Ottica Fisiopatologica
LENTI FREE FORM, PARTE 1 Geometrie nitide, soluzioni sartoriali: Il mondo dell’ottica alla ricerca del massimo grado di personalizzazione
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Intervista al Dottor Luigi Mele, U.O.C Oculistica, Servizio Trapianti Corneali della A.O. Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Salmoiraghi & Viganò, e al Dottor Andrea Piantanida, Segretario dell’Associazione Italiana Strabismo (AIS) e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Salmoiraghi & Viganò.
Il dottor Andrea Piantanida
Il dottor Luigi Mele
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EyeSee inaugura una nuova sezione dedicata all’ottica fisiopatologica, con una serie di tre articoli che mirano ad approfondire le caratteristiche, i vantaggi e le indicazioni delle lenti progressive e monofocali Free Form. Questo primo articolo descrive l’innovazione nella costruzione e i vantaggi della personalizzazione garantiti dalla geometria a forma libera. La missione di garantire il massimo gradimento per chi porta gli occhiali passa attraverso un singolo concetto: personalizzazione. Grazie alle più recenti innovazioni nel campo dell’ottica è oggi possibile costruire delle lenti perfettamente calcolate in base alle esigenze del paziente per la correzione di ametropie associata ad una drastica riduzione di aberrazioni ed altri disturbi visivi. Grazie a questa nuova tecnologia a forma libera, chiamata Free Form, trovare l’occhiale più adatto al paziente non è più una scelta tra una molteplicità di misure standard, ma una vera e propria opera di ‘sartoria ottica’. “Questa è una tecnologia che consente di costruire una lente e lavorare la sua superficie sui molteplici punti”, spiega Andrea Piantanida. “Si potrebbe considerare una lente di sartoria, proprio perché il principio di personalizzazione si basa sulla misurazione di numerosi parametri non solamente ottici del paziente”, aggiunge. Il Dottor Andrea Piantanida, MD, è Oftalmologo Pediatrico esperto in Strabismo e Disturbi della Motilità Oculare, Segretario dell’Associazione Italiana Strabismo (AIS) e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Salmoiraghi & Viganò. “Si tratta di un sistema unico che considera contemporaneamente sia la lente, sia la montatura, e che per massimizzare la personalizzazione in fase di progettazione richiede para-
metri legati anche allo stile di vita, alle abitudini quotidiane, l’età, l’etnia, la forma dell’occhio e molti altri indici specifici”, spiega Piantanida. “Tutti dati raccolti allo scopo di massimizzare le prestazioni di una lente costruita in Free Form”. “Una lente costruita con una geometria a forma libera porta con sé moltissimi vantaggi rispetto ad una lente standardizzata di vecchia generazione”, spiega il Dottor Luigi Mele. “Il primo vantaggio è sicuramente l’ampliamento del campo visivo, seguito da una riduzione drastica delle aberrazioni, in particolar modo quelle laterali”, aggiunge Mele. “Questo è particolarmente evidente nei modelli di lente progressiva”. Luigi Mele, MD, PhD, è Oculista presso l’U.O.C Oculistica, Servizio Trapianti Corneali della A.O. Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Salmoiraghi & Viganò. “Stiamo parlando di un processo che rende obsoleta la costruzione di una lente su due assi principali, per scomporre la superficie in tanti piccoli punti su cui viene fatta una lavorazione millimetrica”, spiega Mele. “Questo garantisce un risultato decisamente ottimale”, aggiunge. Il processo di lavorazione di una lente Free Form avviene grazie ad un sistema computerizzato che, tenendo conto di tutti i parametri essenziali al suo perfezionamento, effettua meticolosamente delle incisioni su un numero elevato di punti ottici. Secondo Andrea Piantanida, questo apre ad un ventaglio di possibilità impressionante. “Sulla lente vengono lavorati più di quarantamila punti ottici in grado di compensare i difetti di rifrazione a seconda della posizione dell’occhio. Questo significa avere circa ottocen-