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Castelli, residenze e masi vinicoli di Appiano
Le numerose costruzioni nobiliari, fortezze, castelli e residenze e le splendide tenute rurali, per lo più risalenti al XV/XVI secolo, testimoniano la prosperità e il senso per l’arte e per una miglior qualità abitativa di cui erano dotati costruttori e proprietari dell’epoca. Non per niente il territorio comunale di Appiano è chiamato anche “terra dei castelli” dell’Alto Adige, che infatti racchiude più di un centinaio di roccaforti, castelli, dimore signorili, residenze e rovine. Una miriade di edifici religiosi di piccole e grandi dimensioni completa il quadro di questa zona dal ricco bagaglio storico e artistico.
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La presente pubblicazione fornisce una panoramica della zona senza tuttavia la pretesa di essere esaustiva. Girando per le località apprenderete molte informazioni degne di interesse anche attraverso le tavole informative esposte nei pressi di numerosi edifici storici.
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Castelli, residenze e masi vinicoli nelle località di Appiano
Missiano pag. 7
S. Paolo pag. 15
Monte pag. 21
Predonico & Gaido pag. 33
S. Michele & Maderneto pag. 37
Piganó pag. 53
Cornaiano pag. 61
Monticolo pag. 67
Frangarto & Riva di sotto pag. 71
Legenda
da visitare
museo/visita guidata/ mostre
non accessibili al pubblico
edificio pubblico
Hotel/alloggio
ristorante
location per eventi
vendite di vino
ESCURSIONE CONSIGLIATA
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Tour
dei castelli: Castel Corba - Castel Boymont –Torre del
Gesso –Castel d’Appiano
Un must per tutti gli amanti del trekking e dell’arte.
Da non perdere: gli affreschi romanici di rango europeo della Cappella di Castel d‘Appiano. Escursione ad anello di circa 4 ore con partenza dalla frazione di San Paolo.
Taverna di Castel Boymont e Taverna di Castel d’Appiano aperte da aprile all’inizio di novembre. Lungo il percorso si aprono splendide vedute su Appiano, sul capoluogo provinciale di Bolzano, sulle Dolomiti e sulla Valle dell’Adige
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Descrizione del tour per l‘escursione ai castelli & altre escursioni si trovano nel opuscolo e sul sito
eppan.com/de/escursioni
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MISSIANO
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Torre del Gesso
Costruita intorno al 1300 in posizione esposta, questa torre è comunemente chiamata in tedesco Kreideturm (letteralmente “Torre del Gesso”) per la funzione che successivamente svolse come torre di segnalazione (da Kreidfeuer, un sistema a catena di fuochi d’allarme). Alcuni recenti ricerche hanno fornito testimonianze di un piccolo complesso fortificato, dimora dei conti di Appiano, con bergfried (belfredo o mastio) quadrangolare slanciato, mura di cinta, fossato e un piccolo palas (resti di mura).
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Strada Castel d’Appiano
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Castel d’Appiano
Uno dei più importanti castelli dinastici della regione tirolese.
Il complesso del castello
Il Castel d’Appiano, uno dei più importanti castelli dinastici nella regione del Tirolo, fu edificato intorno al 1200 da Ulrico di Appiano, presumibilmente sul sito di un precedente maniero risalente al V/VI secolo. La potente dinastia dei conti di Appiano, in costante lotta per il potere con i conti del Tirolo, è citata in documenti del 1116 ma scomparve già nel 1273. Successivamente il castello passò in mano ai conti del Tirolo, che tuttavia non vi abitarono mai. Il complesso principale, con il suo bergfried pentagonale (unico nel suo genere nel Tirolo), la possente cinta muraria e il palas, fu progettato come struttura di difesa; verso la metà del XIII secolo venne ampliato e ulteriormente fortificato con l’aggiunta di: fossato, cortile basso e zwinger (fortificazione inframurale) a nord, estensione del palas per un maggior comfort abitativo a ovest, merlatura a coda di rondine, ala gotica con struttura a torre a est.
Verso la fine del XV secolo il castello, semidiroccato, fu acquistato da Jakob Fuchs von Fuchsberg, che lo fece ristrutturare e lo rese nuovamente abitabile. Il barbacane, un antemurale di forma semicircolare con torri di difesa che fungeva da testa di ponte, è l’unica struttura di questo tipo sul suolo altoatesino. Con l’estinzione dell’antica famiglia nobiliare di Appiano dei conti Fuchs von Fuchsberg (1828), il maniero tornò ai feudatari (lo stato austriaco). Restauro del castello e della cappella ad opera dei conti Enzenberg (dal 1914); dal 2016 patrimonio del comune di Appiano.
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La cappella del castello / Santa Maria Maddalena
Chiesa romanica a navata unica con coro a tre absidi e torretta di colmo. Affreschi di pregiata fattura e ben conservati, che mostrano un programma pittorico unitario. Un’autentica gemma della pittura murale romanica d’Europa.
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La cappella risale a un periodo anteriore a quello del castello (XII secolo). Gli affreschi, precedentemente coperti da intonaco, sono stati riportati alla luce solo nel 1926; la struttura venne utilizzata anche come deposito.
Sulla parete dell’altare, raffigurazioni rappresentative del potere e della legittimità della Chiesa: Madonna in trono tra gli angeli e ciclo delle cinque vergini sagge e stolte; il Cristo in trono consegna a Pietro la chiave e a Paolo il rotolo della legge. Sulle pareti laterali scene della vita e dell’opera di Cristo. Particolarmente famosa è la rappresentazione della “mangiatrice di canederli” nella scena della nascita di Cristo: la più antica documentazione di questo amato piatto della tradizione tirolese.
da aprile all’inizio di novembre
Orari di apertura: ore 10.00-18.00
giorno di riposo: mercoledì
e alla cappella: tra le 11.00 e le 16.00 allo scoccare dell’ora
Strada Castel d‘Appiano 16,
Castel Korb
Oggi il castello costituisce la parte più antica dell’omonimo albergo a quattro stelle. Torre quadrangolare in muratura d’epoca tardoromanica con tetto a quattro falde, piccola porta d’ingresso a volta e merlatura di difesa; nella prima metà del XIII secolo funse da modello per numerose casetorri dalla struttura semplice. Bifore in pietra con eleganti colonnine e capi-
telli dalle decorazioni floreali del primo gotico. Nel corso dei secoli il castello fu di proprietà di diverse famiglie nobili del Tirolo. Dopo la seconda metà del XIX secolo venne ristrutturato in stile romanticizzante con l’aggiunta di merlature e di una cappella privata con finestre ogivali.
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Castel Boymont
Edificato verso la fine del XIII secolo, nel 1425 fu distrutto da un incendio e da allora non è più stato abitato. L’ultimo a risiedervi fu Ulrich Kassler, una figura alquanto controversa: beniamino del duca austriaco Federico Tascavuota, della linea tirolese degli Asburgo, sposò Barbara von Boymont, ereditiera della stirpe. Significativo palazzo feudale dall’elegante facciata, degno di nota nonostante il suo stato di degrado, Castel Boymont è considerato un modello di struttura residenziale signorile del periodo romantico tedesco. Lo contraddistinguono in particolare l’ampiezza del palas, abbellito da trifore, e i due bergfried (masti).
