QB100303

Page 1

Mercoledì 3 marzo 2010

Brevi dal mondo

Vinta la prima parte del lungo iter in difesa del principale simbolo della cristianità

Francia, parte la riforma penale

Crocifisso, Strasburgo dà ragione all’Italia

PARIGI – Parte con le dure critiche dei magistrati il cantiere per la riforma del codice di procedura penale in Francia, fortemente voluta dal presidente Nicolas Sarkozy e che prevede la soppressione del giudice istruttore, figura indipendente del sistema giudiziario. Il ministro della giustizia, Michelle Alliot-Marie, ha avviato ieri una fase di concertazione sulla bozza della riforma, che durerà fino ad aprile.

STRASBURGO – L'Italia ha vinto a Strasburgo la prima battaglia in difesa del crocifisso. La Corte dei diritti dell’uomo ha giudicato ammissibile il ricorso presentato dal governo contro la sentenza con la quale, il 3 novembre scorso, gli stessi giudici di Strasburgo avevano di fatto bocciato l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. La decisione è stata accolta con soddisfazione dal ministro degli Esteri Franco Frattini e valutata positivamente da numerosi esponenti politici di maggioranza e opposizione, nonchè, come prevedibile, dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), per la quale è stato compiuto «un passo avanti nella giusta dire-

Gas irritante ferisce studenti BERLINO – Una bravata compiuta con un gas irritante, messa in atto da sconosciuti nel liceo professionale «Schulze-Delitzsch-Schule» di Wiesbaden, ha causato il ferimento lieve di 55 studenti. Il preside dell’istituto, Rainer Strack, ha spiegato che il gas impiegato dai bulli, probabilmente uno spray al pepe, è stato immesso in un vano antistante l’aula adibita a redazione del giornale scolastico.

Uganda, piogge assassine KAMPALA – Incessanti piogge stanno facendo franare l’est dell’Uganda dove già si contano 55 morti e circa 300 dispersi. Lo ha reso noto il ministro per il problema disastri, Tarsis Kabwegyere secondo cui l’intensificarsi delle inondazioni provocheranno nuovi smottamenti nell’area colpita e nuove vittime. Tre villaggi nel distretto orientale di Bududa sono già stati completamente sepolti dal fango e, al momento, solo 31 persone sono state salvate.

zione». L’iter del nuovo procedimento che ieri ha preso il via durerà probabilmente alcuni mesi. E si concluderà con la sentenza, stavolta definitiva, che sarà emessa dai 17 giudici che compongono la Grande Camera di Strasburgo dopo che saranno state sentite, in udienza pubblica, tutte le parti interessate. A esporre davanti ai giudici le loro ragioni non saranno però stavolta solo la signora Soile Lautsi, promotrice dell’azione legale che ha portato alla prima sentenza della Corte, e il governo italiano, ma anche terzi che ne faranno richiesta. Come ad esempio è pronto a fare San Marino. L’accoglimento del ricorso presentato dall’Italia il 29 gennaio scorso

non era scontato, anche se le tante prese di posizione in difesa dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche faceva prevedere almeno una prova d’appello. La Convenzione per i diritti dell’uomo che regolamenta l'attività della Corte dice che i cinque giudici chiamati a esaminare il ricorso possono accogliere la domanda quando l'argomento al centro del procedimento solleva «gravi problemi» di interpretazione della Convenzione stessa oppure riveste un «importante carattere generale». Condizioni a cui, nel suo ricorso, il governo italiano si è richiamato con forza. Sostenendo tra l’altro che, accettando la tesi secondo la quale la presenza muta di un oggetto simbo-

Franco Frattini

lico in uno spazio pubblico può dare origine a problemi psicologici tali da costituire una violazione del diritto alla libertà religiosa, si dovrebbero anche eliminare tutti i simboli religiosi, cattedrali e chiese comprese. Florence Ciomei

Un documento approvato all’unanimità per la frase del premier «pm talebani»

Il Csm: «Basta attacchi» Il Consiglio superiore della magistratura lo ha chiesto a Berlusconi ROMA – Basta con accuse gravi e «denigratorie» nei confronti di giudici e pm, che peraltro per la loro genericità e assenza di riscontri oggettivi, finiscono per il «delegittimare l’intera magistratura»; con un danno enorme per le istituzioni democratiche, visto che, anche per l'alta carica da cui provengono, minano la fiducia che i cittadini devono avere nella giustizia. È quanto chiede al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la prima Commissione del Csm, con un documento approvato ieri all’unanimità. Si tratta della bozza della proposta di risoluzione con la quale la Commissione chiude la corposa pratica a tutela aperta nel novembre scorso per difendere i magistrati milanesi del processo

Silvio Berlusconi

Mills e che ha finito con il ricomprendere tutte le toghe messe sotto accusa dal premier in questi ultimi mesi. La Commissione era orientata a far slittare le sue conclusioni a dopo le elezioni regionali, proprio per evitare ulteriori tensioni tra politica e

giustizia. Ma la virulenza dell’attacco di qualche giorno fa, quando il premier da Torino ha puntato l'indice contro le «bande di pm talebani» che «intervengono con propositi eversivi nella vita democratica», ha spinto i consiglieri a rompere gli in-

dugi. Il passo è stato compiuto a distanza di pochi giorni da quella lettera al vice presidente del Csm Nicola Mancino nella quale il capo dello Stato ha parlato di «accuse quanto mai pesanti che feriscono molti» e ha auspicato che «in tutti» prevalga il senso di responsabilità , pena il rischio di una nuova stagione di «drastiche contrapposizioni e pericolose tensioni» fra istituzioni e poteri dello Stato. Proprio all’appello del presidente della Repubblica fa un esplicito richiamo il documento della Commissione, che assicura uno dei due relatori, il laico dell’Udc Ugo Bergamo, non vuole creare ulteriori divisioni, ma semmai contribuire «a creare le condizioni per un processo virtuoso di rispetto tra i pote-

ri dello Stato». Il documento però non fa sconti al premier: «quelle del presidente del Consiglio sono accuse generiche, prive di alcun riscontro oggettivo. È per questo che diciamo - spiega Bergamo - che delegittima la magistratura nel suo complesso». L’iniziativa arriva lo stesso giorno in cui il Pd scrive al presidente del Senato Renato Schifani per chiedere che Berlusconi venga in aula a rendere conto delle sue affermazioni «particolarmente gravi epericolose» suipm talebani. E se l'Italia dei valori e il Pdci si schierano esplicitamente con il Csm, la maggioranza fa quadrato attorno al premier. È giusto criticare i pm faziosi, dice il vice presidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello. Claudia Greco

E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro

2 In Italia e nel Mondo


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.