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Brevi dal mondo

Ashton e Ban nella Striscia GERUSALEMME – Israele è pronto ad aprire le porte della Striscia di Gaza a Ban Ki Moon e a Catherine Ashton. L'annuncio è giunto ieri sera dal ministero degli Esteri, secondo il quale il segretario generale dell’Onu e l’alto rappresentante della politica estera dell’Ue, attesi entrambi nella regione entro la fine del mese, potranno far tappa liberamente nell’enclave palestinese controllata dal 2007 dagli integralisti di Hamas e sottoposta poco più di un anno fa a un’azione militare israeliana ('Piombo Fuso') conclusasi dopo tre settimane con pesanti distruzioni e 1400 morti, in risposta ai lanci di razzi dei miliziani islamici.

Armi, La Russa respinge critiche ROMA – L'Italia rinvia al mittente le critiche e gli attacchi arrivati da Teheran dopo l’arresto di due iraniani nell’ambito dell’inchiesta di Milano sul traffico d’armi. Questo tipo di inchieste «dipendono dalla magistratura e non sono influenzate» dall’esecutivo, spiega il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sottolineando che Teheran «ha sbagliato indirizzo». Una posizione in linea con quella del ministro degli Esteri, Franco Frattini, che nei giorni scorsi aveva parlato di «reazione scomposta» dell’Iran, ricordando che gli arresti dei due iraniani sono legati ad un’indagine della magistratura che è «indipendente». Il capo della diplomazia italiana aveva così respinto le accuse di «uso strumentale» dei fermi operati nell’ambito dell’inchiesta sul traffico d’armi.

Martedì 9 marzo 2010

Lutto nel mondo del giornalismo

Il giovane fu ucciso un anno fa perché si ribellò alla camorra

Morto Alberto Ronchey Napoli, presi gli assassini di Ciro Aveva 84 anni Era stato editorialista dei maggiori giornali Fu ministro con Amato

Alberto Ronchey

ROMA . – Lutto nel mondo del giornalismo e della cultura : è morto a 84 anni Alberto Ronchey, una delle firme più illustri del dopoguerra. È stato Direttore della Stampa, editorialista per il Corsera e Repubblica, Ronchey è stato anche ministro della Cultura nei governi Amato e Ciampi. Alberto Ronchey si è spento venerdì scorso nella sua abitazione a Roma, ma, come da disposizioni, la notizia è stata diffusa dai familiari solo ieri ad esequie già avvenute. Alberto Ronchey, nato a Roma il 26 settembre 1926.

Il ragazzo di 17 anni gravitava nel mondo della delinquenza e non si piegò al boss

Ciro Fontanarosa

NAPOLI – Era incensurato, maa 17annigià gravitavanel mondo della delinquenza. Figlio di un rapinatore ucciso da un carabiniere durante un colpo in un ufficio postale, era considerato dal clan di zona come un problema, un potenziale cane sciolto da eliminare anche per impartire una lezione a tutto il mondo della malavita. E così il giovanissimo Ciro Fontanarosa fu ucciso con sette colpi di pistola, come un boss, a causa del suo rifiuto di affiliarsi a un clan della camorra e di osservarne le regole. Era questo il movente dell’omicidio avvenuto il 25

aprile del 2009 a Napoli: per quel delitto i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno arrestato tre uomini, due dei quali accusati di essere il mandante e l'esecutore del crimine. In manette sono finiti Ettore Bosti, 30 anni, figlio di Patrizio, il capo dell’omonimo clan camorristico operante nel centro storico di Napoli, e Vincenzo Capozzoli, 34 anni: il primo avrebbe ordinato l’omicidio per punire il giovanissimo Fontanarosa del suo no all’ingresso nella cosca, il secondo avrebbe eseguito il delitto con particolare ferocia.

Difficile svolgimento del processo a Berlusconi. Ghedini sul piede di guerra

Mediaset, problema di date Udienza rinviata al 12 aprile, ma il premier è atteso da Obama MILANO – Rimane il calendario delle udienze il maggior problema del processo Mediaset che vede imputati Silvio Berlusconi e altre undici persone. L’udienza di ieri è durata una manciata di minuti: nessun teste tra quelli citati è comparso. Assente anche il premier, nonostante il rinvio del viaggio di stato in Brasile, previsto per ieri. Una serie di voci, costantemente smentite in questi giorni dai suoi avvocati, avevano ipotizzato una presenza di Berlusconi in aula e qualche accorgimento in più del solito dei carabinieri in servizio a Palazzo di giustizia che hanno tenuto distanti cronisti e troupe televisive dal corridoio della Prima sezione, in attesa dell’inizio dell’udienza, le hanno

L’avvocato-parlamentare del Cavaliere, Niccolò Ghedini

alimentate. Nulla di tutto ciò e un semplice rinvio al 12 aprile per l'audizione di altri due testimoni. Quel giorno, però, Silvio Berlusconi, ha spiegato uno dei suoi legali, Niccolò Ghedini, sarà impegnato in un viaggio a Washington e potrebbe crearsi

una situazione di legittimo impedimento. Alla fine, breve riunione tra giudici, pm e avvocati del premier per «per vedere delle date concordate» per le udienze e «quali sono i programmi delle prossime settimane – ha proseguito Ghedini -. Fa-

remo sapere queste date, anche fuori udienza, al Tribunale e al pubblico ministero. Questo in uno spirito di collaborazione». Quali saranno queste date? «Quelle che ci darà la presidenza del Consiglio, è impossibile dirlo ora». Sulla «leale collaborazione» tra poteri dello Stato, a dir la verità, in udienza qualche scintilla tra giudici e legali del premier c'è stata. È successo quando Ghedini ha preannunciato il viaggio statunitense. «Non è questa la leale collaborazione di cui parla la Corte costituzionale», ha detto il presidente Edoardo d’Avossa. «Non è leale collaborazione nemmeno quello che si è verificato la scorsa udienza», ha risposto Ghedini riferendosi alla mancata concessione

del legittimo impedimento di lunedì scorso, nonostante fosse in svolgimento un Consiglio dei ministri. Ghedini ha anche ricordato le difficoltà nella fissazione del calendario dal momento che, per esempio, ieri Berlusconi doveva appunto essere impegnato in un viaggio di Stato in Brasile che invece è stato rinviato. Per l’avvocato parlamentare, non cambia di molto la situazione nemmeno la prossima discussione parlamentare sul legittimo impedimento. «Questa legge lo regolamenta in modo migliore, perchè consente alla presidenza del Consiglio di certificare la sussistenza di impedimenti continuativi, cosa che si potrebbe già fare oggi». Letizia Bianco

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2 In Italia e nel Mondo


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