Taverna del castello aperta da aprile all’inizio di novembre
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Orari di apertura: ore 11.00-18.00
Lunedì giorno di riposo
Mastio aperto al pubblico con splendida vista panoramica a 360°
Strada Castel d‘Appiano
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SAN PAOLO
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Chiesa di Santa Giustina e casa beneficiale
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Piazza idilliaca e ricca di storia: luogo di insediamento romano e santuario sorgivo paleocristiano. Un piccolo palazzo rinascimentale di carattere cittadino risalente al 1590 circa, con facciata dal disegno armonioso, piano nobile e mezzanino. Vi visse la famiglia Kassler von Boymont in seguito all’incendio del proprio castello, successivamente vari curati e nel XX secolo il sacerdote e acquarellista Dr. Siegfried Teßmann, fratello di Dr. Friedrich Teßmann, fondatore della Biblioteca Provinciale dell’Alto Adige.
Via S. Giustina 57
Widum a San Paolo
Bellissimo complesso con canonica, edifici di servizio, cortile interno e parrocchia; denominazione giuridica “adeliges Widum” (canonica nobile). La struttura originaria medievale è stata rimaneggiata e ampliata più volte. Due ampie sale centrali con soffitti in stucco e porte con cornice in pietra. Accesso attraverso un portone sorretto da colonne toscane. Dipinti barocchi sulla facciata occidentale: Madonna in un cerchio di stelle e figure degli apostoli Pietro e Paolo (patroni di San Paolo); Pietà del XVIII secolo. La parrocchia di San Paolo appare citata per la prima volta nel 1147 e per secoli è stata la sede spirituale ed economica del comune di Appiano.
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Piazza San Paolo 16
Castelvecchio
Menzionato più volte in documenti del XII secolo, fu probabilmente completato solo poco prima del 1200. Fino al 1550 fu residenza dei giudici e sede della giurisdizione di gran parte dell’area comunale di Appiano, ma con il trasferimento delle funzioni giurisdizionali a Castel Ganda, cadde visibilmente in rovina. Resti consistenti del complesso si sono conservati fino al XIX secolo. L’attuale edificio in muratura a vista è una residenza privata ed è stato costruito all’inizio del XX secolo sull’impianto originale del palas. Attribuendogli il nome tramandato castell vetus (Castelvecchio) gli scrivani medievali si erano presumibilmente riferiti ai resti d’epoca preistorica rinvenuti in questo sito.
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Castel Guardia
Piccola fortezza cuneiforme, abbarbicata sulla cima di una stretta altura, il Castel Guardia fu costruito intorno al 1250 dal ministeriale di Appiano Ulrich von Altenburg, ma appare documentato in epoca già antecedente come corte dei conti di Appiano. È caratterizzato da un bergfried (mastio) con piani a uso residenziale, ampia merlatura, tetto a piramide, piccole finestre rettangolari e porte a tutto sesto; il palas, di piccole dimensioni, è racchiuso da una cortina muraria merlata. Nel XIV/ XV secolo il maniero è stato ampliato con l’aggiunta di nuove parti a nord e a sud (portineria a volta) e di edifici di servizio, oggi diventati una struttura ricettiva. La torre ospita un salone con porta a sesto acuto e affreschi della metà del XV secolo, mentre la sala nell’erker sfoggia rivestimenti rinascimentali (1613).
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della famiglia Frank e
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MONTE
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Castel San Valentino
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Questa residenza simile a un castello prende il nome dalla chiesetta situata accanto (menzionata per la prima volta nel 1231 ma databile a un periodo ancora precedente). La casatorre quadrangolare (prima metà del XIII secolo) fu la sede ancestrale dei ministeriali dei conti di Appiano della famiglia “de sancto Valentino”. Intorno al 1600 la tenuta fu ampliata sotto i conti Fuchs von Fuchsberg come feudo vescovile trentino. Il risultato: edificio a pianta irregolare, con due erker a torretta quadrangolari, finestre con cornice in pietra, ampio ingresso con scala esterna e vestibolo aperto con stemma e albero genealogico dei Fuchs.
Cappella tardogotica (dedicata al vescovo retico San Valentino) con terminazione poligonale e torretta di colmo.
Via Masaccio 18
Castel Freudenstein
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Un castrum in dosso appare citato per la prima volta nel 1131 nel contesto della consacrazione di una cappella (“capell auf Epan“). Tuttavia, le prime documentazioni del nome “Freudenstein” risalgono solo al 1384 e la cappella di S. Andrea a circa un secolo prima. Il castrum in dosso fu rimaneggiato nel 1215 dai ministeriali dei conti di Appiano. La struttura, che comprende due bergfried (masti), venne ampliata sotto il cavaliere Jakob Fuchs von Fuchsberg, che le conferì l’aspetto di un grande complesso fortificato tipo castello (sopra la porta d’accesso, stemma e anno 1519). Passaggio loggiato, scala esterna in stile rinascimentale, ammodernamento della cappella di S. Andrea (con cappellani propri), in stile tardogotico con porta ad arco inflesso, volta a crociera, galleria per i castellani e torretta di colmo. Dal XIX secolo proprietà borghese.
Via Masaccio 6
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Residenza Haas
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Maso vinicolo d’aspetto signorile, edificio con struttura a blocco di pianta quadrangolare, stile tardogotico riconoscibile nell’ala nordorientale (muro di sostegno, contrafforti, resti di cornici in gesso alle finestre). Affresco tardogotico (animale araldico) databile al 1500 circa. Ampliamento e aggiunta di elementi in stile rinascimentale intorno al 1600: portone scolpito con arco a tutto sesto e chiave di volta, porta con rivestimento in pietra, finestre a tutto sesto sulla facciata principale, disposizione simmetrica degli ambienti all’interno, ampio salone centrale. Sulle pareti esterne, viti tipiche su traliccio. Costruttori e primi proprietari sconosciuti, nel XVIII secolo di proprietà delle Dame Inglesi di Merano, dal 1841 della famiglia Haas.
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Via Monte 53
Residenza Weißenheim
Graziosa residenza, nel XVII secolo di proprietà della famiglia Franzin allora denominata “zu Weißenheim”. Dell’originario piccolo maso vinicolo è ancora riconoscibile, sul lato est (nel piano interrato), il nucleo risalente al Medioevo centrale; l’aspetto signorile è riconducibile a un rimaneggiamento avvenuto intorno al 1660 (sulla porta con arco a tutto sesto si leggono la data e le iniziali P.F.). Scala esterna con loggia sostenuta da colonne, costruzione a torre con nicchia cieca e oculo, finestre a tutto sesto, erker poligonale, finestre con cornice in pietra, dipinti ornamentali su angoli e sull’erker. Dal XVIII secolo in mano a famiglie di agricoltori, oggi di proprietà della famiglia Giuliani.
