Brevi dal mondo
Ahmadinejad ha origini ebree LONDRA – Non Ahmadinejad ma Sabourjan è il cognome originale di origini ebraiche del presidente iraniano. A fine gennaio lo aveva denunciato Mehdi Khazali, figlio dell’ ayatollah Abulqassim al Khazali, ex membro del consiglio dei guardiani della rivoluzione, e critico del presidente. Ora è il britannico Daily Telegraph a pubblicare una foto in cui Ahmdinejad mostrando nel marzo del 2008 il proprio documento di identità ha involontariamente rivelato il suo cognome originario riportato in farsi, di «chiara origine ebraica» che significa «tessitore di del talled (il tradizionale scialle indossato dagli ebrei quando pregano)».
Londra, diventa padre a 13 anni LONDRA . – Ad appena 13 anni è diventato padre: si tratta di uno studente di Manchester, che ha avuto una bimba dalla fidanzatina sedicenne. È quanto rivela il tabloid Daily Mirror che non ha rivelato l’identità della coppia a differenza di quanto fece il Sun quando a febbraio mise in prima pagina la storia e la foto di un altro tredicenne A. P. diventato padre di una quindicenne C. S., che poì si scoprì l'aveva solo preso in giro. A parlare è il padre del tredicenne: «Mio figlio è più maturo della sua età e sarà un padre migliore della maggior parte degli uomini di 25 anni o più».
L’MI5 spiava Harold Wilson LONDRA . – Il controspionaggio britannico, l’MI5, sorvegliarono a lungo il primo ministro laburista Harold Wilson sospettando che fosse un comunista 'in pectore'. E quanto rivela il Times, che sta pubblicando alcune anticipazioni della prima storia ufficiale dell’MI5, «The defence or the Realm», scritta dallo storico di Cambridge Cristopher Andrew. Ad impensierire il controspionaggio sarebbero state alcune amicizie di Wilson con imprenditori dell’Europa dell’Est, i suoi contatti con alcuni noti agenti del Kgb e il fatto che secondo alcuni funzionari comunisti il leader laburista avrebbe avuto le medesime simpatie politiche.
Domenica 4 ottobre 2009
Lodo Mondadori. Condannata a pagare 750 milioni di euro
Fininvest dovrà risarcire la Cir Depositata ieri la sentenza Riconosciuta la corruzione
La sede Mediaset a Cologno
ROMA – Fininvest dovrà risarcire Cir del danno patrimoniale da «perdita di chance» di un giudizio imparziale, quantificato in circa 750 milioni (749.955.611,93, per l'esattezza). Lo scrive Cir in una nota, nella quale si legge che «è stata depositata la sentenza del tribunale di Milano nella causa civile promossa da Cir, assistita dagli avvocati prof. Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini, contro Fininvest per il risarcimento del danno causato dalla corruzione giudiziaria nella vicenda del lodo Mondadori. La sentenza che ha carattere esecutivo decide
che Cir ha diritto al risarcimento da parte di Fininvest del danno patrimoniale da 'perdita da chance' di un giudizio imparziale, quantificato in euro 749.955.611,93; Cir ha diritto al risarcimento da parte di Fininvest anche dei danni non patrimoniali sopportati inrelazione allamedesima vicenda. La liquidazione di tali danni è riservata ad altro giudizio. In questo modo, dopo la definitiva condanna penale per corruzione intervenuta nel 2007, anche il giudice civile porta luce su una vicenda che ha inflitto un enorme danno a carico di Cir».
Bari, arrestato per rapina il fratello di Cassano
Precari, migliaia sfilano a Roma per il no ai tagli
BARI–Pur essendo ferito gravemente per una settimana non si è fatto visitare da un medico: Giovanni Cassano, di 37 anni, pluripregiudicato del quartiere San Paolo di Bari, fratellastro del giocatore di calcio Antonio Cassano, è stato fermato ieri dai carabinieri del comando provinciale di Bari in quanto ritenuto uno dei componenti del commando che sette giorni fa si introdusse nella villetta di un imprenditore edile di Noicattaro (Bari) per una rapina. Giovanni Cassano è ritenuto un elemento di rilievo della malavita barese. Dedito ai furti.
ROMA – Hanno sfilato in decine di migliaia, in tre cortei che si sono snodati nelle strade di Roma, per ribadire il loro «no» ai tagli alla scuola pubblica. Da mattina a sera studenti, insegnanti precari e quelli aderenti ai Cobas, hanno percorso in migliaia le strade della capitale, venuti da tutta Italia, per affermare il diritto all’istruzione. Ventimila, secondo gli organizzatori, soltanto i partecipanti al corteo degli insegnati precari che sono partiti da piazza della Repubblica in direzione Piazza del Popolo.
