Supplemento al Settimanale Via Vai n. 4 del 3 febbraio 2017 COPIA OMAGGIO
DEDICATO AI GENITORI E AI BAMBINI DA ZERO A TREDICI
N.2- FEBBRAIO 2017
LUOGHI DA SCOPRIRE FASHION
INTERVISTE INCONTRI LABORATORI FAVOLE
speciale vaccinI
parliamone con il pediatra
lasciamoli giocare
un cane in famiglia
intervista alla pedagogista Claudia Fenzi
come scegliere ed educare un cucciolo
incontro con la scrittrice Sandra Trambaioli
i consigli della prof. Sara Piffer
raccontare favole
facciamo i compiti
Natascia Pavani
Supplemento al Settimanale Via Vai n.4 febbraio 2017 Promo Studio Editore Rovigo. Via Sacro Cuore 7 Reg. Tribunale di Rovigo n.1/94 del 9/2/94 Direttore Responsabile: dr. Flavia Micol Andreasi Stampa Intergrafica Verona srl Verona Redazione e pubblicità via Sacro Cuore 7 Rovigo tel. 0425.28282 cell. 329 6816510 cell. 342 1330495 cell. 338 8156880 info@viavainet.it
Promo Studio Comunicazione 2
Rossella Rizzi
M.Chiara Ghinato
Direttore Responsabile: Flavia Micol Andreasi Caporedattore Carlotta Ravanello Redazione Elena Montecchio Micol Andreasi Natascia Pavani Rossella Rizzi hanno collaborato Tommaso Reato Antonio Caserta Alessia Targa Francesca Costi Sandra Trambaioli M.Vittoria Dainese Maurizio Fantinato Michel Miazzi Evelin Crepaldi Sara Piffer Consuelo Dolcetto M.Paola Poggio Silvia Bellonzio Sara Monzo Leonardo Dossi Antonio Gandolfi Progetto grafico Mariachiara Ghinato Pubblicità Franco Ravanello Rossella Rizzi Roberto Samiolo
Carlotta Ravanello
Sommario
Elena Montecchio
Franco Ravanello
Roberto Samiolo
PRIMO PIANO 4. Ci prendiamo un cane?i
PARLIAMONE 8. Lasciamoli giocare 10. Il Vaccino 14. A Occhi aperti 26. Sport: un’ora al giorno 35. I Compiti
IL PERSONAGGIO 30. Sandra Trambaioli
LABORATORI 13. A pranzo bendati 16. L’inglese per i piccoli 18. Dentro la musica 19. Primavera in testa 22. Facciamo insieme la pizza
MODA 20. Comode ma fashion
UN LIBRO DA LEGGERE 27. Agricoltura d’artista
FAVOLE E RACCONTI 31. Messagio di Primavera 31. Un Dono speciale 33. Il Palazzo degli Angeli
EVENTI 38. Gli appuntamenti di febbraio-aprile: laboratori, teatro,incontri, vacanze, cinema
BUONO A SAPERSI 41. La difficoltà di linguaggio 42. Il vero segreto dei denti sani 44. la fibrosi cistica si può prevenire? 45. Conoscere senza avere paura 46. Un centro di P.M.A. 47. Monnalisa Touch
EDITORIALE
la lezione del gioco “Non c'è niente di più serio e più coinvolgente del gioco per un bambino. E in questa sua serietà è molto simile ad un artista intento al suo lavoro. Come l'artista, anche il bambino giocando trasforma la realtà, la reinventa, la rappresenta in modo simbolico, creando un mondo immaginario che riflette i suoi sogni a occhi aperti, le sue fantasie, i suoi desideri”. (Silvia Vegetti Finzi, A piccoli passi, Mondadori)
Micol Andreasi
Nel numero di Aprile:
vita all’aria aperta aprile dolce dormire speciale animazioni estive
Osservando i nostri bambini giocare - con quella discrezione che ci è richiesta dallo spazio privato e sacro del gioco - impariamo a conoscerli un po’ meglio. Ma impariamo anche molte altre cose tanto preziose, quanto prerogativa dell’infanzia, il più delle volte preclusa agli adulti. Pare di vederli i nostri cuccioli, indaffarati e assorti a costruire, disfare, incollare o colorare, scavare o saltare, correre, correre, correre, urlare. E noi, invece, affaticati e perennemente preoccupati a sollecitare la calma, la pausa, ad abbassare il tono. Ma i bambini non le conoscono le mezze misure, o è tutto o è niente. E quel tutto che li anima è il mondo da scoprire, sperimentando ogni cosa. Altro che inutile perdita di tempo, da colmare con le nostre proposte intelligenti ed educative per acquisire competenze, battere i tempi, non rimanere indietro! C’è un modo per scoprire il mondo che è tutto personale, fatto su misura di bambino, che mescola fantasia e immaginazione e che non è bene costringere troppo tra le pagine di un’agenda o gli obiettivi da raggiungere. Che entusiasmo nel fare senza scopo, solo per il gusto di fare! Quanta energia ! Loro desiderano e si adoperano con ogni mezzo per ottenere. Non è una gara, non è spirito di competizione. E’ per il gusto di fare. Una bambola, un trenino, un dinosauro, due coperchi, una scatola di cartone… Si, proprio una scatola di cartone. Cosa c’è di più entusiasmante? Diventa una casa, un castello o un elmetto da combattimento. Serve la colla però e qualche pennarello. Che gioia ad indossarlo per fingere una battaglia, magari con il babbo, se ha tempo, se ha voglia. E’ il regalo più bello! E mentre ci affanniamo, a volte troppo, nel tentativo di insegnare ai nostri figli tutto sulla vita, loro ci insegnano che la vita è tutto in quell’attimo. In quel gioco di dedizione totale, di energia pura, di caos e di immaginazione in cui ogni tempo passato è tutto “l’anno scorso” ed ogni futuro è “quando sarò grande”. Ci insegnano a rimanere in quel “qui ed ora” che è il grande affanno dei genitori che, pensando troppo al domani dei loro figli, hanno smesso di giocare. 3
a cura di Micol Andreasi
ph Morgan Marabese
PRIMO PIANO
ci prendiamo un
ph Morgan Marabese
Prometto che me ne occupo io. Guardalo nella foto, mamma, è tenerissimo! Lo voglio, lo voglio, lo voglio! Prometto, prometto, prometto!
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cane?
Quante volte lo sentiamo ripetere dai nostri figli. Poi, quella foto sul giornale ci intenerisce e convince. Così portiamo a casa il cucciolo. Per qualche giorno ci illudiamo che non è poi tanto difficile convivere con un cane in famiglia. Nostro figlio maggiore è così entusiasta da sconvolgerci con le sue solerti premure nei confronti dell’amico fido. Ma, si sa, l’entusiasmo nei ragazzi si smorza al tramonto. Ed in men che non si dica ci si ritrova a dover gestire l’ennesimo impegno, l’ennesima incombenza. Il nuovo arrivato, invece di portare gioia, esaspera il caos di casa. E la scelta più estrema sembra inevitabile: restituire il cucciolo o piazzarlo ad altri, con grave danno per lui e per tutta la famiglia.
Un modo per scongiurare questo epilogo c’è: si chiama consapevolezza. Consapevolezza di che? Del fatto che il cane non è un oggetto, ma un essere vivente con caratteristiche proprie e bisogni. Che il cane non può essere utilizzato come surrogato affettivo di ciò che disgraziatamente è venuto a mancare in famiglia o come baby sitter o come compagno di giochi. E se si vuole che il cane assuma anche una funzione particolare, ebbene, deve essere addestrato a svolgerla. In qualunque caso, educare il nostro cane è un buon modo per preparare una lunga e felice convivenza. Tale convivenza, quando ben gestita, è un valido contributo allo sviluppo relazionale ed emotivo del bambino
ph Marco Samiolo
UN CANE COME COMPAGNO PER CRESCERE SI PUÒ, MA SERVE EDUCAZIONE La cosa è risaputa. Lo affermano fior fiore di indagini sul campo e lo confermano gli esperti Sara Colognesi, ad esempio, psicologa e psicotepeuta di Rovigo, da sempre innamorata degli animali, sostiene che “prendersi cura del proprio cane, aiuti il bimbo a sviluppare l’empatia, ad osservare e ascoltare l’altro, a rispettarne i confini e lo spazio, a soddisfarne le esigenze, ad aspettare, a gestire la frustrazione. Competenze comportamentali di non poco conto, possibili proprio per il fatto che il cane è un essere vivente con caratteristiche e bisogni che si possono solo imparare a comprendere osservando ed ascoltando”. .
E’ così che tra il cane e l’uomo si instaura una comunicazione efficace e a volte profonda Certo che tutto va commisurato all’età del bambino. Un bimbo di 3 anni, per capirci, è totalmente incapace di gestire l’interazione con il cane. Non può essere in grado di riconoscere alcun segnale emesso dall’animale, neppure il più evidente, non può rendersi conto di stringere troppo, graffiare o strappare il pelo. Solo dopo i 6 anni comincia a vedere nel cane un amico e un compagno alla pari.
E dopo gli otto è in grado di capire che l’animale è qualcosa di diverso da lui e come tale vi si rapporta. Da quel momento in poi, la presenza dell’adulto non è più fondamentale. I bambini diventano perfettamente in grado di rapportarsi all’amico a quattro zampe e ne possono essere i responsabili. Se l’età del bimbo è un fattore utile per sapere cosa possiamo aspettarci dalla convivenza con un cane, anche le caratteristiche genetiche ed i tratti caratteriali di quest’ultimo sono fondamentali. Non tutti sono uguali e adatti ai diversi nuclei familiari
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LA TIPOLOGIA ED IL CARATTERE DEL CANE SONO FONDAMENTALI
Sara Colognesi
Veronica Ferrarese
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Veronica Ferrarese è un’educatrice cinofila iscritta all'Albo CSEN e si occupa di aiutare le persone a convivere felicemente con il loro cane, impostando percorsi educativi, rieducativi e ludico sportivi. E’ proprio la dottoressa Ferrarese ad insistere perché prima di ogni adozione, la famiglia si confronti con un esperto e comprenda bene quale tipologia di cane è più adatta. “Non si può adottare un cane scegliendone uno da catalogo solo perché mio figlio lo desidera tanto spiega -. Bisogna saper distinguere”. Un cane da tana come un Jack Russell o un Terrier è estremamente dinamico e determinato nel raggiungere il suo obiettivo. Se non lo raggiunge può diventare nervosissimo. Questa tipologia non è adatta ad una famiglia con un bimbo piccolo o dalla vita sedentaria. I cani da compagnia come i Bolognesi, i Maltesi, i Bolonka sono indubbiamente i meno impegnativi da gestire insieme ai bambini e sono molto affettuosi.
I cani da caccia come i Bracchi, i Setter, i Golden sono ideali per convivere con i bambini. Hanno però bisogno di sgambettare parecchio, quindi richiedono passeggiate frequenti e lunghe, in altre parole richiedono tempo da dedicare loro. I cani meticci adulti del canile, inoltre, non riservano sorprese, il loro carattere è noto e ben definito, richiedono quindi meno sforzo da parte della famiglia adottiva. E di solito, diventano immediatamente i migliori amici dei bambini. Per Veronica Ferrarese educare il proprio cane è sempre fondamentale, ma a farlo non possono essere i bambini da soli, è opportuno il coinvolgimento di un adulto. “Se si sceglie una scuola cinofila – puntualizza – è bene che ad accompagnare l’animale non siano solo i ragazzi. Il rischio è che, data la giovane età, non riescano ad essere abbastanza autorevoli e provino un senso di frustrazione dannoso nella gestione della nuova relazione. La presenza dell’adulto è, almeno in una prima fase, sempre necessaria. Il cane, d’altra parte, una volta adottato, diventa a tutti gli effetti un membro della famiglia, non una proprietà del bambino”.
ph Morgan Marabese
GLI OBBLIGHI
IL CANE DEVE:
1) la denuncia all’anagrafe canina del Comune di residenza
1) essere sottoposto a profilassi due volte l’anno
2) l’inserimento del microchip per il riconoscimento dell’animale
2) essere visitato da un veterinario ogni volta che la situazione lo richieda
3) la custodia
3) poter sgambettare
4) l’uso del guinzaglio, non più lungo di m.1,50 quando si esce in contesti urbani
4) poter avere un luogo tutto proprio
5) la detenzione di una museruola tutte le volte che si esce, da fare indossare solo quando la situazione lo richiede. 6) la raccolta delle deiezioni.
