Brevi dal mondo
Giovedì 11 marzo 2010
La moglie dell’italiano rapito in Mauritania resta in mano ai terroristi
Pakistan, uccisi 12 miliziani
Mali, “falsa” liberazione di Philomene Cicala
MIRANSHAH (PAKISTAN) – Almeno 12 miliziani sono stati uccisi in Pakistan in due raid di aerei senza pilota (drone) statunitensi avvenuti in rapida successione nella regione della North West Frontier al confine con l’Afghanistan. Il primo attacco, in cui sono rimasti uccisi 8 uomini, è stato effettuato alle 20 locali (le 16 in Italia) nel villaggio di Mizar Madakhel, a 50 chilometri ad ovest di Miranshah, il capoluogo del North Waziristan. Dopo pochi minuti un secondo attacco ha eliminato altri 4 miliziani.
ROMA – Giallo e 'suspense' per Philomene Cicala: dopo quasi tre mesi nelle mani – insieme al marito Sergio – dei terroristi dell’Aqmi, l’Al Qaida per il Maghreb, la sua liberazioni ieri mattina sembrava imminente. Addirittura già avvenuta. Ma poi è arrivato il dietrofront: è ancora prigioniera dei sequestratori, nonostante continuino le trattative per il suo rilascio. Ma anche per quello del marito con il quale era stata rapita in Mauritania il 18 dicembre scorso mentre la coppia era diretta in Burkina Faso, paese d’origine della donna. E' invece libera Alicia Gamez, una dei tre cooperanti spagnoli finiti insieme agli italiani ed al francese
Censura, Google torna in Cina WASHINGTON – Google conferma la sua sfida alla censura cinese. La società di Mountain View non rispetterà i vincoli imposti da Pechino e si è detta pronto ad pagare il prezzo del suo gesto. Lo ha annunciato l'amministratore delegato di Google Eric Schmidt.
Usa-Libia scuse accettate WASHINGTON – La Libia ha accettato le scuse degli Stati Uniti e considera così chiusa la querelle innescata dal commento di un portavoce del dipartimento di Stato su alcune dichiarazioni di Muhammar Gheddafi. Il ministero degli Esteri di Tripoli «accetta le scuse e il profondo rammarico espresso dal dipartimento di Stato» si legge in una nota, «saluta con favore la ripresa delle visite di funzionari di entrambi i Paesi e insiste sulla volontà di stabilire relazioni bilaterali in tutti i campi».
Pierre Camatte (liberato qualche settimana fa) nelle mani dell’Aqmi. Il rimbalzare delle notizie da Bamako, la capitale del Mali dove i sequestratori terrebbero in ostaggio gli europei, è iniziata nelle prime ore della mattina. In un crescendo di attesa e di speranza culminata nell’annuncio – da parte di una fonte diplomatica – del rilascio delle due donne, Philomene e la spagnola. Ma, poco dopo, mentre il vicepremier spagnolo confermava la liberazione della sua connazionale dal Burkina Faso – dove ieri era in missione l’inviato speciale del ministro Frattini per le emergenze umanitarie, Margherita Boniver – fonti vicine alla presidenza smentivano la li-
berazione di Philomene: «È ancora prigioniera». Così come confermato poi anche dalla stessa fonte diplomatica che inizialmente aveva annunciato la liberazione: «C'è molta confusione qui» ha detto spiegando che le due donne erano in mano di gruppi diversi, con «diverse richieste». La Farnesina mantiene – come è consuetudine in questi caso –il più stretto riserbo ed il 'silenzio stampa': «Non ho mai cambiato la linea del silenzio totale, fino a quando i nostri ostaggi non torneranno in Italia», ha spiegato ieri Frattini. La Boniver che ieri ha incontrato anche il presidente del Burkina Faso, Blaise Compaor, punta sulla capacità di mediazione del paese: «Il presi-
I due ostaggi italiani
dente ha ottime e dimostrate doti negoziali» e «puntiamo su questa collaborazione per risolvere un caso cos difficile. Il Burkina Faso ha un governo amico dell’Italia», ha spiegato l’inviata italiana. Marina Perna
Un morto a Venezia. Scuole chiuse e caos sulle strade. A Messina torna la paura
Freddo e neve in mezza Italia L’altra metà investita da piogge, frane, allagamenti e smottamenti ROMA – Mezza Italia stretta nella morsa di neve e freddo, con caossu stradee autostrade, treni in ritardo e scuole chiuse dal Piemonte all’Abruzzo, l’altra metà investita da piogge e temporali che hanno provocato allagamenti, frane, smottamenti. E anche un morto: un anziano spinto in acqua dal vento che soffiava ad oltre 80 km l’ora al lido di Venezia L’ondata di maltempo che ha investito il nostro paese ha colpito indistintamente tutta la penisola e a Messina si è rivissuto l’incubo di ottobre, quando la montagna franò sui villaggi alla periferia della città, provocando oltre trenta morti a Giampilieri, Altolia e Scaletta Zanclea: stavolta è andata meglio, ma gli abitati di Mili e Santa Margherita sono stati invasi dal
Mili, in provincia di Messina, invasa dal fango
fango, mentre in città alcuni reparti dell’ospedale Papardo sono stati evacuati per il crollo di parte del controsoffitto. Allagati anche gli scantinati della Procura della Repubblica e del Comune. E non è ancora finita: per le prossime ore il Dipartimento della
Protezione Civile ha emesso una nuova allerta meteo. A preoccupare, dopo le abbondanti e continue nevicate delle ultime 36 ore, è il ghiaccio: su tutto il centro nord è infatti previsto un abbassamento delle temperature che potrebbe provocare estese gela-
te anche in pianura. Al sud invece sono attese nevicate a quote collinari e soprattutto ulteriori piogge che andranno ad interessare zone dove i quantitativi di acqua caduti nei giorni scorsi hanno reso particolarmente fragile la situazione idrogeologica. I problemi più grossi si sono registrati in Abruzzo. Solo ieri mattina si è infatti conclusa l’odissea di centinaia di viaggiatori rimasti bloccati per nove ore sulla A24 Roma-L'Aquila, tra cui i giocatori del Frosinone che dovevano andare in ritiro a Montesilvano: un camion messosi di traverso tra i caselli di Tagliacozzo e Carsoli e una tormenta di neve che ha ridotto a zero la visibilità hanno di fatto reso impossibile la circolazione. Il prefetto dell’Aquila Franco Gabrielli
sta preparando un dossier da consegnare alla procura contro la societa 'Strada dei Parchi spa' che gestisce l'autostrada, accusandola di aver fornito «informazioni assolutamente insufficienti, superficiali, contraddittorie e non tempestive». Dal canto suo la società si è scusata con gli utenti accusando però gli autotrasportatori. «Tutte le misure sono state prese», i problemi sono stati generati dal «blocco di mezzi pesanti». Anche l’Anas vuole vederci chiaro e ha già avviato un’indagine che dovrebbe concludersi entro dieci giorni. Disagi consistenti anche in tutto il centro-nord: sull'arco Alpino, dopo le nevicate, è salito il rischio valanghe e a Trieste la Bora ha raggiunto i 152 km orari. Claudia Greco
E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro
2 In Italia e nel Mondo