Affondo sul deficit strutturale e sulle differenze fra Nord e Mezzogiorno
Fmi: «Italia troppo duale» Tremonti replica: «La nostra strategia è il federalismo fiscale» ROMA - "Riconosco che l'Italia ha bisogno di riforme. La nostra strategia fondamentale è il federalismo fiscale". Giulio Tremonti replica così all'affondo del Fondo Monetario Internazionale sui deficit strutturali accumulati dall'Italia rispetto al resto d'Europa. E aggiunge: "Il Paese è troppo duale: il nord e centro sono più sviluppati della media europea e il meridione meno". L'ultima controffensiva parte dal vertice dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali ad Istanbul dopo che il vice direttore del dipartimento Europeo del Fmi, Ajai Chopra, ha puntato il dito contro il brusco stop alla produttività, la scarsa competitività e la caduta dei redditi da lavoro. "I problemi dell'Italia vanno ben oltre questa recessione" spiega Chopra presentando l'ultimo del rapporto regionale sul Vecchio Continente e dipendono dal "basso potenziale di crescita" della nostra economia. La ricetta per uscire dall'emergenza che dura da un decennio è la stessa invocata più volte da Confindustria sul fronte delle riforme, in primis con le liberalizzazioni. Ma è tutto da vedere se sarà recepita nella cosiddetta fase due per la ripresa che il governo dovrà definire quando sarà chiaro il gettito dello scudo fiscale. "Bisogna agire - conclude Chopra - con molta più forza per affrontare gli impedimenti strutturali alla crescita" che gravano sull'economia. Allargando lo sguardo all'Europa, il rapporto del Fmi
conferma che il peggio è passato. "La recessione mostra segni di aver toccato il fondo" ma la ripresa rimarrà "lenta e fragile". Tradotto in cifre significa che il pil tornerà a crescere dello 0,5% nel 2010 dopo la caduta del 4% registrata quest'anno: nel confronto l'Italia segna il passo rispettivamente con un 0,2% e un -5,1%. Sulla ripresa, altra cattiva notizia per il made in Italy, grava il calo dell'export provocato dalla stagnazione dei consumi americani ed asiatici. Il quadro è aggravato da un doppio allarme: la crescente disoccupazione e la scarsità del credito che, lo confermano gli ultimi dati diffusi da Ecofin e Bce, rischiano di vanificare i segnali di miglioramen-
to. Per questo le banche restano sotto la lente degli analisti del Fmi. La priorità, su cui concorda il governatore Mario Draghi, è quella di procedere ad un'adeguata ricapitalizzazione per mantenere i finanziamenti alle imprese. Quanto all'exit strategy dalla crisi va preparata ma senza precipitare i tempi. Dunque è opportuno mantenere i piani di stimolo fiscale varati dai singoli governi per "sostenere l'inversione" della congiuntura. Ma l'obiettivo di lungo termine è innalzare il potenziale di crescita dell'Europa. Solo così - conclude il Fondo Monetario Internazionale - "potremo metterci definitivamente la crisi alle spalle". Antonio Pennacchioni
Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti
Ricerca del Cnr su 3.200 ragazzi delle scuole di Milano, Venezia, Lucca e Salerno
Troppi gli stereotipi su immigrati e sesso ROMA - Misogini e disinformati. È questa la fotografia dei giovani delle scuole medie e superiori scattata in un'indagine dell'Istituto di ricerca sulle popolazioni e le politiche sociali del Cnr (IrppsCnr), che ha posto all'attenzione di oltre 3.200 studenti di Milano, Venezia, Lucca e Salerno questioni su famiglia, immigrati, rapporti tra uomini e donne. A prevalere nel 75% del campione è l'orientamento aperto rispetto ai costumi sessuali, secondo i quali non è necessario aspettare il matrimonio per avere rapporti completi; i picchi maggiori si registrano a Venezia (73%) e Milano (69%), mentre a Salerno si scende al 50%. L'atteggiamento sessista è invece emerso davanti all'affermazione 'l'infedeltà sessuale di
una donna è molto più grave di quella dell'uomo, cheper sua naturaè cacciatore', concetto condiviso dal 38% del campione. Per quanto riguarda l'opinione che 'molte donne in fatto di sesso vanno un pò forzate, altrimenti non si sbloccherebbero', il 54% delle ragazze è in disaccordo,mentre lapercentuale neiragazzi è del 19%, con punte più elevate tra i liceali (44,3%), di quanto non sia tra gli studenti degli istituti tecnici (35%) e professionali (28%); cio' si traduce nella legittimazionedelle forzatureda partedi 4maschi su5. Ai ragazzi delle superiori è stato poi chiesto un parere su famiglia e istituzione matrimoniale: netta la preferenza verso la formula di convivenza prece-
dente alla formalizzazione (49%) che però prevale a Venezia (55%), Lucca (51%) e Milano (47%), mentre a Salerno il 42% deiragazzièa favoredelmatrimonio.La convivenza non strettamente legata all'idea delle nozze è condivisa dal 16% degli studenti, percentuale che a Milano arriva al 21%. L'indagine del Cnr mette in luce infine una carenza informativa e un'incapacità a valutareil fenomeno immigratorio, che rasenta una sostanziale indifferenza. Solo a Venezia e Lucca i ragazzi in grado di stimare l'ordine di grandezza degli immigrati residenti ha superato il 20%, mentre tra le risposte errate oltre il 50% del campione tende a sovradimensionare il fenomeno. Sabina Licci
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