Mondo Agricolo n.3/2018

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AGGREGAZIONE CONFOLIVA l FILIERA NOCCIOLO l VITICOLTURA SOSTENIBILE l RAPPORTO OIV l PAESAGGI AGRUMICOLI APP DEI PISCICOLTORI l ACETO DA GRATTUGIARE l MOTHER REGULATION l LOMBARDIA CARNE l SIGARO DA COLLEZIONE



L’EDITORIALE nnn

Una visione comune

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opo il lavoro svolto con il think tank “Farm Europe” e dopo aver condiviso con organizzazioni agricole, istituzioni e amministrazioni degli altri Paesi europei, nell’ambito del Global Food Forum (GFF), una visione comune di agricoltura, anche nell’ottica della Pac post 2020, pochi giorni fa abbiamo presentato le nostre proposte al Parlamento europeo. Obiettivo - e merito - del GFF è stato quello di contribuire a tracciare una strada comune e di aprire un confronto con tutti gli attori della filiera, a livello europeo, sulle questioni più importanti per il futuro dell’agroalimentare, tenendo conto delle diversità dei sistemi dei vari Paesi membri. Cambiamenti climatici, gestione dei rischi, utilizzo di energie rinnovabili, sicurezza alimentare, innovazione digitale, Brexit, queste – solo per citarne alcune – sono le sfide più importanti che l’agricoltura dovrà affrontare e per le quali serve una Pac più evoluta e capace di rispondere meglio alle esigenze di imprese che devono fronteggiare una sempre maggiore instabilità dei mercati. Una Pac che tenga conto della necessità delle imprese di innovare, di produrre in modo sostenibile, di essere più competitive. Se l’Europa vuole rimanere un polo d’eccellenza agroalimentare non può prescindere da questo: strumenti politici, economici e tecnici devono essere adeguati ai nuovi scenari in cui operano e opereranno gli agricoltori. Nonostante i miglioramenti introdotti con il regolamento Omnibus, infatti, c’è ancora molto da fare. In primo luogo nel bilancio europeo si dovranno trovare risorse aggiuntive per finanziare le nuove priorità e compensare le perdite causate dalla Brexit. L’impegno - come ha sottolineato il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani – dovrà essere anche quello di rendere il settore primario sempre più moderno e competitivo. Allo stesso modo occorre che gli accordi internazionali si basino sul principio di reciprocità. Provvedimenti protezionistici, come i recenti dazi USA su acciaio e alluminio, rischiano di portare a delle guerre commerciali e di compromettere la ripresa in atto su scala mondiale. Serve un’Europa più coesa e forte ed occorre che i mercati siano aperti, senza barriere che ostacolino gli scambi. Ho ribadito anche questo al Parlamento europeo e su questa linea prosegue il nostro lavoro con il Global Food Forum 2018 di cui sono presidente e che si terrà, sempre in Italia, a settembre. Le correnti antieuropeiste dei vari Paesi sembrano poter giocare un ruolo delicato negli equilibri internazionali. Comunque non verrà meno il nostro impegno per una politica agricola che sia realmente “comunitaria”, espressione di un’Europa unita e competitiva. Massimiliano Giansanti

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SOMMARIO

Direttore responsabile Gabriella Bechi

L’EDITORIALE Una visione comune Massimiliano Giansanti .................

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APERTURA DOPO ELEZIONI Cantiere Italia Gaetano Menna ..........................

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PRIMO PIANO VINITALY-SOL Novità nel calice Anna Gagliardi ...........................

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Aggregazioni e sinergie G.M. ...................................... 39 Progetto nocciola G.M. ...................................... 40

Coordinatore responsabile Gaetano Menna Editrice Sepe Presidente Diana Theodoli Pallini

ATTUALITÀ IMPRESE Firma il welfare Gabriella Bechi .......................... 44

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Galleria di emozioni Anna Gagliardi .......................... 10

Orgoglio pesto G. B. ...................................... 48 ATTUALITÀ RAPPRESENTANZA Agevolazioni Imu Elisabetta Tufarelli ...................... 52 UNCAI NOTIZIE

Pubblicità

Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Edagricole - New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel. +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853 pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it Ufficio Traffico Tel. +39 051.6575.842 impianti.edagricole@newbusinessmedia.it Stampa e diffusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Litorama spa - Milano

Confagricoltura

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Rubriche Bandiera dell’export Daniele Cernilli ......................... 18 Olive unite Elisabetta Tufarelli ...................... 26 FOCUS AGRIUMBRIA Appuntamento a Bastia Gaetano Menna ......................... 37

Mappamondo Vino salute . . . . . . . . . . 42 Enapra FIIAF . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53 Organizzazione Salento . . . . . . . . . . . . 54 Campi rosa Due domande a… . . . . . . 56 Anga Filiera Olivicola . . . . . . . . . . . . . . . 57 Over 65 Camminare . . . . . . . . . . . . . . . 60 Buono a sapersi... Film . . . . . . . . . . . . 64



APERTURA DOPO ELEZIONI

Cantiere Italia Dopo il voto uno scenario politico tutto da costruire. Le imprese chiedono stabilità in tempi rapidi ed un ministro agricolo a tempo pieno di Gaetano Menna

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a questo pomeriggio non sono più ministro, per rispetto del ruolo istituzionale che ho ricoperto fin qui e per quello che ora sono chiamato a svolgere»; lo ha detto la sera del 13 marzo Maurizio Martina, intervenendo alla trasmissione televisiva “Porta a Porta”. A seguito delle dimissioni, per il ministero di via XX Settem-

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bre è stato previsto un interim, assunto direttamente dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Martina è stato nominato sottosegretario all’Agricoltura il 3 maggio 2013 (governo Letta), eletto ministro il 22 febbraio 2014 (governo Renzi), confermato ministro il 12 dicembre 2016 (governo Gentiloni). La

decisione delle dimissioni da ministro è giunta assumendo l’incarico di vicesegretario reggente del Partito Democratico. Il presidente confederale Massimiliano Giansanti, in una nota diramata nella serata del 13 marzo ha ringraziato Martina per l’attività svolta da ministro ed «apprezzato la sensi-

AGRICOLTORI E PARLAMENTARI

A Piacenza, nelle fila del Partito Democratico, è stata eletta il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli, agricoltrice, associata a Confagricoltura. Confagri Roma associa il parlamentare ed economista Renato Brunetta, per la sua impresa vitivinicola e Maria Spena, già Paola De Micheli assessore di Roma Capitale, che ha un’azienda agricola di famiglia (entrambi Forza Italia). In Parlamento anche Raffaele Nevi (Forza Italia), in politica sin da ragazzo, imprenditore agricolo, socio a Terni. Guglielmo Golinelli - dirigente di Confagricoltura di Modena e Anga, esperto del settore suinicolo - è stato nominato parlamentare nelle fila della Lega. A Novara è stato eletto Marzio Liuni (Lega), proprietario di una azienda florovivaistica, presidente regionale dei floricoltori di Confagricoltura, presidente del Confidi, già assessore provinciale all’Agricoltura. A Parma sono stati eletti altri due titolari di aziende agricole: Laura Cavandoli e Gian Battista Tombolato (entrambi Lega). Nelle file dei 5 Stelle è stato eletto l’allevatore di ovini Luciano Cadeddu, associato a Confagricoltura Oristano.


bilità istituzionale delle sue dimissioni, comprendendone le ragioni alla base». Le dimissioni di Matteo Renzi da segretario del PD sono state l’ultimo atto delle elezioni del 4 marzo, che hanno mostrato il centrosinistra in arretramento e il centrodestra ed il Movimento 5 stelle premiati dall’elettorato, anche se con una netta spaccatura tra Nord e Sud Italia. Nel Settentrione è emersa la forte affermazione del centrodestra, soprattutto in alcune regioni, mentre nel Meridione i pentastellati hanno avuto il predominio. Evidentemente il Nord, che ha un’economia in ripresa ed è più preoccupato per la sicurezza e l’immigrazione selvaggia, ha premiato la Lega; mentre il Sud, che ancora fa fatica a uscire dalla crisi e presenta una forte disoccupazione, ha preferito i 5 Stelle che sembrano rispondere maggiormente a queste istanze. Per quanto riguarda la formazione del governo si sta cercando di superare la fase di stallo (dovuta al fatto che nessuno dei tre blocchi ha la maggioranza). L’intesa tra Lega e 5 Stelle ha permesso di eleggere i presidenti di Senato (Elisabetta Alberti Casellati) e Camera (Roberto Fico). L’importante è dare stabilità al Paese e certezze alle imprese e bisogna farlo in tempi molto rapidi: lo stesso settore agricolo non può essere gestito a lungo dal premier uscente. A via XX Settembre c’è bisogno di un ministro a tempo pieno, nell’ambito di un governo, nel pieno delle sue funzioni, forte e apprezzato sugli scenari europei ed internazionali; ancor più in un momento cruciale per la definizione della nuova politica agricola comune (Pac) del post 2020. Nel momento in cui vanno delineati i pilastri della politica agricola dei prossimi decenni, l’Italia deve essere in prima linea per rappresentare e difendere – con determinazione ed autorevolezza le nostre imprese agricole ed i nostro prodotti e far sì che possano essere sempre più competitivi nel mondo. nnn MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 7


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Novità nel calice Le parole chiave di Vinitaly 2018 sono tre: export, sostenibilità e innovazione di Anna Gagliardi

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al 15 al 18 aprile Verona ospita la 52esima edizione del Vinitaly: quattro giorni dedicati al business enologico, in contemporanea con Sol & Agrifood, dove sono protagonisti l’olio e altre eccellenze agroalimentari, ed Enolitech, con la tecnologia innovativa per i comparti del vino e dell’olio. L’anteprima sarà il 14 sera con il tradizionale evento dedicato ai cento (per la precisione 107) vini italiani selezionati da Wine Spectator, riservato esclusivamente a buyer e giornalisti stranieri. Numerose le etichette delle aziende associate a Confagricoltura presenti nella top

hundred. Le parole chiave del Vinitaly 2018 sono sostanzialmente tre: export, sostenibilità, innovazione. L’edizione numero 52 si apre sotto i migliori auspici e sulla scia del successo dello scorso anno, quando la fiera registrò 128mila presenze da 142 nazioni. In crescita la partecipazione degli stranieri e conseguente l’aumento del 25% dello spazio riservato all’esposizione internazionale (International Wine Hall). Ma i riflettori sono puntati soprattutto sulle regioni italiane e le rispettive produzioni alla ricerca di nuovi mercati. I dati definitivi relativi all’export di vino italiano nel 2017 (Istat) parlano di 5,9 miliardi di euro, con una crescita


Attenzione puntata sui vitigni autoctoni di cui l’Italia è leader del 6,2% rispetto all’anno precedente. Un risultato importante che posiziona l’Italia al quinto posto tra i top player mondiali in fatto di perfomance, ma che può essere ancora migliorato. Esaminando il dettaglio delle migliori prestazioni dell’ultimo anno in fatto di export, il primo posto va all’Australia, con un +15,1% rispetto al 2016, pari a 1,8 miliardi di euro. Al secondo posto la Francia, che cresce del 9,9% (pari a 9,1 mld/€), quindi la Spagna, con +6,5% (2,8 mld/ €), il Cile (+6,3%, 1,8 mld/€) e l’Italia, che è trainata principalmente dagli spumanti, capaci di crescere di quasi 14 punti in percentuale in dodici mesi. I primi mercati di riferimento per il vino italiano sono gli Stati Uniti, la Germania e la Gran Bretagna; l’Europa rappresenta la principale destinazione di tutte le nostre esportazioni enologiche, con oltre il 50%. La prospettiva è di aumentare la quota verso l’Asia e consolidare gli States. Gli scambi internazionali mettono in luce le richieste dei consumatori di oggi, che vogliono novità nel calice. L’attenzione è puntata sui vitigni autoctoni, di cui l’Italia è leader mondiale, poiché capaci di esprimere al meglio le caratteristiche di un terroir e incuriosire chi degusta. La ricerca negli ultimi anni ha riscoperto varietà antiche, dando ai vitigni minori una nuova vita e allargando conseguentemente la gamma della proposta vinicola delle varie regioni. Sul fronte della sostenibilità, i territori da tempo sono impegnati a produrre vini in grado di coniugare la qualità con il rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore. Alcuni convegni in programma al Vinitaly focalizzeranno l’attenzione proprio sulle ultime novità in quest’ambito e anche nello spazio confederale

ci saranno approfondimenti in merito. Ovunque si registra un interesse verso la produzione bio, con numerose aziende che hanno iniziato la conversione delle vigne a biologico. La richiesta da parte di alcuni mercati, Nord Europa in particolare, di “organic wines” ha favorito e sta tuttora favorendo questo processo, incoraggiato anche dai bandi dei Programmi di Sviluppo Rurale. Infine l’innovazione, a cui sono dedicati alcuni meeting alla fiera di Verona: focus sulla viticoltura di precisione, che risulta efficace nell’ottica di una produzione più sostenibile, poiché limita gli interventi in vigna esclusivamente lad-

dove richiesti, impedendo sprechi di prodotto e di ore lavoro. Ci sono tuttavia ancora difficoltà nella diffusione della precision farming in Italia, sia per le caratteristiche morfologiche di molti vigneti che richiedono ancora lavorazioni manuali, sia per il forte attaccamento alla tradizione da parte delle generazioni meno giovani. Ciononostante, gli evidenti risultati in termini qualitativi da parte di chi ha fatto dell’innovazione una strategia aziendale stanno portando la vitivinicoltura italiana verso nuove sfide. Alla più grande fiera del vino italiano tutto questo sarà tangibile, raccontato dai diretti protagonisti. nnn MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 9


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Galleria di emozioni

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Lo stand confederale alla fiera di Verona è un’immersione nel “verde”. Spazio a territori, prodotti e incontri di Anna Gagliardi

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i rafforza ulteriormente la presenza di Confagricoltura al Vinitaly. Nel padiglione 9, area D, lo stand confederale, ampliato rispetto allo scorso anno, è pronto a dare vita alla grande Italia dei vini e degli oli e agli incontri sui temi di stretta attualità. Il sipario si alza domenica 15 aprile con il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ad inaugurare lo spazio suddiviso in più aree: la Galleria delle regioni, con tutti i territori racchiusi in alcune etichette simbolo delle Doc e Docg più rappresentative; l’area di accoglienza, con un bancone bar e i vini in mescita per gli ospiti; la sala attrezzata per gli incontri e le degustazioni guidate. L’obiettivo di Confagricoltura alla più importante fiera vinicola organizzata in Italia è molteplice: da un lato dare la possibilità alle aziende associate di avere un riferimento costante e puntuale, utile per gli incontri professionali con importatori e buyer, giornalisti e operatori del settore; dall’altro lo spazio è anche una vetrina per gli stessi produttori che possono usufruire delle sale per raccontare al pubblico i territori di origine dei vini e delle altre eccellenze agroalimentari regionali. Il calendario è particolarmente fitto e, al momento di andare in stampa con il giornale, ancora in fase di rifinitura degli ultimi particolari. MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 11


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Agli appuntamenti si aggiungono i focus di approfondimento sui temi di attualità e gli incontri istituzionali. Alcune regioni organizzano eventi con degustazione guidata dei vini e dei prodotti tipici. Domenica 15 aprile è di scena la Campania con una selezione di vini bianchi e rossi. Lunedì 16 tocca alla Puglia, che porta al Vinitaly i vini abbinati ad alcune specialità: è il caso dell’oliva Bella di Cerignola, del pane di Altamura o dei Taralli, ma anche della mozzarella di Gioia del Colle, che ha recentemente conquistato la Dop. Il tutto accompagnato dal pregiato olio extravergine di oliva. Martedì 17 tocca al Nord, con tre regioni in scena: il Piemonte, il Veneto e la Lombardia. La regione subalpina propone al Vinitaly alcuni abbinamenti di prodotti tipici, un viaggio goloso dalle Alpi alle Langhe, dalle risaie al Monferrato. Di scena quindi il Crudo di Cuneo Dop, prodotto nelle provin12 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2018

Confagri Promotion: tre appuntamenti con DoctorWine ce di Cuneo (che vanta secoli di vocazione all’allevamento di suini e alla lavorazione delle loro carni), Asti e in 54 comuni della zona Sud della provincia di Torino. Il Crudo di Cuneo viene abbinato alle bollicine di Alta Langa, lo spumante metodo classico piemontese brut millesimato, all’Asti Secco, che ha debuttato da poco sulla scena internazionale, e ad altri vini bianchi della provincia di Cuneo, quali Arneis e Favorita. Ci si sposta quindi nel Monferrato con il Grignolino, la Doc che sta vivendo un periodo di grande riscoperta da parte dei consumatori e della critica, per salire nel Canavese con l’Erbaluce di Caluso, la Docg che chiude al Vinitaly i festeggiamenti del cinquantenario della denominazione, e nel Ver-

cellese, con il pregiato Gattinara a rappresentare i vini rossi importanti del Piemonte. Per l’occasione viene anche cucinato un risotto, essendo il Piemonte la più vasta area produttrice di riso in Italia, e si chiude con una carrellata di formaggi. La regione vanta un’ampia gamma di produzioni vaccine e caprine, anche d’alpeggio. Non mancherà il pregiato Gorgonzola, con la provincia di Novara a farla da padrone, abbinato ai vini passiti. Nei giorni di fiera, sempre presso lo stand confederale, Confagricoltura Pavia organizza un evento di degustazione con sei aziende produttrici e varie tipologie di vino (dal Pinot nero alla Croatina, dalla Bonarda al Pinot grigio). In evidenza l’”Unione golosa” con l’obiettivo di valorizzare il territorio e le sue produzioni di qualità. In primo piano il Salame di Varzi Dop. La zona tipica di produzione del salame corrisponde all’area della Comunità Montana


Incontri professionali con importatori, buyer, giornalisti e operatori dell’Oltrepò Pavese, caratterizzata da particolari condizioni climatiche ed ambientali, strettamente connesse alla conformazione del territorio. Il Veneto punta l’attenzione sui vini sostenibili e sulle scelte dei viticoltori in questa direzione, partendo dalla viticoltura di montagna, che di per sé racchiude ed esalta il concetto di sostenibilità. Mercoledì nella sala degustazione è la volta dell’Emilia Romagna, con le province di Modena e Bologna: ai vitigni autoctoni più conosciuti della regione si affiancano ora quelli dimenticati e via via recuperati, che già aspirano a diventare Doc. Si è riscoperto il Centesimino, vitigno a bacca nera, colore intenso, 15 gradi, o il Famoso, molto aromatico e produttivo, a bacca bianca. Seguono i sorsi di vino che hanno fatto la storia delle terre di Romagna: l’Albana passito, il Sangiovese, il Trebbiano nella versione frizzante.