5) non deve mangiare cioccolato
Lega Nazionale per la Difesa del Cane. È un’associazione di promozione sociale costituita nel 1950. Conta circa 125 sezioni locali su tutto il territorio nazionale e circa 20 delegazioni. La sezione di Rovigo è stata costituita nel 1991. In collaborazione con le Amministrazioni locali, svolge attività di sensibilizzazione sul tema dei cani vaganti, della sterilizzazione per combattere il randagismo, della raccolta delle deiezioni, nonché all’informazione riguardo al problema dei raccoglitori di animali. Dal 2007 l’associazione gestisce il Rifugio C.I.P.A. Centro Intercomunale Protezione Animali. Nato grazie ad una convenzione tra quasi tutti i Comuni della Provincia di Rovigo, inaugurato nello stesso 2007 a Fenil del Turco, oggi il rifugio Cipa custodisce 140 cani in attesa di adozione e li prepara per una seconda possibilità di vita in famiglia, rieducandoli. La storia di gran parte degli animali che vi arrivano, infatti, è una storia dolorosa, fatta di maltrattamenti e abbandoni. Finiscono al Cipa dopo essere stati raccolti dal Servizio veterinario dell’Asl, che presta loro le prime cure. Al Cipa, la loro vita riacquista dignità.
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GIOCHI a cura di Micol Andreasi
due chiacchiere con la peda
laSciamoli
“Esiste una forte correlazione tra sviluppo del gioco e sviluppo intellettivo: una carenza di attività ludica comporta carenze a livello cognitivo”.
giocare
A parlare con tono tanto perentorio sono gli esperti: psicologi, pedagogisti, insegnanti, educatori. Abbiamo chiesto ad una di loro, la pedagogista rodigina Claudia Fenzi dello Studio Logos, di aiutarci a capire perché giocare è fondamentale. “Perchè favorisce lo sviluppo della percezione, stimola la memoria, l’attenzione e la concentrazione, la capacità di confrontare e di stabilire relazioni spaziali, temporali, causali, perché influisce fortemente sullo sviluppo sociale e affettivo. Attraverso il gioco, il bimbo comincia a comprendere come funzionano gli oggetti, scopre l'esistenza di leggi della fisica e di regole di comportamento che vanno rispettate. L'esperienza del gioco gli insegna ad essere perseve-
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gogista Claudia Fenzi
rante e ad avere fiducia nelle proprie capacità. Il gioco non è uno scherzo, ma un processo attraverso il quale ogni bambino diventa consapevole del proprio mondo interiore e di quello esteriore, imparando a mediare tra le proprie esigenze e le richieste della realtà esterna”.
Qualunque gioco va bene a qualsiasi età? Jean Piaget, nel secolo scorso, distingueva tre stadi di sviluppo del comportamento ludico caratterizzati rispettivamente da giochi di esercizio, giochi simbolici e giochi con le regole. I giochi di esercizio sono tipici dei primi due anni di vita, la fase cosiddetta "senso-motoria". In questa fase il toccare, il conoscere con bocca e organi di senso, il far rumore e il muovere qualcosa generano piacere e strutturano un rapporto di conoscenza con il mondo. Il piccolo, fino ai 12-18 mesi, affina le capacità percettive e impara a coordinare i movimenti afferrando, portando oggetti alla bocca, osservando colori e forme, ascoltando suoni. I giocattoli ideali in questo periodo sono sonagli, carillon, giostrine da appendere alla culla, oggetti di gomma da "mordere"; palestrine o tappeti gioco; cubetti di legno o di plastica, costruzioni composte da grossi pezzi, bambole di pezza, palle, giocattoli galleggianti o con parti mobili.
I giochi simbolici corrispondono al periodo che va dai due ai sette anni di vita, la fase “rappresentativa”. I bambini cominciano ad adoperare il pensiero simbolico, cioè sono in grado di rappresentarsi mentalmente cose, oggetti, situazioni, persone indipendentemente dalla loro presenza reale. Possono rappresentare le azioni degli adulti (misurare la febbre all’orsacchiotto) possono "far finta di" guidare la macchina correndo e sterzando con le braccia o “rappresentare simbolicamente” il volante con un piatto di carta. Nel gioco simbolico il bimbo si serve di un elemento fisicamente presente per rappresentare, immaginare, identificare qualcosa che in quel momento non c’è. Attraverso questo tipo di attività, stabilisce un contatto con la propria dimensione emotiva, può dare forma alle proprie emozioni e ai propri desideri. All’interno della finzione può esprimersi liberamente diventando ciò che vuole. Non solo si rapporta con la realtà, ma anche con se stesso e impara a conoscersi meglio. I giocattoli che favoriscono lo sviluppo del pensiero simbolico sono bambole, pentolini, teatro dei burattini, pelouche, macchinine, animali, eroi in miniatura, cucinette, travestimenti e uno scatolone che contiene i più disparati materiali utilizzabili per giocare a “fare finta”. I giochi di regole sono i preferiti dai sette agli undici anni, nella fase detta "sociale". Il bimbo ora sviluppa le proprie capacità di relazione con gli altri. Nel gioco con regole si rispecchia l’esperienza vissuta nella realtà dei gruppi sociali che il bambino frequenta (scuola, sport, centro ricreativo, ecc.), sperimentando il ruolo fondamentale delle regole per la buona riuscita del gioco
E’ bene che il bambino abbia a disposizione tanti o pochi gio cattoli ? La quantità di giochi, a volte, può essere sfavorevole. Il bambino non riesce più ad apprezzare i singoli oggetti e viene inibito nella propria fantasia di utilizzo. Vale perciò la pena gestire la quantità presente nella stanza del bimbo mettendone alcuni in uno scatolone in garage e riproponendoli ciclicamente. Inoltre lasciare che i bambini desiderino dei giocattoli senza poterli ottenere permette loro di utilizzare la creatività e l’immaginazione per realizzarli.
La presenza dei genitori nella fase del gioco del bambino è utile? Il gioco simbolico non richiede la presenza di un adulto. Il bambino può fare da solo oppure con gli altri bambini. Tuttavia l’interazione con il genitore o un adulto è importante. I genitori possono stimolare il gioco attraverso l’uso di oggetti , stoffe, foulard, scatole e cappelli, burattini, bambole e pupazzi, tutti oggetti che contribuiscono a far nascere nuovi scenari. Oppure possono semplicemente osservare il gioco dei figli, scoprendo che si tratta di uno strumento importantissimo per conoscerli. Possono entrare nel gioco seguendo le regole di finzione che sono però sempre i bambini a stabilire, ospiti del loro mondo immaginario, tanto fantastico quanto serio e importante.
Perchè i video giochi devono essere usati con moderazione? Nei giochi tecnologici o elettronici in cui tutto è virtuale, compreso il compagno, il bambino non acquisisce nessuna delle abilità sociali, relazionali, esperienziali e di conoscenza del mondo che gli sono fondamentali per diventare un adulto sereno e realizzato. Certo, esercitandosi continuamente in un gioco, può anche migliorare la sua performance, ma la concentrazione e l’impegno profusi sono finalizzati solo al risultato, nulla è trasferibile nella realtà, nella vita vera. L’utilità ed il valore del gioco vengono a perdersi totalmente, con conseguenze spesso molto negative che emergono nelle fasi successive dello sviluppo. 9
LA VOCE DEL MEDICO il Pediatra di Famiglia
Un atto d’amore e di responsabilità sociale
il vaccino Sono il dottor Antonio Caserta, un pediatra di famiglia che opera a Rovigo. Mi interesso da anni di vaccini e con il mio intervento ho il piacere di prendere parte alla realizzazione di questa bella rivista dedicata ai piccoli. Di seguito, cercherò di chiarire quali sono le motivazioni che possono convincere i genitori a vaccinare i propri figli e quali sono le paure che più spesso mi vengono sollevate. Il dato storico. Nell’ultimo secolo, senza i vaccini, saremmo ancora esposti a flagelli come il vaiolo, ormai scomparso, la poliomielite ed altre malattie ritenute “innocue” come morbillo o pertosse, che possono essere causa di gravi complicanze, danni permanenti se non di morte. Come funziona. E’ bene spiegare come funziona un vaccino, per capire che agisce in modo molto naturale, al contrario di altri farmaci, stimolando il nostro sistema immunitario cioè le nostre difese innate a reagire verso un agente infettivo e a ricordarlo cioè a sviluppare la memoria immunologica. Nel caso si verifichi un contagio, le nostre difese sono pronte, tramite gli anticorpi precedentemente prodotti, a reagire immediatamente in modo da neutralizzare l’agente infettante. Un'altra cosa importante da sapere è che le vaccinazioni creano “l’immunità di gregge”. Che significa Mantenere elevate coperture vaccinali, cioè quante più persone sono vaccinate per una certa malattia in un certo periodo temporale, tanto più sarà difficile che quel ceppo possa circolare e trasmettersi. Questo è molto importante perché 10
protegge dalle infezioni quelle persone che per vari motivi, o perché assumono farmaci immunosoppressori o per altri motivi clinici ,non possono vaccinarsi. Ai genitori esitanti. Circolano sui media e in particolare sul web, credenze errate e storie ansiogene, sulla pericolosità dei vaccini. Ora, tutta la comunità scientifica mondiale è concorde sul fatto che, nella valutazione fra i rischi in quanto farmaco può dare degli effetti collaterali- e i benefici, siano di gran lunga preponderanti i benefici. Questa valutazione rischio/beneficio è importante nel prendere una decisione, parlatene col vostro pediatra. Un'altra considerazione importante da fare è che solo apparentemente le malattie per cui noi si vaccina sono scomparse. La cronaca recente ci riporta a due decessi, uno a Bologna di una neonata di 1 mese per pertosse, e in Spagna un bimbo di 6 anni non vaccinato, per per difterite Meningite non siamo in allarme. I casi di meningite, che quasi quotidianamente vengono riportati in tv o sui giornali, non devono allarmare. L’andamento della meningite è costante da anni. In Veneto sono stati notificati 110 casi di meningite da meningococco in nove anni dal 2007 al 2015, circa 12 casi per anno. Solo in Toscana negli ultimi due anni si è verificato un aumento di notifiche e le autorità sanitarie si sono mobiliate per vaccinare molte categorie di persone, non solo bambini.
In sintesi. I vaccini sono estremamente sicuri, in quanto sono sottoposti a controlli di produzione molto accurati prima dell’immissione in commercio. Se ne valutano i possibili effetti collaterali con un’attenta attività di sorveglianza che in Veneto si chiama Canale Verde e che chiunque può consultare. Ogni giorno sono milioni le dosi somministrate. I vaccini sono efficaci, si pensi al vaiolo che è scomparso grazie alle vaccinazioni. I vaccini rinforzano il sistema immunitario perché agiscono utilizzando i meccanismi di difesa naturale del nostro organismo. I vaccini si effettuano nei primi mesi di vita per proteggere il prima possibile i bambini: gli anticorpi trasmessi dalla madre per via transplacentare durano solo un breve periodo, finito il quale il piccolo risulta esposto a numerosi agenti infettivi. Attendere che il piccolo cresca, come sovente i genitori mi riferiscono per giustificare la mancata adesione al primo invito, significa esporlo a possibili infezioni. I vaccini non causano l’autismo Questa è una delle falsità scientifiche che circola ancora sui media e risale ad uno studio del 1998, ormai universalmente screditato, che suggeriva legami fra questa malattia e il vaccino MPR (morbillo, parotite e rosolia). E’ assodato da numerosi e autorevoli studi clinici che non ci sono evidenze di tale relazione. Il medico che scrisse l’articolo era un certo Wakefield , inglese, fu radiato dall’ordine dei medici con l’accusa di frode per falsificazione . Posso vaccinare un piccolo con molti vaccini contemporaneamente? Certo, il nostro sistema di difesa si confronta ogni giorno con tantissimi germi fin dalla nascita e può sopportare tranquillamente lo stimolo immunitario creato dalla vaccinazione, mentre una malattia impegna molto più intensamente le nostre difese anche indebolendole per un periodo prolungato. Ricevo tante telefonate, spesso la sera prima del giorno stabilito per la vaccinazione, di madri preoccupate perché il bambino ha la tosse o ha il “moccio” al naso o ha qualche scarica diarroica. Disturbi lievi come quelli descritti non compromettono la capacità dell’organismo di rispondere adeguatamente ai vaccini e non rappresentano ostacoli alla vaccinazione. Al contrario, in caso di infezioni gravi con febbri elevate è necessario attendere la guarigione. Concludo con una frase tratta dal libro del prof Burioni: “vaccinare è un grande segno d’amore nei confronti del proprio figlio, ma è anche un atto di responsabilità sociale, perché vaccinando rendiamo la nostra comunità più forte e soprattutto, proteggendo loro, proteggiamo anche i più deboli e i più sfortunati” .
Antonio Caserta
Pediatra di Famiglia
Bibliografia:
Roberto Burioni: Iil vaccino non è un opinione Alberto Mantovani: Immunità e vaccini.
Andrea Grignolio: Chi ha paura dei vaccini.