Castel Montani
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Antica residenza nobiliare (XIII secolo), costruita sull’impianto originario di un piccolo castello medievale. L’odierno edificio con struttura a blocco era formato in passato da un palas e una torre a tre piani. Attraverso la porta nella cinta muraria si accedeva a un piccolo cortile, che successivamente venne edificato con una copertura a volta all’altezza del primo piano. L’intonaco sgretolato alle pareti lascia intravedere elementi dell’antica struttura medievale. Ammodernamenti avvenuti durante il XVI e il XVII secolo hanno conferito al castello la struttura odierna (moderne bifore e tetto uniforme a padiglione), mentre dell’epoca medievale restano i muri principali delle torri. Non si sa chi abbia fatto erigere il castello; la prima documentazione risale alla fine del XIV secolo ed è riconducibile a un signor “de Montagne”. In epoche successive si registrarono diversi passaggi di proprietà tra famiglie di stirpe non aristocratica. Dal 1953 appartiene agli Eccel, famiglia di commercianti di Bolzano. Kreuzsteinstraße 7
Residenza Kronhof
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Antico maso per la produzione di grano e vino, struttura a forma di ferro di cavallo con mura merlate e portone a tutto sesto. All’angolo nord-ovest è ancora visibile una casatorre tardomedievale con ampi spazi nel piano interrato. Intorno al 1612 (data riportata sull’erker) è avvenuta una ristrutturazione che ha introdotto elementi architettonici tipici dello stile dell’Oltradige: erker poligonale con parti intonacate e oeil-de-bœuf, bifore nel salone centrale e loggia sopra la scalinata del cortile interno. Herrenstube in stile rinascimentale nell’erker (1616), con diverse stufe barocche. La residenza è passata in mano a diversi proprietari, tra i quali l’artista Wilhelmine Lindner. Dal 1917 appartiene alla famiglia von Hellberg.
Via Sasso Croce 18
Residenza Melag
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Casatorre medievale (fine del XIII secolo) a quattro piani, con conci d’angolo e aperture a trave all’angolo sud-est. Un tale Konrad „de Belage“ appare citato già in documenti di fine XII secolo. Intorno al 1539 (data indicata sulla meridiana) ammodernamento e ampliamento in stile tardogotico: ala residenziale rivolta a nord con tetto ripido a falde spezzate, finestra gotica crociata, ingresso allo scantinato con volte a tutto sesto, piccola scala esterna con porta a sesto acuto e conci dipinti tardogotici sull’angolo ovest. L’alto erker a torretta, che funge da collegamento tra le due parti dell’edificio, sottolinea l’asse centrale. Residenza nobiliare semplice ma gradevole; nel XVII secolo ne fu proprietario tale von Muil, dal titolo nobiliare „von Melag“. Dal 1806 appartiene alla famiglia di agricoltori Pratzer. .
Prielhof
Struttura ampia e allungata con annesso edificio di servizio, nucleo risalente al XIV secolo, rimaneggiamento a ampliamento databili al XVII secolo (sopra la porta a tutto sesto si legge la data 1682). Nel XVI secolo il maso vinicolo era di proprietà della famiglia Priel, nel XVIII secolo fu donato al Beneficio di Perdonig. Finestre con corniciatura intonacata, bifore con graziose colonnine, dietro le quali si apre un corridoio con volta a crociera, porte rettangolari con cornice in pietra; stube con soffitto a travi principali tardogotico; scantinato con volta a botte sorretta da colonna centrale scolpita con lunette e archi rampanti. Dal 1975 la residenza è di proprietà della famiglia del pittore Hans Prünster di Bolzano.
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Residenza Zinnenberg
Nel 1626 Eustach Franzin von Zinnenberg (famiglia emergente della Val di Non, acquisizione del titolo nobiliare per motivi di merito e patrimonio) fece costruire questa struttura partendo da un semplice maso vinicolo. Le numerose merlature (in tedesco Zinnen) che ornano il maniero rimandano alla particella nobiliare von Zinnenberg. Facciata principale dalla linea fortemente frammentata, con due parti sporgenti merlate e timpani triangolari alle estremità; tra di esse, erker a torretta a due piani con oeil-de-bœuf; dipinti ornamentali geometrici agli angoli e alle finestre; loggia con archi a tutto sesto sorretti da colonne, sopra finestre gemelle, ampia scala esterna con due rampe di scale opposte. A nord, erker quadrangolare con trifora, piccolo portone con cornice bugnata, stemma e data 1626.
Via S. Giustina 6Residenza Neuberg
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Casatorre medievale (XIII secolo, cuciture murarie alla parete nord), rimaneggiata nel XVII secolo secondo lo stile dell’epoca: anno 1665 riportato sul dipinto ispirato a Maria Hilf di Lucas Cranach (immagine della Madonna molto diffusa in territorio tirolese e spesso copiata). Porta ad arco e nicchie quadrangolari, mura merlate, scala esterna con tetto a falda su colonne, finestre con cornice in pietra, porta d’ingresso con conci a diamante; a sud, erker a torretta con tetto a piramide, finti conci (sgraffitto) ancora visibili agli angoli. Il catasto teresiano (1776) indica come proprietario della tenuta Felix von Vintschger, che in seguito all’aumento dello stemma araldico ricevette il titolo con particella nobiliare “von Altenburg und Neuberg”. Dal 1825, proprietà di una famiglia di agricoltori.
Via S. Giustina 63
Residenza Vintschger
Grande edificio rinascimentale non intonacato, a pianta quasi quadrata, con nucleo tardomedievale. Fu rimaneggiato nel 1595 (data riportata sulla chiave di volta del portale a tutto sesto) dal nuovo nobile Hans von Vintschger, che conferì all’edificio l’aspetto odierno: facciata dal disegno simmetrico con finestre bifore, all’interno sale con soffitto a volta o a cassettoni, stube in stile rinascimentale. Nicchia con dipinto di Maria Hilf (immagine di pittura popolare del XVIII secolo).
Ampi locali cantina con soffitto a volta e stanze adiacenti, com’era tipico per una tenuta vinicola nobiliare dell’Oltradige.
Fino al 1825 i Vintschger furono proprietari anche della residenza Neuberg. Dal 1836 è in mano alla famiglia di agricoltori Mair “Unterstoaner“.
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Mareit
Residenza aristocratica d’epoca medievale; il suo aspetto odierno è il risultato di tre fasi costruttive (riconoscibili nelle cuciture murarie). Ne fu feudatario il principe regnante; dal 1838 passò in mano a famiglie di contadini-borghesi. La parte più antica, la sezione centrale, era un tempo una massiccia casatorre fortificata con ingresso alto sormontato da un arco a tutto sesto, commissionata intorno al 1240/50 dai ministeriali dei conti di Appiano von Moreit. Finestre bifore e facciata rinascimentale, tetto a padiglione del primo Seicento. Stube più antica del Tirolo (costruzione a traliccio di legno con soffitto di barra a volta e porta bassa ad arco). Aggiunta di una terza ala verso nord intorno al 1615/20, quando la tenuta fu acquistata dalla famiglia Franzin (conferimento del titolo con particella nobiliare “von und zu Mareit” nel 1619).
Maso vinicolo Platzl
Tipica grande tenuta vinicola con facciata coperta da foglie di vite (patina azzurrognola dovuta al solfato di rame, che un tempo si spruzzava sulle foglie di vite per prevenirne le malattie). Impianto strutturale tardogotico, ampliato all’inizio del XVII secolo. Portone bugnato su cui è riportata la data 1653, finestre con cornici in pietra e inferriate nell’ala residenziale. All’interno: cantine a volta, cucina e stuben rivestite di pannelli.