FORMAZIONE E SERVIZI SU MISURA

Confidi Systema, insieme a Confagricoltura Lombardia, lunedì alle 16,30 incontra le aziende vitivinicole per presentare i servizi su misura per le realtà vitivinicole. “La formazione per la competitività delle imprese vitivinicole italiane” è invece il tema dell’incontro di martedì 17 organizzato da Enapra insieme a Intesa San Paolo, finalizzato a illustrare come cambiano le competenze professionali richieste dalle aziende di fronte alle nuove tendenze e ai nuovi scenari di mercato. L’appuntamento rientra nel programma nazionale di Enapra per la crescita professionale degli addetti delle imprese agricole. Sui colli di Bologna si coltiva il Pignoletto fin dall’epoca etrusca e romana. Ora è anche una Docg: al Vinitaly viene proposto nella versione bio e spumante metodo charmat. Sono presenti anche alcune produzioni esclusive da vitigni autoctoni, la Malvasia di Candia e l’immancabile Lambrusco nella versione secca e amabile. Tutti i vini sposano prodotti della tradizione emiliano-romagnola: torta fritta, tigella, gnocco, piadina insieme ai vari salumi (strol-

ghino, culatello, prosciutto, etc..) e Parmigiano Reggiano. Confagricoltura organizza inoltre tre appuntamenti che si preannunciano sold out con Daniele Cernilli: lunedì 16 al mattino e martedì 17 al mattino e al pomeriggio, DoctorWine degusta una selezione di vini delle aziende appartenenti a Confagri Promotion, il consorzio di Confagricoltura che organizza eventi internazionali e incontri B2B per le imprese associate. Stay tuned! nnn

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C’eravamo tanto amati

Quali le conseguenze della Brexit per il settore enoico? Confagri e Ambasciata del Regno Unito fanno il punto nello stand a Verona

di Elisabetta Tufarelli 14 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2018

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rima è stata la Brexit, poi i dazi Usa. Ad allarmare il ‘made in Italy’ Gran Bretagna e Stati Uniti ce la stanno mettendo tutta. Eppure, indubbiamente, per l’agricoltura italiana il mercato è il mondo intero, come ricorda sempre il presidente Massimiliano Giansanti sottolineando che “l’agricoltura è un business e, come tale, deve guardare lontano”. Sembra in qualche modo di essere tornati indietro, a quando il presidente Trump comunicò di voler aumentare i

dazi sulle importazioni di prodotti agroalimentari e altro. Questa volta il presidente Usa ha fatto intendere molto chiaramente che non si tratta esclusivamente di una misura protezionistica per incentivare la ripresa della produzione di acciaio e alluminio, ma di una provocazione verso Paesi con i quali intende rinegoziare su altri argomenti. La UE sta mantenendo una condivisibile e vigile posizione di cautela con il Commissario al Commercio Cecilia Malmström, che reputa voler lasciare aperto il canale di comunicazione con gli USA per trovare una soluzione,


nostre produzioni. E i mercati vanno gestiti sulla base di regole multilaterali rigorose in termini di sicurezza alimentare, protezione dell’ambiente e tutela sociale”. Ma tant’è. I negoziati di libero scambio sono alla base della reciprocità e, per Confagricoltura, non occorre incoraggiare i protezionismi, invitando il mondo a chiudersi, ma incentivare il dialogo. Un ragionamento che vale per gli Usa, ma anche per il Regno Unito. In attesa della Brexit va ricordato che il vino (insieme al riso) sono considerati prodotti sensibili. Negli Uk, in particolare, il vino italiano piace, se ne beve sempre più, con una spiccata predilezione per le bollicine. In termini quantitativi abbiamo superato la Francia e, dopo Usa e Germania, la Gran Bretagna è il nostro terzo mercato di sbocco che, tra l’altro, avrà sempre bisogno di importarlo perché, visto il clima, ne produce piccole quantità nel sud del Paese. Soprattutto, Brexit o non Brexit, il nostro vino piace ed è molto apprezzato. Ma quale sarà e come evitare l’impatto dell’uscita dall’Ue? Confagricoltura con l’ambasciata

Brexit e dazi Usa. I produttori hanno paura dei cambi di scenario del Regno Unito ha organizzato un focus nel proprio stand a Vinitaly, proprio per analizzare le vie possibili per mantenere aperto il dialogo commerciale fra i due Paesi. L’evento, si aprirà con la presentazione di una relazione sulle conseguenze della Brexit sul settore vitivinicolo italiano, che verrà predisposta per l’occasione dal professore Eugenio Pomarici, del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) e del Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia (CIRVE) dell’Università degli Studi di Padova. Seguirà il confronto tra Federico Castellucci, presidente della Federazione nazionale vitivinicola di Confagricoltura, con un importatore britannico di vini italiani. Le conclusioni dell’incontro sono affidate all’Ambasciatrice britannica in Italia Jill Morris e al presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. nnn

evitando posizioni di contrasto irrecuperabili. Fatto sta che gli Stati Uniti sono il primo mercato per l’export del vino italiano, seguiti da Germania e Gran Bretagna. Tra Brexit e dazi il nostro vino è entrato nell’occhio di questi cicloni? “Le guerre commerciali – ha rimarcato Giansanti - non giovano a nessuno e rischiano di compromettere la ripresa economica che è in atto su scala mondiale”. Ma non solo. “Il sistema agro-alimentare italiano – ha proseguito - ha bisogno di mercati aperti sui quali far valere la qualità e la competitività delle MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 15


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Uno sguardo sul mondo Il 16 aprile allo stand confederale incontro con OIV sulla situazione della produzione mondiale di vino

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er la prima volta a Vinitaly, nello stand di Confagricoltura, lunedì 16 aprile, alle ore 14,30, l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) presenterà i dati relativi la situazione della produzione mondiale di vino nei vari continenti nel 2017, con un’ulteriore analisi dell’evoluzione della produzione dal 2000 in poi, nonché

dell’andamento dei consumi e del commercio internazionale di vino dal 2000 a oggi, sempre a livello mondiale. L’OIV è un organismo intergovernativo di carattere scientifico e tecnico di competenza riconosciuta nell’ambito della vite e del vino, nonché in quello delle bevande a base vino, delle uve da tavola, dell’uva passa e degli altri prodotti della vigna. È stata creata mediante l’accordo del 3 aprile 2001, entrato in vigore il 1° gennaio del 2004, al posto del precedente Ufficio Internazionale della Vigna e del Vino. Ne fanno parte 46 Stati sovrani dei cinque continenti, mentre l’Unione Europea, due regioni della Repubblica Popolare Cinese e dodici organizzazioni non governative sono Osservatori. Tra i suoi obiettivi, contribuire all’armonizzazione internazionale delle


pratiche e delle norme esistenti e, per quanto necessario, all’elaborazione di nuove norme internazionali, per migliorare l’elaborazione e la commercializzazione dei prodotti vitivinicoli e favorire gli interessi dei consumatori; indicare ai propri membri provvedimenti che tengano conto delle preoccupazioni dei produttori, dei consumatori e degli attori della filiera vitivinicola; assistere le altre organizzazioni internazionali intergovernative e non governative, in particolare quelle che perseguono attività normative. Tali obiettivi sono guidati da un Piano Strategico quinquennale Al fine di raggiungere tali obiettivi, l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino promuove e orienta ricerche e sperimentazioni scientifiche e tecniche; formula raccomandazioni e ne sorveglia l’applicazione; garantisce il rispetto delle indicazioni di etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche; contribuisce ad armonizzare e ad adeguare le normative dei suoi membri; partecipa alla tutela della salute dei consumatori e contribui-

Distribuzione vitigni a livello mondiale e relativi trend re alla sicurezza sanitaria delle derrate alimentari. All’incontro veronese parteciperà il presidente della Federazione nazionale di prodotto vitivinicola di Confagricoltura Federico Castellucci, che è stato direttore generale dell’OIV dal gennaio 2004 al dicembre 2013 e di cui oggi è direttore generale onorario. I dati statistici che saranno illustrati coprono principalmente superfici viticole, produzione, consumo, import/export di vino e vengono raccolti tramite 3 questionari che l’OIV invia ai propri Stati membri. Il primo viene lanciato a settembre/ottobre per raccogliere le previsioni sulla raccolta dell’anno in corso, il secondo a marzo per ottenere le prime stime sulla raccolta dell’anno passato, e infine a maggio/giugno quando l’OIV prepara il bilancio globale provvisorio della situazione del settore vitivini-

colo dell’anno precedente con dati più dettagliati e consolidati (ma pur sempre provvisori). I dati di ottobre e marzo vengono pubblicati sul sito dell’Oiv in quelle che sono chiamate analisi congiunturali e sono presentati durante le conferenze stampa che seguono le riunioni OIV, rispettivamente di ottobre e di marzo/ aprile. I dati di giugno sono invece pubblicati nella “valutazione annuale” e vengono presentati durante il Congresso annuale dell’OIV che ha luogo solitamente nel secondo semestre dell’anno, ogni anno ospitato da un Paese membro differente. Per tutti i dati che coprono Stati non membri o informazioni che gli Stati membri non forniscono vengono utilizzate diverse fonti, in particolare i database statici di Organizzazioni Internazionali (FAOSTAT, Global Trade Aztlas, UN Comtrade, Eurostat, ecc...). Alla presentazione dei dati dell’Oiv farà seguito un focus specifico sulla situazione italiana a cura di Tiziana Sarnari della direzione Servizi per lo sviluppo rurale di Ismea. (G.B.) MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 17


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Bandiera dell’export

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Crescono esportazioni del vino tricolore, ambasciatore del made in Italy. Timori per le misure protezionistiche sui mercati leader di Daniele Cernilli DoctorWine

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agli ultimi dati sembra proprio che l’export di vini italiani non sia riuscito, anche se per poco, a “sfondare” la quota di sei miliardi di euro in valore. Ci siamo fermati a 5,989, che è comunque un buon risultato se confrontato ai 5,623 del 2016 con un incremento di circa il 6%. Il dato preoccupante, se mai, è che ancora non si sblocca lo “zoccolo duro” dei tre Paesi leader per l’importazione dei nostri vini. Usa, Germania e Regno Unito pesano ancora per oltre il 53% e se consideriamo che per almeno due di questi stati le prospettive, tra Brexit e politiche protezionistiche dell’amministrazione Trump, non appaiono molto confortanti, la situazione sembrerebbe un po’ a rischio. Certo, qualcosa si muove su mercati relativamente nuovi per il nostro export, e alludo a Francia e Belgio, in parte anche Cina, ma non è ancora un trend sufficiente a pareggiare eventuali negatività che dovessero limitare le vendite sui mercati per noi più importanti. La Cina, in particolare, raggiunge circa 140 milioni di euro, e inizia a rappresentare

Trionfano spumantistica e Prosecco in particolare, senza alcuna flessione qualcosa di più di una semplice quota di testimonianza. Si tratta ancora di numeri limitati, è vero, ma sono in netta crescita e c’è chi spera in incrementi vicino al 20% per il 2018. Se andiamo poi ad analizzare ciò che accade per i singoli vini, è evidentissima la marcia trionfale della spumantistica e del Prosecco in particolare, che continua senza

alcuna flessione. Siamo arrivati a 1,359 miliardi di euro con un incremento di oltre il 12% in valore rispetto allo scorso anno. Anche in questo caso, però, Usa e Uk rappresentano da soli ben oltre il 50% del totale. Un dato molto interessante è la ripresa della crescita dell’Asti, soprattutto su mercati nuovi, come la Russia e la Lettonia, oltre che il solito Regno Unito, con un aumento che si attesta intorno al 6% e che rappresenta un dato molto positivo e in controtendenza rispetto al recente passato. Proprio la Russia, a dispetto di sanzioni e di criticità varie, sembra stia riprendendo un ruolo importante anche per il resto del nostro export vitivinicolo, e questa è sicuramente una buona notizia. La considerazione da fare, in ogni caso, è che il comparto delle bollicine sta prendendo una centralità notevolissima nel panorama produttivo e dell’export italiano, come forse non aveva mai avuto in passato. Anche in termini di valore per singola bottiglia stiamo crescendo molto, e questo avviene contemporaneamente a una certa frenata che stanno avendo gli Champagne, dovuta anche agli aumenti di prezzo che la svalutazione della sterlina nei confronti dell’euro sta provocando su un mercato decisivo per quella tipologia come è da sempre il Regno Unito. Se facciamo poi un semplice confronto con il dato del 2010, che vedeva l’export MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 19


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degli spumanti italiani assestarsi sui 444 milioni di euro, assistiamo a un incremento del 300% circa in sette anni. Una cifra impressionante davvero, che ha sostenuto e sostiene il nostro export in modo decisivo. Ma il resto? Come si comportano le altre tipologie sui vari mercati? Una denominazione che sta riconquistando quote di mercato in modo notevole è il Chianti Classico, che vede ormai il dato dell’export sfiorare l’80% dell’intera produzione e i 300mila ettolitri in totale. Il Brunello di Montalcino raggiunge il 70%, con una quota significativa, quasi il 15%, sui mercati asiatici, un dato molto incoraggiante. Barolo e Barbaresco si attestano su percentuali analoghe, intorno al 75%, e l’Amarone, in crescita travolgente, arriva al 68% del totale produttivo che prende la via dell’esportazione. Verso dove? Usa in particolare, e poi i classici mercati dove i nostri vini sono di casa, anche in virtù di una ristorazione italiana diffusa che li veicola e ne 20 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2018

L’80% della produzione di Chianti Classico è destinato all’estero

amplifica il potenziale di vendita. Un aspetto che non sempre viene raccontato con cura, vista con l’importanza che ha, soprattutto sui mercati più importanti. nnn

ETICHETTATURA EUROPEA

Confagricoltura valuta positivamente la nuova proposta di autoregolamentazione sull’etichettatura dei vini e delle altre bevande alcoliche (aromatizzati, bevande spiritose, birra e sidro) messa a punto dagli organismi professionali europei della filiera bevande alcoliche. La proposta è stata presentata al commissario europeo per la Salute e la Sicurezza alimentare Andriukaitis e prevede che vengano indicati in etichetta sulla bottiglia oppure online (con metodologie innovative che permettano di accedere alle informazioni dalla stessa etichetta) i valori nutrizionali e gli ingredienti. “E’ un ottimo punto di partenza per ragionare con Bruxelles e introdurre pure delle importanti facilitazioni per i produttori, prevedendosi - - ha osservato il presidente della Federazione vitivinicola Federico Castellucci – standard sulle indicazioni energetiche e la possibilità di riportare le informazioni anche fuori etichetta, rendendo molto più facile l’adesione alla normativa europea in materia. Si parla di due anni per la messa a regime, un periodo che ci sembra congruo”. “Resta, ed è fondamentale per noi, che in tema di etichettatura – ha concluso – venga prevista una specificità per il prodotto vino, che segua procedure settoriali ed anche una semplificazione, seppur ancora migliorabile per la parte zucchero, negli elenchi degli ingredienti”.


Italian Style Confagri Promotion ha portato il vino italiano a Los Angeles e Houston alla conquista del mercato a stelle e strisce di Elisabetta Tufarelli

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ollywood e la “walk of fame”, la strada della gloria con 2628 stelle a cinque punte in ottone che recano i nomi di celebrità: il nostro viaggio inizia da qui. Il vino made in Italy è alla ricerca della “gloria”, del successo a “stelle e strisce”. L’iniziativa di Confagricoltura ha puntato alle aziende vitivinicole che svolgono attività di internazionalizzazione. La visita a Hollywood era d’obbligo ma poi, con il morale alle “stelle” – è il caso di dire – gli imprenditori di Confagricoltura sono al ‘Savor Italy’ di Los Angeles, la manifestazione di promozione del comparto agroalimentare e del vino organizzata dalla Camera di Commercio italiana e rivolta, oltre che ai professionisti, ai agli “italian wine lover” ai giornalisti, ai blogger e compresi. Gli Stati Uniti sono il Paese con il maggior consumo di vino al mondo e questo mercato è fondamentale per i vini italiani. Con l’obiettivo di MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 21


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cogliere le occasioni di far conoscere i nostri capolavori da bere, lavorando con metodo in questa direzione, Confagricoltura - attraverso la società consociata Confagri Promotion - ha organizzato “Top italian wines 2018”, un progetto nell’ambito dell’OCM Vino, per promuovere questo prodotto negli Stati Uniti. D’altronde la prima voce dell’export agroalimentare ‘made in Italy’ negli Usa è proprio il vino con 1,2 miliardi di euro. «Nonostante questo – ha sottolineato Giandomenico Consalvo, presidente di Confagri Promotion – si tratta ancora di una bevanda “nuova”, che rappresenta solo il 10% del totale dei consumi di alcolici. E’ evidente che non si tratta di un mercato saturo. Anzi, esistono ampi margini di sviluppo per il vigneto Italia. Siamo partiti da questa considerazione per offrire agli imprenditori l’opportunità di conoscere da vicino il mercato statunitense e di incontrare e presentare la propria azienda a più di 200 tra buyer, distributori, importatori e ristoratori». «Siamo molto soddisfatti. L’iniziativa è stata organizzata perfettamente e

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“Top italian wines”: coinvolti buyer ed influencer con attenzione. I nostri vini autoctoni, che rispettano il territorio e provengono da uve di origine antichissima, che nel Sannio beneventano hanno trovato la loro terra di elezione, sono stati molto apprezzati e in particolare la nostra Falanghina ha avuto ottimi riscontri. Ora sto sviluppando i numerosi contatti presi durante gli eventi di Los Angeles e Houston». Questo il commento di Maria Teresa De Gennaro che, insieme al marito, l’agronomo Piero Verlingieri, conduce l’azienda familiare sannita Rossovermiglio, produttrice di vini esclusivamente da vitigni autoctoni campani. Per Alberto Falezza, proprietario delle Tenute Falezza, azienda veronese che punta a portare alla loro massima espressione i vini autoctoni del territorio come l’Amarone e il Valpolicella, tra i più amati in Italia e nel mondo, l’iniziativa è stata importante e produttiva. Ho avuto


contatti interessanti soprattutto per to Italia, coltivato con meticolosa il Valpolicella Ripasso e l’Amaroattenzione dai nostri viticoltori - ha Consalvo: «Usa mercato ne». La Cantina Trexenta - nata in concluso Giandomenico Consalvo in potenziale crescita provincia di Cagliari dalla volon- ha grandi potenzialità su questi per vini italiani» tà di 20 viticoltori nel 1956 e che mercati. Occorre riuscire a coglieesporta già dagli anni ‘70 - oggi rire le occasioni come quella che abunisce 150 produttori e si estende sto si aggiunge il forte interesse per biamo offerto per far conoscere i su una superficie di circa 200 ettari i vini rosati, biologici e per i ed i vi- nostri meravigliosi e unici ‘fine wi di vigneto. È gestita con una pro- tigni autoctoni meno noti. «Il vigne- ne’». nnn fessionalità consolidata tramandata da generazioni. Traci Primm, ALLA CONQUISTA DELLO SPAZIO responsabile commerciale della cantina, al ritorno dalla missione Il vino tricolore ha un’ottima reputazione e un enorme vannegli Usa, sottolinea l’esperienza taggio competitivo rispetto ad altri Paesi importatori grazie molto positiva: «L’organizzazione all’Italian style e l’Italia è il primo fornitore d’America. Quaè stata impeccabile. Tra le nostre si la metà delle importazioni di vino negli USA avviene in numerose etichette - ha rimarcasoli cinque Stati: New York, California, New Jersey, Texas to - abbiamo scelto tre vini. Il e Florida. E circa un terzo del consumo è costituito da Cannonau e il Monica Superioprodotti d’importazione e di “alta qualità”. Dopo un sere hanno riscosso successo, ma minario di preparazione al mercato californiano, con la parquello che è piaciuto di più in astecipazione di importatori e ristoratori, hanno preso il via le soluto è stato il Vermentino». La degustazioni. In seguito si è passati a Houston per “Taste of nostra viticoltura è di eccellente Italy”, organizzato all’Hilton, con la stessa formula, dalla Caqualità, caratteristica apprezzata dagli intenditori americani. A quemera di Commercio del Texas. MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 23