Regione Veneto: Vaccinazioni dubbi e risposte
Sistema di Sorveglianza basato sui Laboratori di Microbiologia delle infezioni batteriche invasive della Regione Veneto. Report 2007-2015 Portale Vaccinarsi.org
Portale Vaccinarsinveneto.org Portale GenitoriPiu’
Antonio Caserta, Pediatra di Famiglia
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Servizio di consulenza riabilitazione e diagnosi per:
• Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia) • Bisogni Educativi Speciali: dalla legge 170 alle disposizioni sui BES, indicazioni e suggerimenti di lavoro • Disturbi del Comportamento • Disturbo di Attenzione e Iperattività: identificazione precoce del deficit attentivo, lavoro educativo con il bambino ADHD, intervento nella famiglia e nella scuola • Coping Power: programma completo di intervento e trattamento per la modulazione della rabbia e dell’impulsività in bambini e ragazzi • Parent Training e sostegno alla genitorialità • Trattamento dei Disturbi d’Ansia, Depressione e problematiche emotive • Disturbi generalizzati dello Sviluppo • Disturbi della Coordinazione Motoria e Disprassia • Disturbi del Linguaggio, Comunicazione preverbale, Disturbi dell’Articolazione del Linguaggio • Training cognitivo integrato • Orientamento scolastico • Metodo di studio: costruzione di un efficace metodo di studio, potenziando le risorse già a disposizione e aiutando a costruire nuove strategie ed una solida motivazione. • Progetto di rilevazione precoce delle difficoltà di apprendimento nella Scuola d’Infanzia • Progetti di screening nella Scuola Primaria e Scuola Secondaria di Primo Grado • Progetto Regolandia: gestione delle dinamiche comportamentali all’interno della classe
Chi siamo
Dott.ssa Mara Gazzi
Psicologa dell'Età Evolutiva e della Psicopatologia dell'apprendimento Esperta in Neuropsicologia Clinica ADHD Homework Tutor Avanzato
Dott.ssa Giulia Franco
Psicologa dell’Età Evolutiva ADHD Homework Tutor Avanzato
Dott.ssa Anna Maria Campioni
Neuropsichiatra infantile
Dott.ssa Emmy Tintinaglia
Psicologa Clinica e della Psicopatologia dello Sviluppo
Dott.ssa Silvia Nadalini
Psicologa e Psicoterapeuta
Dott.ssa Silvia Girardi
Educatrice Professionale perfezionata in Psicopatologia dell’apprendimento
Dott. Simone Minichiello Logopedista Dott.ssa Valentina Sita Logopedista Dott.ssa Marta Guitti Logopedista Dott.ssa Ilaria Ridente
Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
Dove siamo Rovigo Via L. Einaudi, 63 (Area Tosi)
in collaborazione con il Centro Multidisciplinare per l’età Evolutiva e l’Apprendimento (Sedi di Rovigo Via Luigi Einaudi, 17 e di Stienta Via G.Rossa, 20)
si riceve su appuntamento
3479376493 Dott.ssa Mara Gazzi
Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido. [Albert Einstein] 12
LABORATORI
a pra n z o
con il CSI
bendati
di M. Vittoria Dainese Se è naturale il movimento di portare la posata alla bocca, bendati diventa più complicato trovare il boccone sul piatto, la posizione del pane, quella del bicchiere, capire cosa si mangia. Ma moooolto più divertente. Quello che proponiamo è un esperimento, quasi un gioco. Lo facciamo già ogni paio di mesi coi ragazzi del doposcuola di Vescovana, che usufruiscono della mensa, per affrontare piatti non sempre apprezzati dai giovani commensali, come le verdure, ma anche per valorizzare l’olfatto, il tatto e imparare a coordinare i movimenti, a volte, combinandone delle belle. Se l’andare alla cieca crea una certa vivacità fra i ragazzi, il risultato è comunque positivo e l’entusiasmo col quale affrontano il pranzo è paragonabile a quello di una caccia al tesoro Dall’imperativo che spesso i ragazzi sentono a casa “mangia che ti fa bene” si passa ad accettare il cibo per il suo sapore e odore, e si scopre che anche
le carote o i piselli sono gustosi. Un gioco che si può fare anche in silenzio, ma perde fascino. La capacità di affrontare una situazione al buio, attivando altri sensi, è un primo passo per superare i pregiudizi del tipo “Mi piace. Non mi piace”. Ma anche per esplorare e comprendere gli aspetti, sensoriali, organolettici e psicologici che condizionano le scelte alimentari di ciascuno. Al “pranzo bendati” si arriva per tappe partendo prima dalla presa di coscienza delll’importanza dell’alimento, di come il corpo lo assimila, di cosa previene, di come giocando, correndo o stando anche fermi consumiamo l’energia prodotta. Siamo alla ricerca di una sinergia con la scuola, i genitori, l’azienda Asl ed il centro cottura per far sperimentare ai ragazzi in classe alcuni momenti significativi del nostro laboratorio. E, magari, chissà, anche aiutare altri bambini a scoprire il piacere dei cibi, giocando un po’.
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NATURA
a occhi aperti
a cura di
Tommaso Reato
Corte Carezzabella
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Implicito nella parola “educazione” sembra esserci davvero l’invito a mettersi in rapporto col mondo esterno. Educare, infatti, è condurre fuori sia nel senso di sviluppare le proprie potenzialità sia, con una certa licenza poetica, accompagnare fuori dalle aule, uscire all’aperto, andarsene sotto il cielo e il sole, se c’è. Là fuori succedono molte cose che in aula non accadrebbero mai. La luce è abbagliante quando al mattino presto il sole è ancora basso e l’erba zuppa di rugiada può bagnare le scarpe di chi la calpesta. C’è un piccolo fosso ed è divertente saltare da una sponda all’altra. Laggiù, a perdita d’occhio, oltre
Esperienze in fattoria didattica a Corte Carezzabella
i filari della vigna, si rincorrono erbe alte e fiori gialli, chissà com’è vederli da vicino. Corriamo fino a raggiungerli. E sempre laggiù, più in basso dei fiori, ai piedi dell’erba, quasi sotto le nostre scarpe inzuppate di terra, umidità e curiosità, c’è un piccolo mondo di esserini sconosciuti in movimento tra granelli di sabbia, di terra a grumi compatta e di radici. Una coccinella gialla si sposta veloce. Dove corre? E perché ci sono tante mele per terra? Perché sono così piccole? Forse la pianta è malata, forse è stato il vento forte, o la calura soffocante, forse, forse…
La verità è che le ha tolte il contadino di proposito. Non è stato un incidente! Le ha staccate per rendere le altre più forti e farle crescere meglio. Quanti segreti ha la campagna… ma se siete curiosi li potete scoprire tutti, uno dopo l’altro. Dove? Proprio qui nella Fattoria didattica di Corte Carezzabella, a pochi chilometri da Rovigo, nella campagna di San Martino di Venezze. Quando arrivate, ad accogliervi, proprio al centro della Corte, c’è un mae-
stoso castello vegetale: una magnolia gigante. Ci si può salire, un ramo dopo l’altro fino ad arrivare a dominare con lo sguardo tutto intorno. Da qui sopra, quando arriva la sera e la luce si fa calda e avvolgente, si può godere di un silenzio melodioso e rassicurante, interrotto solo dalle risate di chi, terminata una giornata, torna felice a casa… La Fattoria didattica di Corte Carezzabella accoglie durante tutto l’anno gruppi di ragazzi delle scuole di ogni
ordine e grado, e offre loro la possibilità di fare esperienza della campagna, dei suoi misteri e delle sue magie. Per le famiglie, organizza le domeniche e le settimane verdi: occasioni preziose per vivere all’aria aperta in spensieratezza, imparando ad apprezzare ciò che ci circonda. Fare sosta qui è come entrare in un luogo dove coltivare lo stupore e l’ amore sconfinato per la natura.
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LABORATORI
Un’aula colorata con disegni alle pareti e un grande profilo che ritrae il corpo umano, con tanto di ossa modellate in plastilina. È qui che Marianna Cacciatori lavora. Trentaduenne rodigina,mamma di tre bimbe è un’insegnante certificata English is Fun!®, un metodo per l’apprendimento dell’inglese ideato da Adriana Cantisani, pedagogista italostatunitense nota anche attraverso il programma “Sos Tata”.
l’ingleSe per i piccoli “Il mio rapporto con la lingua inglese - spiega Marianna- arriva da lontano. Da un viaggio studio negli Stati Uniti in quarta superiore. Avevo 17 anni e non conoscevo nulla di quella lingua, ho imparato tutto nella pratica quotidiana. Negli anni sono tornata più volte negli Usa sia per lavoro, sia per conoscere un paese che mi è rimasto nel cuore.” Su cosa si basa il metodo di apprendimento che proponi ai bambini? Il metodo che utilizzo ripropone quello che ci accade quando apprendiamo una lingua all’estero: abbiamo una forte motivazione e tutto l’ambiente ci supporta, soprattutto non offrendoci scorciatoie. Per i miei bambini questo significa due cose: da un lato, tanto gioco e divertimento e dall’altro il fatto che io parli con loro esclusivamente in inglese, senza mai tradurre. Non è un po’ faticoso per i bambini che sono ancora all’asilo? Assolutamente no. La capacità di comprensione dei bambini è stupefacente così come i loro progressi. Ci tengo a ribadirlo: io non insegno l’inglese ai bambini ma gioco con loro in 16
inglese. Questo non significa che non si segua un metodo; al contrario, è proprio del metodo EIF! mettere al centro la crescita del bambino nella sua complessità (sociale, emotiva, fisica, intellettuale), lasciando l’aspetto linguistico sullo sfondo. Sembra strano ma è proprio così che la lingua si apprende con facilità, naturalmente e giocando. I laboratori che proponi si rivolgono anche a bambini più grandi? Si. L’approccio rimane basato sul gioco e sul coinvolgimento. Fino agli otto anni si seguono i programmi 1-3 e 4-8 anni. Successivamente, col programma 9-13, esploriamo tematiche diverse in lingua, sempre in modo creativo ed appassionante, tutto in una forte dimensione di gruppo. Infine, che cosa ti piace di più del tuo lavoro? La cosa che mi piace di più è il rapporto con i bambini e spero di poterli appassionare all’inglese come è successo per me! Amo anche poter parlare in inglese cosa che ormai faccio quotidianamente, a casa con le mie bambine.
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LABORATORI
la muSica
dentro Il Metodo Suzuki, ideato dal violinista giapponese Shinichi Suzuki, seguito in tutto il mondo, si rivolge ai bambini dai tre anni in sù, ed è finalizzato allo studio dello strumento musicale.
Tutti sappiamo come l'ambiente stimoli il cervello umano: più precoce è lo stimolo, maggiore è il beneficio per il bambino. Per questo, i corsi di propedeutica musicale Suzuki si rivolgono ai bambini a partire dagli zero anni. I principi fondamentale del Metodo Suzuki sono: Si può apprendere la musica così come si apprende la lingua madre. Il bambino impara a parlare naturalmente, ascoltando ed imitando i genitori nei primi anni di vita: ciò è possibile anche per il linguaggio della musica, offrendo ai bambino situazioni che stimolino manualità e musicalità insieme. Il talento è innato. Tutti i bambini possiedono il talento: quello che varia è la velocità di apprendimento e sta all'insegnante a ai genitori stimolare questa abilità in maniera corretta e senza forzature. Un ambiente sereno è fondamentale. Insegnante e genitore collaborano perchè il bambino possa sviluppare il 18
proprio talento: il rapporto positivo con l'insegnante, l'atmosfera gioiosa e la partecipazione costante dei genitori sono determinanti. La propedeutica ed i corsi strumentali Il Music Lullaby ed il Children's Music Laboratory, ovvero i corsi propedeutici, forniscono al bambino le basi per affrontare il corso strumentale. Oltre ad introdurlo nel mondo della musica attraverso il canto, la danza, i giochi di manualità e di memoria, questi corsi offrono anche l'occasione per approfondire il rapporto genitore - figlio. Il genitore che avvia il figlio allo studio della musica gli fa un grande dono: l'acquisizione di tale disciplina lo renderà più equilibrato, sicuro e sereno. A prescindere dalle scelte future del bambino, che diventi musicista professionista, medico o architetto, la sicurezza acquisita attraverso la disciplina musicale gli sarà d'aiuto per tutta la vita. Sara Migliorini Insegnante di pianoforte diplomata presso il Conservatorio Venezze di Rovigo, abilitata all'insegnamento con il Metodo Suzuki presso l'Istituto Suzuki Italiano, e al Music Lullaby e Children's Music Laboratory presso Musical Garden di Elena Enrico. Insegna a Rovigo e a Vescovana è Direttrice della Scuola Suzuki Vescovana
LABORATORI
primavera in teSta!
(fig.1)
Francesca Costi
vi servono: • fogli di carta bianchi (meglio se cartoncino) per dare il massimo risalto ai colori naturali • colla vinavil • pennelli • una matita • un pennarello nero • carta assorbente
Quando arriva una bella giornata il sole splendente ci spinge ad uscire fuori di casa e attiva il nostro desiderio di spensieratezza. Organizzare qualche gioco all’aria aperta, un vero e proprio toccasana per i bambini, può essere un bel modo per impiegare le prime giornate di primavera. Una gita fuori porta o un semplice giretto in un bel parco potrebbe essere lo spunto per raccogliere qualche fiorellino e dare libero sfogo alla fantasia una volta tornati a casa. Ci sono molti modi per disegnare: con le matite, coi pennelli, con le dita e…con i fiori!