Strada della Piazzetta
22 Residenza Reinsberg e cappella di Santa Croce
Semplice casatorre medievale costruita intorno a 1210/20 dai ministeriali dei conti di Appiano von Puzal (o Pozal). A inizio 1700 ampliamento e trasformazione della struttura in residenza signorile rappresentativa con casa padronale a due ali, cappella privata in stile barocco e parco, nonché mura merlate e portone a tutto sesto. La casa principale presenta una scala esterna con loggia sorretta da colonne in stile toscano e balcone. Sopra la porta stemma in stucco dei von Grustner, la nobile famiglia dei proprietari (estinta nel 1834), erker poligonale e finestre con incorniciatura intonacata in stile manieristico (la fase più matura dello stile dell’Oltradige). Cappella (1670/80) costituita da un edificio centrale barocco (pianta a croce greca) con cupola otta-
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gonale, sormontata da lanterna e coro sul lato ovest. Decorazioni dell’interno originali. Sopra la porta principale, lato strada, stemma dei von Grustner, moti-
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vo ornamentale fruttato, sopra ancora timpano arcuato e torretta di colmo.
19
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PREDONICO & GAIDO
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Rocca di Castelforte nella gola del Rio Gaido
Piccolo castello (menzionato per la prima volta in un documento del 1230, costruttore ignoto) arroccato su un cono di porfido, dove la parete rocciosa sostituisce il bergfried (mastio): una struttura pentagonale a un solo piano con piccole aperture rettangolari e merli. L‘accesso era possibile solo tramite scale. Ai piedi del mastio sorge un palazzo che dà verso valle. Il castello conobbe diversi passaggi di proprietà e dal XVI secolo non è più abitato. Tra il 1654 e il 1822 fu in mano ai signori Lanser di Appano, che si facevano chiamare Lanser von Moos e Festenstein. Dal 2008 è proprietà del conte Meinhard Khuen, a cui appartiene anche il Castello Englar.
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Via Gaido
24. Moarhof e chiesetta dei 14 santi ausiliatori
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Il Moarhof (punto di ristoro) appare citato in documentazioni del XIII secolo come tenuta vescovile. Il suo impianto medievale è riconoscibile nel piano interrato voltato e in quello superiore con volta a botte.
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La vicina chiesetta fu costruita sul sito di un santuario medievale. Intorno al 1638 fu fatta ricostruire per volere del nobile di Appiano Eustach Franzin von Zinnenberg, che è ritratto insieme alle sue tre mogli e ai 16 figli sulla predella dell’altare.
La chiave per entrare nella chiesetta è disponibile presso il Moarhof.
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SAN MICHELE & MADERNETO
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Residenza Söll an der Lacken, Stofferin
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Bella tenuta vinicola, dal 1814 di proprietà della famiglia di agricoltori Stofferin, mentre nel XVI secolo era in mano ai von Söll, famiglia nobile di Brunico. Edificio a tre piani con tetto a padiglione a due falde, facciata dal disegno armonioso con bifore, finestre con cornici in pietra e graziose inferriate e, sull’erker poligonale in cui è ospitata la stube, stemma con iscritta la data 1603.
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Via Maderneto 3
Residenza Thalegg e cappella di Santa Maria
Dimora signorile nello stile dell’Oltradige. Fu riprodotta 1:1 e premiata quale “Chateau Tyrolienne” all’Esposizione Universale di Parigi del 1900. Mura merlate con portone bugnato, sormontato da elementi decorativi a forma di obelisco e sfera e stemma d’alleanza con la famiglia Thalhammer. Cappella privata sormontata da struttura campanaria (1640 circa). Ampliamento della dimora ad opera della famiglia Thalhammer (acquisizione del titolo nobiliare con particella “von und zu Thalegg”; estinta nel 1706): facciata dal disegno armonioso, ampia scalinata, loggia a due piani sorretta da colonne, con archi a tutto sesto, balaustra aperta e tetto a piramide; trifore al piano superiore, erker angolare su volute. All’interno, sale centrali comunicanti, stuben riccamente decorate (dipinti murali rinascimentali, stemmi, pannellature, soffitti a cassettoni). Verso la fine del XIX secolo era di proprietà del pittore monacense
Claudius von Schraudolph, ora Valenti.
Residenza Altenburg
Anticamente chiamata “Hohenhaus”, oggi prende il nome dalla famiglia proprietaria Payr von Altenburg di Termeno. La costruzione fu ampliata fino a diventare residenza signorile intorno al 1592, anno riportato sopra il portone rinascimentale sul lato strada (arco a tutto sesto con rivestimento in pietra, graziosa trabeazione, stemma incorniciato da volute e motivi conici). In alto, bifora con colonnina tonda e testa di putto. Facciata simmetrica, erker a torretta, finestre con inferriate, oeilde-bœuf sull’erker e sul sottotetto.
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Nel XVIII secolo la residenza era proprietà della famiglia emergente von Call, dal 1851 delle famiglie di agricoltori Hölzl.
Via Maderneto 17-19
Mulino Pfeifer
Fino al XX secolo lungo la Strada Castel Monteriva sorgevano ancora diversi mulini alimentati dal torrente Turmbach. Anche la piccola costruzione con timpano merlato a punta (che un tempo faceva parte del maso Massauer) situata nelle vicinanze era un mulino. Il mulino Pfeifer, a ovest della residenza Altenburg, rimase in attività fino agli anni’60 sotto la gestione dell’ultimo mastro mugnaio del comune, Heinrich Pfeifer. Il mulino conserva ancora le sue strutture originali, ma avrebbe urgente bisogno di un restauro.
Strada Castel Monteriva
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Residenza Massauer / Perkheim
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Maso vinicolo con dimora signorile, impianto strutturale formato da elementi gotici, rimaneggiato intorno al 1621 (data e iniziali leggibili sul muro di cinta) in uno “stile dell’Oltradige” d’ispirazione rinascimentale: due erker a torretta a due piani, finestre a tutto sesto, finestre con cornici in pietra e graziose inferriate, pitture murali a graffito sul piano padronale e agli angoli dell’edificio. Aggiunte successive a ovest e a nord con alto portone ad arco ogivale. La residenza porta il nome delle due famiglie nobili a cui appartenne rispettivamente nel XVI e XVIII secolo. Dal 1997 è di proprietà della diocesi di Bolzano-Bressanone. Il noto scrittore Herbert Rosendorfer vi visse fino al 2012, anno della sua morte.
