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Mercoledì 10 marzo 2010

Brevi dal mondo

Il Governo l’ha chiesta per approvare la legge sul legittimo impedimento

Figlio di lesbiche fuori dalla scuola

La fiducia al Senato, l’opposizione insorge

WASHINGTON – E' bufera su una scuola cattolica del Colorado che ha deciso di non consentire al figlio di una coppia di lesbiche di continuare a frequentare il giardino d’infanzia il prossimo anno. Secondo quanto riferisce il sito web della Abc, il piccolo, che frequenta l’asilo dell’istituto Sacro Cuore di Gesu di Boulder vicino Denver, potrà completare l'anno ma poì dovrà andarsene. A prendere l’iniziativa è stato il parroco sostenuto dall’arcidiocesi di Denver una volta venuto a conoscenza dell’orientamento sessuale della coppia.

ROMA – Il governo chiede il voto di fiducia sul disegno di legge per il legittimo impedimento, ora all’esame del Senato. E il centrosinistra insorge, chiedendo la presenza di Berlusconi in Aula. «Visto che è lui il diretto beneficiario di questa norma – osserva il capogruppo dell’Idv al Senato Felice Belisario – venga in Aula durante il voto e ci metta la faccia!». In un clima già incandescente per via del decreto 'salva-liste' bocciato lunedì dal Tar del Lazio, governo e maggioranza «alzano il tiro», come si commenta nel Pd, per approvare il più in fretta possibile il testo di legge che trasformerà gli impegni istituzionali del premier e dei suoi ministri in legittimi impedimenti a partecipare alle

Cile, domani Pinera si insedia SANTIAGO DEL CILE – Con sullo sfondo quasi 500 morti e il dramma delle distruzioni lasciate dal terremoto e lo tsunami dello scorso 27 febbraio, il Cile entra giovedì in una nuova fase politica: la presidente di centro-sinistra Michelle Bachelet lascerà infatti il posto alla 'Moneda' al miliardario di destra Sebastian Pinera. Il nuovo capo dello Stato ha vinto le ultime elezioni, battendo Eduardo Frei, il candidato della Concertacion (l'alleanza tra socialisti e democristiani), che ha così perso il potere per la prima volta negli ultimi vent'anni. Il paese, uno dei più stabili ed economicamente solidi dell’America Latina, sta solo in questi giorni tornando, e molto lentamente, alla normalità.

udienze dei processi che li riguardano. Il centrosinistra, che da venerdì aveva presentato circa 1.700 emendamenti al ddl, ribadisce nella mattinata di ieri che contro il provvedimento sarebbe stata fatta «un’opposizione intransigente». Anche come segno di protesta per il 'salva-liste'. In più, il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro chiede che gli eventuali interventi in dissenso dei senatori del suo grupponon venganoconteggiati nel computo complessivo del tempo assegnato ai Democratici (2 ore e 21 minuti). Ma l’istanza è respinta dal centrodestra. Sulle prime, il presidente del Senato Renato Schifani fa ben sperare l’opposizione dicendo che

lui stesso sarebbe stato il «garante di un dibattito approfondito» e che «il diritto di parola in Aula è sacro». Ma poi, dopo la bocciatura delle cinque questioni pregiudiziali presentate dal centrosinistra, a Palazzo Madama, comincia a circolare con una certa insistenza la voce di un possibile ricorso al voto di fiducia. E l’ipotesi provoca ulteriore gelo tra i poli. La tensione culmina quando entra in Aula Elio Vito. È quasi sempre lui, infatti, in qualità di ministro per i Rapporti con il Parlamento, a chiedere la fiducia sui vari progetti di legge da parte del governo. Non appena si alza e accende il microfono,senatori del Pde dell’Idv cominciano a protestare, urlando e gesticolando. Schifani li lascia fare

Renato Schifani ieri in Aula al Senato

per un pò. Poi, con aria seccata, li riprende: «Basta! Vi siete sfogati? Adesso basta!». E ridà così la parola a Vito che può rendere ufficiale ciò che tutti ormai si aspettano: «Il governo mi autorizza a chiedere la fiducia». Anna Laura Bussa

Il premier recentemente aveva duramente attaccato pm e giudicanti

Csm a difesa dei giudici La prima Commissione bacchetta Berlusconi. Oggi il plenum ROMA – «Episodi di denigrazione e di condizionamento della magistratura e di singoli magistrati» sono «del tutto inaccettabili» perchè così si mette «a rischio l’equilibrio stesso tra poteri e ordini dello Stato sul quale è fondato l’ordinamento democratico di questo Paese». Usa parole durissime la Prima Commissione del Csm nel censurare le accuse rivolte dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a magistrati di diversi uffici giudiziari di agire per finalità politiche. E avverte che il pericolo è così alto, proprio perchè quelle affermazioni che gettano «discredito» sulla magistratura, recando un «gravissimo vulnus alla credibilità della giu-

risdizione», provengono «dal massimo rappresentante del potere esecutivo». La sferzata è contenuta nel documento, approvato all’unanimità, con cui la Commissione ha chiuso la corposa pratica a tutela di giudici e pm chiamati in causa dal premier e che oggi sarà discusso dal plenum. Parole che hanno subito infiammato il dibattito, con il Pdl che con il ministro Bondi in testa, accusa il Csm di «grave ingerenza e violazione da parte dell’ordine giudiziario dei principi fondamentali dell’ordinamento democratico». E l’opposizione che, con DonatellaFerrantidel Pdgiudicainvece «grave e intimidatorio l'attacco

del ministro all’autonomia e all’indipendenza della magistratura», e con l’Italia dei valori sottoscrive «l'allarme» del Csm. La Commissione non fa alcuno sconto a Berlusconi, che ha messo sotto accusa i magistrati del processo Mills, ma anche i pm che hanno riaperto le indagini sulle stragi mafiose, la procura di Firenze che ha aperto l’indagine su Guido Bertolaso e gli appalti per i Grandi eventi, la Corte Costituzionale e da ultimo le «bande» dei pm «talebani» «che perseguono fini eversivi». E dice senza giri di parole: l’assunto di una magistratura che vuole «sovvertire l’assetto istituzionale democraticamen-

te voluto dai cittadini» è «una obiettiva e delegittimazione della funzione giudiziaria nel suo complesso e dei singoli magistrati». I consiglieri condividono le preoccupazioni in più occasioni espresse dal capo dello Stato, da ultimo nella lettera al vice presidente del Csm, e rivolgono «un pressante appello a tutte le Istituzioni perché sia ristabilito un clima di rispettodei singoli magistrati e dell’intera magistratura, condizione imprescindibile di un’ordinata vita democratica». Ed elogiano la «compostezza» dei magistrati che hanno risposto con il «silenzio» alle «generiche ed ingiuste accuse». Sandra Fischetti

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2 In Italia e nel Mondo


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