COME SI FA? Nelle foto ci sono alcune idee carine che possono servirvi da spunto: si parte da una forma disegnata che viene arricchita e “finita” con i fiori e le erbette, oppure si può fare il processo inverso attaccando prima i petali, i fiori, le foglioline e ... si immagina e disegna. Lo spunto che preferisco? L’esplosione di fiori in testa ovviamente! (fig.1) Basta disegnare un viso e poi creare l’acconciatura con i vostri fiorellini. Se non avete trovato il necessario durante la vostra gita potete ritagliare sagome di fiori e perché no, di qualsiasi cosa vogliate da quotidiani, giornali e riviste, e poi creare la vostra testa matta. Adesso che la composizione è pronta e incollata, possiamo fissarla pressando e seccando i fiori.
Come? Basta un bel librone grande e pesante: il classico vocabolario, l’elenco del telefono, l’atlante… Due grandi pezzi di carta assorbente ci aiuteranno a non rovinare le pagine. Fai attenzione a chiudere in modo che la composizione floreale non sia alterata, e che la carta rimanga allineata al libro. Se ti sono rimasti altri fiori, puoi preservarli in punti diversi del volume. Adesso metti altri tomi pesanti sul libro che stai usando per pressare, e conservali in un luogo asciutto nella casa. Adesso non vi rimane che attendere pazientemente. Dopo qualche settimana, i fiori saranno completamente secchi e potrete delicatamente estrarre e mostrare a tutti i vostri capolavori.
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il vv dei piccoli
MODA
primavera
comode ma fashion Care mamme
a cura di
Rossella Rizzi
consulente d’ immagine personal shopper fashion stylist
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le giornate si allungano e le temperature si alzano e per i vostri bimbi sono sempre più frequenti i momenti per giocare all’aria aperta! Senza contare i numerosi impegni di tutti i giorni: la bimba più piccola da portare a danza, il più grande a basket e il fratellino a calcetto. E in tutto questo ci siete poi voi che dovete scappare da un punto all’altro, che cambiate i bambini di corsa negli spogliatoi e vi sedete sugli spalti a guardare con orgoglio i loro progressi. E poi una capatina al parco perchè il piccolo vuole andare sull’altalena o sullo scivolo. E ci siete sempre voi…e il vostro stile! Dimenticate quindi che la so-
luzione a tutto ciò sia la “comoda” tuta sia per voi che per loro. Semplicità non è sinonimo di sciatteria, questo lo ripeterò sempre. Quindi gettate le tutone informi! Vi propongo un’alternativa. Un denim comodo, un po’ delavè o ripped, una maxi maglia, larga si ma ricercata e chic, e un paio di anfibi che siano particolari o una derby shoes! Arricchite con qualche accessorio come bracciali o choker di super tendenza e un bel rossetto sulle labbra. E per i vostri bimbi? Date le temperature ballerine dei prossimi mesi, la regola principale è vestirli a strati. Giocate con i capi più cool della primavera come i tessuti tecnici dei Kway, il denim per camicie e giacche indossate aperte sopra a t-shirt stampate e colorate, senza dimenticare qualche dettaglio come una fascia per capelli per lei o un fedora per lui. Comode ma fashion anche con i vostri bimbi. Esiste forse combinazione migliore di questa?
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IN CUCINA
pizza Facciamo insieme
la
INGREDIENTI
Fa Maurizio
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ntinato
• 500 gr. di farina “0” • 250 gr. acqua a temperatura ambiente • 10 gr. di lievito di birra • 10 gr. di sale • 5 gr. di zucchero • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
L’APPUNTAMENTO È IN CUCINA Bene ragazzi, indossate il vostro grembiule da lavoro.. Forse sporche-
rete un po' in giro ...ma nulla di irrimediabile. In una tazza bella capiente versate l'acqua, il lievito e lo zucchero.
Non perdete tempo, preparatevi gli ingredienti per condire la vostra pizza.
Per una semplice margherita servono: passata di pomodoro (meglio conserva, di sicuro le vostre nonne ne hanno un vasetto da parte ), un pizzico di sale ed un pizzico di zucchero da mettere nel pomodoro, un po' di origano, basilico, dell'olio e mozzarella.
Vi chiederete a cosa serve. Rispondo: ad attivare la lievitazione. Bastano 5 o 10 minuti ed in superficie comparirà una schiumina densa. Ora prendete una spianatoia o un contenitore bello largo e metteteci la farina.
Al centro con un cucchiaio fate un buco largo e versatevi all'interno il composto con la schiuma. Mescolate piano. Per lavorare meglio potete usare anche le mani. (Le avete lavate? Vero?) Posate la pasta in un recipiente e copritela con uno straccio umido.
Fate attenzione che lo straccio non tocchi la pasta. Lasciate riposare per un'ora o due.
Il volume della pasta raddoppierà.
Visto che roba! La pasta è lievitata perfettamente. Ve l'avevo detto che lo zucchero è fondamentale.
Infornate a 200 gradi. Fatevi aiutare
dalla mamma per accendere e preriscaldare il forno. Cuocete per soli 5 minuti. Poi estraete la teglia e aggiungete alla vostra pizza la mozzarella, l'origano, il basilico o quello che volete.
Ora riposizionate in forno per altri dieci o quindici minuti. Il colore dorato della crosta è segno inconfondibile che la pizza è pronta! Ed è buonissima. Rifate la stessa operazione con l'altra metà della pasta lievitata. Ma se non avete tempo a sufficienza, non vi agitate. Potete conservarla in frigo, purchè ben coperta. Sarà buonissima anche domani. E se avrete voglia di sperimentare cose nuove, usatela per farne dei panini ottimi. Buon lavoro
Prendetene metà e cominciate a stenderla, se vi serve potete usare
anche un mattarello. Dopo aver unto una teglia da forno (20x30), adagiatevi sopra la pasta tirata. Non preoccupatevi se non è perfetta. Le cose migliori sono imperfette all'aspetto. Ora con un cucchiaio spalmate il pomodoro. Coprite tutta la superfi-
cie.
a cura di
Maurizio Fantinato
docente di Enogastronomia Istituto Alberghiero “G.Cipriani” Adria (Ro)
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NATURA
Terra di Mezzo è una cooperativa sociale con sede sui Colli Euganei, da anni impegnata nell’educazione e promozione della cultura ambientale per i bambini, i ragazzi e anche gli adulti. Laboratori didattici, giornate tematiche, incontri nelle scuo-
le, escursioni, campi invernali e campi avventura estivi hanno tutti in comune la passione per la natura, l’attenzione per l’ambiente circostante e la capacità inclusiva di ogni partecipante in un’esperienza di crescita..
RESPIRARE NATURA Vacanze Estive
INFO E CONTATTI
049.9131781
www.coopterradimezzo.com
A TUTTI I PARTECIPANTI Una borraccia personalizzata
Campi Avventura 2017 da usare ad ogni incredibile avventurosa escursione.
2017 per ragazzi dai 7 ai 14 anni
Manca ancora qualche mese alla va-
contatto con la natura, il paesaggio…
canza estiva, ma è già tempo di pro-
imparano a riconoscerne le caratteri-
grammi. Terra di Mezzo, infat-
stiche ad apprezzarlo, a tutelarlo. Lo
ti, a partire da febbraio, ha messo a
fanno giocando. Condotti di volta in
punto una scontistica straordinaria
volta ad un nuovo incontro dalla tra-
per i primi che prenotano i loro cam-
ma di una storia fantastica. La narra-
pi avventura estivi. Attenzione, però,
zione fantastica fa da cornice ad ogni
non si tratta di campi qualunque, ma
avventura di cui i ragazzi sono sem-
di esperienze straordinarie, impossi-
pre protagonisti. Ad accompagnarli:
bili da dimenticare. A rendere tanto
lo staff di Terra di Mezzo che oltre ad
speciali le proposte di Terra di Mezzo
essere composto da educatori prepa-
per l’estate 2017 dei ragazzi dai 7 ai 14
rati e capaci, ha alla spalle una lunga
anni concorrono alcuni fattori. Il pri-
esperienza di animazione e vanta una
mo è che per 5 notti e 6 giorni, i
professionale competenza in ambito
ragazzi giocano,scoprono, mangiano,
naturalistico e ambientale.
dormono sempre insieme. Il secondo
Nel paesaggio mozzafiato del
è indubbiamente il luogo, ovvero il
co dei Colli Euganei, tutto è
suggestivo Parco Regionale dei Colli
predisposto per permettere ai ragazzi
I campi avventura
di vivere 7 interi giorni d’avventura
si svolgono proprio qui, tra i filari di
irripetibili: anche Casa Marina.
viti, i boschi di castagni secolari e i
Situata sul versante sud-est del monte
sentieri che conducono alle vette. È
Venda, Casa Marina è una delle strut-
qui che i ragazzi entrano pian piano a
ture gestite dalla Cooperativa Terra
Euganei.
Par-
ATTIVITÀ 7 - 10 ANNI Passeggiate nei Boschi
Attività al Parco Avventura
Attività Naturalistiche
Zatterone e Kayak
Arrampicata su Roccia
Percorsi in Mountain-Bike
Orienteering sui Colli Euganei
Orienteering sul Colli Euganei
Laboratori Manuali
Notte in Tenda
I campi avventura sono organizzati per fasce di età e per ciascuna di esse c’è un programma diversificato costruito sempre intorno a tre
la socialità, l’educazione ambientale ed il divertimento. grandi obiettivi:
Ogni ragazzo con la sua caratteristica è il perno su cui ruota ogni programmazione. Ed è forse di Mezzo e messa a disposizione dei
questa centralità percepita che
campi avventura. Ha due camerate
gli rende facile imparare,
con servizi igienici, capaci di con-
conoscersi, sperimen-
tenere fino a 24 ragazzi, un ampio
tare, condividere,
salone polivalente, una cucina inter-
divertirsi tanto.
na ed è circondata da un ricco orto
Ed è l’ennesi-
botanico e da un esteso giardino. È
mo fattore di
attrezzata anche per ospitare ragazzi
unicità di ogni
con disabilità. L’inclusività sociale è
Campo Avventura
da sempre un altro dei punti di for-
con Terra di Mezzo.
ATTIVITÀ 11 - 14 ANNI
za delle attività di Terra di Mezzo. b
Il costo dei campi: € 305. Prezzo scontato € 275 per chi si iscrive entro il 31 marzo
A TUTTO MOVIMENTO
a cura di Alessia Targa L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno un'ora di attività motoria al giorno. Diversi Paesi della Comunità europea hanno istituito veri e propri programmi non solo per favorire l'educazione all'attività motoria in età prescolare (da 3 a 6 anni) ma anche per diminuire i comportamenti sedentari in un' età compresa tra gli 0 e 5 anni. Tuttavia per essere efficace e scongiurare il rischio sedentarietà precoce e tutto ciò che ne consegue, un programma educativo del movimento deve tener conto di diversi fattori. Il primo è la naturale predisposizione dei bambini verso le attività ludiche. Attraverso il gioco imparano a relazionarsi con i coetanei e con gli adulti, imparano a sperimentarsi e a cono-
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Sport:un’ora al giorno
scersi, interiorizzano regole e limiti, accrescono infine le loro competenze motorie, cognitive, emotive e relazionali. Dall’infanzia alla prima adolescenza il gioco è l’unico veicolo di comunicazione e costruzione del movimento, anche quello più strutturato proprio dello sport. Oltre alla dimensione ludica, ogni buon programma educativo deve tener conto delle caratteristiche del singolo bambino in relazione ad alcuni schemi motori di base, distinti per aree: la manualità (afferrare, tirare, lanciare, stare appesi, riconoscere con le mani), la mobilità (strisciare, andare carponi, camminare, correre, saltare, arrampicarsi), l'equilibrio (camminare su un bina-
rio, stare in piedi su una gamba, ecc..). Occorre considerare le capacità motorie, ovvero: le capacità coordinative (elaborazione, controllo e regolazione del movimento), le capacità condizionali (rapidità, resistenza, forza e flessibilità). Recenti scoperte scientifiche evidenziano i rischi e l’inefficacia educativa di una precoce specializzazione dei giovani atleti nello sport. Per contro, affermano l’efficacia pedagogica e funzionale di attività motorie che includano non solo gesti specifici ma giochi che un tempo i nostri genitori erano soliti svolgere nei cortili all'aperto. Attività di questo tipo sembrano favorire la multidisciplinarietà delle attività fisiche, permettendo al
LA LETTURA
bambino di arricchire e potenziare la propria gamma di capacità e riducendo il rischio di precoci infortuni e vere e proprie sindromi da sovra-utilizzo tipiche di una specializzazione precoce. Si è potuto inoltre constatare che l'insegnamento di giochi della tradizione all'interno di attività sportive contribuisce a stimolare la motivazione. E così, i bambini riproducono quell e attività e quei giochi di movimento anche in contesti extra scolastici e domestici, vincendo pericolosa sedentarietà.
agricoltura d’artiSta VERDURE ALLA RISCOSSA Un libro da leggere
La motivazione è un altro elemento fondamentale in una programmazione delle attività motorie. Il bimbo, cioè, deve essere all’altezza del compito assegnato. Tutto deve essere alla sua portata. E con il tempo, forte della sua motivazione e con il supporto dei genitori, il potrà anche scegliere quell’attività che più si addice alle sue attitudini. L’offerta è enorme e destreggiarvisi non è sempre facile. Non esiste, infatti, uno sport migliore di un altro, esistono però attività più o meno complete. L'unico consiglio utile è assecondare i desideri del bambino, senza forzarlo a fare uno sport preciso. Il movimento è innato nell'essere umano, così come la predisposizione al gioco, bisogna soltanto riconoscerlo e ricordarsi che sbagliando s'impara! Meglio se giocando!!