Residenza Krafus
Notevole edificio rinascimentale costruito intorno al 1628 dal proprietario Leonhard Freitag (stemma e iniziali sul portone della dimora) partendo dalla struttura di un precedente maso vinicolo. Sul lato del cortile, scala esterna con copertura a loggia ed erker con terminazione a torretta, ampie sale centrali e stuben su entrambi i piani residenziali. Fu di proprietà delle famiglie Freitag e Schrentewein, trasferitesi qui dalla Val di Non, poi dal 1814 di famiglie di agricoltori e dal 1933 della famiglia di avvocati Riz. Strada Gravosa
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Platzegg – Municipio
Ex maso vinicolo con cantina, sala torchiatura, fienile e scuderia, più tardi residenza signorile, dal 1937 municipio del comune di Appiano. L’impianto strutturale risale al Medioevo centrale: alcuni resti sono ancora visibili nella zona d’ingresso. Dalla fine del XVIII secolo fino al 1934 Platzegg fu la residenza dei conti Khuen Belasi di Castel Englar. Fino all’ammodernamento secondo lo stile del razionalismo in epoca fascista, da cui la Casa Littoria con torre, l’edificio era circondato da mura merlate che s’inoltravano fin dentro alla piazza. Nel 1986 è stato sottoposto a un completo restauro che lo ha riportato al suo aspetto originario.
Piazza Municipio 1
Lanserhaus
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Dal 2005 è il centro culturale del comune di Appiano; menzionato per la prima volta nel 1692, nel XVII e XVIII secolo era di proprietà delle ricche famiglie Lanser, che in fatto di festeggiamenti se ne intendevano – ancora oggi ad Appiano esiste il detto “fanno festa come i Lanser”. In epoche successive la struttura passò in mano a famiglie di agricoltori. Casa padronale con possente tetto gotico a padiglione, scala esterna nel cortile, porte con cornice in pietra in diverse sale con soffitto a volta, cantina e locale annesso. L’antico edificio agricolo (data 1606 leggibile su una targa in gesso) è oggi utilizzato per mostre e concerti.
Via J. Georg Plazer 24Residenza Grustdorf
Ex casa colonica con nucleo tardogotico ed erker angolare su beccatelli in pietra. Intorno al 1670 (anno 1674 riportato sulla meridiana) – all’epoca i proprietari erano i nobili Grustner von Grustdorf – fu ristrutturata fino a diventare la possente dimora a tre piani che vediamo oggi: finestre bifore, portone d’ingresso con cornice in pietra e stemma in marmo della famiglia Grustner, porta d’entrata in casa a volta e stube rinascimentale. Nel 1860 acquistata all’asta dalla famiglia di agricoltori Sparer, che fece apporre uno stemma di famiglia sulla facciata.
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Via
dell’Olmo 4Franzin von Zinnenberg – Vecchia farmacia
Edificio signorile a tre piani con elementi architettonici dello stile dell’Oltradige: bifore con colonne finemente cesellate, dietro di esse sale centrali con soffitto a volta, oculi nel sottotetto; erker angolare tardogotico su poderose mensole di pietra. Nel XVII secolo, residenza dell’esattore delle tasse
Christoph Franzin von Zinnenberg, dal 1880 la prima farmacia di Appiano.
Via J. Innerhofer 39Residenza Hammerstein von Wohlgemuth
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Imponente dimora nobiliare composta da un’ala nord più antica (1550 circa) con diverse stanze a volta e da un’ala sud (1620 circa) commissionata dagli allora proprietari Lanser (stemma e anno sul portone bugnato a tutto sesto) ai capomastri e scalpellini italiani Giovanni Maria del Gallo e Tommaso Carlini. Accesso all’ala sud tramite scala a chiocciola nella torre a pianta circolare, collegamento delle due parti della dimora mediante un passaggio loggiato aperto con archi a tutto sesto. Ampie stuben rinascimentali con erker poligonale su entrambi i piani residenziali. I locali cantina al pianoterra e l’adiacente struttura di servizio formano, insieme ai signorili edifici residenziali, uno dei masi vinicoli più affascinanti del paese.
Via Caldaro 1-3Monastero di Sant’Anna con chiesa
Idilliaco ensemble di monastero e chiesa nella frazione di Sant’Anna. Impianto tardomedievale costituito dall’antica dimora dei signori von Spreng (lapide nel cortile esterno), ristrutturata intorno al 1840 e trasformata in convento per le suore terziare di Caldaro; nel XX secolo scuola femminile, più tardi casa di riposo per ecclesiastici. Chiesa tardogotica del primo Cinquecento, dedicata a Sant’Anna, con finestre a sesto acuto e torre aggiunta con conci angolari dipinti. L’originaria pala dell’altare maggiore raffigurante la Santa Parentela, opera del pittore di Appiano Ludwig Plazer (circa 1660), è oggi custodita nel monastero.
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Residenza Angerburg
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Un tempo elegante maso vinicolo, oggi albergo con impianto tardo-medievale. Fu proprietà di diverse famiglie aristocratiche, tra cui i Mackowitz di Boemia (stemma sulla facciata ovest con più recente sigillo degli Andergassen). Rimaneggiata più volte intorno al 1500, nel XVII secolo in stile rinascimentale.
Via dell’Olmo 16
Antica canonica Von Call
Ex Mairhof, nel XIII secolo feudo delle famiglie Boimonter, Kaßler e Wolkensteiner. Nel XVI secolo fu trasformato dai Lanser in una maestosa casa padronale con tetto a falde spezzate, erker angolare e porta d’ingresso con cornice in pietra. Nella sala della mescita dipinti murali, oggi coperti da intonaco, attribuiti al pittore Bartlmä Dill-Riemenschneider: stendardi, scene bibliche, la padrona di casa Margarethe e il proprietario e amante del bicchiere “Mi chiamo Silvester Lenser, ben noto a tutti coloro che amano bere vino”. Nel XX secolo funse da canonica e dal 1975 è proprietà del comune di Appiano, che ne mette dei locali a disposizione di associazioni. In passato sul Mairhof gravava anche il dovere di fornire il legno per il patibolo a Crocevia e di allevare il “Pfarrstier” (toro comunale) per San Michele.
Piazza S. Michele 15
Poligono di tiro
Costruito nel 1670 per la corporazione dei tiratori locale (data sopra l’arco d’ingresso a tutto sesto). Sul lato sud, costruzione a torre con gli stemmi del Tirolo e dell’Austria. All‘interno, galleria di tiro con bersagli storici dipinti alle pareti, capanno di tiro sulla collina a ovest. Ogni anno, a novembre, vi ha luogo la tradizionale gara di tiro a segno di S. Martino. Dal 2010 comprende anche un locale sotterraneo per il tiro a segno con fucili di piccolo calibro, dove si allenano la campionessa mondiale di Appiano Petra Zublasing e il suo compagno, il campione olimpico Cipriani.
Via Cappuccini 27
Castel Aichberg
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Il nome deriva dalla nobile famiglia Aichner, originaria di Cortina sulla Strada del Vino, che acquistò l’antica “tenuta degli struzzi” nel XVII secolo e la fece liberare da vincoli comunali. Nel 1870 il proprietario Josef Zastrow della Vestfalia fece trasformare la tenuta in castello di stile “romantico-storicistico”.
Nella zona del cortile, erker poligonale su due piani, finestre bifore, torre con merlatura; a nord, cappella con soffitto a volta e finestre a tutto sesto. Successivamente diversi passaggi di proprietà (compreso un ramo cadetto dei conti Khuen-Belasi), dal 2012 in mano alla famiglia Pichler della Val d’Ega.
