W.2017

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Progettare scuole insieme: strategie e processi tra spazi e didattiche Beate Weyland Contributo pubblicato nella rivista RTH -­‐ http://www.rth.unina.it/index.php/rth Vol 1/2017

Cosa vuol dire progettare una scuola se si vuole interfacciare spazi e didattiche? Quale contributo può offrire l’universo pedagogico alla progettazione architettonica dello spazio educativo? In che modo si arricchiscono e sostanziano tra loro due mondi apparentemente così lontani come quello della pedagogia e quello dell’architettura? Questo contributo intende offrire indicazioni di carattere metodologico e un esempio concreto per mostrare come una scuola può sviluppare una identità pedagogico-­‐didattica specifica andando ad analizzare ciò che effettivamente è possibile fare, come e quando è possibile interfacciarsi in termini di visioni e di immagini insieme alla committenza e all’architetto per creare e progettare, sviluppando un linguaggio condiviso. Capovolgere il percorso: dalle azioni al progetto La progettazione di un edificio scolastico non inizia dalle sue fondamenta fisiche e spaziali, ma si radica profondamente in un pensiero pedagogico che ragiona sul significato del fare scuola e in un’azione didattica che cerca le sue corrispondenze della soddisfazione di alunni e insegnanti nel loro processo di sviluppo conoscitivo e culturale. Già con l’antropologo Tim Ingold (2001), l’attenzione alla dicotomia tra costruire e abitare, pone l’attenzione sulla generale separazione tra il mondo dei progettisti e quello della scuola. Due universi che parlano lingue diverse, che hanno obiettivi diversi e che riflettono quindi interpretazioni molto diverse di uno stesso mondo: quello della formazione. Per gli uni formare, significa dare forma a uno spazio, valutare una serie di elementi perché questa forma si adatti alle condizioni fattive, di carattere economico, ambientale, sociale ecc.. Per gli altri formare significa elaborare un percorso progettuale astratto, di acquizione di competenze, abilità e conoscenze per maturare una crescita personale e per consegnare un patrimonio culturale acquisito. Progettare insieme significa creare un terreno comune tra due visioni apparentemente distanti e considerare l’unità essenziale che si instaura tra i due poli quando si sposa la prospettiva dell’abitare. Come insegna Ingold, è proprio abitando uno spazio che è possibile costruirlo, abitare non è solamente occupare uno spazio, ma significa sentirsi a casa, appropriarsene. Il contributo attivo delle figure che vivono uno spazio, in questo caso insegnanti e allievi, è determinante per maturare le opportune relazioni tra l’organismo-­‐scuola e l’ambiente che l’accoglie avendo cura di sperimentarle attivamente. Dimorare l’apprendimento e la cultura, prima che dargli dimora, significa partire alla ricerca di una identità profonda


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