82 pagine di contenuto prezioso: la storia delle eccellenze agricole del territorio tra Rovigo e Padova. Si chiama “Agricoltura d’artista. Verdure alla riscossa”, è un libro pubblicato dalla casa editrice padovana Beccogiallo nel novembre scorso. Si può anche scaricare l’ ebook. Ma perché ci piace tanto e lo consigliamo ai nostri giovani lettori? Perché è uno straordinario libro-fumetto in 24 tavole, illustrate da un giovane artista Giacomo Taddeo Trani, classe 1995. Racconta le avventure dei paladini della verdura a chilometro zero, i nemici dei grandi supermercati che invece acquistano merce dall’estero a prezzi stracciati e omettono di comunicare al consumatore origine e storia di quello che vendono. I loro nomi sono Giuggiolo, Fidenzio, Riso, Biancoperla, Lattuga, Mellifera, Ipomea, Pyrus, Cilly e Aglio. La storia è semplice e costruita per per far conoscere a tutti – anche ai più piccoli – l’importanza delle origini di quello che mangiamo, per stimolare la consapevolezza delle proprie scelte alimentari e valorizzare il territorio. Alle tavole illustrate fanno seguito 10 schede descrittive e dettagliate sull’origine,la storia della coltura, le proprietà di ogni prodotto agricolo protagonista: le giuggiole e le ciliege dei Colli Euganei, la gallina di Polverara, il riso e il miele del Delta del Po, il mais Biancoperla, l’insalata di Lusia, la patata americana di Anguillara, le pere del Medio Adige e l’aglio Polesano. 27
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"Le storie sono doni d'amore" sosteneva Lewis Carroll di "Alice nel paese delle meraviglie”
IL PERSONAGGIO
Sandra
trambaioli Una mamma con la passione delle favole di Micol Andreasi Sandra Trambaioli ha all'attivo 13 libri. "Ricci capricci bisticci", "Un sogno da leone", "Buonanotte Paura", "Filastrocche in tutti i sensi" , "Storia di Blu" e tanti altri. Tutti prendono forma di notte, quando l’urgenza di scrivere non può essere trattenuta dai doveri di madre, moglie e donna che lavora. Sulle rive del Po, in un paese di confine tra il Veneto e l’Emilia Romagna c’è la sua casa, ma c’è anche il luogo più di altri amato dalla nostra autrice: la biblioteca. In quella di Stienta, Sandra ci ha trascorso così tanto tempo da esserne parte integrante. Da utente a volontaria fino alla nomina di presidente del Comitato di gestione. Nella biblioteca di Stienta sono nati importanti progetti di promozione della lettura ideati e curati proprio dall’autrice, come “Paesi in fiaba”. Quando hai scoperto la tua passione per la scrittura e la letteratura per l’infanzia? Durante la maternità. E’ stato un periodo magico, nel quale ho riscoperto il potere della fantasia e dell'immaginazione per comunicare al meglio con i miei figli. In quella particolare 30
fase della mia vita, il libro diventava di volta in volta un entusiasmante compagno di avventure, di conoscenza e scoperta, di consolazione e di crescita. E dopo aver fatto il pieno di storie scritte da altri, ho provato anche ad inventare. E’ scattata una scintilla. Ho cominciato a scrivere filastrocche su argomenti di vita quotidiana e con mia grande meraviglia tutto veniva con facilità estrema. Quello che raccontavo divertiva i miei bambini, ma anche i loro amici. Avevo scoperto che scrivere mi dava gioia e che riuscivo a dare gioia. Nulla per me era più gratificante. Iniziava un’altra avventura straordinaria tra corsi di scrittura creativa, letture di ogni genere, convegni, incontri con autori affermati, letti e riletti da me, fiere del libro, esercizi, prove, tentativi, correzioni. Non era mia intenzione divertire e basta, ma volevo riuscire a lanciare un messaggio educativo A chi ti ispiri quando scrivi? A tutti i bambini che ho incontrato in questi oltre dieci anni di attività e che continuo ad incontrare. Sono loro con i sorrisi spalancati, gli occhi tra-
sognati, i nasi sempre all’insù, i piedi scalpitanti… i miei maestri. Nessuno meglio dei bambini sa raccontare le storie, dare forma ai sogni, alle emozioni. Da loro imparo quasi tutto. Quasi, perchè quando si decide di scrivere per un pubblico l’invenzione deve trovare la sua forma più adatta e per farlo serve una tecnica. Per trovarne una mia, ho lavorato molto e ho cercato tra gli autori delle fiabe classiche, nelle pagine di Gianni Rodari, nei lavori dell’amico e autore Luigi dal Cin, di cui oltre alla sapienza apprezzo la strabordante carica umana. C’è differenza tra scrivere per l’infanzia e per gli adulti? Io posso parlare di ciò che faccio, scrivere per l’infanzia. E so che ogni singola frase, ogni parola che esce dalla mia penna tiene conto prima di tutto, ancora prima della mia gratificazione, del bambino che leggerà. La responsabilità nei confronti del lettore è enorme. Il bambino si immerge totalmente nella storia , i personaggi prendono vita, sono suoi compagni di giochi… Chi scrive non può non tenere conto
di questo. Poi c’è la grande ricerca del linguaggio, della tecnica narrativa che deve saper creare attesa, stupore con ritmo. Nel testo per bambini inoltre il lavoro dello scrittore non è aggiungere infiniti particolari, ma togliere tutto ciò che è superfluo, per renderlo leggero ed essenziale. Scrivere per l’infanzia significa essere innamorati del loro mondo, fatto di qui e ora. Un qui e ora densissimo, in cui tutto ciò che accade definirà l’adulto di domani.
A quale dei tuoi personaggi sei più legata? A tutti. Per ciascuno nutro un grande affetto ed una grande simpatia. Ognuno di loro è stato veicolo di messaggi e soprattutto di valori importanti: l’amicizia, il coraggio, il rispetto…dal simpatico Orco Rubetto di Buonanotte Paura, al furbetto Pallino che non si vuole lavare i denti in Ricci Capricci Bisticci, al vecchio leone Leopoldo, Leo per gli amici, che con grande convinzione riesce a realizzare il suo sogno impossibile, alla piccola farfalla Blu che con dolcezza e determinazione riesce a cambiare per tornare a volare. I tuoi progetti futuri? Ho un solo grande progetto: continuare a scrivere per i bambini con la stessa passione di oggi. "Le storie sono doni d'amore" sosteneva Lewis Carroll di "Alice nel paese delle meraviglie" . Ed è per me meraviglioso sapere che le mie storie possono arrivare dritte al cuore di un bambino e farsi dono.
meSSaggio
di primavera
di
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u n C’e a v ra ol t a .. .
nd
Il sole di marzo un giorno si svegliò e sopra una nuvola una colomba trovò. “Oh piccola e bianca pennuta Chi sei? da dove sei venuta?” “Sono piccola, è vero” disse la bianca creatura, “ma dentro al mio cuore c’è una grande avventura!” “Quale avventura?” chiese curioso il tiepido sole. La colomba allora aggiunse queste parole: “Un viaggio, un messaggio, un dono d’amore!” “ Tutto questo dentro al tuo cuore?” “Certo!” rispose la colombella sicura. “Sono la pace, la speranza e la vita pura!”
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i ol
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un dono Speciale Un giorno lontano, in una terra lontana un giovane salice disse ad
un vecchio olmo:
- Ciao vecchio! Hai visto? Sono così giovane e bello che tutti gli uccellini si posano su di me per cantare! - E’ vero - disse il vecchio olmo - ma è tra i miei rami che costruiscono i loro nidi. - E il mio tronco? Hai visto il mio tronco? E’ così agile e snello che posso lasciarmi piegare dal vento e poi ritornare dritto al mio posto! - Si, hai ragione. Ma se il vento diventa bufera aggrappati a me, altrimenti ti strappa dalla terra. - Sai olmo, le mie foglie brillano al sole e luccicano come stelle! - Vedo, vedo. Le mie invece servono a proteggere i miei amici animali dal sole troppo forte e dalla pioggia battente. - E dimmi olmo, quand’è che anch’io potrò diven-
tare grande come te? - Non avere fretta piccolo salice: il tempo ti renderà meno bello ma più coraggioso, meno agile ma più forte, meno vanitoso ma più utile e allora anche tu potrai essere un Grande Albero.
Potrai parlare di te, della tua storia e anche quando ti sembrerà di non essere ascoltato tu non smettere di raccontare. Le tue parole saranno un dono speciale per chi ha un cuore aperto per ascoltare! - Grazie vecchio olmo!- esclamò felice il giovane salice. - Oggi quel dono speciale è già custodito dentro di me!
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RACCONTI illustrazione di Evelin Crepaldi
il
u n C’e a v ra ol t a .. .
palazzo degli angeli di Michael Miazzi
Si narra che nell’ultima notte dell’inverno del 1787 un fatto prodigioso sia accaduto proprio a Rovigo. Due angeli messaggeri di ritorno dai mari del sud e già sulla rotta di un nuovo viaggio che li avrebbe portati tra le gelide valli alpine del settentrione, disorientati dalle fitte nebbie della pianura e molto affaticati dal lungo viaggio, decisero di sostare in città per rinfrancarsi un poco. Scelsero a questo scopo il luogo per loro più adatto: uno dei palazzi più belli del centro, con un magnifico cancello illuminato da fiaccole lucenti, ampie vetrate celesti e preziosi balconi in candido marmo bianco. Con un volo elegante avvolti da un bagliore leggero, si calarono sul tetto di quello splendido palazzo. Non passarono inosservati. Un giovane fornaio infatti, sveglio ed indaffarato nel suo lavoro, si accorse dello strano bagliore e capì che non
poteva trattarsi della luna . Si precipitò immediatamente sulla strada sotto la sua bottega e restò incantato di fronte alla magica vista che si aprì ai suoi occhi. Anche altri lasciarono il tepore dei letti per affacciarsi alle finestre e osservare ciò che sotto i loro occhi stava accadendo nei cieli della città, in quella fredda notte. Col passar dei minuti una piccola folla strepitante iniziò a raccogliersi intorno al palazzo per osservare più da vicino le creature angeliche, con un misto di devozione, stupore e incredulità. Solo il vecchio conte proprietario del palazzo pareva non accorgersi di nulla. Nessuno, del resto, aveva il cuore di avvertirlo poiché era uomo burbero e scontroso. Il vociare crescente dei curiosi radunati di fronte al palazzo svegliò il conte. Infastidito, scese dal letto, raggiunge il salone d'onore e dal balcone al centro della sala, con voce rauca
La Bottega della Musica
La Bottega del Teatro
progetto per conoscere e fare musica dai 6 anni in su Rovigo Parrocchia di S. Bortolo, il mercoledì e giovedì Pontecchio Scuola Primaria, il venerdì Crespino Sala Polivalente, il lunedì
se vuoi metterti in gioco con improvvisazione, uso di corpo e voce nello spazio scenico ti aspettiamo a:
Rovigo Circolo Sociale, tutti i venerdi dalle 14.30 alle 16.00 (11 - 18 anni) dalle 16.15 alle 17.45 (05 - 10 anni)
la MusIca e Il teatro aprono la Mente
chi si dedica a musica e teatro tra i 4 e i 10 anni sviluppa armoniosamente personalità e capacità cognitive, diventa più equilibrato e intelligente
Per info: Turismo e Cultura 0425 21530 cedi@turismocultura.it www.turismocultura.it
esclamò: “Un tal baccano! Tornate a casa gente senza rispetto per il riposo degli uomini dabbene o io…”. La minaccia restò sospesa e nessuno seppe mai cosa il vecchio conte voleva dire. Attirato da quella visione di paradiso sopra il suo capo, sul tetto del suo palazzo, restò infine interdetto e senza più parole. Accadde tutto in un attimo: quel rumore chiassoso infatti spaventò e non poco i messaggeri celesti che volevano solo riposarsi prima di ripartire. Fu così che con minimi battiti d’ali i due angeli si innalzarono a perdita d’occhio e ripresero il volo sulle arcate del cielo. In terra invece, un altro miracolo si compì quella notte. Per ordine del conte il palazzo venne eccezionalmente aperto fino all’ alba e vennero offerti dalle sue cucine vini caldi e ottimi dolci a tutti coloro che erano stati testimoni con lui dello straordinario evento. Riferì il conte alcuni anni dopo che da quella sera si sentì cambiato. Per altre tredici notti consecutive degli angeli gli comparvero in sogno, ed egli affinché non venisse dimenticato il doppio prodigio di quella notte, dispose che per celebrare quanto accaduto, fossero chiamati i migliori pittori di Venezia a decorare il suo già magnifico palazzo con affreschi di splendidi cherubini, in un volo festoso. Secondo altri, alcune di quelle pitture, troppo belle per fatte da mano d’uomo, ammirate anche dai principi d’Europa, comparvero da sole, come per miracolo, subito dopo la visita degli angeli al palazzo. Quale sia la verità lasciamo scegliere ai nostri giovani lettori, ma per tutti ancora oggi quel luogo si chiama Palazzo Angeli. 33
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PAROLA DI PROF.