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Programma completo di Syngenta per rilanciare il made in Italy enoico in chiave qualitativa e ambientale di Claudio Costantino

Viticoltura sostenibile

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n pochi anni, l’Italia è diventato il primo paese produttore ed esportatore di vino nel mondo, contribuendo a fare del “Made in Italy” enoico un’eccellenza. Per supportare i produttori vitivinicoli nel mantenimento di questo primato, Syngenta ha studiato un pacchetto di soluzioni sostenibili e di servizi dedicati, denominato “Grape Quality Agreement” (GQA). Si tratta di un programma articolato e completo, lanciato per la prima volta cinque anni fa, che ha riscosso, fin da subito, l’interesse da parte di numerose realtà vitivinicole italiane che hanno intravisto nella collaborazione la possibilità di migliorare, da un lato l’efficienza gestionale dell’azienda - attraverso la garanzia dei requisiti di conformità in materia di residui - e, dall’altro, il suo posizionamento sul mercato. Il GQA garantisce inoltre la possibilità di operare con successo nel mercato internazionale del vino, puntando a conquistare quei mercati che richiedono alle imprese viticole particolare attenzione alla sostenibilità e all’ambiente. Grape Quality Agreement ha l’ambizione di offrire una protezione completa

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e personalizzata. Infatti Syngenta, in accordo con i tecnici dell’azienda agricola, stabilisce il programma di difesa più indicato e adatto alle esigenze delle singole imprese, modulabile in funzione delle diverse condizioni climatiche, integrato da soluzioni sostenibili e servizi dedicati. In questo modo diviene possibile ottenere produzioni di ottima qualità e, allo stesso tempo, si tutela la biodiversità, si riduce l’erosione del suolo e si evita la contaminazione delle acque. La formazione dei viticoltori sulle migliori pratiche e sui comportamenti da seguire rappresenta perciò un punto cruciale nel raggiungimento di un’agricoltura

attenta alla salvaguardia dell’uomo e dell’ambiente, nel pieno rispetto delle normative. Nell’ottica della formazione ci si avvale di apposite attività e puntuali Linee Guida sviluppate in collaborazione con servizi fitosanitari, Università ed enti di ricerca. Per quanto riguarda la gestione del territorio, Syngenta propone “Operation Pollinator”, progetto nato con lo scopo di creare nuovi habitat e fonti di cibo per gli impollinatori, con l’obiettivo di aumentare la biodiversità e tracciare corridoi ecologici all’interno degli areali agricoli, contenere l’erosione e ridurre i fenomeni di ruscellamento superficiale e migliorare il paesaggio


Formazione degli addetti con “Linee Guida” definite con università e ricercatori rurale. “Héliosec”, invece, è lo strumento progettato e brevetatto per la gestione delle acque di risulta dei trattamenti fitoiatrici (residui di miscela in botte e acque di lavaggio delle attrezzature), con cui si può prevenire la contaminazione puntiforme delle acque. Grape Quality Agreement è inserito fra gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura fissati da Syngenta in “The Good Growth Plan”. nnn

SOFTWARE PER FAR CRESCERE L’EXPORT

Syngenta propone un servizio dedicato ai viticoltori per favorire l’export dei vini e aumentarne la redditività. Si basa su un software dedicato, sviluppato dall’azienda – denominato “eMAT” – che, sulla base dei programmi di protezione condivisi con le aziende vitivinicole all’inizio della stagione, consente di incrociare i profili residuali degli agrofarmaci adottati in vigneto con le legislazioni sui Limiti Massimi di Residui (LMR) nel vino, in vigore nei diversi paesi del mondo. Grazie a eMAT è possibile elaborare migliaia di dati provenienti da tre diversi database, due dei quali contenenti i dati sui profili residuali e uno contenente la lista degli LMR per tutte le sostanze attive a livello mondiale. Ciò permette all’azienda viticola di conoscere, già all’inizio dell’anno, la lista dei Paesi e delle catene di supermarket nei quali poter esportare o vendere la propria produzione. MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 25


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Olive unite Allo stand in fiera Confoliva presenta i progetti avviati per l’aggregazione di produttori e filiera e per la valorizzazione del prodotto di Elisabetta Tufarelli

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ppuntamento importante per l’olio d’oliva nello stand di Confagricoltura a Vinitaly Sol per presentare alcuni dei progetti avviati per promuovere l’olio extra vergine di oliva di qualità italiano. “Un’occasione - sottolinea Pier Luigi Silvestri, presidente di Op Confoliva - per coinvolgere e sensibilizzare un sempre maggior numero di produttori”. L’olivicoltura in Italia si sta confrontando sempre di più in maniera impari con i competitor a livello europeo e mondiale, del bacino del Mediterraneo e di altre realtà produttive mondiali. Op Confoliva, la cooperativa agricola costituita da Confagricoltura come organizzazione di produttori e attiva su tutto il territorio nazionale ha come obiettivo pro-

prio il rilancio dell’olio di oliva italiano. “L’obiettivo delle imprese agricole, da sempre considerate anello debole della commercializzazione, è quello – spiega Silvestri - di acquisire maggiore forza, attraverso interventi capaci di migliorare la qualità dei prodotti e tutelare l’ambiente e la salute dei consumatori. Ma non solo. È fondamentale come sistema olio Italia superare la storica frammentazione della filiera”. In particolare, in occasione della kermesse veronese, nello stand confederale verrà illustrato, in dettaglio, il programma triennale di sostegno al settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola (REG. UE 1308/2013). Le linee di finanziamento europeo offrono opportunità alle forme di aggregazione, come le OP. “Il vantaggio – sottolinea Silvestri - è semplice: da un lato riusciamo


Pier Luigi Silvestri

Migliorare la qualità , tutelare ambiente e salute dei consumatori

Azienda Ingegno (v. pag. 28)

a concentrare l’offerta,dall’altro contribuiamo all’innovazione ed alla modernizzazione consentendo lo sviluppo del comparto in termini quantitativi e qualitativi”. Così parte, proprio ad aprile nello stand di Confagricoltura, il progetto sul miglioramento della qualità della produzione dell’olio extra vergine d’oliva. L’iniziativa comprenderà tutti gli aspetti: dal miglioramento delle condizioni di raccolta, di consegna e di magazzinaggio, alla valorizzazione dei residui della produzione di olio, all’imbottigliamento, all’assistenza tecnica nelle diverse fasi, fino alla realizzazione dei laboratori di analisi delle caratteristiche organolettiche e chimico fisiche degli oli. “Sempre attraverso lo stesso regolamento – prosegue il presidente di Op Confoliva – coinvolgeremo i produttori di

tutto il territorio nazionale su un progetto che riguarda la tracciabilità di filiera, capace di prendere in considerazione la provenienza delle olive e le procedure di lavorazione fino al confezionamento”. Ma le iniziative dell’Organizzazione dei produttori non si fermano qui. Sempre nello spazio confederale si tratterà di “Sistemi di qualità per la valorizzazione economica della filiera”, un progetto, sviluppato all’inter-

no del Piano olivicolo nazionale (PON), che punta a coinvolgere i produttori facendoli aderire ai sistemi di qualità come, ad esempio, il Dop Bio e il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI). Il programma incentiverà i produttori ad aderire ad una serie di tecniche di sostenibilità ambientale come le centraline meteorologiche all’interno delle aziende, che permetteranno di monitorare le variazioni climatiche e le relative conseguenze sulle piante d’olivo”. “Beninteso – conclude Silvestri – il progetto mira anche agli aspetti economici, etici e sociali della sostenibilità”. nnn

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L’antico frantoio

L’impresa familiare dei fratelli Ingegno a Candela (FG), affiliata alla Fiiaf, produce extra vergine biologico e oli aromatizzati di Elisabetta Tufarelli

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iamo a Deliceto, in pieno Appennino Dauno, a soli cinque minuti da Candela (Fg), dove incontriamo Patrizia Ingegno, che insieme al fratello Bartolomeo conduce un’azienda associata alla Fiiaf, dove si produce olio extravergine d’oliva. Il colpo d’occhio è splendido e lascia senza fiato: tra immense distese di grano si staglia una macchia verde di circa trenta chilometri quadrati, ad una altitudine di 500 metri sul livello del mare. “Noi siamo la terza generazione – spiega Patrizia -. Il complesso aziendale dell’Antico Frantoio Ingegno è stato fondato da mio nonno Bartolomeo nel 1960, poi mio padre Mattia e, dopo la sua prematura morte, mio fratello ed io portiamo avanti con amo-

re e impegno l’attività di famiglia, seguendo la tradizione ma innovando e guardando al futuro. Abbiamo il frantoio dove lavoriamo anche conto terzi e qualche anno fa abbiamo deciso di andare avanti e impiantare la nostra linea d’imbottigliamento”. L’occhio attento degli imprenditori segue meticolosamente le varie fasi, dalla raccolta, alla selezione, alla trasformazione fino all’imbottigliamento. “La qualità per noi è un ‘must’ – continua –. Partiamo rigorosamente da olive di cultivar locali, in particolare Ogliarola e Coratina, da cui produciamo dell’ottimo olio. Da poco abbiamo ottenuto la certificazione kosher che dà un valore aggiunto alla già elevata qualità del nostro prodotto spingendo il consumo nazionale”. L’azienda è anche certificata Iso 9001 ed è stata recentemente pre-


Qualità certificata e impegno nell’export in Europa e Usa

miata come “eccellenza dei Monti Dauni” dalla provincia di Foggia. “Per il nostro olio extravergine di oliva – precisa Patrizia – scegliamo accuratamente solo olive sane, che vengono raccolte a mano, al punto giusto di maturazione, poi stoccate in casse forate per meno di ventiquattro ore, per evitare la fermentazione che ne danneggerebbe le caratteristiche. La lavorazione avviene rigorosamente con l’estrazione a freddo - attraverso un impianto continuo - per conservare il profumo intenso ed inconfondibile dell’oliva fresca; i nostri clienti meritano la nostra massima attenzione in tutte le fasi della produzione”. E i risultati ci sono: è previsto l’impianto di ulteriori sei ettari e mezzo di oliveti. “Tutti gli utili aziendali – spiega l’associata Fiiaf - li reinvestiamo in innova-

zione. Quest’anno è stata una buona annata con un’ottima qualità”. L’antico frantoio Ingegno produce olio extra vergine di oliva convenzionale, biologico monovarietale di coratina (del sub-appennino Dauno ai confini con la Capitanata), che si distingue per il suo aroma fruttato intenso, leggermente amaro e tipicamente piccante per l’alta concentrazione di polifenoli; un olio extravergine d’oliva dal sapore delicato e rotondo e gli aromatizzati, al limone, al peperoncino ed al

tartufo. L’olio Ingegno viene esportato in Francia, Germania, Svizzera, Croazia e Bosnia. “La nostra prossima sfida – conclude Patrizia Ingegno - è il mercato americano a cui ci stiamo aprendo”. All’interno dell’azienda i fratelli si sono divisi i compiti: Bartolomeo segue la parte agronomica e produttiva, mentre Patrizia si occupa prevalentemente del marketing e dell’amministrazione. Molto carina l’iniziativa, pubblicizzata sul sito www.anticofrantoioingegno.com: pagando solo le spese di spedizione, che peraltro verranno rimborsate al primo acquisto, si riceverà un kit di assaggio composto da una bottiglia da 250ml + una busta di tarallini pugliesi. nnn

I fratelli Patrizia e Bartolomeo Ingegno

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Armonia perfetta

Tiziana Bertolani

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Equilibrio, esperienza, innovazione. Sono le chiavi di successo dell’Acetaia “Terra del Tuono” di Gabriella Bechi

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l nome deriva da quello di un cavallo che si chiamava Rombo del Tuono, che si racconta abitasse le terre su cui oggi sorge l’Acetaia “Terra del Tuono”. Una leggenda che si tramanda da padre in figlio dal 1892, da quando c’è memoria storica dell’inizio della attività di produzione e data a cui risalgono anche i barili più vecchi. I fondatori della società, l’attuaale famiglia Bertolani Zini, scelsero Corticella di Reggio Emilia come luogo ideale per la produzione di Aceto Balsamico di Modena Igp di alta qualità, dopo aver attentamente valutato il territorio. L’Acetaia sorge ai piedi delle colline, in quella sottile striscia di terra tra il Secchia e il Tresinaro molto speciale. In questa zona le estati sono torride, mentre gli inverni sono molto freddi ed umidi: un particolare micro-clima, dove si sviluppano le condizioni ideali per l’ossidazione e l’evaporazione estiva dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, mentre il freddo invernale ne favorisce la sedimentazione, la decantazione e la limpidezza. Oggi, in Acetaia, lavorano Tiziana Bertolani e Massimo Zini, compagni anche nella vita, con i i due figli, Alberto e Roberto, e tante altre persone animate dalla stessa passione per l’oro nero. Tutte esperte di Aceto e molte anche assaggiatori certificati.

Le uve sono dei vigneti aziendali. Diverse varietà a seconda dei blend Diversi i marchi (Acetaia Terra del Tuono, Acetaia della Marchesa, Antica Acetaia Corticella, Gocce) con cui vengono commercializzati i prodotti: Aceti Balsamici Tradizionali di Reggio Emilia Dop (Bollini aragosta, argento e oro), Aceto Balsamico di Modena Igp, (densità 1,25, 1,30, 1,34 e biologico), le Riserve di famiglia (linea 15 e linea 40), i Condimenti, (affinato, invecchiato, fruttato, 100% mela), le Salse (classica, senape, peperoncino, soia e zenzero), le Perle (Nere e Bianche oppure agrodolci), le Mousse (Aceto Balsamico Igp, Tartufo, Zafferano e Porcini) e le innovative Sfere. Prodotti unici, realizzati con tutta la cura e la devozione della famiglia per la tradizione. Il processo produttivo è interamente svolto all’interno della azienda, a cominciare dalle uve, tutte italiane, che provengono dai vigneti aziendali, coltivate con passione, nelle diverse varietà che compongono i vari blend: Trebbiano, Occhio di Gatto, Marzemino, Spergola; tra le diverse tipologie di uve Lambrusco, Marani, Salamino, Maestri e Grasparossa. Ultimo, ma non meno importante nelle miscele, Ancellotta. La produzione è curata con metodi raffinati, tramandati per generazioni, con processi assolutamente naturali e rispettosi delle tradizioni millenarie del territorio, in armonia con la natura e seguendo il ritmo delle stagioni. I mosti, di fragranze diverse, si fondono con cura, seguendo le antiche ricette di famiglia, per ottenere un perfetto bouquet di profumi, e cuociono per molti giorni, a bassa temperatura. Mosto e aceto sono, da sempre, gli unici due ingredienti degli Aceti Balsamici di Modena IGP e dei condimenti: prodotti di altissima qualità, completamente naturali, MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 31


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Processi naturali rispettosi di tradizioni millenarie e ritmo delle stagioni privi di qualsiasi colorante, addensante, conservante, caramello o altre sostanze simili, ottenuti da materie prime 100% italiane. Vengono lungamente invecchiati all’interno di botticelle, che devono essere almeno cinque, di diversa capacità e di diverse tipologie di legno. Il Ciliegio addolcisce il sapore, il Castagno scurisce l’aceto, il Gelso lo

addensa, il Ginepro dona un sapore pungente e resinoso ed il Rovere concentra e dà quella nobiltà antica. “Serve un’armonia perfetta per creare l’aceto Balsamico di Modena IGP – dice Tiziana - e tanta esperienza per decidere come disporre i diversi legni nelle batterie e scegliere il momento migliore per effettuare i rincalzi annuali. Solo così si raggiunge l’eccellenza, grazie all’esperienza e alla passione. Una sorta di ricetta che la nostra famiglia custodisce gelosamente, tramandandosela da generazioni”. nnn

SFERA DI BALSAMICO DA GRATTUGIARE

Dalla tradizione nasce anche la passione per la ricerca, che dà vita ai classici del futuro e ai prodotti innovativi. Come l’ultimo nato: l’Aceto Balsamico di Modena Igp da grattugiare. Una sfera di 75 grammi adatto ad ogni tipo di grattugia, che può essere utilizzata per condire diversi piatti, dagli antipasti ai risotti, dalla carne al pesce, dalle insalate alla frutta. “Acetaia Terra del Tuono” è stata la prima azienda a produrre l’Aceto Balsamico di Modena Igp da grattugiare, commercializzato dal dicembre 2017, dopo due anni di ricerche. 32 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2018


L’APERTURA

Agricoltura 4.0, questione aperta Tavola rotonda con UNCAI, Confagricoltura, Coldiretti, Osservatorio Smart AgriFood e Università Cattolica UNCAI L’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali rappresenta e tutela su tutto il territorio nazionale imprenditori che lavorano per conto terzi nel settore agricolo e industriale. Presidente: Aproniano Tassinari www.contoterzisti.it Da sinistra: Buoti, Rota, Boselli e Oldani

agricoltura 4.0 spiegata agli agromeccanici. Il 23 febbraio l’assemblea dei contoterzisti UNCAI di Milano, Lodi, Como e Varese è stata anche questo: una tavola rotonda sullo smart farming. L’agricoltura ha una missione: quella mettere a sintesi i fattori alla base del risultato produttivo. Uno di questi è la tecnologia. Così, durante l’incontro, il presidente di Uncai Aproniano Tassinari richiama la politica ai suo doveri di fronte alla spinta 4.0: “Dagli Ogm, al biologico, fino al digitale: per un uso consapevole delle opportunità offerte dalla tecnologia occorrono informazioni corrette e trasparenti che la politica però non fornisce più, lasciando il settore facile preda dei populismi”. Nel corso della tavola rotonda ognuno ha portato un oggetto per l’agricoltura 4.0. Così Tito Caffi

(Università Cattolica di Piacenza) ha mostrato un cellulare “perché i dati con i sensori piantati in campo o installati sulle attrezzature acquistano più valore se sono connessi tra loro”. Damiano Frosi e Maria Pavesi (Politecnico di Milano / Osservatorio Smart AgriFood) hanno invece fatto vedere una dashboard, vale a dire un cruscotto di un software in grado di rielaborare insieme i dati provenienti dal campo, dai macchinari, dal satellite o da centraline meteo. Antonio Boselli (Confagricoltura Lombardia) ha mostrato una mela: “come la genetica e una chimica diversa (con meno fitofarmaci), il 4.0 è parte dell’agricoltura sostenibile nella misura in cui permette di garantire un prodotto sano, certificandone la qualità”. Alessandro Rota (Coldiretti Milano, Lodi, Monza e

Brianza) ha scelto un martello “per ricordare che la tecnologia non è un obiettivo o un mantra, ma uno strumento”. Rossano Remagni Buoli (UNCAI Cremona) ha voluto rappresentare il tema attraverso un drone. In conclusione è intervenuto Giuliano Oldani (presidente dei Contoterzisti di Milano, Lodi, Varese e Como): “Dobbiamo capire l’importanza di questo cambiamento”, ha detto mostrando un Nir portatile per la misurazione in campo dei nutrienti del foraggio: “Con l’agricoltura 4.0 si introducono dei dispositivi che possono raddoppiare l’efficienza aziendale”.

