Lenti Free Form - parte 2

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Ottica Fisiopatologica

LENTI FREE FORM, PARTE 2 Sinergie proficue alla ricerca del massimo grado di personalizzazione

E

Intervista al Dottor Luigi Mele, U.O.C Oculistica, Servizio Trapianti Corneali della A.O. Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Salmoiraghi & Viganò

Il dottor Andrea Piantanida

Dottor Luigi Mele

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EyeSee inaugura una nuova sezione dedicata all’ottica fisiopatologica, con una serie di tre articoli che mirano ad approfondire le caratteristiche, i vantaggi e le indicazioni delle lenti progressive e monofocali Free Form. Sulla coda del Simposio della Società Oftalmologica Italiana organizzato insieme la redazione di EyeSee al 18° Congresso Internazionale della Società Oftalmologica Italiana, la parte 2 mira ad evidenziare l’importanza fondamentale della sinergia tra figure professionali dietro alla perfetta prescrizione e alla massima soddisfazione del paziente con le innovative lenti Free Form. Il processo verso la creazione di una lente progressiva Free Form ad altissime prestazioni inizia dalla visita oculistica del paziente. Con alcune eccezioni, le lenti progressive possono essere adatte alla maggior parte dei pazienti in età adulta. “Quasi tutti i pazienti presbiti possono usare le lenti progressive. Sono lenti particolarmente adatte sia per coloro che lavorano ai videoterminali, che a quelli che lavorano come autisti, e in generale a tutti coloro che fanno un lavoro che richiede una messa a fuoco a più distanze in breve tempo”, spiega il Dottor Luigi Mele, MD, PhD, Oculista presso l’U.O.C Oculistica, Servizio Trapianti Corneali della A.O. Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Salmoiraghi & Viganò. “Non c’è alcuna controindicazione specifica, anche una casalinga o chi lavora a casa può tranquillamente giovare di una lente progressiva. Si tratta di un’evoluzione della normale correzione ottica di un presbite, di un superamento della necessità di avere un paio di occhiali per lontano e uno per vicino”, osserva Mele. “È come avere una automo-

bile che allo stesso tempo ti permette di fare comodamente lunghi viaggi in autostrada e districarsi agevolmente nel traffico cittadino, superando così la necessità di avere due automobili una ‘per vicino’ e una ‘per lontano’”, sottolinea Mele. Secondo il Dottor Luigi Mele, le criticità con le lenti progressive Free Form sono molto rare. “Con le vecchie lenti progressive alcuni pazienti con problemi rilevanti al tratto osseo cervicale e problematiche posturali importanti ad esse collegate potevano avere delle difficoltà relative all’adattamento, ma questo è un problema ormai superato grazie all’accurata personalizzazione raggiunta negli ultimi anni delle lenti progressive Free Form. La criticità maggiore è ancora presente con i pazienti affetti da forme di strabismo”, osserva Mele. “Alcune forie, non consentono l’utilizzo di lenti progressive. Questo è tuttavia un problema che viene individuato subito attraverso una approfondita visita oculistica”, spiega Mele. La prima figura di importanza nel processo di prescrizione di una lente Free Form è l’oculista. L’obiettivo di ottenere una lente di massima resa e dal veloce adattamento passa attraverso l’anamnesi, l’esame obiettivo e la visita oculistica completa. “Spetta all’oculista procedere ad un’anamnesi accurata, che deve sia essere clinica finalizzata a individuare eventuali patologie come diabete, pressione arteriosa, patologie neurologiche, problemi cervicali e ossei”, spiega Mele. “A fianco a questo, è necessaria anche un’anamnesi occupazionale in cui l’oculista analizza le necessità visive in base alla professione e alle condizioni lavorative. È un elemento molto importante che si deve sempre associare ad una visita oculistica approfondita. Step finale è


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