Via Monte 31
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Castel Paschbach
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Sottoposto a molteplici interventi di ristrutturazione nel corso dei secoli: torre residenziale di Pasquay, più tardi denominata “Paschbach”, attestata nel XIII secolo. Nel 1585, ampliamento in stile rinascimentale (stile dell’Oltradige) da parte del capomastro italiano Luca d’Allio. Stemma del proprietario Hans Baptist (in alcuni documenti “Giovanni Battista”) Aichner e della sua benestante signora Felicitas Runggerin, sopra la porta di ingresso sulla scala esterna con loggia a tutto sesto. Per via ereditaria materna, la dimora dall’aspetto di un castello con cinta muraria, corte, mulino e casa colonica rimase per oltre due secoli di proprietà dei von Mörl. Attorno al 1900, sotto la proprietà di Zastrow, ammodernamento in stile romanticizzante: rialzo della torre medievale con merlatura e passaggio loggiato. Oggi struttura ricettiva, proprietario Zanghi.
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Unterpaschbach
Imponente costruzione a tre piani, anno 1557 riportato nel riquadro in stucco al di sopra del portale centrale con arco a tutto sesto e cornice in pietra; ampliamento a dimora signorile sotto David Lanser: realizzazione regolare delle facciate, finestre a tutto sesto nelle sale centrali. In antichi scritti denominato “Paschbacherhof auf Krafus” (nome del vigneto) o “Großhaus”. Vari passaggi di proprietà nobiliare; nel XIX secolo, di proprietà del medico del Comune dott. Benoni e dell’imprenditore e oste del Cavallino (Rössl) Franz Mayr. Questi ultimi fondarono nel 1872 la “Curverein Appiano”, precursore dell’attuale associazione turistica.
Via Monte 30
Tschindlhof
Nel cuore dell’odierno albergo si nasconde una torre residenziale risalente al Medioevo centrale. Ristrutturazione e realizzazione dell’ala meridionale nel XVII secolo: articolazione regolare della facciata, erker angolare poligonale ed erker a torretta quadrangolare, finestre con cornice in pietra. Ampliamento sul lato settentrionale attorno al 1900. Dal 1899, di proprietà dell’antica famiglia nobile appianese von Mörl.
Via Monte 36
Residenza Rosengarten con cappella
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L’ex “Hof am Kreuzweg” è dal 1600 di proprietà dei nobili von Payr “zu Thurn und Bach”. L’aspetto odierno della dimora risale prevalentemente al 1612; meridiana con stemma (1546).
Cappella: cappella privata in stile barocco (memoria della Presentazione della Beata Vergine Maria) con timpano sulla facciata, costruita attorno al 1699 dai signori von Payr. Oggi, di proprietà della Fondazione Walther Amonn. Interni riccamente decorati con stucchi, pitture su tavola, altare barocco (pala di Maria immacolata) e dossale (scene di Maria). Davanti al presbiterio, griglia in ferro battuto sottile con figura sovrastante. Possibilità di visita su richiesta al museo Castel Moos-Schulthaus.
Via Monte 40
Turmbach
Torre imponente, corso di pietra regolare, tetto piramidale piatto. Residenza di epoca medievale ottimamente conservata di appartenenza della bassa nobiltà dell’Alto Adige (attorno al 1250). I primissimi proprietari furono chiamati “vom Turm”. Data la vicinanza alla fonte, si è storicamente affermata la denominazione “Turmbach” per entrambi, torre e torrente. Ingresso superiore con arco a tutto sesto sul lato meridionale, cinque lunghe luci delle finestre ad arco ribassato al livello residenziale al 3° piano. Nel XIV secolo, attorno alla torre furono annessi fabbricati rurali e stalle, oggi residenza della famiglia Walcher (dal 1855). La famiglia von Payr della vicina Residenza Rosengarten con cappella fu proprietaria della torre nel XVII secolo e ricevette il titolo nobiliare “von Thurn zu Bach“.
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Strada Rio Torre 17
Bad Turmbach
Mulino e bagno termale dei signori von Payr, dal 1776 nelle mani del mugnaio Andrä Wörndle e dei suoi eredi. Costruzione a due piani con erker ad angolo. Bagno “del contadino” dalla metà del XVIII secolo fino al 1970. Sul lato ovest, ex mulino. Dal 1970, ristorante con giardino ombreggiato per gli ospiti.
Strada Rio Torre 4
Residenza Kreuzhof
Maso vinicolo di generose dimensioni sull’ex incrocio della Romea Claudia Augusta. Intorno al 1680, ristrutturazione a opera di Franz von Zephyris: erker a due piani, scala esterna, bifore con inferriate sottili, meridiana con Crono che fa oscillare una falce. Grandi edifici di servizio posti a nord. Attraverso lo scambio con l’adiacente Garberhof, il Kreuzhof passò al Convento bavarese degli Agostiniani di Beyarting. Dal 1807, di proprietà di agricoltori.
Residenza Kreit con cappella di Sant’Antonio
Una delle più belle tenute su una collina ricoperta di vitigni. Un tempo semplice maso vinicolo medievale, fu trasformata in una signorile dimora signorile intorno al 1600 dal proprietario Elias Leis (capomastro Luca d’Allio): due erker a torretta sull’ala residenziale, scala esterna, loggia, sale centrali voltate con bifore. La tenuta fu ben presto venduta per sovraindebitamento. Nel corso dei secoli si susseguirono diversi cambi di proprietario, tra cui Johann
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Anton Zeffer, che fu nobilitato con il titolo di “von Zephyris” nel 1641. Dall’inizio del XIX secolo, di proprietà di agricoltori. La cappella con torretta sulla facciata, dedicata al patrono del bestiame, Sant’Antonio Abate,
fu costruita su impianto medievale e ampliata nel XVII secolo. Il dipinto sul soffitto, raffigurante scene di Sant’Antonio, è di Lukas Plazer (1664).
Crocevia 15
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PIGANÒ
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Residenza
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Gleifheim
con cappella privata dedicata a Giovanni Battista
Nucleo medievale, come per molte costruzioni nella frazione di Pigenò. Attorno al 1620, ristrutturazione a opera del proprietario Hans Tschiderer; nel tardo XVII secolo, sopraelevazione di un piano. Cappella privata, databile al 1633 circa, edificio sacro tardogotico con sacrestia, torretta di colmo con tetto piramidale. La dimora, liberata da vincoli comunali, presenta diversi elementi rinascimentali: bifore, scala esterna, erker angolare, finestre con cornice in pietra e porte con cornici, biblioteca con dipinti a soffitto, stufe in maiolica. Dal 1807, di proprietà dei baroni von Hohenbühel, denominati “Heufler zu Rasen” (di Rasun).
Via S. Anna 28-30
Residenza Wickenburg
Nome originario della tenuta “Lindenheim” fino all’acquisto da parte del conte Wickenburg (1871-1875), successivamente trasferito all’edificio di fronte. Nel XVII secolo, di proprietà della famiglia nobilitata Locher e successivamente di diversi nobili locali. Risalgono al conte Wickenburg, che si indebitò oltre misura, il signorile aspetto odierno e il parco. Agli inizi del XX secolo vi veniva prodotto champagne. Negli anni ‘70 e ‘80 e dopo l’attuale ristrutturazione, la dimora è adibita a struttura alberghiera.
