Mercoledì 24 marzo 2010
Brevi dal mondo
Si è spenta a Roma. Era diventata famosa nei panni dell’investigatrice Laura Storm
Venti penne per una firma
È morta Lauretta Masiero, aveva 82 anni
WASHINGTON – Il presidente Barack Obama ha usato ieri venti penne per firmare la storica legge sulla riforma della sanità. È prassi negli Stati Uniti che per la firma di importanti provvedimenti il presidente utilizzi più penne che vengono poi donate ad alcuni tra coloro considerati fautori degli stessi. La Casa Bianca ha così spiegato come sono state distribuite alcune deòle penne destinate a diventare cimeli storici: 1) Presidente Barack Obama. 2) Vicepresidente Joe Biden. 3) Nancy Pelosy, speaker della Camera 4) Harry Reid, leader democratico Senato. 5) Vicki Kennedy, vedova del senatore Ted Kennedy.
ROMA–Per il grande pubblico, quello che era molto giovane a metà anni Sessanta, Lauretta Masiero, scomparsa ieri a Roma a 82 anni, resta la protagonista della serie gialla tv 'Le avventure di Laura Storm', eclettica giornalista investigatrice dai modi spicci il cui vero nome era Laura Persichetti, dedita alle arti marziali, elegante nel suo impermeabile bianco e scarpe con i tacchi a spillo, risposta femminile al tenente Sheridan alla vigilia del '68, e alla cui creazione contribuì anche Andrea Camilleri. Del resto la Masiero, molto bella ma non aggressiva, rappresentava inevitabilmente la donna che si fa notare, che non si tira indietro e diventa una naturale protagonista, grazie
Yemen, donne sul piede di guerra BEIRUT – A Sanaa le donne sono sul piede di guerra: diverse centinaia hanno manifestato ieri per sostenere una legge che vieta nello Yemen il matrimonio alle ragazze più giovani di 17 anni. Appena due giorni fa, a migliaia avevano invece manifestato contro la stessa legge. Sfidando il sole a picco e coperte da capo a piedi dal niqab nero, le manifestanti, giunte in città a bordo di decine di pullman, hanno ammonito domenica il Comitato parlamentare che deve esaminare il testo il mese prossimo a respingerlo, perchè, hanno scandito, «non è lecito vietare ciò che Dio permette».
alla sua carica di simpatia, gli occhi scintillanti che ti guardano sempre direttamente, i riccioli, assieme alle nitide qualità vocali e una personale eleganza scenica non stravolta dall’esuberanza. Così, in un lampo, dal suo brevissimo esordio diciottenne in 'Amore biondo' con Walter Chiari, era diventata prima una soubrette tra le più luminose e amate del nostro teatro di rivista, quindi un’apprezzata attrice brillante anche cinematografica e una conduttrice televisiva che si trovò a guidare Canzonissima nel 1960-1961 con Alberto Lionello e Aroldo Tieri (quando vinse Dallara con 'Romantica') e La biblioteca di Studio uno nel '64. Era lontana l’epoca in cui si faceva, adole-
scente, i capelli biondo platino e sognava il palcoscenico, copiando i versi delle canzonette in voga sul bordo dei libri di scuola, sui quali la costringeva la madre, che voleva vederla insegnante e non amava i «grilli per il capo» di quella sua figlia esuberante. Nata a Venezia il 25 ottobre 1927, Scorpione, come precisano quasi tutte le sue biografie, è grazie alla cassiera del teatro Malibran, sua amica del cuore, che riesce a contattare Macario, il quale, grande scopritori di donnine e talenti, la scrittura subito e con lui appare in vari lavori (da 'Follie di Amleto' a 'Votate Venere', dove per la prima volta non fa solo bella presenza di sè e delle sue cele-
Lauretta Masiero in una foto del 1958
brate gambe). Con lui soprattutto, ma anche alla scuola di perfezionamento di Wanda Osiris (‘Galanteria’) e con Tognazzi (‘Paradiso per tutti’), vienepresto valorizzataesi fastrada con la forza della sua comunicativa. Paolo Petroni
Resta latitante “Peppe ‘o Ciuccio”, ma il gruppo operativo è sgominato
Camorra, colpo ai Mallardo Undici arresti e 500 milioni di euro sequestrati al clan di Giugliano NAPOLI – Al fisco dichiaravano redditi annuali di 2-3 mila euro. Dietro gli inverosimili guadagni ufficiali degli affiliati di un potente clan del Napoletano, c'era, in realtà, un impero finanziario costruito su un reticolo societario in grado di occultare i proventi illeciti dei Mallardo. Soldi reinvestiti in alberghi e centri commerciali della costa laziale. Ieri sono state arrestate 11 persone, (8 colpite dal 416 bis per la prima volta), e sono stati sequestrati beni per 500 milioni di euro. Resta latitante Giuseppe Dell’Aquila, noto come 'Peppe 'o Ciuccio', fra i destinatari delle ordinanze di custodia. L'operazione che sgomina la pro-
paggine laziale di un gruppo criminale operativo, tradizionalmente, a Giugliano in Campania, è il frutto di due annidi indaginicoordinate dalla Dda diNapoli. El’esito èstato apprezzato dai ministri Roberto Maroni e Angelino Alfano: ennesimo successo dello Stato e durissimo colpo alla criminalità organizzata. A illustrarne i particolari, a Napoli, il procuratore capo di Napoli Giovandomenico Lepore, il capo della Dda, Sandro Pennasilico, il questore di Latina, Nicolò D’Angelo, il capo della Squadra mobile Cristiano Tatarelli, il comandante del Nucleo di Polizia tributaria di Roma Vito Augelli, e il comandante del Gico Roberto Piccirinni. Hanno col-
laborato anche la Squadra mobile e il Commissariato di polizia di Formia e la compagnia della Gdf di Fondi. È noto che la camorra avesse ramificazioni nel Lazio e in altre regioni, ha spiegato Pennasilico, «non si conosceva, però, la dimensione del fenomeno, sottovalutata in passato. Sbaglia chi coltiva la pia illusione che la camorra resti in Campania», di fronte alla «invasione» del territorio nazionale. Se il capo della Dda auspica poi che si mantenga l'indipendenza di pm e agenti nelle indagini, Lepore punta l'attenzione sulle intercettazioni: «Sono utilissime e vanno mantenute, servono a controllare il territorio». Cento perquisizioni, l’impe-
gno complessivo di 600 agenti, accertamenti finanziari complessi, intercettazioni, e dichiarazioni dei collaboratori di giustizia: si risale così al patrimonio di un sodalizio criminale ben strutturato nel basso Lazio, e a due 'holding' imprenditoriali, ora sgominate. Un reticolo societario – 30 le società sequestrate (oltre a 198 terreni, 456 fabbricati, 49 rapporti bancari e 27 fra moto e autoveicoli) – serviva afar perderele traccedei proventi illeciti del clan che aveva effettuato investimenti fra l’altro lungo la costa laziale (a Terracina, Sabaudia, Fondi, Lariano e Anzio), a S. Nicola Arcella (Cosenza) e Cento (Ferrara). Claudia Greco
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