QB100209

Page 1

Martedì 9 febbraio 2010

Brevi dal mondo

Nacque comunista e partigiano, nel ’56 si iscrisse al Psi che lasciò deluso da Craxi

Soldato tortura la figlia di 4 anni

È morto Antonio Giolitti, vero riformista

WASHINGTON – A casa propria come a Guantanamo: è successo a una bambina di 4 anni 'torturata' dal padre con il 'waterboarding' perchè non recitava bene l'alfabeto. Joshua Ryan Tabor, militare alcolizzato di 27 anni, è stato arrestato qualche giorno fa per aver sottoposto la piccola, con l’aiuto della sua compagna, alla tortura dell’acqua tre o quattro volte «perchè – ha confessato lui stesso – si rifiutava di dire le lettere dell’alfabeto».

ROMA – Antonio Giolitti è morto. Fu un socialista e un riformista in una stagione politica in cui quel termine suscitava paure, sul versante dell’Italia moderata, e riscuoteva anatemi e scomuniche nel chiuso del mondo comunista. Nacque comunista e partigiano, per abbandonare il PCI dopo i fatti d’Ungheria, nel 1956, e trasferirsi nel PSI di Pietro Nenni che aveva iniziato proprio in quei mesi a percorrere la strada dell’autonomia dopo gli anni bui del Fronte popolare. Ne usciì, nel 1985, deluso da Bettino Craxi. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fu compagno di partito per alcuni anni, ma con Giolitti ha conservato sempre una con-

Messico, Natali è stato liberato

Il Governo interviene con un decreto criticato da Messner e dai consumatori

CITTÀ DEL MESSICO – E' libero e sta bene, Daniele Natali, l'italiano di 32 anni rapito in Messico il 28 gennaio da un gruppo di uomini armati nel suo negozio di Playa del Carmen. Per il suo rilascio, secondo un quotidiano locale, è stato pagato un «riscatto milionario». I soldi, scrive il quotidiano 'Respuesta', pubblicato a Playa del Carmen, sono stati consegnati dalla compagna di Natali, una donna messicana.

Sri Lanka arrestato Fonseka COLOMBO – Drammatica svolta nello scontro politico sulle presidenziali nello Sri Lanka, che hanno visto la rielezione di Mahinda Rajapakse. La polizia militare ha arrestato il rivale sconfitto, l’ex generale Sarath Fonseka, per «reati militari» commessi quando era capo di stato maggiore dell’esercito, carica da cui si era dimesso a novembre. I soldati hanno fatto irruzione negli ufficie lo hanno portato via.

suetudine familiare. Guardando alla sua eredità politica, Napolitano ne ha ricordato «l'impronta di una personalità di eccezionale levatura culturale e morale nella vita politica e nell’attività di governo». Fino al ricordo privato di una personalità ricca di «finezza intellettuale, coerenza e dirittura, sempre accompagnate da rara sobrietà e discrezione», qualità divenute per Napolitano «fonte di ispirazione che hanno nutrito una sempre più schietta amicizia tra noi». Nei governi di centrosinistra Giolitti è stato più volte ministro, e sempre – tranne rare pause – nello stesso ministero: Bilancio e Programmazione economica. Meglio: il mini-

stero del Bilancio, istituito da Alcide De Gasperi nel 1947, completò la denominazione con la Programmazione economica negli anni '60. Giolitti ne prese la guida la prima volta nel 1963, con il primo governo Moro. Era il ministero da cui i socialisti si ripromettevano di guidare la stagione di riforme avviata l’anno precedente, nel 1962, con la nazionalizzazione dell’energia elettrica e la nascita dell’ENEL, fortemente volute da Ugo La Malfa e Riccardo Lombardi. Fu una stagione breve e dai risultati controversi. Un Nenni disilluso annotava nei suoi diari che una volta entrato nella stanza dei bottoni «scoprii che non c'erano i bottoni». Il riformismo è il tratto della persona-

Antonio Giolitti (a sinistra)

lità di Antonio Giolitti che accomuna nel cordoglio due personalità distanti come Massimo D’Alema e Fabrizio Cicchitto, protagonisti delle battaglie politiche non meno aspre degli anni settanta e ottanta. Massimo Colaiacono

Valanghe, altri due morti Aumenta il bilancio dell’ultimo tragico weekend sulle Alpi ROMA–Troppe vittime, otto nel passato week end in Italia, 15 in Svizzera, a causa di comportamenti sconsiderati degli amanti della montagna, troppi soccorritori impegnati nei soccorsi, troppi rischi insomma per chi decide di passare una giornata tra la neve. Rischi che potrebbero diminuire drasticamente se tutti seguissero le semplici regole che gli esperti continuano a ripetere anche perchè l’allarme valanghe non tende a scendere. Dopo i sei lutti di domenica, ieri altre due vittime si aggiungono. È morta infatti agli Ospedali Riuniti di Bergamo Rita Broggi, 49 anni, travolta domenica pomeriggio da una slavina sul Monte Grona, a Plesio (Como) mentre rientrava con il marito da una passeggiata con le cia-

Il personale del soccorso alpino si prepara a un intervento

spole. Ed è stato trovato ierimattina privo di vita, il corpo di Mirko Cesco, 63 anni, di San Pietro di Cadore (Belluno), lo scialpinista scomparso domenica durante un’escursione in Val Visdende. Inoltre restano «estremamente gravi» le

condizioni dell’uomo rimasto sepolto domenica da una slavina in Val Serina secondo una nota dell’ospedale San Gerardo di Monza, dove lo scialpinista bergamasco, di 45 anni, era stato condotto in elicottero. Stazionarie invece le condizioni di Renzo

Pasut, lo scialpinista pordenonese di 48 anni travolto domenica, in Alpago (Belluno), da una valanga che ha provocato la morte di Riccardo Quaroni (50), di Arzene (Pordenone). Il governo interviene con un emendamento al decreto legge emergenze in discussione al Senato, che prevede il carcere per chi provoca una valanga con vittime e 5.000 euro di multa per chi ignora le indicazioni di pericolo del bollettino valanghe. Ma non tardano ad arrivare le critiche, in particolare Reinhold Messner afferma che «la minaccia di multe e carcere per chi provoca una valanga è una reazione isterica. Con iniziative legislative di questo genere si uccide l’alpinismo», continua il re degli ottomila che propone

invece un «dibattito con alpinisti, guide, giudici e politici per stabilire dove finisce il turismo e dove inizia l’alpinismo». E il Codacons aggiunge che si tratterebbe di «un provvedimento ridicolo. Per chi provoca valanghe e morti esiste già il codice penale. Per chi, invece, provoca danni, ad esempio costringendo lo Stato a mobilitare centinaia di soccorritori, esiste già il codice civile». Resta alta, anche per i prossimi giorni, l’attenzione sul pericolo valanghe su tutto l’Arco alpino e sull'Appennino Centrale, a causa del forte vento, dei brevi rialzi termici delle ultime 72 ore e della formazione di strati di brina di profondità che rendono particolarmente instabile il manto nevoso. Claudia Greco

E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro

2 In Italia e nel Mondo


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.