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Sabato 13 febbraio 2010

Brevi dal mondo

Il gup di Tivoli manda a processo le tre maestre, la bidella e l’operatore tv

Lisbona, bufera sul premier

Flaminio Rignano, in cinque a giudizio

LISBONA – Scoppia in Portogallo e minaccia il premier socialista Josè Socrates lo scandalo 'Face Oculta', 'Volto Nascosto', dal nome in codice dato nel 2009 da un giudice istruttore ad una inchiesta poi insabbiata, che ora viene alla luce grazie a intercettazioni che avrebbero dovuto essere distrutte ma che pubblica il settimanale Sol. Il materiale venuto cosi alla luce indicherebbe che il premier avrebbe cercato in maniera sotterranea all’inizio del 2009 di prendere il controllo della principale Tv privata del paese, Tvi, e dei più importanti quotidiani attraverso la società a capitale pubblico Portugal Telecom, a guida socialista.

TIVOLI (ROMA) - Sarà processo per i cinque imputati coinvolti nei presunti abusi di almeno 21 bambini che frequentavano l’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Le parole con cui il gup ha disposto il rinvio a giudizio arrivano quando a Tivoli è appena terminata una vera e propria tormenta di neve. Sono passate da pochi minuti le 15, dopo una camera di consiglio durata poco piu di due ore, il giudice Pier Luigi Balestrieri decide che sui fatti avvenuti nella scuola del paese alle porte di Roma tra il 2005 e il 2006 si dovrà fare un processo la cui prima udienza si celebrerà, sempre a Tivoli, il 27 maggio. Alla sbarra le tre maestre Marisa

Usa, finita l’era Kennedy HOUSTON – Dopo 64 anni il Congresso degli Stati Uniti non vedrà un membro della dinastia Kennedy tra i suoi scranni. Il deputato Patrick Kennedy, il 42enne figlio di Ted, sarà – per il momento – ultimo di Camelot al Campidoglio. Patrick ha annunciato che non si presenterà alle elezioni di novembre per la conferma del suo mandato. In un messaggio video che sarà trasmesso domenica l’ultimo rampollo della dinastia in politica, rappresentante del Rhode Island dal 1995, spiegherà che la sua vita «sta prendendo una nuova direzione» dopo la morte del padre Ted.

Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, una bidella, Cristina Lunerti e l'autore tv, nonchè marito della Del Meglio, Gianfranco Scancarello. Sono accusati, tra l’altro, di maltrattamento, violenza sessuale e stupro di gruppo. I genitori dei bambini coinvolti nella vicenda escono in lacrime dall’aula, si abbracciano, quasi per sorreggersi, sopraffatti da una forte emozione. «Alle parole del Gup ho provato una forte sensazione di rabbia – racconta la madre di una bambina che all’epoca dei fatti aveva 3 anni e mezzo -. Per circa quattro anni siamo stati considerati come dei pazzi, sembrava che gli orchi fossimo noi. Noi non pos-

siamo più andare in giro per Rignano ogni giorno devo fare circa 20 chilometri per portare i miei figli a scuola. Da mesi stiamo provando a vendere casa ed andarcene da lì». A pochi metri, un’altra mamma che racconta i suoi 4 anni di inferno. «Questo è il primo passo – afferma – ma abbiamo vinto. Io mi ricordo dei segni sul corpo di mia figlia, per mesi ho vissuto nel rimorso quando lei mi diceva che non voleva andare a scuola. Oggi per noi e una giornata importante». Per gli avvocati difensori, la decisione del giudice è «sconcertante» ma si dicono pronti ad affrontare un processo dove dimostreremo «l'innocenza dei nostri assistiti»

Carabinieri nell’asilo di Flaminio Rignano

perchè «siamo in presenza di un paradosso: in dibattimento ci dovremo confrontare sugli stessi indizi che sia il Riesame che la Cassazione avevano ritenuti insussistenti». Marco Maffettone

Il presidente della Repubblica non fa nomi ma è chiaro il riferimento alla Lega

«Stop ai detrattori dell’Unità» Appello di Napolitano in vista delle celebrazioni del 150° anniversario ROMA – Giorgio Napolitano lancia un appello al mondo politico affinchè si liberi da «faziosità meschine» e si schieri compatto contro quei «detrattori» dell’unità d’Italia che con «giudizi sommari» e «pregiudizi volgari» mettono a rischio un valore fondamentale della nostra Costituzione. Nel farlo, il capo dello Stato individua nel divario fra Nord e Sud la sfida da vincere per superare definitivamente «insostenibili prospettive separatiste».Il presidentedellaRepubblica sceglie la prestigiosa Accademia nazionale dei Lincei di Roma per svolgere le sue riflessioni in vista del centocinquantesimo anniversario dell’Unità italiana. Arriva legger-

mente in ritardo per la fitta nevicata abbattutasi su Roma proprio mentre il corteostava perlasciare ilQuirinale. Accompagnato dalla moglie Clio e davanti ad un platea dotta che vede in prima fila il suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi e il sottosegretario Gianni Letta, nonostante il freddo, Napolitano espone con calore e dovizia di argomentazioni le sue tesi. Un tema, sottolinea, sul quale si deve richiamare in modo «incisivo» l’attenzione generale per superare il «grave deficit» di conoscenza «di cui soffrono intere generazioni». Per il capo dello Stato il pericolo è dietro l’angolo: con l'avvicinarsi dell’anniversario, infatti, «si vedono emergere giu-

dizi sommari e pregiudizi volgari» sulla nascita dell’Italia, mentre affiorano «bilanci approssimativi, tendenziosi e di stampo liquidatorio» sul cammino iniziato nel 1861. Un giudizio, ammonisce, che non si limita al lontano passato. «C'è chi tratteggia il quadro dell’Italia di oggi in termini di così radicale divisione da inficiare irrimediabilmente il progetto unitario». Una «deriva di vecchi e nuovi luoghi comuni» che, rileva Napolitano, non deve essere sottovalutata soprattutto per l’impatto sull'opinione pubblica. Anzi, aggiunge, «bisogna reagire all’eco che suscitano i rumorosi detrattori dell’Unità italiana».

Nomi, il capo dello Stato, non ne fa; ma è chiaro come il suo sguardo sia rivolto al mondo politico e in particolare alla Lega Nord che più volte ha messo in dubbio i valori unitari. Non è un caso che Napolitano rivolga il suo invito per un «autentico scatto di consapevolezza» alle «forze che hanno responsabilità nella sfera della politica». E forse prevedendo possibili reazioni alle sue parole, auspica che «si risparmi il banale fraintendimento del vedere sempre in agguato l’intento di un appello all’abbraccio impossibile» e che «ci si liberi da simili spettri e faziosità meschine per guardare al futuro della nazione». Federico Garimberti

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2 In Italia e nel Mondo


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