a cura di Sara Piffer
i compiti
Li hai finiti i compiti?...Sicuro? Guarda che domani hai verifica… io non ti ho sentito ripetere a voce alta! Quante volte ti sei sentito ripetere qualsivoglia legge sulla gravità, di questo “piacevole” ritornello durante uscire da un improvviso tsunami peri tuoi pomeriggi? E quante volte ti sei fettamente pettinato. chiesto in cuor tuo (e non solo): “Ma I compiti sono la cera. a cosa cavolo servono i compiti Lo so, è dura sentirselo dire ma è così: oltre che a rovinarmi le giornate e a servono a far sì che quello che hai trasformare mia mamma in un’ar- imparato al mattino a scuola non pia?” …domanda lecita. venga spazzato via dal tuo cervello Cominciamo da questo. come una pettinatura impeccabile Hai presente quando vai dal parruc- (ma senza fissatore) al primo colpo chiere/barbiere/taglia capelli e ti fa un di vento. Di più…servono a digerire, taglio scolpito, ultramoderno? Ecco, far entrare in circolo, far TUO quel prima di farti uscire ti dà una bella che prima era roba dei libri e dei prof. passata con la cera, il gel, la lacca..un Detto ciò vediamo insieme come fissatore potente insomma, che per- uscirne vivi oltre che “sapienti”. metterà alla tua capigliatura di sfidare (segue)
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Poche semplici regole e un metodo di studio
da provare per almeno dieci giorni prima di dire che i compiti non servono, O.K.? 1. quando iniziare Dopo aver pranzato concediti una mezz’ora di pausa (ma come, solo mezz’ora?Dopo cinque ora incollato a una sedia dovrei rimettermi a studiare praticamente subito???)…non di più perché altrimenti rimetterti al lavoro sarà assai più faticoso, fidati! 2 sconnettiti Anche il tuo telefono merita un po’ di riposo: silenzialo e mettilo in un’altra stanza, “lontan dagli occhi, lontan dal cuore” e dalla tentazione di dare solo un’occhiata per controllare i messaggi… (e se un amico ha bisogno di me?) Non preoccuparti per impellenti richieste di aiuto di amici gli amici sono persone in gamba, se gli spieghi che dall’ora X all’ora Y non sei raggiungibile, presto capiranno e ti cercheranno prima e dopo. Anche la TV e i videogiochi necessitano di questa pausa pomeridiana… (…..ehm…). Arrivati a questo punto ti vien voglia di cambiar pagina, vero? Ma pensaci…pensa a quando stai facendo
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una cosa che ti prende, che ti piace, che ti riesce bene e sei concentrato, sei tutto in quel che stai facendo, il resto non esiste……..e ti interrompono con un “Atavolaaaaaaaaaaaaa! Subitoooooooooooooooo!”…il tuo cervello si shocca, come se interrompessero improvvisamente la corrente. Quando studi per provare soddisfazione (impossibile!), perché se impari a farlo un po’ alla volta ti verrà più facile e rischierà persino di piacerti… quando studi dicevo, devi metterti nella condizione di poterci stare con la testa senza distrazioni, senza interruzioni. Riprendiamo. 3. scegli un luogo fisso Scegliti un posto fisso: potrebbe essere la scrivania in camera tua, il tavolo della cucina…se in cucina non c’è un continuo viavai di gente. Prendi il diario, leggi i compiti per l’indomani e ….. 4. prima i compiti più difficili Inizia da quelli che per te sono i più difficili…no, non ho detto comincia dagli scritti, bensì da quelli che PER
TE sono i più difficili, quelli che richiedono mente fresca. Se fatichi di più a studiare quattro pagine di Storia che a risolvere sei problemi di Matematica…inizia da Storia. 5 comprendere e spiegare A proposito di studiare…ti dirò un segreto che ho detto a pochi…io credo di aver imparato DAVVERO a studiare quando son diventata insegnante (..e vabbè allora partita persa!), intendo dire che quando mi sono trovata nella necessità di spiegare bene a qualcun altro qualcosa, nella mia testa è scattato un CLIK, mi è diventato NECESSARIO essere sicura di aver capito veramente e non solo…anche di sapermi esprimere in modo chiaro. Quindi….scatta il consiglio, se non hai ancora trovato un metodo valido, prova a studiare così:
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Un metodo valido A - Dedica qualche minuto a leggere solo i titoli dei paragrafi e a guardare le immagini, non hai idea di quanto il tuo cervello si metta al lavoro nel fare questa cosa così semplice…crea col-
Un metodo valido per studiare fa risparmiare tempo legamenti con quel che già sai sull’argomento, fa ipotesi sul contenuto… “si accende”! B - Leggi tutto una volta, se ci sono parole che non conosci e che ti impediscono di comprendere il testo… bando alla pigrizia…usa il dizionario (noooo!Lo odio! Mi fa perdere un sacco di tempo!), ti sembrerà una perdita di tempo, ma è scientificamente provato che in realtà te lo fa guadagnare: solo se capisci puoi far tuo quel che leggi e quando incontrerai nuovamente quelle parole non saranno più per te delle “sconosciute”, diventeranno tue e quel che è tuo lo puoi anche usare quando tocca a te scrivere o parlare…un po’ alla volta diventerai un riccastro di parole! C - Ora che ti sei fatto un’idea generale, riprendi la lettura un paragrafo alla volta e…prova ad immaginare di essere l’insegnante: quali domande faresti ai tuoi alunni su quel paragrafo?Scrivitele a lato. Sottolinea nel testo le risposte e ripeti a VOCE ALTA, esponendo il contenuto dovrai rispondere alle domande che tu stesso
hai formulato. Vai avanti così fino alla fine.. Un altro metodo interessante è l’uso delle mappe, non tanto quelle già fatte dal libro o che si trovano in rete, quanto quelle che tu stesso costruisci mentre studi e che poi verbalizzi sempre a voce alta…
NIDI, SCUOLE D’INFANZIA E SCUOLE PRIMARIE indirizzi e contatti su:
www.viavaideipiccoli.it
Se faccio così ci metto una vita, non mi resta tempo per niente altro! Non ci crederai, ma gli studenti migliori sono quelli che non stanno tutto il giorno, tutti i giorni solo curvi sui libri, sono quelli che tre pomeriggi a settimana fanno sport, la domenica pomeriggio si trovano con gli amici e che nutrono svariati interessi. Sono quelli che quando studiano, studiano; quando fanno sport, fanno sport; quando stanno con gli amici, si divertono. Sono quelli che sono in quel che stanno facendo e se lo godono... Prof.ssa Sara Piffer
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EVENTI • LABORATORI • SPETTACOLI • INCONTRI
viavai dei piccoli
INCONTRI
INCONTRI
venerdi 24 febbraio 2017 ore 18.30 Rovigo, c/o Duomolab Via Ciro Menotti 8
giovedi 23 febbraio 2017 ore 20.45 Adria (Ro), Sala Cordella
LAVORO E ALLATTO
BAMBINI E CANI
Presentazione del libro di Tiziana Catanzani, consulente professionale in allattamento IBCLC. Una guida pratica che offre risposte semplici, concrete ed efficaci per sostenere la scelta di lavorare ed allattare venerdi 17 marzo 2017 ore 18.30 Rovigo, c/o Duomolab Via Ciro Menotti 8
Incontro gratuito con professionisti del settore per conoscere il rapporto tra bambini e cani. Temi: quali possono essere i vantaggi di una convivenza appagante ed educativa e in che modo favorirla.
LOTUS BIRTH benefici, realizzazione pratica, stato dell’ arte in Italia Chiacchierata con Elisabetta Turrin, ostetrica. La lotus birth è una modalità di parto in cui non viene reciso il cordone ombelicale e la placenta che rimangono sempre attaccati al neonato dopo il secondamento e si distaccano da esso in modo naturale dopo alcuni giorni dal parto. La nascita con la placenta sta aprendo importanti prospettive nell’attuale neonatologia. Ingresso libero e buffet Org: Oltre la Pancia Info 329 2262976 338 5671110 www.oltrelapancia.it
sabato 8 aprile 2017 ore 10.30 Rovigo, c/o Duomolab Via Ciro Menotti 8
UNO DUE TRE Cosa succede alla coppia quando nasce un bambino Chiacchierata con Giulia Rossetto. Psicologa, Psicoterapeuta e Psicosocioanalista. La nascita di un figlio è un momento molto importante Che modifica gli equilibri di una coppia, da due si diventa tre: cosa succede? Discutiamone insieme Ingresso libero e buffet Org: Oltre la Pancia Info 329 2262976 338 5671110 www.oltrelapancia.it
Info Org: Libreria Ricarello - 0426 40918
LABORATORI domenica 26 febbraio 2017 dalle ore 11 Galzignano Terme (Pd) c/o casa Marina
UN CARNEVALE BESTIALE! La Natura aspetta l’arrivo del Carnevale per divertirsi...Scopriamo quali travestimenti indossano gli abitanti dei nostri boschi e, imitandoli, costruiamoci delle maschere uniche. A seguire passeggiata nel giardino di Casa Marina cercando di trovare punti in cui mimetizzarsi e alla fine un pranzo, pazzo e colorato. A pancia piena, prepariamo le frittelle con mamma e papà, riscoprendo quanto è ricco di gioia e calore il tempo del pasticciare insieme! • Laboratorio dai 6 anni Org ed Info: 049 9131781 | info@coopterradimezzo.com - www.coopterradimezzo.com ........................................................................
ogni sabato del mese h 8.30-12.30 Villadose (Ro), Biblioteca Com.le G.Rizzo
RETE MUSEALE E MUSEO DIFFUSO CEDI Speciale Bambini Ludoteca per bambini dai 3 ai 5 anni. Prenot. obbligatoria entro venerdì precedente. Info Org: CeDi Rovigo in collab.ne con Comune di Villadose - Info costi Tel. 0425/21530
PRIMI SUONI
Laboratori sonoro-sensoriali dal pancione ai 3 anni a cura di Maria Mazzullo Vocalizzi, letture sonore, ascolti guidati, giochi di ruolo, esperienze tattili...E molto altro! I laboratori sono rivolti a Pancioni, Bimbi 3-12 mesi, Bimbi 12-36 mesi. Inizio Corsi a Febbraio Palestra Artedanza, via Verga 24 Rovigo necessaria la prenotazione
tel. 328 5961085 per info e prenotazioni mariamazzullo2016@gmail.com 38
LABORATORI
LABORATORI
CORSI
UNA VALIGIA DI EMOZIONI sabato 4 marzo 2017 ore 10.00 Rovigo, c/o Psycare Viale delle Industrie 3/a
domenica 26 marzo 2017 dalle ore 16 Galzignano Terme (Pd) c/o casa Marina
18 e 19 febbraio 2017 Rovigo, c/o Duomolab Via Ciro Menotti 8
UN PULCINO TRISTE
FESTA DI PRIMAVERA
ACCOMPAGNAMENTO ALLA NASCITA
Signora Primavera è arrivata! Con un laboratorio didattico scopriamo le piante dell’orto botanico di Casa Marina…sono solo profumate o celano interessanti proprietà officinali? Affinate il vostro naso e aprite bene gli occhi, per imparare a riconoscere queste piante ci vuole esercizio! A seguire con gli avanzi di carta, acqua, foglie e fiori di lavanda, creiamo un biglietto colorato dal risultato sorprendente!! • Lab. dai 4 anni. Costo: 5 €
Corao concentrato di un solo fine settimana. Temi trattati: travaglio, parto, allattamento, gestione del dolore, prime cure a casa, ritmo sonno-veglia
Un giorno Martino il pulcino si sente proprio triste e non sa cosa fare per tirarsi su, finchè...vieni a scoprirlo da noi! sabato 1 aprile 2017 ore 10.00 Rovigo, c/o Psycare Viale delle Industrie 3/a
EMOZIONI IN MUSICA
con la musica e gli strumenti diventiamo un’allegra orchestra! Laboratori emotivo creativi per bambini dai 3 ai 6 anni e i loro genitori. Una simpatica lettura ed attività divertenti ci porteranno s coprire il mondo variopinto delle emozioni. Cpsto di coascun laboratorio euro 7 (max 10 partecipanti). Info e iscrizioni: Arianna Ferlin 347 0149873. Org.: PsyCare studio Multiprofessionale per l’età evolutiva. ........................................................................
dom. 12 marzo 2017 dalle ore 16 Galzignano Terme (Pd) c/o casa Marina
COME SI FORMANO I FOSSILI In un viaggio a ritroso nel tempo, comprendiamo l'evoluzione delle specie animali e vegetali, le condizioni ambientali e i processi che permettono la formazione di un fossile. Spostandoci nel giardino, impariamo a riconoscere le principali rocce presenti nei Colli Euganei e scopriamo in quali di queste è possibile trovare dei fossili. Infine, osserviamo da vicino alcuni reperti e costruiamo un fossile in gesso da portare a casa • Lab. dai 6 anni Costo: 5 € Org ed Info: 049 9131781 | info@coopterradimezzo.com - www.coopterradimezzo.com ........................................................................