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NOT I Z I E

Mother Regulation: tra armonia e caos Sabato 7 aprile ad Agriumbria convegno sulla nuova omologazione europea per le macchine agricole organizzato da Uncai, in collaborazione con Unacma, Federunacoma e Confagricoltura

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rrivano continue richieste di chiarimenti sulla “Mother regulation” (MR), il regolamento della UE per armonizzare l’omologazione delle macchine agricole, divenuto attuativo dal 1° gennaio 2018. L’ultima domanda è di un contoterzista padovano che vorrebbe acquistare un rimorchio a tre assi omologato in Germania per carichi fino a 29 tonnellate. Eppure in Italia un identico mezzo MR può arrivare a 24 tonnellate (che diventano 28 aggiungendo il peso verticale sull’occhione). Come è possibile che un’omologazione che si dice “europea” possaarrivare a 29 t se viene rilascia-

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ta in Germania? Ma, soprattutto, le 29 tonnellate “tedesche” valgono anche in Italia? Dopo aver consultato l’Ufficio tecnico di Federunacoma che segue con attenzione questo tema, la risposta è favorevole al contoterzista padovano: le 29 tonnellate valgono anche in Italia, altrimenti non saprebbe un Regolamento europeo. Il terzista può quindi fare il suo acquisto in Germania, anche se questo pone seri interrogativi sull’armonizzazione portata dalla MR e sulla capacità dell’Italia di recepire il regolamento comunitario, senza minare la competitività dell’intero sistema Italia. Per chiarire i molti aspetti controversi del Regolamento Ue 167/2013, sabato 7 aprile Uncai, in collaborazio-

ne con Uncama e Confagricoltura, organizza ad Agriumbria il convegno “Mother Regulation: nuova omologazione per le macchine agricole” (ore 15.30, Sala A). Interverranno Domenico e Papaleo e Lorenzo Iuliano di Federunacoma, tra i massimi esperti in Italia sull’argomento, Sergio Bambagiotti, presidente di Contoterzisti Umbria, Rodolfo Catarzi, responsabile del progetto sicurezza Unacma e Andrea Stortini, direttore di Contoterzisti Umbria. IL REGOLAMENTO UE Da quest’anno, sono ammesse solo le immatricolazioni dei trattori che rispettino il Regolamento Ue. Invece per i rimorchi e per le attrezza-


ture intercambiabili il costruttore può scegliere se richiedere la nuova omologazione o uniformarsi alle vecchie prescrizioni nazionali. Di fatto la MR definisce norme e requisiti in termini di: prescrizioni costruttive e prestazionali, di dimensione, di massa massima a pieno carico e rimorchiabile, di velocità di avanzamento, di frenatura e di emissioni; oltre che prescrizioni amministrative. Per questo, per esempio, al momento dell’acquisto, è fondamentale verificare la compatibilità tra i dispositivi di frenatura del nuovo trattore e del vecchio rimorchio (o viceversa). Inoltre, per viaggiare con le nuove masse dei rimorchi MR occorre disporre anche di un trattore con omologazione europea. In caso contrario i limiti di massa saranno quelli della vecchia normativa nazionale (per es. 20 t anziché 32 t per un 4 assi). Danno, invece, meno problemi i sistemi di accoppiamento gancioocchione, che possono essere cambiati in caso di difformità. Il convegno approfondirà ogni campo di applicazione della MR. Oltre ai requisiti relativi alla massa massima a pieno carico per trattori (T), rimorchi (R) e attrezzature interscambiabili trainate (S), ai sistemi di frenatura e ai ganci, si parlerà di velocità, di dimensioni e di emissioni sonore e gassose, in particolare del particolato (PM). Per queste ultime viene, infatti, fissato l’obbligo di passare allo Stage V (l’equivalente degli Euro per le auto) a partire dal 2021 per i trattori nella fascia 0-56 kW e 130-560 kW e del 2022 nella fascia 56-130 kW. ALTRE NOVITÀ Tra le novità anche l’obbligo per i costruttori di fornire ai concessionari, ai riparatori autorizzati e agli operatori indipendenti, un identico e facile accesso alle informazioni sulla riparazione e manutenzione del veicolo attraverso siti web. Infine sono diventati obbligatori: gli stacca batterie; il tachimetro per velocità superiori a 30 km/h; l’installazione di 2 specchietti, uno per lato; agevolatori per il sollevamento degli archi

anteriori; due colorazioni specifiche dei comandi; sistemi più sicuri per l’avviamento e la discesa dal trattore; del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento anche per trattori con massa a vuoto < 600 kg. AUMENTO DEI COSTI E FINE SERIE Lo scopo del Regolamento è armonizzare, a livello europeo, l’omologazione di queste macchine e aumentarne la sicurezza di impiego sia per gli operatori, sia per l’ambiente. Il cambiamento comporta non poche difficoltà per i costruttori. Soprattutto l’applicazione della normativa sulle emissioni e sulla rumorosità dei motori richiederà dei costi di progettazione e di industrializzazione non indifferenti. Federunacoma stima che la MR e la normativa sulle emissioni inquinanti, nel periodo 2015-2021, produrranno un aumento dei costi del 40%. Questo si ripercuoterà sulle imprese agricole e agromeccaniche.

Anche l’industria meccanica del settore, oltre a dover sostenere gli oneri finanziari, incontrerà non poche difficoltà tecnologico-costruttive di adeguamento, soprattutto nella produzione di trattori di bassa e media potenza e di quelli stretti per vigneto dove è difficile collocare i filtri antiparticolato. Il forte incremento delle immatricolazioni di trattori nel 2017 rispetto al 2016 (22705 immatricolazioni contro 18341, incremento del 24% circa), è in larga misura dovuto all’adozione di politiche di marketing specifiche per promuovere le vendite, prima dell’entrata in vigore del Regolamento, degli stock già prodotti (i cosiddetti “fine serie”). È auspicabile che l’innovazione introdotta dalla nuova normativa trovi, a livello europeo, nazionale e regionale, adeguate politiche di incentivazione, diverse dai PSR, che guardino anche agli agromeccanici, in modo da non penalizzare il mondo agricolo e quello dei costruttori di macchinnn ne agricole.

Sempre Ad AgrIUmbrIA Venerdì 6 aprile (Sala A, dalle 10 alle 11) è in programma anche il convegno organizzato da Anga Umbria “Contoterzista o mezzi propri? Facciamo i conti”. Interverranno Guido Gatti (presidente Anga Umbria), Gabriele Chiodini (Università di Perugia) e Sergio Bambagiotti (presidente Contoterzisti Umbria): “Oggi l’agromeccanico ricopre un ruolo centrale per il reddito d’impresa, in campo così come in stalla o nella forestazione. Gli investimenti e le competenze richiesti soprattutto per introdurre l’agricoltura 4.0 rendono il contoterzismo e la collaborazione, anche per mezzo di Reti di imprese, risorse fondamentali per la sostenibilità economica delle aziende agricole. Non esistono più i tempi in cui si acquistavano le macchine tanto per possederle”.

MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | III


NOT I Z I E

Meno burocrazia per le imprese agromeccaniche “Silvestro, Unione Trebbiatori Cuneo: “Da migliorare in piemonte le procedure per la giustificazione del gasolio agricolo”

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ubrificare, riprogrammare se non rimuovere tutti gli ingranaggi burocratici non adatti alla loro funzione o fuori posto; definire a livello territoriale un contratto integrativo veramente aderente ai ritmi dell’agricoltura. Solo così si migliora la vita alle imprese agromeccaniche associate all’Unione Trebbiatori di Cuneo. Erano circa un centinaio gli agromeccanici cuneesi che, capeggiati dal loro presidente Massimo Silvestro, si sono riuniti a Fossano per l’annuale assemblea, lo scorso 9 marzo. “Le procedure per la giustificazione del gasolio agricolo è uno degli aspetti da migliorare. Anche se il sito web del Piemonte funziona e permette una certa autonomia alle aziende al momento dell’inserimento dei dati sul gasolio, non si spiega perché occorra un ulteriore passaggio di ‘controllo’ attraverso i CAA e neppure si giustificano i lunghi tempi per l’emissione dei buoni gasolio”, ha puntualizzato il presidente Silvestro. Altra questione aperta è il contratto territoriale integrativo. Due le richieste: la possibilità di interrompere il rapporto di lavoro in base alle esigenze stagionali (fasi lavorative) e il lavoro intermittente (a chiamata). “Entrambe le questioni sono in fase di risoluzione, grazie all’intervento di Uncai in sede di rinnovo del contrat-

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to nazionale”. Nel corso dell’assemblea sono intervenuti anche il presidente di Uncai Aproniano Tassinari, il vice Clevio Demicheli, i presidenti di Vercelli Beppe Delsignore e di Milano-Lodi Giuliano Oldani. “Contoterzisti o agromeccanici – ha detto Tassinari – siamo ‘terzi’ per raggiungere un obiettivo in agricoltura. Oggi però il mercato delle macchine agricole si regge su di noi, l’efficienza e la sostenibilità economica delle aziende agricole fa affidamento sulla nostra professionalità. Per questo le Istituzioni non possono più permettersi di conoscerci poco e male. Per mantenere l’agricoltura in Italia e per un’agricoltura remunerativa e rispettosa dell’ambiente noi cisiamo, ci siamo sempre stati”. nnn

RINNOVO DELLE CARICHE SOCIALI A CUNEO Eletto il nuovo consiglio dell’Unione Trebbiatori di Cuneo. Nel corso dell’assemblea (Agriparts e Daziano Lubrificanti gli sponsor), sono stati nominati Massimo Silvestro (riconfermato presidente dell’associazione), Fabrizio Gastinelli (vice presidente), Alessandro Galvagno, Franco Piola, Denis Biamonte, Enzo Bonfante, Gianmario Bianco, Roberto Favole, Ezio Battistino, Bruno Chiera, Francesco Boglione, Giuseppe Giletta, Roberto Calandri ed Enzo Corrado.


FOCUS AGRIUMBRIA

Appuntamento a Bastia Agriumbria compie 50 anni ed entra a far parte delle fiere storiche nazionali di Gaetano Menna

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griumbria compie 50 anni ed entra a far parte, a tutti gli effetti, delle fiere storiche del settore in Italia. “Mezzo secolo di amore per la terra”: questo il play off esplicativo del logo della 50° edizione della mostra nazionale dell’agricoltura, zootecnia e alimentazione, che è un preciso punto di riferimento per l’agricoltura e per i mercati. Nel 2017 la rassegna ha superato i 420 espositori, con oltre 75

mila visitatori in tre giorni. Con questi numeri rappresenta, a livello nazionale, uno degli appuntamenti di riferimento del settore. La kermesse, pur avendo mantenuti intatti i valori della tradizione, focalizza la sua attenzione sull’innovazione. E così, dal 6 all’8 aprile 2018, nei padiglioni di Umbriafiere, a Bastia Umbra (PG), sono in vetrina le migliori tecnologie e attrezzature per l’agricoltura, le rassegne zootecniche e i tanti argomenti di MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 37


FOCUS AGRIUMBRIA

attualità alla base del confronto tra offerta, domanda e mondo scientifico di un comparto che è in continuo divenire, pur con salde radici nell’humus fertile di un territorio vocato all’agricoltura ed all’agroalimentare. «Contiamo cinquanta edizioni di una fiera che di anno in anno è cresciuta in maniera esponenziale fino a raggiungere la saturazione degli spazi espositivi – ha spiegato Lazzaro Bogliari, presidente di Umbriafiere –. La storia di questa manifestazione si lega indissolubilmente all’andamento del settore primario che, proprio negli ultimi decenni, ha visto crescere la propria presenza nell’economia nazionale e mondiale facendo delle imprese del settore italiane il fiore all’occhiello in tutto il mondo». In evidenza le aree espositive nelle quali vengono proposte soluzioni di innovazione dei mezzi tecnici e agromeccanici. La zootecnia sarà, ancora una volta, una delle protagoniste 38 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2018

Attenzione all’area dei Balcani in grande sviluppo con mostre nazionali e interregionali, con rassegne e concorsi riservati a specie e razze che, nel corso delle tre giornate fieristiche, sicuramente confermeranno l’elevato livello genealogico del patrimonio zootecnico. Si prevedono più di 600 capi pre-

senti in fiera, di diverse razze di bovini, oltre a suini, ovini, equini e migliaia di animali da cortile. Questi sono solo alcuni dei fulcri della fiera che, nei tre giorni, avrà anche un ricco programma di convegni, meeting e master di approfondimento pensati per mettere aziende, associazioni di categoria e mondo scientifico in un confronto unico. I temi che saranno sviluppati in maggior modo saranno in particolare quello della sostenibilità e della riduzione degli sprechi alimentari a qualche mese dall’approvazione della legge di indirizzo. Da segnalare la presenza di operatori provenienti da tutto il mondo. Grazie alla collaborazione sempre più stretta tra Umbriafiere, ICE e Federunacoma, durante l’edizione 2018 di Agriumbria sarà ospitata sul territorio e in fiera una delegazione di operatori provenienti dai mercati dei Balcani, che sono indubbiamente in grande sviluppo. La delegazione potrà conoscere da vicino le eccellenze meccaniche e non solo dell’agricoltura italiana. nnn

“MILKTEC” SU TECNOLOGIE LATTIERO-CASEARIE

La grande novità di Agriumbria 2018 è la nascita di “Milktec”, il primo salone dedicato alla tecnologia per la filiera lattiero-casearia. In fiera verranno presentate dunque le ultime novità sul fronte di macchine e attrezzature per la mungitura e la lavorazione del latte. Un segmento, questo, sviluppato a fronte della crescita della multifunzionalità delle aziende agricole anche del centro Italia. Gli altri saloni specializzati sono “Enotec”, “Oleatec” e “Bancotec”, che presentano soluzioni impiantistiche per i settori vitivinicolo, oleario e trasformazione agroalimentare.


Caprai e l’assessore Cecchini ad Agriumbria 2017

Aggregazioni e sinergie Stand multimediale e un ricco programma di iniziative di Confagri Umbria alla fiera di Bastia

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onfagricoltura Umbria sarà attiva protagonista di Agriumbria e il suo stand (n.59 presso il padiglione 7) sarà un preciso punto di riferimento per i produttori. Ma, al di là della vetrina, sono molteplici gli appuntamenti che l’Organizzazione ha previsto in fiera. Di particolare rilievo è, indubbiamente, il convegno sulla coltivazione del nocciolo (v. pag. 40, ndr).

Nella giornata del 6 aprile (alle ore 10), ci sarà il convegno di Anga Umbria su “Contoterzista o mezzi propri?”. Il giorno dopo (sabato 7 aprile ore 15.30) il dibattito “Contoterzisti Umbria” in collaborazione con Unacma e

Fabio Rossi

Uncai (v. le pp. II e III dell’inserto al centro della rivista, ndr). Venerdì 6 aprile (alle ore 11.30) è in programma il confronto con Conad sui temi della cooperazione nel settore zootecnico e della collaborazione tra allevatori e GDO. Occasione per parlare pure dell’importanza del sistema allevatoriale che va sostenuto e rilanciato in tutte le sue espressioni. Non manca, ovviamente, un approfondimento sul settore olivicolo (che è una delle produzioni di spicco sul territorio). Domenica 8 aprile (alle ore 10) infatti è previsto il convegno di Confagricoltura con AUFO (Associazione Umbra Frantoi Oleari) su tecnologie e sicurezza nei frantoi oleari. «Con Agriumbria – sottolinea il presidente Fabio Rossi – c’è una stretta collaborazione. È una manifestazione fieristica la cui importanza va al di là dell’Umbria, attirando l’attenzione in tutto il Centro Italia. La kermesse è l’occasione per fare il punto sulle novità e per programmare il futuro. Le nostre aziende vogliono raccogliere la sfida del mercato e sono impegnate per rafforzare i rapporti con la grande distribuzione organizzata e l’export». «La nostra presenza in fiera – ha concluso Rossi - è focalizzata sull’aggregazione e sui rapporti di filiera. Puntiamo infatti su accordi e attive sinergie con agroindustria, GDO, contoterzisti e frantoiani». (G. M.)

OSSERVATORIO SUI CONSUMI DI CARNE

Prosegue l’attività permanente dell’Osservatorio Agriumbria sul consumo nazionale di carne di qualità che era stato avviato nella scorsa edizione della kermesse. Si realizza un vero e proprio rapporto sugli allevamenti e sulle tendenze dei consumatori. Dall’indagine 2017 era emerso, contestualmente, un calo dei consumi ed un’attenzione crescente per la qualità. Il consumo medio annuo, in Italia, di carne (pollo, suino, bovino, ovino) era risultato di 79 kg pro-capite, il più basso in Europa; i danesi sono a 109,8 kg, i portoghesi a 101 kg, gli spagnoli a 99,5 kg, i francesi ed i tedeschi rispettivamente a 85,8 e 86 kg. MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 39


FOCUS AGRIUMBRIA

Progetto nocciola Confagri Umbria propone un convegno in fiera sullo sviluppo della filiera coricola

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e nocciole per i cioccolatini Ferrero Rocher e per la Nutella potrebbero essere prodotte anche in Alta Umbria. Se ne discuterà approfonditamente nel convegno, su “Progetto Nocciola Italia. Un Futuro da coltivare Insieme” (in programma ad Agriumbria per sabato 7 aprile alle ore 15). L’incontro convegnistico è promosso da Confagricoltura Umbria in collaborazione con Ferrero. Quella del nocciolo è una delle poche colture arboree in espansione e c’è un progetto di rilancio che punta ad un’ulteriore crescita di 20mila ettari in 5 anni, grazie a incentivi per i nuovi impianti, anche in zone non “tradizionali”; in quest’ottica sono fondamentali pure i programmi di sviluppo rurale. Nel nostro Paese si prevede un +30% di superficie (che porterà quella nazionale a toccare quota 90mila ettari) e

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un +40% di volume. Due anni fa, proprio ad Agriumbria, Confagricoltura Umbria aveva avviato un percorso per lo sviluppo qualiquantitativo della filiera corilicola nella Regione. Ora il presidente dell’Organizzazione, Fabio Rossi, farà il punto su quanto si è fatto e quanto si deve ancora fare. La Regione e il mondo della ricerca stanno coadiuvando Confagricoltura per attivare e rafforzare questa filiera che va giudicata strategica, avendo uno sbocco

commerciale già definito, con un partner industriale dell’importanza di Ferrero. La Regione in particolare – come ha ricordato in più occasioni l’assessore Fernanda Cecchini – può favorire i progetti di riconversione. Dal canto suo il mondo della ricerca può dare un contributo fondamentale, individuando nuove varietà che recepiscano le esigenze dell’industria dolciaria e degli agricoltori di produrre in maniera costante, elevata e di qualità. (G. M.)