Via Piganò 16
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Piccolo castello residenziale medievale, già nel XIII secolo centro di un piccolo borgo.
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Ancor oggi si presenta come un complesso quasi intatto che forma un tutt’uno con la Cappella di Santa Caterina. Dalla struttura muraria sono visibili diverse fasi costruttive: la parte più antica, nell’odierna area di ingresso, è una casatorre di pianta quasi quadrata. Ampliata dopo il 1350 dai signori von Rottenburg (potente casato tirolese) verso ovest
(lato strada) con una lunga ala residenziale, fu utilizzata come residenza di caccia. Attorno al 1550, annessione all’angolo sud-est e copertura con tetto a padiglione unitario. Fino all’asta nel 1865, di proprietà nobiliare; dopodiché il maniero fu venduto in frazioni a famiglie di contadini. Nel 1958 il mecenate bolzanino Walther Amonn acquistò l’ex castello re-
sidenziale rendendolo accessibile come museo dei costumi e della cultura medievale. All’interno si trovano stube in stile gotico e pitture murali (intorno al 1410). Unica nell’area alpina e sul piano storico-culturale non ancora del
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tutto decifrata è la rappresentazione della “Guerra dei gatti e dei topi” nella sala dei bevitori.
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Castel Ganda e cappella di “Maria della neve“
Castello imponente, simile a un’opera fortificata con quattro torri circolari agli angoli, intorno al 1550 ricostruito inglobando una casatorre medievale. Un’alta cinta muraria circonda il castello con edifici rurali e casa della servitù. Passaggio d’accesso voltato alla corte interna con loggia a tre piani come vano scale, sale sontuose con soffitti a cassettoni e stufe in maiolica. Per secoli di proprietà dei conti Khuen von Belasi, signori circoscrizionali di AppianoCastelvecchio (scioglimento delle circoscrizioni giudiziarie nel 1806). Dal 1990 di proprietà privata. La cappella con abside a tre lati, torretta con tetto a punta, cupola sopra il presbiterio, sacrestia, cantoria, affreschi e stemma del Tirolo, d’Austria e dei Khuen fu costruita nel 1580, ampliata e barocchizzata nel 1690.
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Stroblhof e
Altfirmian
Storico maso vinicolo e locanda (anno 1666 sul portale con arco a tutto sesto); dal 1970 trasformato in struttura alberghiera e ristorativa con diverse sale voltate al pianterreno. A nord-est, rovine dell’ex torre residenziale medievale di Altfirmian, presumibilmente la stalla menzionata attorno al 1256 del Castel Englaro, un tempo di proprietà dei signori di Castelbarco, successivamente di Khuen Belasi.
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Castel Englar e cappella dedicata a S. Sebastiano
Complesso di edifici in stile tardogotico composto da corpo principale e parti annesse con tetti alti e ripidi e timpani, edifici di servizio, corte interna e mura di cinta. Ex maso vinicolo ampliato in diverse fasi, tra il 1525 e il 1595, dai proprietari della famiglia von Firmian e trasformato in una dimora conforme al ceto. Stemma matrimoniale dei Firmian-Tänzl nel 1526 sopra l’ingresso del portone. Dal 1621, Englaro - dopo una breve interruzione nel 1933-1952, quando fu acquistato dall’imparentato pioniere delle funivie, ing. Alois Zuegg - è di proprietà dei conti Khuen Belasi, che oggi lo gestiscono come foresteria. La vicina cappella tardogotica dedicata a S. Sebastiano fu fatta costruire da Christof von Firmian (iscrizione e anno 1475 sull’arco di trionfo): una torre semplice con tetto a capanna, abside poligonale, navata centrale con volta a nervature intrecciate, altari in stile barocco.
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42 Ansitz Jenner
Ansitz Jenner è un edificio oblungo, orientato verso est-ovest, con timpani a merloni e due suggestivi bovindo (Erker) agli angoli, una scala esterna e una porta rettangolare con smussatura; all‘interno dell’edificio si trovano un corridoio con soffitto a volta, un soffitto a cassettoni in legno e affreschi costituiti da ornamenti floreali, un medaglione con la Madonna e la figura di un santo. Sul lato est, al piano terra, si trova un’antica ”stube” rivestita in legno con volta a botte, datata 1370, mentre sulla facciata a sud dell’edifico è stata rinvenuta la data 1616.
Via Piganò 10
CORNAIANO
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Rungghof
Residenza ai margini del bosco di Monticolo, nel XX secolo ampliata a ristorante e hotel. Nel tardo Medioevo di proprietà dei nobili von Rungger auf Rungg (stemma sulla parete meridionale). Cantina risalente al Medioevo centrale, sale voltate al pianterreno, soffitti a stucchi nel corpo principale, ristrutturazione signorile nel XVI e XVII secolo.
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Via Ronco 26
Residenza Breitenberg
Residenza con nucleo medievale, ristrutturazione signorile attorno al 1650: breve scala esterna con bifora, aperture quadrilobe sotto l’attacco del tetto; nella corte, scala esterna con loggia con archi a tutto sesto. Stemma dei Partold nobilitati nel 1609 con il titolo “von Breitenberg”. In quello che un tempo ospitava l’edificio di servizio, oggi ci sono appartamenti e un negozio.
Piazza della Chiesa 12
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Marklhof
Antico maso vinicolo, menzionato per la prima volta attorno al 1220. Di proprietà dei Lanser e dei Schulthauser, della Canonica Regolare Agostiniana in Augia (Bolzano), dell’Abbazia premostratense Steingaden, dal 1938 dell’Abbazia Agostiniana di Novacella (Bressanone). Costru-
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zione storicistica con timpani merlati e veranda con archi a tutto sesto. Fino a poco tempo fa, rinomato ristorante con stube (sale) in stile neogotico per gli ospiti.
Strada Belvedere 14
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Cornaiano e le sue cantine
Fino al XIX secolo, stando a testimonianze storiche, il paese vinicolo di Cornaiano era più esteso sottoterra che in superficie. Cornaiano vanta più di 60 cantine – cantine di fermentazione, cantine di conservazione e cantine estive – che da 800 anni vengono utilizzate privatamente
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o commercialmente per la produzione e la conservazione di eccellenti vini bianchi e rossi. La menzione più antica di un vino di Cornaiano/Colterenzio risale a un documento del 1194.
Centro Cornaiano
MONTICOLO
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Castelletto al Lago
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Castelletto di svago romantico, fatto costruire da Josef von Zastrow di Vestfalia nel 1888 (iniziali e anno sul parapetto del balcone) in stile neogotico: muratura di pietrame con fughe in malta, frontone a gradoni, finestre ogivali, porticine in ferro goticizzanti, erker a torretta
rotondo, feritoie come fonti di luce. Il fondo comprendente i due laghi apparteneva un tempo ai signori Kassler von Boimont, successivamente ai conti Wolkenstein e a partire dal 1902 al Comune di Appiano. Residenza del pittore max Sparer fino al suo decesso nel 1968.