Org ed Info: 049 9131781 | info@coopterradimezzo.com - www.coopterradimezzo.com ........................................................................
dom. 12 febbraio 2017 ore 16 Galzignano Terme (Pd) c/o casa Marina
M'ILLUMINO DI MENO Costruisci a tua lanterna Nei giorni dedicati al risparmio energetico, un laboratorio green rivolto ai piccoli dai 6 anni di casa: utilizzando materiali semplici, “regalati” dalla natura, costruiamo una bellissima e colorata lanterna che a fine attività useremo per illuminare i nostri passi in una breve passeggiata nel giardino botanico di Casa Marina. • Costo: 5 € Org ed Info: 049 9131781 | info@coopterradimezzo.com - www.coopterradimezzo.com ........................................................................
giovedi 9 marzo 2017 Occhiobello (Ro), Negozio Scuola & ufficio
POMERIGGI DA SCIENZIATO Fenomeni estremi vulcani, tornado etc... Riproduciamoli insieme. Info: 0425.1680153
Org: Oltre la Pancia Info 329 2262976 338 5671110 - www.oltrelapancia.it ........................................................................
iscrizioni aperte Rovigo, c/o Psycare Viale delle Industrie 3/a
PROBLEMI? NESSUN PROBLEMA! Quante volte i bambini faticano a comprendere e risolvere i problemi, arrivando addiritura a pensare di non esserne capaci? Ecco un percorso alla scoperta dei problemi matematici per sviluppare capacità di risoluzioni e le strategie più utili! Info iscriz.: dott.ssa Arianna Ferlin pedagogista 347.0149873. arianna@ariannaferlin.it Org.PsyCare Studio Multiprofessionale per l’età evolutiva.
Rovigo, c/o Psycare Viale delle Industrie 3/a
A TUTTA LETTURA Come poter comprendere meglio un testo di lettura o di studio? Le strategie più utili per capire ed elaborare informazioni contenute in un brano e affinare le abilità fondamentali per la comprensione. 7 incontri per bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria. Al termine del percorso incontro con i genitori. inizio corsi al raggiungimento del numero Info iscriz.: dott.ssa Arianna Ferlin pedagogista 347.0149873. arianna@ariannaferlin.it Org.PsyCare Studio Multiprofessionale per l’età evolutiva.
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FESTE
TEATRO
sabato 28 febbraio 2017 ore 15.30-18.30 Rovigo, c/o Ludoteca Dadi via Parenzo
dom.12 marzo 2017 ore 16.00 Este (Pd) Teatro dei Filodrammatici
FESTA IN MASCHERA
FIABE GHIOTTONE
Musica, palloncini, giochi, truccabimbi, laboratorio creativo, frittelle e dolcetti! Per bambini dai 0 ai 10 anni!
Pino Costalunga racconterà fiabe buone da mangiare soprattutto divertenti da ascoltare! Sono fiabe che hanno come ingredienti cibi e bevande e che parlano di abitudini alimentari anche molto differenti: dalle frittelle del Carnevale in Italia, al couscous di una fiaba Tunisina, dalle buone zuppe di verdura ai cibi e alle bevande che sarebbe meglio non mangiare e bere! Venite tutti a sentire e a gustare queste succose fiabe, fiabe tutte da mangiare! Per bambini dai 4 anni. I biglietti gratuiti numerati sono ritirabili c/o il Teatro dalle h 15 fino ad esaurimento posti.
Info: Giorgia: 347.1381442 Anna: 348.6416177 Org. Associazione Down Dadi. ........................................................................
dom 26 febbraio 2017 dalle h 16 Crespino (Ro), Museo delle Acque
CACCIA ALLA MAIS-CHERINA Vi aspettiamo in costume per un “selfie” di Carnevale sotto una pioggia di zucchero a velo. Merenda golosa per tutti. Info Org: CeDi Rovigo in collab.ne con Comune di Crespino - Info costi Tel. 0425/21530
MOSTRE
Info Org: Comune di Este - 0429 617573/4/6 ........................................................................
dom 26 marzo 2017 ore 16.00 Canaro, c/o Museo Virtuale Garofolo
sabato 25 febbraio 2017 ore 17 Lendinara (Ro), Teatro Com.le Ballarin
GAROFANI ALL’IMPROVVISO
CONCERTO IN SI BE-BOLLE
i fiori raccontano e ti fanno scoprire … Per bambini dai 0 ai 10 anni! Info Org: CeDi Rovigo in collab.ne con Comune di Canaro / Info costi CeDi – Turismo e Cultura Tel. 0425/21530
Assolo con trio per pianoforte e bolle di sapone. Regia di Michele Cafaggi e i musicisti Davide Baldi e Federico Caruso. Uno spettacolo di teatro visuale senza parole, che l’ambientazione elegante, la comicità raffinata e la musica dal vivo rendono ideale per il pubblico di tutte le età. Un eccentrico pianista si presenta sul palco. Un vero e proprio concerto che accompagna sognanti danze di bolle di sapone di ogni forma e dimensione. Davide Baldi e Federico Caruso suoneranno pianoforte e clarinetto, ma essendo polistrumentisti non esiteranno ad utilizzare fisarmonica, chitarra percussioni e se necessario alcuni passaggi di musica elettronica! Info: Biblioteca Comunale "G.Baccari" - tel 0425 605665-6-7-8 ........................................................................
dom. 19 febbraio 2017 ore 17.00 Rosolina (Ro), Auditorium Sant'Antonio
DOMENICHE A TEATRO I musicanti di Brema a cura del gruppo teatrale Kosmokomico. Spettacolo di teatro di figura con pupazzi e musiche dal vivo di Valentino Dragano. Spettacolo consigliato a partire dai 4 anni dom. 5 marzo 2017 ore 17.00 Polvere di spezie a cura del gruppo Stivalaccio Teatro. • Biglietto unico 5 € Promozione family 3 biglietti: 10 € . Acquisto biglietti c/o Biblioteca Civica di Rosolina. Info Org: Comune di Rosolina in coll.ne con Pro Loco di Rosolina Regione Veneto e Arteven.
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ESCURSIONI ESCURSIONE AL CHIAR DI LUNA JUNIOR sabato 18 febbraio 2017 ore 17 Vò Euganeo (Pd), ritrovo Consorzio dei Vini dei Colli Euganei
IL MUSEO DEL VINO DI VÒ E I SUOI DINTORNI Un chiaro di luna speciale per scoprire assieme agli escursionisti più piccoli quale è la storia dell’uva e del vino nel territorio dei Colli Euganei. Muovendoci tra le sale del nuovissimo Museo del vino, capiremo quale uva si coltiva sui Colli e perché in questo territorio i vini sono così buoni. Com’ è cambiato questo tipo di coltivazione e chi se n'è occupato in tanti anni di storia? Concludiamo il viaggio all'esterno, tra i vigneti del territorio illuminati dalla luce della luna. sabato 18 febbraio 2017 ore 17 Torreglia (Pd) ritrovo parcheggio cimitero di Torreglia Alta
ROCCOLO BONATO Mentre ci stiamo lasciando alle spalle l’inverno vi invitiamo a questa suggestiva escursione che dal cimitero di Torreglia alta ci porterà a scoprire un luogo davvero particolare: il roccolo Bonato. Una torre lo sorveglia dall’alto e questo posto ci racconta una storia di uomini e di animali. E’ l’unico “Roccolo” esistente sui Colli Euganei? Di quale antico mestiere ci lascia traccia? Scopriamo e, lungo il cammino, cerchiamo importanti indizi. In seguito percorriamo il sentiero in discesa arrivando a Torreglia alta e alle antiche cantine Bernardi. • durata: 2 ore difficoltà facile e medio/facile . abbigliamento adeguato da trekking, e torcia elettrica. • Costo 5 € Org ed Info: 049 9131781 | info@coopterradimezzo.com - www.coopterradimezzo.com
CINEMA dal 16 febbraio 2017
BALLERINA Felicie, una piccola orfana che sogna di diventare un'Etoile all’Opéra di Parigi. Un meraviglioso film d’animazione sull'importanza dei sogni, destinato ad emozionare grandi e piccini
LETTERE
...fatica ad esprimersi? Caro ViaVai dei piccoli, sono una mamma di due splendidi bambini di 7 e 3 anni. Il più piccolo è un bimbo molto timido e fatica ancora ad esprimersi. Ci dobbiamo preoccupare? Federica
Dr.ssa Consuelo Dolcetto
La difficoltà di linguaggio. è sintomo di un disturbo che impedisce di esprimere e intendere le parole. Può essere transitorio o permanente e può colpire sia adulti che bambini. Per quanto riguarda i bambini, è importante sottolineare, che la difficoltà di linguaggio non è necessariamente riconducibile ad un “disturbo” vero e proprio ma più spesso ad una situazione “stressante” che sta vivendo il bambino. Quando ci dobbiamo preoccupare. A 12 mesi, se il bambino mostra difficoltà di comprensione del linguaggio, a 24 mesi se il bambino produce meno di 10 parole e ha difficoltà di comprensione, a 30 mesi se siamo in presenza di un vocabolario ridotto, non inizia a combinare insieme due parole e persistono espressioni verbali incomprensibili. L’età dei 3 anni costituisce una specie di “spartiacque” tra bambini cosiddetti “parlanti tardivi” e quelli con sospetto DSL (Disturbo Specifico del Linguaggio). E’ proprio attorno ai 30 mesi che avviene la massima espressione del linguaggio. La precocità dell’intervento dipende, in larga misura, dalla reatti-
Cara mamma Federica, sperando di esserti d’aiuto, abbiamo rivolto la tua domanda alla dottoressa Consuelo Dolcetto psicologa dell’età evolutiva e adolescenziale, esperta in psicopatologia dell’apprendimento e disturbi del linguaggio vità dei genitori, nel riconoscere, tempestivamente, gli immancabili campanelli d’allarme. A Scuola. Da 0/3 anni è importante che anche a scuola si faccia il monitoraggio dello sviluppo. In questa fascia d’età non si può pensare ad una diagnosi di DSA (Disturbo Specifico di Apprendimento), ma è ormai accertato che alcune condizioni cliniche, rilevabili nella prima infanzia, aumentano il rischio di successive difficoltà di apprendimento. Riconoscere per tempo queste condizioni diventa importante per prevenire la comparsa di effetti cumulativi ed aumentare il divario con gli altri bambini. A questo livello è necessaria la collaborazione tra genitori e pediatri. In relazione alle problematiche legate all’apprendimento scolastico, vanno monitorati lo sviluppo linguistico, lo sviluppo motorio, lo sviluppo cognitivo e relazionale. In merito allo sviluppo linguistico, sebbene sia presente la tendenza ad aderire al modello “aspettiamo e vediamo”, è bene sapere che un forte ritardo di linguaggio o una diagnosi tardiva di DSL possano comportare
una maggior difficoltà di recupero, oltre che difficoltà sul versante relazionale dovuto alla carenza di comunicazione tra il bambino e le figure di riferimento (Sabbadini e Leonard, 1999). La fascia d’età compresa tra i 3 e i 5 anni rappresenta un periodo fondamentale per l’acquisizione e la stabilizzazione di specifici prerequisiti delle abilità scolastiche. Dal punto di vista didattico, è importante, soprattutto nell’ultimo anno di scuola dell’infanzia, avviare specifiche attività di monitoraggio e potenziamento dei prerequisiti, in modo tale che il bambino sia pronto per l’apprendimento formale della lingua scritta e del calcolo. Ogni genitore può fare molto per aiutare il proprio bambino, soprattutto attraverso il gioco. E può aiutare il bambino parlando, parlando molto. Una cosa da evitare è quella di rimarcare l’errore, insistere, forzarlo o peggio costringerlo a ripetere. L’unico risultato sarebbe la massima chiusura nei confronti dei genitori nonché una maggiore frustrazione con il rischio di rallentarlo ulteriormente. Dr.ssa Consuelo Dolcetto 41
PAGINE DELL’INFORMAZIONE MEDICA
buono a sapersi 42
ODONTOIATRIA
SALUTE DENTALE a cura di: Dr.ssa Maria Paola Poggio, Odontoiatra
Il vero segreto dei denti sani? Le buone abitudini alimentari e una corretta igiene orale. Se tutti avessimo praticato una corretta igiene e profilassi dentale fin da neonati, la necessità di interventi odontoiatrici sarebbe oggi drasticamente ridotta. Prevenzione è la parola chiave della salute dentale, e la sua importanza è tanto maggiore quanto minore è l’età: le buone abitudini vanno prese il più presto possibile. I bambini sono dunque i primi a dover essere protetti. Cinque anni è l’età giusta per la prima visita dal dentista, ma ben prima è opportuno che i genitori si informino presso uno specialista su ciò che è bene fare o non fare in termini di alimentazione e igiene orale. I denti cariati, anche quelli da latte, diffondono batteri in tutto l'organismo, con possibili ripercussioni sulla salute generale. Il bambino che ha male ai denti non mastica bene, e sappiamo quanto una corretta alimentazione sia fondamentale per la crescita.