RILANCIO DELLA FILIERA CORICOLA

Il piano denominato “Nocciola Italia” impegna la Ferrero nella promozione verso gli agricoltori di questa coltura, in ragione della crisi cha ha investito la Turchia (proprio nel settore specifico), prima produttrice mondiale. L’Italia è al secondo posto per la produzione di nocciole, che si localizza essenzialmente in quattro regioni: Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia (nelle prime due la coltura è in forte crescita). Il nocciolo entra in produzione dopo il quinto anno e, da allora, la resa cresce fino a stabilizzarsi verso l’ottavonono anno. L’obiettivo per il comparto è quello di ampliare gli areali produttivi, individuare nuove varietà, costruire rapporti di filiera.



M A P PA M O N D O

di Jordan Nash

La ministra all’attacco del vino differenza». E ancora: «Si è lasciato pensare alla Parigi in subbuglio popolazione francese per le dichiarazioni che il vino abbia degli effetti protettivi sulla di Agnès Buzyn. salute, che apporterebbe Interviene Macron dei benefici dei quali in difesa di Bacco gli altri alcolici sono privi. Beh, è falso». Tutto il mondo vitivinicolo d’Oltralpe è esploso. La Francia è il Paese in cui il vino è un blasone unico al mondo e guai a toccarne i contenuti. Le polemiche non si sono arrestate facilmente. L’ira dei viticoltori, la lettera aperta di alcuni medici di fama che hanno scritto su Le Figaro per dare ragione alla ministra e ricordare che «visto dal l vino, in Francia, è fegato, anche il vino è sacro almeno quanun alcolico». Una vera to la Tour Eiffel e e propria battaglia in la baguette e le recenti dichiarazioni della mini- cui si sono mischiate identità e savoir vivre stra delle Salute Agnès Buzyn, che ha affermato con l’economia: il vino è la seconda voce dell’exche il vino è «un alcool port del Paese, davanti come un altro» hanno ai profumi, e la filiera dà scatenato un putiferio. «L’industria del vino oggi lavoro a 560 mila persone. A chetare gli animi ci vuole fare credere che ha pensato il presidente il vino sia diverso dagli Macron, che ha dichiaraaltri alcolici ma – ha to: «Io lo bevo a pranzo detto - in termini di salute pubblica, bere vino, e a cena», promettendo di non toccare la legge birra, vodka o whisky sulla pubblicità degli è esattamente la stessa alcolici. cosa, non c’è alcuna

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DONNE DEL VINO DOMINANO GLI USA

No Women no wine. Parafrasando il successo di Bob Marley, senza l’apporto delle donne l’intero business vitivinicolo Usa potrebbe andare in crisi. Le donne rappresentano attualmente oltre la metà di tutti i consumatori di vino negli Stati Uniti e, nel complesso, controllano 4.300 miliardi di dollari dei $ 5.900 di spese per consumi annuali. Secondo il Wine Market Council, le donne attualmente acquistano il 71% di tutto il vino venduto al dettaglio in America. Ma non solo. Molte donne hanno ruoli leader in aziende vitivinicole e nel 2017, per la prima volta, più donne che uomini hanno frequentato il programma di viticoltura ed enologia dell’Università Davis, in California. Nel 1999 c’erano 12 studentesse ogni 33 studenti. EXPORT ENOICO DELL’AUSTRALIA

Anche se l’Australia è il quinto esportatore di vino al mondo e il settimo produttore con 12 milioni di ettolitri, deve fare i conti con le esigenze delle imprese. I consumi interni – con 30 milioni di abitanti – sono in crescita, ma non tutto il volume prodotto può essere trasportato. Ed ecco che “se non vieni al vino australiano, sarà il vino australiano a venire da te”. Alcune tra le più di 60 regioni viti-

vinicole sono a meno di un’ora dalle principali città e catturano i visitatori con ogni genere di attività che ruotano attorno al vino: dagli atelier di cucina ai concerti, dall’accoglienza ai giri in mongolfiera è un fiorire di iniziative per attirare clienti. A Yarra, in Barossa e in Hunter si combina l’eccellenza dei vini con la notorietà internazionale e con l’enoturismo sono stati attirati più di 250.000 visitatori.


In Francia olio alla spina Oltralpe cade il divieto di vendere prodotto sfuso in market e negozi

finale preconfezionato in contenitori della capacità massima di cinque litri. Da qui il divieto di vendita del prodotto sfuso perché non preimballato. Ora, grazie all’associazione

TUNISIA SECONDO PRODUTTORE

La Tunisia ha esportato dallo scorso novembre a febbraio 2018, 88 mila tonnellate di olio d’oliva, ovvero il 40% della quantità prevista. Lo ha reso noto, in un comunicato, il ministero tunisino dell’Agricoltura, della Pesca e delle Risorse idriche, precisando che le operazioni di raccolta e trasformazione dell’olio d’oliva hanno raggiunto il 95%. Secondo il Consiglio Oleicolo

Internazionale (Coi), la Tunisia realizzerà nel corso della stagione 2017/2018, il tasso di crescita più alto al mondo per quanto riguarda i livelli di stock di olio d’oliva (+120% rispetto alla stagione precedente). Nel 2017 erano stati piantati 4 milioni di nuovi ulivi. La Tunisia è diventata attualmente il secondo produttore mondiale di olio d’oliva dopo la Spagna.

ALGERIA AVANTI TUTTA

Il ministro dell’Agricoltura, professionale francese a diversi anni si dello Sviluppo “Réseau Vrac”, in Oltralparla, in Francia, rurale e della Pesca pe sarà possibile vennella GDO e nei algerino, Abdelkader dere olio extra vergine negozi, della possibiBouazghi, ha “alla spina”, rispettando, lità di vendere l’olio dichiarato che la però, alcune regole. Il extravergine sfuso. I produzione nazionale consumatori sono infatti commerciante dovrà di olio d’oliva supera prima ottenere un codisempre più affezionati gli 80 milioni di litri ce di confezionamento a questo tipo di acquil’anno. Dei 60 milioni dal National Agricultusto. Un mercato, queldi alberi piantati, ral and Marine Products solo 36 milioni sono attualmente in produzione: altri lo del commercio dei Establishment (FranceA- 24 milioni di ulivi lo saranno tra breve. Con questa prodotti sfusi, che nel griMer), l’organizzaziocifra e gli altri programmi in atto, la produzione 2017 ha rappresentato di olive sarà molto importante nei prossimi anni. ne intermediaria fra le 500 milioni di vendite. filiere e lo Stato. Infine, Contemporaneamente si sta rafforzando la capacità Il regolamento europeo (n. 29/2012, del 13 nel sigillare la bottiglia, dei laboratori puntando ad analizzare e certificare i prodotti. L’Algeria è il terzo produttore del una seconda etichetta gennaio 2012) prevede Nord Africa, dopo Tunisia e Marocco, ma punta a garantirà “l’integrità dei che l’olio d’oliva sia diventare il secondo. contenuti”. offerto al consumatore

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ATTUALITà IMPRESE

Generali Italia e Confederazioni datoriali presentano il “Rapporto 2018” e premiano le PMI più attente a sicurezza, benessere e sostenibilità di Gabriella Bechi

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ncentivare, tra le piccole e medie imprese, l’utilizzo di buone pratiche di welfare: è questo l’obiettivo di “Welfare Index PMI”, l’iniziativa, giunta alla terza edizione, promossa da Generali Italia, a cui partecipa Confagricoltura, insieme

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Firma il welfare


alle maggiori confederazioni italiane (Confindustria, Confartigianato e Confprofessioni). Si rivolge alle imprese di sei settori – agricoltura, industria, artigianato, commercio, studi e servizi professionali e terzo settore – e prende in esame le aziende della fascia tra sei e mille dipendenti, premiando le prime tre classificate di ogni settore e attribuendo quattro menzioni speciali alle piccole e medie imprese migliori in diversi ambiti. Le novità del welfare in Italia verranno illustrate nel “Rapporto Welfare Index Pmi 2018”, che verrà presentato, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio, il prossimo 10 aprile a Roma presso il Salone Delle Fontane all’Eur. Nel corso della manifestazione anche la premiazione dei migliori progetti. Con 10mila imprese coinvolte nelle tre

ASCOLTA sulla nostra web tv lo spot sull’evento

edizioni, la ricerca rappresenta la mappatura più completa della diffusione del welfare aziendale in Italia, confermandosi anche come fonte autorevole per Istituzioni, organizzazioni e privati che vogliono approfondire la materia. In questi anni Welfare Index PMI ha anche offerto alle imprese un servizio gratuito per misurare il loro livello di welfare attraverso la piattaforma www.welfareindexpmi.it, dove gli imprenditori possono anche accedere alle novità fiscali e regolamentari. “Da tre anni mettiamo in campo le nostre competenze di assicuratore, assieme alle princi-

pali confederazioni nazionali, per promuovere attraverso il welfare aziendale la crescita delle imprese, dei lavoratori e delle loro famiglie commenta Marco Sesana, Country Manager e Amministratore Delegato di Generali Italia -. Con Welfare Index Pmi, poniamo l’attenzione sui grandi bisogni sociali: sanità e assistenza, conciliazione e sostengo al lavoro, giovani, formazione e istruzione”. Dopo tre anni, il successo dell’iniziativa cresce ancora, come dimostra il coinvolgimento nell’indagine di oltre 4.000 aziende nel 2018, il 17% in più rispetto allo scorso anno. A queste imprese è stato assegnato il Rating Welfare Index PMI, che raggruppa le aziende in 5 classi con un valore crescente da 1W a 5 W. Lo scopo è di permettere alle imprese di conoscere il proprio livello di welfare e comunicarlo in modo immediatamente riconoscibile, facendo diventare l’impegno nel welfare un vantaggio competitivo. Sono 38 le aziende che quest’anno hanno ottenuto le 5W (rispetto alle 22 del 2017). Tra le PMI agricole, lo scorso anno al primo posto si è classificata “Fungar”, di Rimini; al secondo “Agrimad” di Cosenza; al terzo “Conte Vistarino”, di Pavia. Menzioni speciale per l’integrazione sociale all’azienda siciliana “Natura Iblea” e, per l’agricoltura sociale, alla società cooperativa friulana “Dopo di noi”. “L’agricoltura – ha detto il presidiente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - grazie al suo profondo legame con il territorio e le sue popolazioni, è pioniera del welfare e conferma oggi, rinnovato, il suo ruolo sociale finalizzato all’integrazione e al miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Oggi la direzione intrapresa dalle aziende va verso un ampio concetto di sostenibilità, non solo sociale, ma anche economica e ambientale. I casi concreti sono migliaia, da Nord a Sud e non è un caso che oggi esista una realtà consolidata fatta da imprese agricole impegnate in agricoltura sociale”. nnn MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 45


ATTUALITÀ IMPRESE

Spicchi d’amore Dietro un agrume c’è economia e lavoro, ma anche paesaggio, territorio e tanta passione

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osa c’è dietro un agrume? Senza dubbio un paesaggio e un patrimonio ambientale importante, in grado di essere apprezzato dai cittadini e dai turisti, capace di innescare una spirale positiva, di benessere fisico ed economico. Ma ci sono anche il lavoro e la passione degli agricoltori. E’ importantissimo promuovere interventi di recupero, manutenzione e salvaguardia degli agrumeti caratteristici per tutelare l’ambiente, difendere il territorio ed il suolo e conservare i paesaggi tradizionali, ma è altrettanto importante salvaguardare le nostre produzioni con una politica economica adeguata». Lo ha sottolineato Gerardo Diana, presidente della Federazione nazionale agrumicola di Confagricoltura, in occasione della tavola rotonda “Agrumi d’Italia. Mercati e paesaggi” organizzata dal Fai a Milano. Il governo, con la legge 127 del 25 luglio 2017, ha inteso promuovere interventi di ripristino, recupero, manuten-

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zione e salvaguardia degli agrumeti caratteristici per tutelare l’ambiente, il territorio ed il paesaggio, istituendo un apposito Fondo. Un provvedimento questo, apprezzato da Confagricoltura, che ha rimarcato come, dietro ad ogni realtà produttiva, ci siano anche bilanci e costi economici. Il settore agrumicolo, è una produzione d’eccellenza per l’elevato profilo qualitativo dei suoi prodotti in termini organolettici e nutrizionali. Sessantaduemila aziende producono 2,8 milioni di tonnellate di agrumi (di cui 1,6 di arance che rappresentano il 57% del paniere) con un valore che sfiora il miliardo di euro. E l’80% del prodotto viene da Calabria e Sicilia. «Numeri importanti – ha spiegato Diana - per questo settore, caratterizzato da diversi punti di forza: produzione concentrata in areale ristretto, vocazione produttiva territoriale, forte legame tra territorio e produzioni tipiche (Dop, Igp), elevato profilo quali-

tativo del prodotto sia in termini organolettici che nutrizionali, alta professionalità degli imprenditori agricoli, salubrità del prodotto». Il comparto, però, deve fare i conti con diversi problemi: la difficoltà ad esportare sui mercati esteri, i pochi limiti che impone l’Europa alle merci in ingresso, creando il rischio di importare malattie. Occorre anche un’adeguata politica economica per promuovere la competitività delle nostre imprese. «Il settore – ha concluso Diana – è sottoposto ad una forte concorrenza da parte di Paesi con condizioni di produzione spesso molto vantaggiose, costi notevolmente più bassi dei nostri, norme ambientali, di sicurezza e di qualità meno rigorose. I problemi per le nostre imprese si potranno risolvere solo in un’ottica di sistema, attraverso scelte nazionali ed europee che rispettino il principio di precauzione e quello di reciprocità». (E. T.)


Il pesce nella Rete “AquApp” è il software delle associazioni dei piscicoltori per valutare e divulgare la sostenibilità di Elisabetta Tufarelli

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a buona notizia è che aumenta, in Italia, il consumo di prodotti ittici, che sfiora i 26 chilogrammi annui a persona. Secondo i dati FAO, il nostro Paese rimane abbondantemente sopra la media mondiale di 20,3 chilogrammi e di quella europea, proseguendo una crescita ormai più che triennale, dopo la flessione corrispondente agli anni peggiori della crisi. A conclusione di “Aquafarm

2018” - la manifestazione che ha ospitato le più importanti aziende fornitrici a livello italiano ed europeo di prodotti e attrezzature per l’allevamento a terra e a mare - è iniziato anche un nuovo corso che ha messo insieme l’Associazione Piscicoltori Italiani (API) e l’Associazione Mediterranea Acquacoltori (AMA). Il progetto, illustrato dai rispettivi presidenti, e presentato dal conduttore di Linea Blu Fabio Gallo, si chiama “AquApp” e si propone di promuovere nuovi modelli di sostenibilità produttiva e di innovare pratiche tecnico-gestionali in parte già presenti nei diversi comparti produttivi, mettendo a punto nuove forme di comunicazione e strumenti di facile utilizzo per promuovere pratiche e linee guida di sviluppo sostenibile. «Dobbiamo certamente continuare a migliorare - ha spiegato Pier Antonio Salvador,

presidente API - ma è stato importante aver raggiunto l’obiettivo di mettere insieme il settore. Siamo riusciti a dare ai nostri operatori uno strumento in grado di valutare la sostenibilità eco-ambientale dei loro siti produttivi. “AquApp” permetterà anche di informare l’ampia platea dei consumatori, sempre più attenta alla conoscenza dei processi produttivi e alla qualità dei prodotti: freschi, surgelati e trasformati». Un innovativo software sarà capace di misurare le interazioni tra ambiente e acquacoltura. In Italia la produzione di acquacoltura si è stabilizzata nel corso degli ultimi due anni tra le 140mila e le 150mila tonnellate. «C’è spazio – hanno concluso i presidenti Pier Antonio Salvador (Api) e Giuseppe Prioli (Ama) - per diminuire la dipendenza dall’estero, almeno per le specie allevabili nelle nostre acque. Ma la chiave per una crescita decisa sta nella domanda interna, che ancora non premia pienamente le nostre produzioni. Purtroppo a guadagnarci sono le importazioni da Paesi dove l’allevamento di specie ittiche non è sottoposto agli stessi controlli vigenti da noi, ma che hanno costi di produzione decisamente più bassi». nnn MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 47


ATTUALITÀ IMPRESE

Orgoglio pesto Confagri Liguria impegnata per la candidatura del famoso condimento come patrimonio dell’Umanità

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ue milioni e mezzo di semi di basilico Dop sono stati distribuiti da Confagricoltura Liguria a 3.500 bambini di 300 classi delle scuole materne ed elementari di Genova nell’ambito della campagna, “Orgoglio Pesto”, promossa dalla Regione Liguria per il riconoscimento del pesto “patrimonio dell’Umanità”. Tre gli appuntamenti organizzati dall’Organizzazione regionale, lunedì 19 marzo: nella centralissima piazza De Ferrari, cuore della città, nei famosi giardini di Quinto, nonché al Centro Civico di Cornigliano. Qui è stato anche mostrato ai più piccini come seminarli in appositi vasetti con terriccio, per promuovere l’arte di coltivare la base del condimento ligure per antonomasia e noto in tutto il mondo: il pesto. I semi sono stati destinati a 52 orti scolastici. Con questa iniziativa Confagricoltura Liguria ha voluto aderire concretamente alla settimana di eventi organizzata dalla Regione per promuovere e pubblicizzare la candidatura del pesto a “patrimonio immateriale dell’Umanità” da parte dell’Unesco: ‘pestate collettive’ (come quella dei genovesi che armati di mortaio e pestello hanno invaso pacificamente piazza De Ferrari), flash mob gastronomici e il clou del

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Campionato Mondiale del Pesto al Mortaio, vinto da Emiliano Pescarolo, 40 anni, sommozzatore milanese, che vive in Liguria da anni. Obiettivo la raccolta delle firme da consegnare ai commissari dell’Unesco, per la quale sono scesi in campo anche personaggi famosi, che sono diventati per l’occasione “Pestimonial”. Novanta i comuni liguri coinvolti e oltre 30 mila le firme raccolte (di cui 12 mila solo a Genova). L’iniziativa promossa da Confagricoltura e rivolta ai più piccoli è stata realizzata in collaborazione con l’Unicef, nell’ambito del progetto “Nonni e Bambini per gli ideali dell’Unicef” ed ha ricevuto il patrocinio del Comune di

Genova. L’Organizzazione regionale collabora da anni con il Fondo delle Nazioni Unite, tanto da potersi fregiare nei propri uffici della bandiera azzurra, che le è stata donata per l’entusiastico appoggio alle iniziative a difesa dei bambini e per la cultura del mangiare sano. Tra queste il progetto 50&Più di Confcommercio “Conosci le Erbe, Difendi l’Ambiente”. “Abbiamo voluto insegnare ai bambini – spiega il presidente di Confagricoltura Liguria Luca De Michelis - come si semina il basilico, cercando quindi di sensibilizzarli sul valore delle erbe aromatiche della nostra Liguria, su come si coltivano e si utilizzano”. (G. B.)

