Brevi dal mondo
Iraq, ricercata figlia di Saddam BEIRUT/BAGHDAD – La mano di al Qaida, presunta autrice della nuova ondata di attentati suicidi in Iraq, sarebbe diretta dai quadri in esilio del deposto regime iracheno, tra cui una delle figlie dello stesso defunto presidente Saddam Hussein: è la ricostruzione che emerge dalle ultime indicazioni, in parte contraddittorie, fornite dal governo uscente di Baghdad all’indomani dei tre attacchi compiuti nella capitale contro le ambasciate che hanno causato la morte di oltre 40 persone.
Pakistan, assalti talebani: 50 morti PESHAWAR (PAKISTAN) – Assalto talebano agli Usa in una giornata di sangue per il Pakistan che ha provocato quasi una cinquantina di morti. I guerriglieri Tehreek-e-Taliban hanno circondato e attaccato l’area dove è ubicato il consolato Usa a Peshawar facendo crollare diversi edifici e provocando sei morti, tra cui quattro miliziani e due guardie di sicurezza pachistane. «Sono arrivati a bordo di due veicoli e ben equipaggiati – ha detto Bashir Ahmed Bilour, ministro del governo regionale – è stato un attacco coordinato». I talebani hanno rivendicato l’attentato con una serie di telefonate alle agenzie di stampa internazionali: «Gli americani sono i nostri nemici per questo abbiamo compiuto l’attentato».
Martedì 6 aprile 2010
Lucca, scopre la malattia del figlio, l’uccide e si suicida Il giorno di Pasqua dramma familiare in un appartamento del centro
I soccorsi sul luogo
LUCCA – Una malattia degenerativa diagnosticata al figlio e i suoi problemi di salute che le impedivano di alimentarsi normalmente sarebbero, secondo la polizia, le cause scatenanti dell’omicidio-suicidio avvenuto il giorno di Pasqua in un’abitazione del centro di Lucca. Il marito della donna è cardiopatico e anche questo avrebbe contribuito a causare in lei gravi preoccupazioni per il futuro. Protagonista Paola Salani, 62 anni, che ha ucciso il figlio Angelo Marchi, 39 anni, epoi siè suicidatanella loro casa di via Cenami.
Soffoca con un sacchetto di nylon la fidanzata e si accoltella
Vicenza, Luana vittima della gelosia Lui si salva ma per la ragazza non c’è stato nulla da fare
Luca Bedore e Luana Bussolotto
NOVENTA VICENTINA (VICENZA) – Si sentiva tagliato fuori dalla vita della ragazza di cui era innamorato, che dopo aver trovato un lavoro e un appartamento in un’altra città, sognava ora l’indipendenza. Sarebbe stata la gelosia ad armare, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, la mano di Luca Bedore, 24 anni, elettricista di Stanghella (Padova), che la notte scorsa ha ucciso, soffocandola con un sacchetto di nylon stretto al collo la fidanzata Luana Bussolotto, 27 anni, di Cinto Euganeo, prima di tentaredi togliersi la vita con alcune coltellate alle
braccia e al petto. Con il passare delle ore, il racconto degli amici più intimi e dei familiari ha fatto affiorare le prime crepe nel rapporto, apparentemente idilliaco, che la coppia aveva iniziato oltre due anni fa. Luana aveva deciso da un mese di lasciare il ragazzo, sulla spinta di un nuovo lavoro di grafica ottenuto insieme alla sorella presso la Staff International, un’azienda di Noventa Vicentina del gruppo di Renzo Rosso, patron della Diesel, e di quel monolocale mansardato, teatro della tragedia, che aveva affittato solo a suo nome.
Como. Marco Siciliano incastrato da alcuni messaggi sms mandati dal telefonino della moglie
Donna del lago, mistero risolto A uccidere Beatrice Sulmoni, 36 anni, è stato il marito ora in carcere OBINO (LUGANO)–Ripeteva che voleva andarsene da casa Beatrice Sulmoni, la donna di 36 anni di Obino, un paesino vicino a Mendrisio, scomparsa 10 giorni fa e ripescata senza vita venerdì scorso nelle acque del lago di Como, a Laglio, non molto lontano dalla villa di George Clooney. Erano troppi i problemi con il marito Marco Siciliano, quattro anni meno di lei, ora in carcere a Lugano accusato del brutale omicidio della moglie: prima l’ha colpita alla nuca e poi ha cercato di sgozzarla. Domenica, in tarda serata, con l’arresto dell’uomo, titolare di un centro di fisioterapia a Chiasso, il giallo della 'donna del lago' è stato risolto: lui,
messo alle strette dalla polizia cantonale, che in questi giorni ha lavorato passo a passo insieme ai Carabinieri comaschi, ha confessato. E non ha potuto fare altrimenti, perchè ad incastrarlo è stato il cellulare della moglie, ritrovato poche ore prima, durante una perquisizione nella loro villetta a due piani, ai bordi di una strada del piccolo centro che si arrampica sulle montagne del Canton Ticino. Da quel telefono, secondo le indagini, Siciliano neigiorni successivi la scomparsa della moglie, avrebbe mandato ai parenti di lei una serie di sms con messaggi del tipo «non cercatemi più», «non chiamate la polizia» e «lasciatemi tranquilla». Mes-
saggi che però hanno insospettito gli inquirenti che, subito dopo la certezza che quel cadavere rinvenuto nel lago aveva un nome e un cognome, hanno provveduto a fermarlo. Poco credibile che Beatrice Sulmoni, casalinga e qualche saltuario lavoro come infermiera, abbandonasse così il suo figlioletto di 7 anni, a cui era molto legata. Qualche ora dopo il ministero pubblico cantonale, Rosa Item, con un provvedimento, ha disposto l’arresto: è stato lui ad uccidere la moglie in casa e poi a sbarazzarsi del corpo gettandolo nelle acque del Lario. Resta da capire in quale punto, molto probabilmente a nord di Laglio. Infatti polizia e magistrati al
momento sono scettici nel ritenere che il cadavere della donna sia stato buttato dal cosiddetto 'ponte dei suicidi', vicino a Ponte San Pietro altro piccolo paese che 'confina' con Obino, nel fiume Breggia o che sia stato gettato nella sua foce. Anche il movente sarebbe stato chiarito: motivi passionali e un rapporto di coppia che non funzionava più. Mentre in giornata Schiavo è statointerrogato dal magistrato per cercare di ricostruire tutti i particolari del brutale delitto e capire dove e quando si è 'liberato' del corpo, la polizia scientifica per quasi tutto il giorno ha effettuato i rilievi nella villetta dei Siciliano. Francesca Brunati
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