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FRANGARTO & RIVA DI SOTTO
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Pillhof
Nell’odierno ristorante e bistro – un tempo denominato Pichlhof –si cela un antico patrimonio architettonico risalente al Medioevo centrale. Menzionato come magnifica residenza nobiliare dei signori d’Arsio attorno al 1610 (riquadri con stemmi e dipinti murali con esploratori biblici nel vano scale, 1564). Sulla facciata sud, meridiana con i tre Re Magi, torre quadrangolare, erker quadrangolare e mura merlate con portone a tutto sesto come elemento di collegamento delle due ali residenziali.
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Via Bolzano 48
Schenkhof
La storica osteria (1685) era una nota locanda lungo la strada di fondovalle diretta verso Cornaiano, dove facevano sosta carrettieri, vinai, cittadini di Bolzano, nobili e contadini. Qui, nel 1809
Andreas Hofer si consultò con i tiratori d’Oltradige e negli anni
‘60 il combattente per la libertà
Sepp Kerschbaumer con i suoi
uomini. Dal 2010 la stube è di proprietà del Comune di Appiano e viene gestita come punto di ritrovo del paese.
Via Sepp-Kerschbaumer 8
Canonica
L’ex maso vinicolo dall’impianto medievale è stato rimaneggiato più volte e adattato a canonica e scuola attorno alla metà del XIX secolo. L’edificio principale presenta alcune caratteristiche signorili come il timpano merlato e una generosa scala esterna. Nel XVIII secolo di proprietà dei conti Wolkenstein, nel XIX secolo dei conti von Eyrl, a cui si deve l’ampliamento settentrionale.
Via Sepp-Kerschbaumer 4 Chiesa di San Giuseppe
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Costruzione con navata unica in stile neogotico con volta a crociera, abside poligonale e cappella sul lato nord. Costruita nel 1896 su progetto dell’architetto di Innsbruck Ferdinand Mungenast.
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Altare maggiore con pala di Giuseppe del pittore di storia Franz von Defregger (1835-1921), dipinti murali di Albert Stolz (1937). Sul lato ovest all’esterno, mosaico della Madonna del Rosario dell’Istituto per Mosaici di Monaco di Baviera Rauecker-Solerti (1903).
Via Sepp-Kerschbaumer
Castel FirmianoMMM Firmiano
Emblema dell’Alto Adige. Primo insediamento e importante bene archeologico e culturale. Uno dei sei musei della leggenda dell’alpinismo Reinhold Messner.
Il più antico castello dell’Alto Adige, attestato documentalmente nel 945 con il nome di “Formigar”, sede centrale e amministrativa dei vescovi di Trento. Ampliamento a fortezza sotto il principe locale Sigismundo (torre del portale, stemma e anno 1474). Oggi di proprietà della Giunta provin-
ciale altoatesina. Ampliamento a museo da parte dell’architetto Werner Tscholl. Nella Torre bianca, esposizione sulla storia del Tirolo; nell’edificio residenziale e rurale, dal 1976 ristorante con sale per seminari.
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Cappella castellana
Sul punto più alto del maniero superiore si erge l’ex cappella del palazzo con volta a botte dedicata a San Biagio e San Ulrico; resti conservati delle mura (crollo della torre e della cappella nel 1933/34 a seguito di un’esplosione di polveri). Conservati tre strati di frammenti di affreschi risalenti attorno al 1100-1350.
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Crollo della torre e della cappella nel 1943 dopo una potente esplosione di polveri, durante la quale sono stati danneggiati anche diversi edifici nei dintorni, soprattutto a Frangarto.
Museo e ristorante aperti
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dalla terza domenica di marzo alla seconda domenica di novembre
Orari di apertura: ore 10.00-18.00
Giovedì giorno di riposoMaso vinicolo Hungerhausen
Tipico maso vinicolo dell’Oltradige risalente agli inizi del XV secolo, che ha conservato il suo aspetto medievale. Timpano aperto a travi lignee incrociate con tetto a padiglione, muratura a vista, mura di contenimento, portone d’entrata ogivale alla corte integrata con dimora e cantine. Il nome fa riferimento alla benestante famiglia di proprietari di Vipiteno; agli inizi del XV secolo, stemma matrimoniale dei successivi proprietari Jöchl-Rost sulla facciata principale con la tecnica dell’affresco.
Via Riva di sotto
Ex dogana e 68 Chiesa di San Nicolò
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Dal Basso Medioevo fino alla metà del XVIII secolo, l’ex locanda “Schwarzadler” era la dogana dei principi locali. Interventi di ristrutturazione nello stile dell’Oltradige agli inizi del XVII secolo da parte dei nobili proprietari dell’ufficio doganale: erker angolare, bifore con decorazione a rosette, porta con arco a tutto sesto e cornice a bugnato; resti di dipinti sulla facciata con aquila bicipite. La chiesetta tardogotica è stata eretta nel contesto della postazione doganale ed è stata consacrata nel 1512 a San Nicolò, patrono dei mercanti erranti e protettore contro i pericoli dell’acqua. Semplice costruzione di pianta rettangolare con coro a terminazione retta e volta a botte, torre aggiunta nel XVII secolo. Sul lato della strada, portale ogivale ed ex edicola votiva aperta. L’altare a portelle tardogotico (attorno al 1500/10), proveniente da un laboratorio di intaglio bolzanino, è perfettamente conservato.
Via Riva di sotto
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Esperienze culturali tra castelli e dimore
Residenze nobiliari, castelli medievali e luoghi storici costituiscono lo scenario ideale per eventi culturali degni di nota. Appiano offre intermezzi umoristici, concerti tradizionali nonché escursioni culturali di vario genere, dando così nuova vita ad antichissime rovine. Ce n’è per tutti i gusti.
Appuntamenti e altre informazioni sul sito eppan.com/ eventi
– Castello in festa
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– Castelronda – Eppan Humor
– Festa del Patrocinio
– Giornata del Romanico
– Castelmusika
Colophon:
Editore: Associazione Turistica Appiano | Testi: Associazione Turistica Appiano, Walburga Kössler
Immagini e pittogrammi: Associazione Turistica
Appiano, Helmuth Rier, Marion Lafogler, allesfoto.com, Comitato culturale Frangarto, Walburga
Kössler, Associazione Vineum, banca dati di materiale fotografico IDM Cartografia: Outdooractive geoinformazioni Traduzioni: Pro text s.a.s. Bolzano
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Adige – Ripartizione provinciale Natura, paesaggio e sviluppo del territorio.
| Layout e stampa: effekt.it | Stampa: SüdtirolDruck
| Tiratura: 6.000 Stück | Salvo errori e omissioni
Vitigni – Castelli – Dimore
Escursioni di carattere storico-culturale attraverso i vigneti, passando davanti a rovine storiche e a imponenti castelli.
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Vicoli – Masi vitivinicoli – Cantine
Visita guidata alla scoperta delle bellezze storiche e architettoniche, della cultura del vino e della vita quotidiana dello storico paese vinicolo di San Paolo.
Per saperne di più su eventi
all’insegna della cultura, dell’attività all’aria aperta e del gusto consultare la brochure dedicata al programma settimanale o la pagina eppan.com/ programma_settimanale
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