IN ATTESA DELLA DECISIONE UNESCO

A fine 2015 è stata presentata la domanda alla Commissione Nazionale Italiana per Unesco perché venisse presa in considerazione la candidatura del Pesto Genovese quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Il Comitato Interministeriale Italiano dell’Unesco dovrà valutare la proposta di candidatura perché il Pesto al Mortaio possa essere ammesso nella “tentative list” come bene culturale immateriale dell’umanità da parte del ministero della Cultura e dell’Unesco e quindi procedere lungo l’iter internazionale. Sono otto tra cibi e cucine che hanno finora ottenuto il riconoscimento dell’Unesco: la Pizza napoletana, la Cucina messicana, la Dieta mediterranea, il Keskek turco, la Cucina francese, il Washoku giapponese, il Kimchi della Corea del Sud e la Birra belga.


Sigaro da collezione Nelle tabaccherie la prima edizione limitata per il bicentenario del Toscano

Toscano - dichiara Stefano Mariotti, no Sementa sono il frutto di una direttore generale di MST - e non collaborazione unica tra gli agricolc’è modo migliore se non parten- tori e gli agronomi del dipartimento do dalla materia prima, quella da Leaf di MST. Infatti la produzione di cui tutto ha avuto origine: il tabacco questa varietà di semi, limitata e al Kentucky. Attraverso questo nuovo contempo delicata, dipende dal fatto prodotto vengono esaltate caratteri- che la piantagione richiede un’attenstiche e proprietà organolettiche ma, zione e una cura più complessa da soprattutto, grazie a esso, abbiamo parte del coltivatore in tutte le fasi coltivato nuovamente semi antichi produttive. Perfetto per abbinamenanifatture Sigaro e di pregio assoluto”. Prodotti dalla ti con le birre Italian Grape Ale e il (G.B.) Toscano celebra manifatture di Lucca, i sigari Tosca- Vermouth. i 200 anni della FILIERA TABACCHICOLA AUTOCTONA messa in commercio dei sigari a Manifatture Sigaro Toscano S.p.A nasce nel 2006, quanmarchio Toscano do il Gruppo Industriale Maccaferri acquisisce dalla con una nuova edizione limitata: il British American Tobacco Italia il controllo del ramo sigaro Toscano Sementa. Il nuovo d’azienda che produce e commercializza lo storico sigasigaro nasce da una miscela di semi ro a marchio Toscano®. La filiera tabacchicola, intera“storici” salvati durante un’endemia mente autoctona, ad oggi conta circa 250 tabacchicoldi peronospora che nel 1960 aveva tori tra Toscana, Lazio, Umbria, Campania e Veneto, un attaccato alcune partite di tabacco di centro di raccolta (Foiano della Chiana) e 2 manifatture origine americana. I semi utilizzati, (Lucca e Cava dei Tirreni). Nel 2016 la società ha chiuso tutti di varietà Kentucky, sono: Moro i conti con un fatturato pari a 100 milioni di euro, ha di Cori, Gigante e Italia, coltivati in Toscana e nella zona di Pontecor- prodotto 203 milioni di sigari (di cui 3 fatti a mano) e ne ha venduti 29 milioni all’estero. vo. “Siamo orgogliosi di celebrare Attualmente il sigaro Toscano® è distribuito in oltre 70 paesi (prevalentemente in Euroil bicentenario dei sigari a marchio pa, oltre che in Giappone, USA, Canada, Argentina, Australia, Israele, Libano, Russia).

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ATTUALITà IMPRESE

Multifunzionalità faunistica L’azienda agricola fondamentale per la tutela degli habitat delle specie selvatiche ed il corretto utilizzo delle risorse naturali di Landolfo Di Napoli

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a storia ci dice che in agricoltura la multifunzionalità è sempre esistita. Basti pensare alla pratica di diversificare le produzioni, prima per la necessità di cercare d’assecondare le esigenze della famiglia contadina, poi, con l’affermarsi dei mercati, di superare la stagionalità delle produzioni ed ampliare il paniere dell’offerta e della qualità dei prodotti. La multifunzionalità di cui ora si vuole, però, ragionare non riguarda tanto la diversificazione della specializzazione colturale, quanto il perseguimento di obiettivi produttivi o gestionali un tempo considerati extra-agricoli. Parliamo di obiettivi che, nell’era dell’economia integrata, rientrano a pieno titolo nelle finalità di un’a-

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zienda agricola che intende rivolgere la propria offerta economica alle diversificate richieste ed occasioni di consumo della moderna società.Tra i vari indirizzi possibili nella diversificazione dell’attività produttiva e dell’offerta economica uno è quello “faunistico”, nel cui perimetro vanno ricomprese sia le attività aventi finalità naturalistiche/conservative, sia quelle venatorie. Ambedue gli indirizzi, se ben organizzati e supportati da un attento piano economico, appaiono in grado d’offrire, soprattutto alle aziende situate in aree disagiate e su terreni marginali, significative fonti di reddito aggiuntivo o alternativo, in grado di scoraggiare l’abbandono, con la conseguenza dei ben noti danni ambientali, di vaste aree del territorio. In tali realtà economiche la multifunzionalità deve puntare alla valorizzazione delle specie selvatiche e dei loro habitat che - soprattutto se l’azienda è inserita in un progetto di più ampio respiro - può produrre interessanti integrazioni economiche e quindi supportare

Ripensare la normativa coinvolgendo l’agricoltore nella gestione dell’habitat gli indirizzi produttivi tradizionali, che da soli non sono spesso più in grado sostenere la permanenza di un attività imprenditoriale. La multifunzionalità “faunistica” a cui occorre pensare deve basarsi sull’individuazione e sulla realizzazione di un’adeguata compatibilità ed integrazione tra i tradizionali indirizzi produttivi agricoli e la valorizzazione e la caratterizzazione delle specificità faunistiche e, se del caso, anche venatorie dei diversi territori. E’ evidente che nel caso in cui l’attività agricola sia anche finalizzata ad assicurare un corretto habitat alla fauna e all’offerta di servizi di conservazione e/o fruizione turistico ricreativa/ venatoria del territorio, si debba prevedere la possibilità di accedere alle sovvenzioni o agli aiuti provenienti dal settore pubblico (misure agro-ambientali, ovvero

Piani di Sviluppo Rurale o misure agro-faunistiche, ovvero legge 157/1992 e derivate).Poiché con la legislazione vigente possono essere poche le entrate dirette e le sovvenzioni o gli incentivi pubblici per interventi agro-ambientali o agro-faunistici, diventa indispensabile avviare - con la condivisione del mondo agricolo e del mondo venatorio - un ripensamento ed una revisione della normativa esistente, con l’obiettivo di rendere possibile un maggior coinvolgimento dell’imprenditore agricolo nella gestione faunistica del territorio. Anche attraverso la definizione di una diversa modalità di gestione dell’attività venatoria Si tratta, in definitiva, di avviare un ripensamento ed una revisione normativa, finalizzati a rendere l’azienda “faunistica” multifunzionale non solo una concreta realtà economica, ma anche uno strumento responsabile ed efficace nella tutela degli habitat delle specie selvatiche e nel corretto utilizzo delle risorse naturali. nnn MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 51


A T T U A L I T à R A P P R E S E N TA N Z A

Agevolazioni Imu Concluso a Montegrotto il Soggiorno Pensionati. In primo piano l’impegno per ridurre imposte ed estendere bonus Irpef di Elisabetta Tufarelli

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recentocinquanta agricoltori hanno affollato l’Hotel Commodore a Montegrotto Terme, in occasione del secondo turno del 39° Soggiorno Pensionati dell’Anpa, l’associazione che riunisce gli ‘over 65’ di Confagricoltura. L’inclemenza del tempo - con pioggia, neve e vento - non ha per niente scoraggiato l’entusiasmo dei partecipanti, determinati comunque a scoprire capolavori e ricette tipiche di questo ricco territorio. Bruno Allegretti - che ha comunicato commosso che questo è l’ultimo Soggiorno a cui parteciperà da presidente dell’associazione - ha sottolineato come questi siano stati “anni importanti che hanno segnato anche il cambiamento del nostro nome in Anpa. Questo nostro appuntamento è sempre stato caratterizzato da una duplice valenza, di svago e di sindacalizzazione, ed è anche l’occasione per informare gli associati sulle problematiche agricole e pensionistiche e per favorire uno scambio di esperienze tra pensionati agricoltori provenienti da

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tutt’Italia”. Angelo Santori, segretario nazionale Anpa ha ricordato che agli imprenditori agricoli professionali (IAP) e coltivatori diretti (CD), titolari di pensione, spettano le agevolazioni IMU previste per i colleghi non pensionati. “La risoluzione del ministero dell’Economia e delle Finanze – ha messo in evidenza – ha accolto una richiesta specifica di Confagricoltura perché non è giusto, né equo, penalizzare quegli agricoltori che, anche se pensionati, sono ancora attivamente operativi”. Il segretario si è anche soffermato sull’esiguo importo delle pensioni degli agricoltori e ha ricordato come

nella crisi “la presenza di un pensionato in famiglia abbia fornito un’importante rete di protezione sociale e che questo impegno è stato contraccambiato con una eccessiva pressione fiscale sul reddito pensionistico”. Santori ha anche citato la perdita del potere d’acquisto e le iniziative del Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo (Cupla, di cui l’Anpa è parte integrante) per estendere il bonus Irpef di 80 euro ai pensionati. “È fondamentale – ha detto – che il futuro governo s’impegni per un graduale, ma soprattutto credibile, adeguamento degli importi minimi delle pensioni agli standard comunitari”. Ma il Soggiorno non è stato certamente dedicato esclusivamente al lavoro. L’ Hotel ha permesso ai partecipanti di gustare squisite ricette della cucina veneta, oltre che di godere delle Terme Euganee nelle sue splendide piscine. Per non dimenticare il ricco programma di visite e gite. nnn


FORMAZIONE

CORSI PER DIRIGENTI E DIPENDENTI AZIENDE FIIAF

Offerta formativa Il programma delle attività ha previsto che Enapra ha progettato due giornate di corso. La prima è stata a favore dei dirigenti di dedicata alla disamina ed all’approfonFiiaf (Federazione Italiana Impresa Agricola Familiare dimento teorico dei temi oggetto di di Confagricoltura). “Questa discussione con un focus su politiche, iniziativa è un nuovo tassello normative e incentivi all’aggregazione. Le relazioni sono state affidate ai che va ad aggiungersi al colleghi delle direzioni di Confagricolfilone dell’alta formazione tura preposti alla materia. La seconda dirigenti che Enapra sta giornata invece è stata progettata come attuando nell’ambito del uno storytelling nel corso del quale più ampio programma di formazione interna denominato ‘Col- le opportunità e i vantaggi derivanti L’aggregazione del prodotto e la condall’aggregazione nel settore agroalitiviamo Competenze’ - ha dichiarato centrazione delle imprese sono ormai condizioni imprescindibili per compe- il presidente Enapra, Luca Brondelli di mentare sono state illustrate da chi vive in prima persona questa esperienza tere sul mercato. Ciò è tanto più vero se Brondello -. L’obiettivo è stato quello come produttore o come esponente del contestualizzato al settore agroalimen- di assicurare ai dirigenti della nostra Organizzazione una formazione con- management di una qualsiasi forma tare, la cui peculiarità è la presenza di di aggregazione (AOP, OP, OI). Le due molte imprese con ridotte dimensioni tinua, aggiornata ed integrata su temi sindacali, manageriali e trasversali, che tappe si sono tenute una al Nord e una fisiche ed economiche a monte, di un al Sud: si è cominciato il 13 e 14 marzo numero crescente di acquirenti a valle, gli consentano di qualificare ulteriora Montegrotto Terme (Padova) e si è mente il loro ruolo di rappresentanti e di una ristretta cerchia di intermediari della trasformazione e della GDO e tutori delle imprese associate, prima replicato poi a Battipaglia (Salerno) il 27 e il 28 marzo. L’iniziativa si chiuderà di tutto, e contestualmente di manache regola i rapporti tra produttori e il prossimo 10 aprile a Roma, nella ger consapevoli degli Enti e società di consumatori finali. A voler usare una sede nazionale di Confagricoltura e metafora si potrebbe dire che il sistema servizi a cui sono temporaneamente preposti”. Gli incontri sono stati aperti Fiiaf dove è previsto l’evento finale sul agroalimentare italiano appare come tema dell’open innovation. anche alla partecipazione dei dipenuna “clessidra” all’interno della quale Antonella Torzillo denti delle imprese agricole associate. il principale ostacolo alla crescita e alla stabilizzazione dei redditi degli agricoltori è rappresentato dal potere Parola chiave del mese: open innovation negoziale della intermediazione. Una risposta concreta a questo problema “L’open innovation” è un paradigma che dell’agricoltura - tipica italiana, ma afferma che le imprese possono e debnon solo - arriva certamente dall’agbono fare ricorso ad idee esterne, così gregazione. In questo scenario, l’ultima come a quelle interne, ed accedere con riforma della Pac per il periodo 2014percorsi interni ed esterni ai mercati se 2020 ha introdotto importanti misure vogliono progredire nelle loro comvolte a favorire la liberalizzazione delle petenze tecnologiche”. ll termine, che produzioni da una parte e lo svilupsignifica “innovazione aperta”, è stato po di organizzazioni dei produttori coniato dall’economista statunitense e degli organismi interprofessionali Henry Chesbrough, nel saggio The era of open innovation (2003) per indicare la dall’altra. Proprio su questo importante trasformazione e l’evoluzione della “closed innovation” che imponeva la ricerca argomento dell’aggregazione verte dell’innovazione dentro l’impresa. l’edizione 2018 del piano formativo MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 53


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO ABRUZZO LA SCOMPARSA DI GASBARRO

Concezio Gasbarro, presidente di Confagri Abruzzo e della Federazione nazionale risorse boschive è scomparso prematuramente a causa di un malore improvviso. Il presidente Massimiliano Giansanti, i componenti della giunta esecutiva ed il direttore generale Franco Postorino hanno espresso il profondo cordoglio dell’Organizzazione. “Gasbarro – ha ricordato Giansanti - è stato un dirigente attivamente impegnato per il rilancio dell’Organizzazione regionale, con idee innovative e presenza costante sul territorio, interlocutore attento e propositivo della Regione Abruzzo e delle Istituzioni locali. Ha agito attivamente per la salvaguardia del patrimonio boschivo italiano, lavorando ad un lungimirante progetto culturale e imprenditoriale per la crescita delle aziende, dell’associazionismo e delle filiere del settore legno, per quella che aveva definito la ‘forest-azione’. Ci stringiamo partecipi e commossi alla famiglia ed alla Confagricoltura abruzzese. Il suo impegno, il suo entusiasmo e la sua vitalità mancheranno all’Organizzazione”. 54 MONDO AGRICOLO | MARZO 2018

di Elisabetta Tufarelli

RICHIESTA DI CONFAGRI LECCE, BRINDISI E TARANTO

Legge speciale per il Salento

Le emergenze non danno tregua all’agricoltura salentina. L’evento «Una legge speciale per il Salento. Salviamo il nostro territorio e la nostra agricoltura», organizzato da Confagricoltura Lecce in Camera di Commercio, ha riunito anche le Organizzazioni provinciali di Brindisi e Taranto. Le tre associazioni invocano una strategia concreta per sostenere e rilanciare il territorio salentino come «sistema» e con esso il comparto primario e l’olivicoltura, in particolare. Tra i numerosi interventi il presidente di Confagricoltura Bari, Michele Lacenere; i presidenti di Brindisi, Donato Fusco e di Taranto, Luca Lazzaro, con i rispettivi direttori Adriano Abate e Carmine Palma. Numerosi i rappresentanti delle Istituzioni come gli onorevoli Barbara Lezzi e Dario Stefano e i consiglieri regionali Saverio Congedo e Andrea Caroppo. L’intera provincia di Lecce è stata dichiarata totalmente infetta dalla batteriosi della Xylella Fastidiosa, anche le provincie di Brindisi e Taranto ne sono interessate. Questa infestazione non è dipesa da comportamenti negligenti degli agricol-

tori, ma dall’aver consentito, per anni, l’introduzione da diversi punti di entrata europei, di piante infette, provenienti da Paesi extracomunitari. Nel suo intervento, il presidente di Confagricoltura Lecce, Maurizio Cezzi, ha sottolineato come le scelte adottate dai decisori pubblici non abbiano tenuto conto che l’ulivo, nel Salento, sia molto diverso da qualsiasi altra specie arborea produttiva, per l’importanza in termini agricoli ed economici, ma anche paesaggistici, culturali, di assetto territoriale e per l’economia turistica. «L’obiettivo da perseguire, con la massima urgenza e determinazione – ha spiegato - è la promulgazione di una legge straordinaria con fondi e finanziamenti adeguati a fronteggiare la situazione di estrema difficoltà. In questa direzione – ha concluso il presidente – è auspicabile un fronte unico tra tutte le componenti, non solo agricole, con il supporto concreto delle Istituzioni». Serve un atteggiamento propositivo, la creazione di un tavolo tecnico aperto a tutte le associazioni di categoria e al contributo di tutti.“Per salvare il nostro territorio e la nostra agricoltura dalla desertificazione ambientale agricola e sociale – ha affermato il direttore di Confagricoltura Lecce Diego Lazzari - occorre una presa di coscienza nazionale sulle difficoltà del nostro comparto agricolo a causa della Xylella”.


INCONTRO DI CONFAGRICOLTURA BRESCIA

“Fake news” su carne rossa

“La carne rossa tra qualità, salute e tradizione” è stato il tema dell’incontro promosso da Confagricoltura Brescia nell’ambito della rassegna “Lombardia Carne” . Un alimento sano, nutriente e importante per l’economia, come per le tradizioni enogastronomiche italiane. “Con un peso di circa 250 milioni di euro, il bovino da carne si posiziona tra i prodotti più performanti della prima provincia agricola d’Italia – ha sottolineato nel suo intervento Oscar Scalmana, vicepresidente di Confagricoltura Brescia -. Se al dato economico aggiungiamo anche i benefici della sua assunzione in una dieta varia ed equilibrata, diventa prioritario sensibilizzare un’opinione pubblica ancora troppo influenzata da considerazioni negative, attraverso la divulgazione di informazioni scientificamente provate. Trovo inoltre doveroso riflettere sulle difficoltà burocratiche che ancora limitano la crescita del comparto italiano rispetto a quelli europei, così come sull’importanza di identificare il prodotto e le sue caratteristiche di sostenibilità e di rispetto delle normative vigenti lungo tutta la filiera”. Ad avvalorare la mission di Confagricoltura contro quelle

che il moderatore Davide Paolini – conduttore del programma “Il Gastronauta” su Radio 24 – ha definito “fake news” sulla carne rossa, le considerazioni di Franca Marangoni, ricercatrice della Nutrition Foundation of Italy. “Il valore nutrizionale della carne bovina – ha detto - nel soddisfare il fabbisogno di vitamine del gruppo B, come nella biodisponibilità legata all’assimilazione del ferro, è fuori discussione. Le abitudini italiane, poi, risultano concordi con le linee guida per una sana alimentazione, che prevedono l’assunzione di due porzioni al giorno di cibi, che alternino proteine animali e vegetali”. Quanto al mercato, invece, l’analista di Ismea Roberto Milletti si è dichiarato ottimista sugli anni a venire, alla luce di un 2017 in controtendenza per il settore dei bovini da carne. L’aumento del 5% dei prezzi nazionali, la produzione in crescita dello 0,9% e il +3,4% registrato dagli acquisti domestici di carne rossa, indicano una timida, ma concreta ripresa. I consumatori italiani e stranieri apprezzano la cucina tipica bresciana, che annovera celebri piatti come il rovatese Manzo all’olio. Il presidente di Agriturist Lombardia, Gianluigi Vimercati, ha ricordato la “Settimana della carne rossa”, l’iniziativa promossa, insieme a Confagricoltura Brescia, per assaporare, negli agriturismi aderenti, i tradizionali piatti a base di carne rossa.

