stile. Ci sono delle regole, per esempio chi indossa il vestito deve indossare anche i guanti. Per questo motivo ho ordinato il mio completo e poi sono andata a farlo sistemare.

I miei genitori ospitanti mi permettono di fare molte più cose di prima e quindi sono sempre in giro con i miei amici, anche se solo per una passeggiata, ma sto cercando anche di spendere più tempo possibile con loro perché ormai il giorno della partenza si avvicina sempre di più. Proprio per via della partenza in questo periodo ho un mix di emozioni dentro di me; sono felicissima di tornare e poter vedere i miei amici e la mia famiglia, ma sono tristissima di lasciare i miei amici e la famiglia che mi ha accolta qui. Una settimana fa sono andata all’ultimo incontro con gli studenti e i volontari di Intercultura e mi ha confortata molto sentire che non sono l’unica, che anzi, questo confusione di sentimenti è presente in tutti gli studenti.

Finalmente sono riuscita anche a salire sull’aereo di mio papà. Sì, lui è un ex pilota e ha il suo aereo personale. Non ho molto da dire di questo giorno, ma posso confessare che mi sono spaventata a morte quando mi ha lasciata ai comandi, cosa che poi è risultata un’esperienza incredibile e divertentissima che vorrei rifare altre mille volte.

E infine, vi dico che ho partecipato all’ultima gara di atletica, sono riuscita ad accedere alle finali del salto in alto e del salto in lungo. Mi sono divertita molto a provare e gareggiare in questo sport che non avevo mai provato prima.

Vi saluto e ci vediamo nel prossimo articolo o magari direttamente a scuola.

Sara Chiarini, 4°AAFM

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