I denti sani, infine, sono fondamentali anche per lo sviluppo psicologico e sociale del bambino. La prevenzione parte dunque da qui: le buone abitudini apprese nella primissima età sono un investimento per la vita. Ma quali sono le regole fondamentali da insegnare ad un bambino? La prima, lavarsi i denti 3 volte al giorno per almeno 2 minuti: in fretta non serve! Ricordargli poi di usare il filo interdentale, se ha già i denti permanenti. Spingerlo ad osservare e imparare dai genitori mentre praticano l’igiene dentale. Limitargli il consumo di dolci, succhi di frutta, bibite. Educarlo a non mordere matite e unghie. Abituarlo a visite regolari dal dentista, a partire dai 5 anni. Se rispetti queste sei regole, il miglior dentista di tuo figlio sei tu. Certo il supporto di un bravo odontoiatra rimane una garanzia insostituibile per la salute del bambino, ma prevenire è sempre meglio che curare, anche per il portafoglio. Dr. Paola Poggio
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SCREENING NEONATALE
LA FIBROSI CISTICA SI PUO PREVENIRE? a cura di: Dott.ssa Silvia Bellonzi, UOC di Genetica ed Epidemiologia Clinica Dip. di Salute della Donna e del Bambino Azienda Ospedaliera di Padova
Cos’è la fibrosi cistica? La fibrosi cistica (o Mucoviscidosi) è una grave malattia genetica, che esordisce in età pediatrica e colpisce vari organi, in particolare i polmoni (con severe infezioni ripetute) ed il pancreas (con malassorbimento, scarsa crescita e diabete) . Esistono anche forme “atipiche”, più lievi e con sintomi che compaiono in età adulta. Grazie alla ricerca e alle nuove terapie, oggi molti pazienti riescono a raggiungere i 40 anni di età ed oltre. Oggi disponiamo del test di screening neonatale per questa patologia, che si effettua al 3° giorno di vita. La diagnosi viene poi confermata dalla positività test del sudore e del test del DNA. Qual è la causa? La causa è un “errore” nel DNA, in un gene chiamato CFTR e che serve a produrre una proteina che funziona come canale di trasporto del cloro. Quando questo canale non funziona si forma un muco denso che si accumula negli organi danneggiandoli. E’ frequente la fibrosi cistica? La fibrosi cistica è la più frequente malattia genetica monogenica nella popolazione europea (negli asiatici ed africani la malattia è più rara). Circa un bambino ogni 2500 nasce con questa malattia, indipendentemente dal sesso. 44
Quali sono le coppie a rischio e cosa si può fare per sapere se si è portatori? Per ogni gene tutti noi abbiamo due copie (una ereditata dalla mamma ed una ereditata dal papà). La malattia si manifesta solo in chi ha entrambe le copie del gene CFTR mutate; chi invece ha una sola copia che non funziona è portatore sano. Perciò sono a rischio di avere un bambino con fibrosi cistica le coppie in cui entrambi i partner sono portatori. Dal momento che vi circa un portatore sano ogni 25 persone, è a rischio una coppia su 600. Esiste quindi la possibilità di fare un test di screening (I livello) per sapere se si è portatori. In chi è consigliato il test del portatore? E’ indicato il test in coloro i quali hanno un familiare affetto o portatore sano di fibrosi cistica; in presenza di familiarità è comunque indicata una consulenza genetica in cui il medico è in grado di fornire alla coppia la probabilità di avere un figlio malato. Tuttavia, nella maggior parte dei casi il portatore sano non sa di esserlo perchè non ha nessun disturbo di salute e non ha nessun caso in famiglia, quindi il test è consigliato anche in una coppia “qualunque” che progetta di avere un bambino. E’ affidabile il test? Il gene CFTR può essere difettoso a causa di moltissime mutazioni, ma alcune di queste sono molto rare. Il test di screening ricerca le mutazioni più frequenti e può identificare circa l’8085% dei portatori.
Come farlo, dove farlo e quanto costa il test? Il Veneto è l’unica regione dove il costo del test di screening è coperto dal SSN e quindi l’interessato paga solo il ticket. Basta farsi fare l’impegnativa dal proprio medico di famiglia o dal ginecologo. Il prelievo di sangue può essere effettuato presso alcune aziende ospedaliere oppure presso molti laboratori convenzionati sparsi in tutta la regione. Qual è il rischio di avere un bambino malato in base al risultato del test e cosa posso fare? Negativo in entrambi i partner: rischio di avere un bambino con fibrosi cistica trascurabile ( circa 1 su 60.000) Positivo in entrambi i partner: rischio di avere un bambino con fibrosi cistica del 25% ad ogni gravidanza; in tal caso è indicata una consulenza genetica, per essere informati delle possibili opzioni riproduttive (diagnosi prenatale e diagnosi preimpianto) Positivo in uno e negativo nell’altro: rischio di avere un bambino con fibrosi cistica di circa 1 su 700; anche in questo caso è indicata la consulenza genetica poiché è possibile fare degli esami di approfondimento (II livello) nel partner risultato negativo.
dott.ssa Silvia Bellonzi
AUTISMO
CONOSCERE SENZA AVERE PAURA a cura di: Sara Monzo Logopedista.
Care mamme, giorno dopo giorno ognuna di noi cerca di guidare e sostenere i figli durante il loro percorso di crescita. Questo cammino è caratterizzato da sfide, scoperte e piccole grandi conquiste che sono alla base dello sviluppo psicologico ed emotivo. Spesso i loro progressi sono accompagnati da piccole difficoltà e fallimenti che tendono ad essere fonte di preoccupazione. Nella maggior parte dei casi queste difficoltà sono fisiologiche e transitorie, mentre in determinati casi si tratta di problematiche che necessitano di un approfondimento. Oggigiorno gli strumenti di ricerca e di diagnostica medica permettono di identificare precocemente disturbi dell’età evolutiva che se trattati con tempestività possono modificarsi e migliorare nel tempo. Per questa ragione è importante riuscire a riconoscere alcuni segnali premonitori in modo tale da potersi rivolgere immediatamente agli specialisti di riferimento. Tra le varie patologie che riguardano lo sviluppo del bambino vi sono i disturbi dello spettro autistico (meglio conosciuti con il termine autismo) problematica questa che spaventa moltissimo i genitori. L’autismo è una sindrome comporta-
mentale causata da un disordine dello sviluppo, biologicamente determinato, con esordio nei primi 3 anni di vita. Lo sviluppo alterato interessa principalmente 3 aree: •La comunicazione sociale •L’interazione sociale reciproca •Il gioco funzionale e simbolico I bambini con autismo presentano sempre una compromissione del linguaggio, a volte anche molto grave, fino all’assenza totale dello stesso e difficoltà ad interagire con gli altri. Inoltre presentano un insieme molto ristretto di interessi con comportamenti ripetitivi e stereotipati (ad esempio dondolio o sfarfallio delle mani). Altre caratteristiche possono essere impaccio motorio, reazioni bizzarre agli stimoli sensoriali, disturbi del sonno, selettività alimentare, difficoltà di fronte ai cambiamenti o agli imprevisti e mancata risposta alle indicazioni verbali. Le cause sono tutt’oggi ancora sconosciute ma si pensa siano prevalentemente di natura genetica con un elevato tasso di ereditarietà. L’aspetto genetico è molto complesso e coinvolge più geni (15-20). Proprio per questa complessità multigenica il disturbo può variare notevolmente.
L’incidenza è di 10-13 casi ogni 10.000 nati e la prevalenza riguarda il sesso maschile in un rapporto di 4:1. La diagnosi e la presa in carico dei bambini con disturbo dello spettro dev’essere effettuata da un’equipe multidisciplinare composta tipicamente da diversi specialisti tra cui il neuropsichiatra infantile, lo psicologo, il logopedista e lo psicomotricista. La prima figura di riferimento per il genitore rimane comunque sempre il pediatra che può guidare e sostenere la famiglia lungo questo percorso. È quindi di fondamentale importanza, per qualsiasi dubbio o paura derivante dai comportamenti del bambino, parlarne con il pediatra e valutare insieme a lui quali approfondimenti diagnostici siano eventualmente da prendere in considerazione.
Sara Monzo 45
STERILITÀ
UN CENTRO DI P.M.A. PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA a cura di: Dr Leonardo Dossi, Specialista in Ginecologia ed Ostetricia e in Fisopatologia della Riproduzione.
Dr. Leonardo Dossi
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La sterilità è un problema assai diffuso tra le coppie. La specie umana, d’altra parte, è poco fertile di natura. Ciò è dovuto al fatto che l’ovulazione avviene indipendentemente dal rapporto sessuale. Negli animali, invece, la connessione temporale tra i due eventi è diretta e di conseguenza ogni rapporto ha la probabilità di dare inizio ad una gravidanza nel 98-99 %. Nella donna la probabilità di essere fecondata è solo del 20-30% e solo se il rapporto avviene nel periodo fecondo. E’ giusto precisare che nel 78.6% dei casi, la coppia non è sterile ma “ipofertile” o “subfertile” e cioè ha difficoltà a concepire ma non le è preclusa la possibilità di avere dei figli. Nel restante 21.4% la coppia invece è sterile per cause imputabili all’uomo nel 5.9% o alla donna nel 15%. In altri termini in Italia su cento coppie che cercano di avere un figlio, da 15 a 20 sono sterili.
I Centri per la procreazione medicalmente assistita (PMA) sono oggi punti di riferimento importanti e di supporto ad una coppia. Dal 2013 il Poliambulatorio Sant’Anna di Lendinara si è dotato anche di un centro di PMA di I° livello. L’approccio al paziente è di tipo multidisciplinare : ginecologico, endocrinologico, urologico, andrologico. Gli specialisti del Sant’Anna possono avvalersi dell’utilizzo di un ecografo di fascia alta, di un isteroscopio diagnostico ed operativo per una migliore valutazione della cavità uterina, della pervietà tubarica,e per la correzione di piccoli difetti, di un laboratorio analisi interno in grado di fornire l’esito degli esami in tempo reale (fondamentale in caso di induzione dell’ovulazione) come supporto nella fase diagnostica preconcezionale per una migliore valutazione della riserva ovarica e della capacità seminale nell’uomo.
NUOVO LASER
MONNALISA TOUCH PER IL TRATTAMENTO DEI DISTURBI LEGATI ALL’ATROFIA VAGINALE a cura di: Dr. Antonio Gandolfi Ginecologo
Dr. Antonio Gandolfi
Sfatiamo un po’ di pregiudizi e confermiamo che in una coppia i momenti di intimità fisica sono cosa preziosa. Lo sono quando la coppia è giovane, ma continuano ad esserlo anche quando l’età dei coniugi avanza. E’ vero, però, che in alcuni casi questi preziosi momenti sono compromessi, non dall’età matura, ma da alcuni disturbi soprattutto femminili legati a cause diverse: un post parto, una chemioterapia, l’uso prolungato di contraccettivi, la pre-menopausa. Si tratta di secchezza, pruriti, infezioni batteriche ricorrenti, lievi incontinenze. Insomma nulla di grave, ma tale da rendere difficile, a volte impossibile, l’intimità con il coniuge. Ad appesantire il problema ci sta il fatto che molte donne non comunicano il loro disagio. Tendono a trattenere, aumentando il senso di frustrazione fino a compromettere il modo di vivere la propria femminilità e a perdere l’autostima. E’ soprattutto a queste donne che i ginecologi si rivolgono, invitandole a parlare con il partner e con i medici e rassicurando sul fatto che oggi esiste una soluzione al problema.
La soluzione in questione si chiama Monnalisa Touch, una tecnica laser non invasiva, senza controindicazioni o complicanze, capace di ridurre ed eliminare del tutto ogni disturbo, con risultati permanenti nel lungo periodo. Utilizzata in Italia già da alcuni anni con risultati più che soddisfacenti in centinaia di donne, da qualche tempo la tecnica è arrivata in Polesine. A disporre di Monna Lisa Touch, tra i primi nel Veneto, sono i ginecologi del Poliambulatorio Sant’Anna di Lendinara. Per il dottor Antonio Gandolfi del Sant’Anna “a volte basta davvero poco per risolvere disturbi dalle implicazioni relazionali gravi. La prima cosa da fare è parlarne, la seconda è conoscere come funziona MonnaLisa Touch. Un trattamento laser - precisa il ginecologo - indolore e mininvasivo che va ad agire delicatamente sui tessuti della mucosa vaginale, stimolando la produzione di collagene, migliorando la funzionalità della zona trattata e ripristinando il corretto equilibrio trofico della mucosa”
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