VICENZA COLTIVAZIONE MAIS REGREDISCE

La superficie a mais nel vicentino ha avuto un calo che è andato oltre il 50% negli ultimi dieci anni, di cui il 13,6% solo nel 2017. Un’annata particolarmente difficile anche per i gravi danni causati dalle ondate di calore che si sono susseguite tra fine giugno e agosto dello scorso anno. Le previsioni di semina evidenziano un nuovo calo dell’1,7% delle superfici a mais e del 4,5% di quelle a riso. Previsto, invece, un aumento per il frumento tenero (+4,5%, con punte del +5,8% nel Nordest) e per il grano duro (+6,1%), dato che va in controtendenza rispetto alla riduzione delle superfici seminate al Sud e nelle Isole del 3,1%. “Il Vicentino sta vivendo anni di grande sofferenza per il mais – ha confermato Gianni Biasiolo, vicepresidente di Confagricoltura Vicenza -. Era il raccolto più importante del nostro territorio e ora si è ridotto di oltre la metà, facendoci diventare grandi importatori. Il mais ormai lo seminano solo gli allevatori e gli agricoltori che lo utilizzano per il biogas”. MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 55


CAMPI ROSA

di Elisabetta Tufarelli

DUE DOMANDE A… SANDRA GIULIANI

«Come programmare il futuro agricolo» famiglia agricola da tre generazioni e dedicandomi all’azienda nel tempo libero, il mio percorso professionale aveva preso altre strade. Ho studiato chimica farmaceutica e, dopo un periodo in Australia, ho lavorato in industrie di questo settore tra Londra, Manchester e Cambridge. Poi l’anno scorso sono tornata definitivamente in Italia ed ho deciso di dedicarmi a tempo pieno all’azienda. Al momento produciamo grano tenero, erba medica da seme, sorgo, ceci e, da quest’anno, anche piselli. Prossime sfide? Ho trent’anni e sto programmando Sandra Giuliani il futuro mio e dell’azienda. Vorrei riuscire, in qualche modo, a portare le esperienze e le conoscenze che ho Incontriamo Sandra Giuliani che acquisito in un altro settore nella mia conduce la Società Agricola Patuelli impresa. Sto valutando diverse opporMalagola, un’azienda a indirizzo setunità, tra le quali recuperare le case minativo a San Michele e a Santerno- coloniche per iniziare anche l’attività Ammonite, nel ravennate. dell’accoglienza e dell’ospitalità rurale. Mi piacerebbe anche riuscire a fare Imprenditrice agricola da sempre? avvicinare di più le persone al mondo In verità, pur venendo da una dell’agricoltura e dei mestieri agricoli. MARIANGELA COSTANTINO ED EMILIA NARDI, vincitrici di de@terra, sono le due nostre imprenditrici che hanno partecipato, all’Onu a “The voice of rural women for a sustainable and healthy future”, l’evento di alto livello, che si è tenuto a New York, in occasione della 62° Sessione della Commissione sulla Condizione Femminile delle Nazioni Unite. Mariangela ed Emilia hanno testimoniato, da imprenditrici d’eccellenza, l’agricoltura femminile, l’innovazione nei processi produttivi e nella gestione aziendale, la multifunzionalità e la sostenibilità dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. «Fare agricoltura di qualità significa anche – hanno detto - rigenerazione del paesaggio, tutela ambientale, innovazione, occupazione, valorizzazione delle identità e tipicità». 56 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2018

ALTA FORMAZIONE Le donne hanno reso l’agricoltura più moderna ed aperta alle sfide del mercato. “Possiamo dire che nel nostro settore – ha rimarcato Gabriella Poli, presidente di Confagricoltura Donna - le quote rosa danno i loro frutti. Le dirigenti, in particolare in alcuni settori, come il vitivinicolo e l’agrituristico, non mancano”. Per favorire la crescita delle imprenditrici è partito il programma di alta formazione dell’associazione, giunto alla terza edizione, dedicato ai vertici di Confagricoltura Donna. “Al centro della nostra attività c’è l’imprenditrice agricola, da promuovere, rappresentare e tutelare Siamo consce delle nostre responsabilità per l’empowerment e lo sviluppo più ampio delle competenze – ha ricordato Gabriella Poli – e siamo soddisfatte delle due intense giornate di workshop. Il primo appuntamento, a Palazzo della Valle e in collaborazione con l’Enapra, è stato dedicato alla contrattazione collettiva, al lavoro, alla previdenza e alle relazioni istituzionali, con il direttore dell’area sindacale di Confagricoltura, Roberto Caponi. Nella seconda giornata il focus si è spostato sulle competenze manageriali e, in particolare, sul tema della leadership efficace, con Roberta Bortolucci, esperta in Life and Business Coaching. “Confagricoltura Donna promuove l’imprenditoria femminile - ha concluso - sostenendone la crescita e il consolidamento. Le imprenditrici sono una ricchezza preziosa per il comparto, per il tessuto sociale e il territorio”.


Difesa etica per olio italiano sotto minaccia A FIRENZE L’ULTIMA E PARTECIPATA TAPPA DI “FILIERE INTELLIGENTI” SUI PROBLEMI DEL SETTORE OLIVICOLO

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rande partecipazione per l’appuntamento fio- anche per l’olio, un meccanismo di promozione simile rentino, l’ultima tappa di “Filiere intelligenti”, che a quello in vigore per il vino. “Soltanto la costruzione di si è tenuto all’Accademia dei Georgofili, dove si una filiera di qualità che permetta di fare imprenditoria è discusso, con esperti e imprenditori della filiera olivi- - ha sottolineato Pellegrini - preserverà la coltivazione cola, delle problematiche e delle possibili soluzioni per dell’olio, che ora è di fatto minacciata”. La concorrenza il settore. “Come creare reddito dall’olivicoltura italiana: della Tunisia, diventata secondo produttore mondiale, l’alta qualità è l’unica soludel Marocco e dell’Algeria zione ai problemi dell’oliincalza. “La qualità – ha IL C O M M E N T O vicoltura?”, questo il titolo dichiarato Raffaele Maria “Filiere intelligenti” è dell’incontro promosso dai Maiorano, presidente dei stato il percorso che, per Giovani di Confagricoltura Giovani di Confagricoltura due anni, ha affrontato i e di Federalimentare, con – è un importante aspettemi principali dell’agroCnr e Future Food Instito della produzione. E’ un alimentare: dalla gestione tute. L’olio italiano è sotto tema che abbiamo affrontadell’ambiente, all’econominaccia: costo del lavoro, to nei vari comparti, attramia sostenibile, capace di oneri previdenziali e di siverso un valido supporto conciliare gli aspetti amcurezza, tempi e burocrazia scientifico. Con il percorso bientali, sociali ed economici. Poi la qualità, declimassacranti. I giovani di delle Filiere intelligenti, che nata nelle diverse produzioni e nelle varie forme, Confagricoltura invitano le abbiamo avviato incremenper arrivare, nell’intera filiera dell’agroalimentare, Istituzioni a vigilare sulle tando il dialogo fra CNR e il ad una definizione univoca e reale. Abbiamo creimportazioni, in particoCREA-AA e il mondo delle ato e scelto questa strada per arrivare al Convegno lare di olio extra vergine imprese agricole, rappreQuadri Dirigenti il 7 e 8 giugno. Le somme di qued’oliva, per verificare la sentato da Confagricoltura sto nostro impegno saranno tirate in occasione rispondenza ai parametri e dai partner di Federalidell’evento “60 anni di agricoltura giovane, di quamerceologici definiti dalmentare, arriveremo a delità e sostenibile” che, nella sede di Palazzo della la normativa comunitaria. finire un concreto concetValle, partendo da “come eravamo” e attraverso il “Non si tratta di una misuto di qualità che, insieme “come siamo”, comincia a delineare l’agricoltura ra protezionista – ha afferal nostro ricco patrimonio che verrà. Abbiamo scandito con attenzione, passo mato Clemente Pellegrini, di biodiversità olivicola, ci dopo passo, i temi più importanti e le sfide più difpresidente di Anga Toscapermetterà di dare il giusto ficili per le nostre imprese. Dobbiamo e possiamo na – ma al contrario di una valore all’olio extra vergine vincerle guardando lontano. Un impegno che ci ha difesa etica che va a tutela di oliva, un’eccellenza nafatto crescere insieme. del consumatore e di chi zionale che deve poter dare Raffaele Maiorano lavora in maniera corretta”. anche il giusto reddito a chi Presidente Nazionale Anga L’incontro è stato l’occasiola produce”. ne per proporre di creare, Elisabetta Tufarelli MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 57


SANREMO

ANGA FERRARA ED EMILIA ROMAGNA

Mostra Floranga: sport e business

Contratti futures

Villa Ormond a Sanremo ha ospitato “Floranga” che ha messo sotto i riflettori le aziende agricole liguri. Oltre alla mostra, un concorso floreale e una serie di incontri con esperti del settore. Il progetto è nato dalla collaborazione tra AngaGiovani, Confagricoltura, Mercato dei Fiori, Camera di Commercio Riviere di Liguria, Ancef, La Filantea Garden Club e Comune di Sanremo, con la disponibilità della Fondazione Villa Ormond. L’evento si è svolto insieme ai Carri fioriti di “Sanremo in Fiore”. Nella villa sono state proposte circa 50 opere ispirate allo stesso tema dei Carri fioriti: lo sport. E’ stato possibile assistere all’allestimento del carro sanremese (fuori concorso), realizzato nel parco della villa. Il cuore della manifestazione è stato, come d’abitudine, la mostra “Floranga”, un’iniziativa dei Giovani di Confagricoltura Liguria, con la partecipazione di un centinaio di aziende della zona, ognuna “in campo” con le varietà floricole più significative della propria produzione.

L’incontro “Coltivare le opportunità di crescita: i contratti futures al servizio degli agricoltori”, è stato organizzato dai Giovani di Confagricoltura Ferrara in collaborazione con Anga Emilia Romagna nella città estense. “Il nostro obiettivo – ha spiegato il presidente provinciale Francesco Manca – è stato quello di cercare di rispondere a una delle criticità maggiormente sentite dai produttori di commodities: la volatilità dei prezzi, anche del 100% o più, da un anno all’altro in certi casi”. Dopo l’intervento introduttivo di Pier Carlo Scaramagli, presidente Confagricoltura Ferrara, è stato affrontato il tema degli strumenti derivati. In particolare il focus sul frumento, con un’analisi di mercato dei trend di prezzo e delle strategie di copertura per grano duro, ha destato molto interesse. Un produttore di grano che ritiene, in un dato momento, i prezzi abbastanza alti, decide di vendere un contratto a termine sul grano duro, ovvero stipula oggi (per esempio nel periodo di semina) un contratto di vendita futura (per esempio tra 6 mesi) ad un prezzo definito oggi (per esempio 200 €/t). Può quindi stare tranquillo per i prossimi mesi perché sa già di aver venduto il grano ad un prezzo vantaggioso. Se il prezzo del grano dovesse scendere,

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il produttore sarebbe immune da questa diminuzione perché la sua vendita futura ha già un prezzo prefissato. Naturalmente se in futuro il prezzo del grano, invece, dovesse salire, non potrebbe beneficiare di questo aumento, rinunciando ad un eventuale maggior guadagno. “Da ciò – ha sottolineato Manca - si possono trarre due considerazioni. Per poter beneficiare di queste possibilità è bene conoscere con precisione i propri costi colturali e qual è il proprio punto di breakeven, tramite il quale si può valutare quando un futures presenti margini soddisfacenti o meno”. Tali scelte servono per stabilizzare e programmare i propri margini reddituali (quando il mercato ne dà la possibilità con prezzi dei futures soddisfacenti), non per speculare sul mercato delle commodities. Si è poi descritto velocemente il funzionamento dei mercati regolamentati (AGREX, MATIF, CME CBOT), la possibilità di operare online e i costi di tali strumenti. “Il discorso è complesso – ha sostenuto Manca - e servirebbe più di un incontro per addentrarsi operativamente nella materia. Di fronte alle evoluzioni del mercato, è necessario, però, mettere in gioco skills imprenditoriali nuove, tra cui anche la conoscenza di questo tipo di strumenti”.


FOCUS DI ANGA PIACENZA

L’agricoltura di precisione A Piacenza l’agricoltura di precisione è stata spiegata da chi l’ha messa in campo. L’imprenditore Massimo Salvagnin e il nipote Simone Gatto, che conducono la tenuta Porto Felloni, hanno portato la loro esperienza diretta. “L’agricoltura di precisione – ha detto Salvagnin - è capace di esaltare le capacità agronomiche dell’imprenditore, permettendo di aumentarne la redditività, ottimizzando gli input produttivi e riducendo l’impatto ambientale delle pratiche agricole. Le conoscenze di agronomia sono la base. Nella nostra azienda la gestione totale è integrata. Tutto viene monitorato, ma la pianificazione parte proprio dalla conoscenza del terreno. Il primo step delle analisi è quello della tessitura del terreno, un dato certo. Non

è richiesto un grande investimento iniziale ed è un’informazione il cui impiego viene ripagato anche nel medio-breve periodo”. Gatto ha mostrato esempi di applicazione in campo delle tecnologie e dei software usati a Porto Felloni. Giovanni Arata e Giancarlo Bertuzzi di Casella Macchine Agricole hanno illustrato le opportunità offerte dalla tecnologia

sul mercato. “Con i costi dei fattori produttivi in costante rialzo - ha osservato Corrado Peratici, presidente di Anga Piacenza - è sempre più importante avvalersi della tecnologia giusta, valutandone gli aspetti economici e utilizzandola al meglio vedendo i risultati che altre aziende hanno ottenuto”. “L’iniziativa – ha concluso il presidente di Confagricoltura Piacenza, Filippo Gasparini – indica strade moderne per la produttività. Gli esempi ci dimostrano che l’attività dell’agricoltore è quella di assecondare i bisogni della natura: seminare e concimare in modo equilibrato per preservare il terreno, gestire le risorse e garantire il massimo ritorno, che è legato alla produttività e alla sanità delle piante”. (Elena Gherardi)


OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

Diecimila passi al giorno

fisico leggero fa diminuire il pericolo di decesso della stessa percentuale. Il movimento fa bene e avrebbe l’effetto – secondo una ricerca della Mayoclinic – anche di rallentare la progressione del morbo di Parkinson. Ogni passo conta: e solo 10 minuti di sport moderato hanno effetti molto positivi sul cuore e sulla salute in L’esercizio fisico fa bene e chi si generale: lo rivela una ricerca dello ferma è perduto. Per l’OrganizUniversity College London (UCL) zazione Mondiale della Sanità pubblicata sul British Journal of (OMS) diecimila passi al giorno Sports Medicine. Addirittura più conservano il cuore e la circolazio- sessioni da 10 minuti per arrivare a ne sani. L’ulteriore conferma arriva 30 al giorno consentono di manda un gruppo di ricercatori inglesi tenersi in forma, evitando attacchi che - con strumenti utilizzati per cardiaci e allungando la vita. Molti rilevare il movimento su 1655 altri sono i benefici dell’attività fivolontari tra i 71 e i 92 anni - ha sica sull’organismo. Ha un impatto misurato l’attività fisica settimapositivo sulla pressione, sui livelli nale. Il legame tra la sedentarietà di zucchero nel sangue, sul peso, e rischio di morte è evidente: per sul colesterolo cattivo e anche sul ogni mezz’ora in più al giorno di buon funzionamento del cervello, inattività, il rischio cresce del 17%, perché stimola la nascita di nuovi al contrario mezz’ora di esercizio vasi sanguigni. IL COLESTEROLO SAREBBE UN ALLEATO contro il declino cognitivo degli over 85. Lo hanno riferito i ricercatori del Mount Sinai Hospital, in uno studio su ‘Alzheimer & Dementia’. In particolare, nelle persone con più di 85 anni che hanno registrato aumenti dei valori di colesterolo totale nella mezza età esiste un rischio ridotto del 32% di marcato declino cognitivo. Gli scienziati spiegano che i dati non suggeriscono di far salire il colesterolo per una migliore salute cognitiva, ma che la sua presenza potrebbe aiutarci a identificare “geni” o “fattori protettivi” chiave, come spiega Silverman, professore di Psichiatria dell’Icahn School of Medicine al Monte Sinai Hospital. 60 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2018

CAMION DEL CUORE AD AREZZO A Castiglion Fiorentino è arrivato - in occasione dell’inaugurazione dell’ufficio del Patronato Enapa - il Camion del cuore, realizzato anche grazie a Confagricoltura (Onlus L’età della Saggezza), impiegato, in giro per l’Italia, per le attività di volontariato medico sul territorio. È una vera e propria sala medica mobile, con tre ambulatori attrezzati, per permettere ai pazienti più fragili e meno abbienti, di compiere un percorso diagnostico ed essere visitati dagli specialisti. L’Onlus l’Età della Saggezza opera concretamente sul territorio, attenta alle necessità dei più deboli. MIMOSE IN RESIDENZE SANITARIE Mimose sono state donate alle ospiti e alle operatrici delle residenze sanitarie assistite (Rsa) di Subbiano, Pescaiola, Pionta, Fossombroni, Maestrini e Villa Fiorita. A consegnarle sono state le rappresentanti dei sindacati pensionati del Cupla, il comitato unitario che riunisce otto associazioni nazionali dei pensionati tra cui l’Anpa di Confagricoltura. Si tratta di un’iniziativa che è ormai entrata nella tradizione. In provincia di Arezzo gli over 65 sono 85.796 su un totale di 344.374 residenti. E la percentuale delle donne sugli uomini aumenta proporzionalmente con l’incremento dell’età.


Indagini su supercervelli

I “superager” sono gli over 80 che hanno una funzione cerebrale nettamente superiore a quella della loro età, ma anche a chi di anni ne ha la metà. Sono stati esaminati in uno studio della Northwestern University di Chicago. La maggior parte dei “superager” presi in esame fumavano, bevevano, non avevano certo il chiodo fisso del peso forma, prendevano caffè, amavano stare in compagnia e avevano persino i grovigli della demenza nei loro cervelli: ma nonostante tutto questo la loro funzione cerebrale è risultata migliore rispetto ai 50enni. Un risultato sorprendente! Il motivo? Una proporzione più elevata di un neurone raro chiamato von Economo, un tipo di cellula cerebrale che si pensa

aumenti le capacità cognitive e comunicative. Una delle regioni cerebrali in cui si trova è considerata importante per l’attenzione e per la memoria. Quest’area risulta più spessa nei “supervecchietti”. Ci sono, però, ha sottolineato la ricerca, anche altre differenze. Il tasso di assottigliamento cognitivo negli 80enni medi, hanno messo in evidenza gli studiosi, è di quasi due volte e mezzo rispetto a quello dei “superager”. Così è stato anche scoperto che questi avevano, nel loro cervello, anche una proteina nota come amiloide, una sostanza che può aggregarsi e che può causare le placche legate all’Alzheimer. Nonostante questo, però, gli ultra 80enni studiati mantenevano capacità cognitive e mnemoniche. Una resistenza alla demenza che, a parere dei ricercatori, potrebbe essere utile per comprendere come migliorare il processo di invecchiamento e prevenire o trattare le malattie legate alla vecchiaia.

BOOM DI MATRIMONI fra gli over 70. In dieci anni il numero di persone che, dopo aver spento 70 candeline, si è sposato è aumentato del 55,7%. Le persone più mature vanno in controtendenza rispetto al trend generale, che invece mostra una riduzione del 21,5% dei riti celebrati, passando dai 247.740 matrimoni a 194.377 nell’arco di soli 10 anni. L’effetto combinato dell’aumento dei matrimoni delle persone più mature e della riduzione delle unioni complessive ha fatto in modo che la percentuale degli sposi over 70 raddoppiasse, passando dallo 0,4% del 2005 allo 0,8% del 2010. In particolare le donne che hanno giurato eterno amore erano 312 nel 2005 e sono diventate 535 dieci anni dopo (+71,5%). Invece gli uomini che hanno partecipato da protagonisti alla cerimonia sono passati da 1.594 a 2.432 con un incremento del 57,2%.

POLLO NELLA DIETA OVER Alcuni cibi rallentano l’invecchiamento. Dai 65 anni di età mangiare spesso frutta, verdura e cereali, anche integrali, aiuta ad evitare la stipsi. Le carni avicole, con il loro apporto di proteine di alto valore biologico e di molti altri nutrienti,tra cui vitamine e sali minerali, rappresentano una risorsa ideale per mantenere un buono stato di salute. Tra i vari tipi di carne, infatti, il pollo è fondamentale per l’alimentazione degli over 65, perché facile da masticare e perchè le sue proteine sono facilmente assimilabili. Gli esperti consigliano i metodi di cottura arrosto, al forno e alla griglia, ma il pollo è ottimo anche lesso, per ottenere un brodo ideale per la stagione invernale e una carne ancora più morbida e digeribile. Nella dieta giornaliera non deve mancare neanche il calcio per prevenire l’osteoporosi, che può essere apportato prevalentemente dal latte e derivati, senza però esagerare con i formaggi perché ricchi di grassi e calorie. Infine, è importante bere frequentemente anche se non si avverte lo stimolo della sete, perché l’acqua è una fonte ricca di calcio. MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 61


AGRITURISMO

di Anna Gagliardi

OLIVICOLA DEGLI ERNICI

Vacanza fruttata

N

on è l’agriturismo nella solita accezione, bensì un frantoio culturale che si trova in Alta Ciociaria, a Vico nel Lazio in provincia di Frosinone, sotto l’antico borgo medievale a 750 metri di altitudine, ai piedi del paesaggio dei Monti Ernici. Si chiama Olivicola degli Ernici: la proprietà è di cinque soci che hanno deciso di avviare qualche anno fa l’attività di produzione biologica di olio extravergine di oliva di altissima qualità. La superficie dedicata a uliveto si estende per 150 ettari: tutte le operazioni successive alla raccolta avvengono in azienda. Dal 2014 ad oggi l’Olivicola degli Ernici è riuscita ad inserire il prodotto sul mercato nazionale, ma anche in Canada, negli Stati Uniti e in Germania. “La produzione è limitata – afferma Stefano Ceccanese, uno dei soci –. Lo scorso anno ci siamo fermati a diciottomila litri, ma gli appezzamenti non mancano”. La struttura aziendale è di fatto un agriturismo di circa mille metri quadrati che ospita iniziative culturali, workshop e visite. “Abbiamo un accordo con un tour operator americano che opera su Roma e

Sorrento – racconta -. I gruppi di stranieri che vogliono conoscere l’olio extravergine di oliva vengono portati nella nostra sede, ma prima passano al borgo per visitare l’antico frantoio risalente al 1200. E’ una testimonianza storica di grande fascino, che noi abbiamo contribuito a recuperare e che oggi è il Museo dell’olio Capriati”. Il frantoio Capriati è di fatto un tuffo nel Medioevo che arricchisce l’esperienza culturale di chi visita l’azienda. I turisti, terminata la gita al museo, si trasferiscono nella struttura attuale dell’Olivicola degli Ernici. Qui la tecnologia e l’innovazione contribuiscono ad esaltare i sapori delle olive e a rendere l’olio evo biologico un’espressione di altissima qualità del territorio di origine. Come per il vino, anche in questo caso si può parlare di terroir che emerge nitidamente nelle degustazioni guidate, spesso in collaborazione con i tecnici di Confagricoltura, durante le quali viene proposto un affascinante percorso sensoriale gustativo. L’azienda è quindi diventata meta e riferimento anche per chi opera in ambito turistico, poiché è in grado di

Campagna associativa 2018 di Agriturist Agriturist ha aperto ufficialmente la campagna associativa 2018, lasciando invariate le quote e prevedendo un particolare incentivo per i nuovi soci. L’obiettivo è di essere a fianco degli imprenditori nell’affrontare le dinamiche della vita agrituristica, cercando di risolvere ed anticipare questioni, problemi e trend futuri. “Anche per quest’anno - ha sottolineato il presidente dell’associazione, Cosimo Melacca – abbiamo voluto sostenere le aziende agrituristiche delle zone terremotate, esentandole dalla quota associativa e promuovendole gratuitamente sul nostro sito nazionale”. Per info ed adesioni scrivere ad agriturist@confagricoltura.it o telefonare allo 06/68523133.

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offrire un’esperienza unica che arricchisce ogni viaggio. In alcuni casi, stagione permettendo, alcuni piccoli gruppi possono partecipare attivamente anche alle operazioni di raccolta e molitura. Per le scuole si organizzano seminari ad hoc, coinvolgendo alcuni pastori della zona. Gli ospiti più piccoli, ad esempio, apprezzano il fatto di poter vedere dal vivo greggi di pecore e di conoscere successivamente l’intero processo produttivo del formaggio, che viene illustrato in una lezione nella sala della struttura agrituristica, capace di ospitare fino a cento persone. “Il nostro frantoio culturale – precisa Ceccanese - nasce dalla volontà di promuovere diverse attività relative alla produzione


dell’olio di qualità e alla coltivazione degli ulivi, con particolare attenzione alla produzione biologica e alla filiera olivicola di alta gamma, ma si apre anche ad esperienze virtuose della zona, in un’ottica più ampia di accoglienza”. Intorno al progetto del frantoio culturale e all’interno della struttura aziendale vengono coinvolti diversi attori, con l’obiettivo di essere un centro di educazione al gusto partendo da questo territorio esclusivo di produzione dell’olio extravergine di oliva. Non meno importanti sono i corsi di formazione che vengono organizzati relativamente, ad esempio, alla concimazione, alla potatura, o al riconoscimento delle malattie dell’olivo.

OLIVICOLA DEGLI ERNICI

Via Pratone (Loc.tà Pitocco) Vico nel Lazio (FR) tel:0775418956 cell:3356609281 email: info@olivicoladegliernici.it www.olivicoladegliernici.it

Dai centocinquanta ettari di terreno aziendale nasce Ernico, l’olio extravergine di oliva biologico prodotto da Olivicola degli Ernici nella linea Platinum e Gold. “Un olio dal fruttato erbaceo medio alto - dice Ceccanese - con una nota sensoriale di erba fresca, che al gusto appare amaro e piccante. Queste note presenti ed evidenti si uniscono armonicamente a quelle erbacee. Il clima fresco e ventilato, caratteristico delle microaree in cui coltiviamo i nostri oliveti, i parametri di selezione, l’attenzione durante la coltivazione e lavorazione ci permettono di garantire sempre elevati standard qualitativi del nostro olio”. MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 63


BUONO A SAPERSI...

IL FILM-DOCUMENTARIO SU GUALTIERO MARCHESI

Omaggio a un grande italiano stato concluso meno di sei mesi fa), così come alle testimonianze dei cuochi che il Maestro ha incrociato sulla sua strada: i grandi chef francesi, Pierre e Michel Troisgros, Alain Ducasse, Marc Haeberlin e Yannick Alleno, ma anche i cuochi italiani della nuova generazione, suoi allievi o da lui influenzati: Andrea Berton, Massimo Bottura, Simone Cantafio, Daniel Canzian, Carlo Cracco, Enrico Crippa, Alfio Ghezzi, Ernst Knam, Pietro Leeman, Paolo Lopriore, Davide Oldani, senza dimenticare personaggi storici della ristorazione italiana, da Giorgio Pinchiorri ad Arrigo Cipriani, da Antonio Santini a Carlo Petrini, a Eugenio Medagliani. Il film è anche un viaggio evocativo tra le città care al Maestro, da Milano a Venezia, da Trieste a Firenze, tra le materie prime della sua cucina e, ovviamente, tra i piatti che ne hanno decretato la grandezza, come il celebre riso, oro e zafferano o il dripping di pesce, solo per citare i più famosi, raccontati e mostrati nella loro esecuzione, proprio come se si trattasse della creazione di veri e propri capolavori di arte contemporanea. A sottolineare il ruolo centrale della osì come aveva programmato Italiano che l’ex ministro delle Politiche musica nella vita di Marchesi, una il Maestro Marchesi prima della agricole Maurizio Martina ha voluto de- colonna sonora originale composta dal scomparsa, lunedì 19 marzo, sua dicare proprio allo chef “che ha incarnato grande violoncellista Giovanni Sollima. data di nascita, è stato proiettato in davvero i valori di un patrimonio unico Spettacolo nello spettacolo, la prima del anteprima a Milano il film documentario facendoli conoscere a livello internaziofilm è stata seguita da una cena di gala, Gualtiero Marchesi The Great Italian, nale”. Come il Maestro ha saputo rivolu- dove gli ospiti si sono ritrovati in una diretto dal regista Maurizio Gigola. Il zionare la cucina italiana di eccellenza, vera rappresentazione della carriera del film è stato realizzato grazie al sostegno che oggi è sempre più apprezzata a livello Maestro, attraverso una carrellata dei suoi di Cantine Ferrari, illycaffè, Parmigiano internazionale, così realtà come Cantine piatti storici: gli Spaghetti freddi al caviale, Reggiano e S.Pellegrino: quattro marchi Ferrari, illycaffè, Parmigiano Reggiano erba cipollina; l’Insalata di capesante, zendi eccellenza dell’enogastronomia made e S.Pellegrino hanno sempre lavorato zero e pepe rosa; il Riso oro e zafferano; il in Italy che hanno deciso di collaborare al fianco suo e di tanti altri grandi chef Filetto di vitello alla Rossini secondo aderendo a questo progetto, quale tributo per sostenere e promuovere lo stile di Gualtiero Marchesi e la Sacher Mara un “grande italiano”che è stato un pila- vita italiano nel mondo. Per ricostruire chesi. La serata evento sarà replicata stro della cucina del nostro Paese. il personaggio, il mondo e il pensiero di in tutto il mondo da settembre, parSi tratta di un’opera che non celebra Gualtiero Marchesi la pellicola - proiettendo dalle capitali europee, per poi soltanto Marchesi, ma tutta la cultura tata nelle sale italiane il 20 e il 21 marzo trasferirsi negli Stati Uniti e concluenogastronomica, nell’anno del Cibo - si affida alla sua viva voce (il film è dersi in Oriente. (G.B.)

C

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“FRANCIGENA MUSICA” AD ACQUAPENDENTE, DA APRILE AD AGOSTO

Suoni nella terra di passaggio

U

na rassegna musicale per promuovere la cultura di un territorio. È questo l’obiettivo del progetto “Francigena Musica – I grandi maestri in cammino lungo la via del pellegrino”, una rassegna musicale che si articolerà attraverso i palazzi storici, lungo il tracciato della Francigena nella città di Acquapendente (VT), tra cui anche il Castello Boncompagni Ludovisi (ubicato nella frazione di Trevinano). Acquapendente e il suo territorio sono da sempre terra di confine e di passaggio. Fin dall’alto medioevo era attraversata da una delle vie più importanti di collegamento tra il nord e il sud d’Europa: la via Francigena. Percorsa nei secoli da Re, Papi, eserciti, commercianti e naturalmente da quei pellegrini che avevano come meta San Pietro in Roma o addirittura il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Questa arteria metteva in contatto genti diverse facendo incontrare e diffondere le idee e le culture di cui i viandanti erano portatori. È su questo canovaccio che ruota “Francigena Musi-

ca”: lo strumento ideale per mettere in contatto la cultura religiosa con quella storico-archeologica e folcloristica di Acquapendente, in quella che viene chiamata la Gerusalemme d’Europa data la presenza della copia più antica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Un territorio ricco, oltre che di storia, di tesori enogastronomici, che trovano una delle più ricche espressioni nel ristorante stellato La Parolina di Iside De Cesare e Romano Gordini, proprio a Trevinano, di fronte al Castello del Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi, affermato produttore di vino con la sua Tenuta di Fiorano alle porte di Roma, sull’Appia Antica. ll Progetto prenderà il via il 7 aprile e terminerà il 17 agosto. (G.B.) APPUNTAMENTI IN NOTE

7 aprile 2018 – Acquapendente, Chiesa di San Francesco – ore 18,30 Quartetto Forthe piano Consort – M° Mastroprimiano- M° Capoccia – Coro Progetto Francigena. A seguire, nelle sale della Pinacoteca della Chiesa inaugurazione della mostra “Mirabilia ed altri paesaggi” di Lidia Bachis a cura di Andrea Alessi 8 aprile 2018 – Trevinano Musica da Camera al Castello Boncompagni Ludovisi. In onore della Madonna del Fiore: aspettando “i Pugnaloni 20 maggio 2018” 4 maggio 2018 – Acquapendente, Museo Civico-Diocesano – ore 21.00 Ensamble Vocale Francigena. 9 maggio 2018 – Acquapendente, Cripta del Santo Sepolcro – ore 21.00 Concerto per soli e organo “Stabat Mater” G.B. Pergolesi 13 maggio 2018 – Acquapendente, Chiesa di San Francesco – ore 17.30 Concerto di organo e ottoni 5 agosto 2018 – Torre Alfina Quartetto d’archi “Orvieto Young orchestra Spring of Festival”. 10 agosto 2018 – Trevinano, Castello Boncompagni Ludovisi Musica da camera nelle sale del castello e mostra di Sidival Fila 17 agosto 2018 – Acquapendente, Concattedrale del Santo Sepolcro Concerto “Orvieto Spring of Festival” e Coro progetto Francigena. MARZO 2018 | MONDO AGRICOLO | 65


CAMPI SONORI

di Gaetano Menna

IL CALEIDOSCOPICO CD DI SIMONE COZZETTO

Sogno o son desto?

S

pirale di polvere, caleidoscopio di stelle, volo di albatros, l’ampio occhio che squarcia le tenebre… l’esordio discografico del polistrumentista Simone Cozzetto con “Wide Eyes” (Sincom Music) - in CD, digitale ma anche vinile - è davvero stupefacente. Cozzetto è il grande regista di quello che definisce “oniric rock” (racconta le visioni oniriche del protagonista addormentato). Suoi le composizioni (testi e musica), gli arrangiamenti, le chitarre, il basso, le tastiere. Si rifà alla grande tradizione dei Seventy (Pink Floyd, Genesis, King Crimson) con sonorità sinforock, passionali e cromatiche, energiche e malinconiche.

Oniriche visioni I tuoi sogni vengono dolcemente

IL DISCO DI NINA PEDERSEN

Intimistica Norvegia

N

ina Pedersen, talentuosa vocalist norvegese da oltre vent’anni trapiantata in Italia, ha pubblicato il terzo album, “Eyes Wide Open”, per Losen Records, prestigiosa etichetta del suo Paese d’origine. Jazz e canzone d’autore ma anche atmosfere tradizionali norvegesi. Ad accompagnarla, grandi nomi del jazz nostrano (Giampaolo Scatozza, Pierpaolo Principato, Marco Loddo più due special guest come Aldo Bassi e Paolo Innarella) che rendono il CD particolarmente fluido e avvolgente. Disco intimistico, che sa scavare nell’Io. Nelle varie tracce parla della solitudine di una casa vuota (“These Empty Walls”), della poesia del sorgere di un nuovo giorno (“Eyes Wide Open”), della necessità, ogni tanto, di stare da soli (“Me, Myself and I”). “Granny’s Waltz” è un inno alle nonne. “Now I’m Here” parla della serenità e maturità che si raggiunge ad un certo punto della vita. “Mother & Son” è un intenso e delicato brano sul rapporto speciale tra madre e figlio. “Ribbon Of Sand”, di John Surman e Karin Krog, è semplice ed ipnotico.

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Arrangiamenti accurati, strumentisti e cantante (Francesco Marino) di spessore, guest star del calibro del chitarrista svedese Kee Marcello (Europe) e del vocalist Titta Tani (Goblin). Campane, ronzio di mosche e orologi pinfloydiani (“Intermezzo part. 3”), hard rock (“Lost in the Light”), la grande canzone rock (“The Diamond”), respiri di natura (“The albatros”), momenti genesisiani (“The Void”). Una porta si apre all’inizio del disco e si chiude alla fine (“Lullaby”). Questo album spalanca le porte su un vero talento del prog, che ha saputo celebrare il passato e rivitalizzarlo nella contemporaneità.

Coinvolgimento emotivo Il trombettista genovese Andrea Paganetto, classe 1982, ha il jazz nel sangue. Ha studiato e metabolizzato i grandi nomi (Miles Davis, Chet Baker, Ornette Coleman, Don Cherry, Enrico Rava, Eric Dolphy, Booker Little, Jackie Mclean, Art Ensemble of Chicago, Avishai Cohen). Dai maestri ad un personalissimo e maturo percorso personale che trova naturale sbocco nel suo album solista “Nove” (O.H.R.); il disco ricomprende otto composizioni inedite sue e del sassofonista Mauro Avanzini, che già lo aveva affiancato nella formazione Free Area Quartet. Album di jazz e libertà creativa, di respiro internazionale, con due grandi ospiti come Maurizio Brunod alla chitarra ed Emanuele Parrini al violino. “Black Sun” e “Verso il mare del nord” sono pezzi che hanno un tema e un giro armonico eseguito anche in fase d’improvvisazione; le altre tracce hanno un tema con accordi per poi andare verso il free jazz. Non manca l’omaggio dichiarato a Coleman - nel brano “Et(t)erno Ornette” - sui sentieri del coinvolgimento emotivo.




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