Domenica 14 marzo 2010
Brevi dal mondo
Pedofilia, la Santa Sede: «Da sempre chiara la condanna». E si cancella la prescrizione
La Francia al voto Test per Sarkozy
Il Vaticano: «C’è chi complotta contro il Papa»
FRANCESI alle urne oggi per votare per i consigli regionali. L’appuntamento, sui cui pesa soprattutto l’incognita dell’astensione, potrebbe decretare la sconfitta del presidente Nicolas Sarkozy rilanciando la “gauche” in vista delle elezioni presidenziali del 2012.
CITTA' DEL VATICANO – Sullo scandalo dei preti pedofili, dopo aver subito la graticola per settimane, il Vaticano è passato al contrattacco. Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi ha denunciato il tentativo di buttare fango sul Papa. «E' piuttosto chiaro – ha rimarcato – che negli ultimi giorni vi è chi ha cercato, con un certo accanimento a Ratisbona e a Monaco, elementi per coinvolgere personalmente il santo Padre nelle questioni degli abusi». Tuttavia, ha detto, «per ogniosservatore obiettivo, è chiaro che questi sforzi sono falliti». Le alte gerarchie vaticane sono preoccupate e offese per la piega che sta prendendo la vicenda: la «linea dell’assoluta trasparenza e del rigore
Vanacore annegato in un metro d’acqua CORRISPONDE a un metro: la profondità misurata dai carabinieri del Nucleo subacqueo di Taranto nello specchio di mare della località Torre Ovo, vicino Torricella, in provincia di Taranto, dove martedì è stato trovato morto, probabilmente suicida, Pietrino Vanacore, l'ex portiere del palazzo di via Poma a Roma nel quale fu assassinata Simonetta Cesaroni. I sommozzatori dell'Arma si sono immersi nel luogo esatto e nello stesso orario in cui si è registrata la morte, cioè tra le 11,30, quando l'uomo ha comprato il pane in un forno, e le 12,30 quando è stato dato l'allarme.
Violenta ragazza per entrare in gang AVREBBE violentato una ragazzina di 15 anni mentre era sdraiata in un parco mezza intontita per aver bevuto alcolici. Le indagini della Polizia di Busto Arsizio hanno portato stamattina a far scattare le manette attorno ai polsi di un ecuadoregno 18enne, minorenne all’epoca dei fatti, noto per essere uno dei componenti una banda giovanile denominata 'Latin King' che imperversa da parecchio tempo soprattutto nelle periferie di Milano. La violenza sessuale costatagli l’arresto risalirebbe al 15 settembre scorso quando la 15enne si trovava con delle amiche al Parco Bassetti di Gallarate dove un gruppetto di minorenni aveva organizzato una festicciola. La ragazzina, priva di forze, si era sdraiata, stando alla denuncia, su una panchina e solo al suo risveglio si sarebbe resa conto di aver subito la violenza. Una volta a casa ha raccontato tutto alla madre che l'accompagnò in ospedale a Busto per una visita che confermò l'avvenuto rapporto sessuale.
voluta da Ratzinger», quando era prefetto della Congregazione per la Fede, è stata ritorta proprio contro il suo pontificato. «La Chiesa cattolica, a dispetto dell’immagine deformata con cui la si vuole rappresentare, è l’istituzione che ha deciso di condurre la battaglia più chiara contro gli abusi sessuali a danno dei minori partendo dal suo interno», si legge in un editoriale dell’Osservatore Romano, firmato da mons. GiuseppeVersaldi, canonistae psicologo. Ma paradossalmente, l’unico obiettivo dei media sembra essere quello di creare «un’immagine esageratamente negativa della Chiesa». Le notizie che arrivano sugli abusi su minori avvenuti nel passato nelle istituzioni cattoliche di mezza Europa
hanno l’effetto, in Vaticano, di un vero assedio. Ieri però il muro a difesa del pontefice si è rafforzato. In una lunga intervista ad Avvenire, rilanciata poi da tutti i media vaticani, il Promotore della Giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, Charles Scicluna, ha lodato «la saggezza e la fermezza» del cardinale Ratzinger nel gestire, dal 2001, casi di preti pedofili. «Quindi accusare l’attuale Pontefice dioccultamento èfalso ecalunnioso», ha chiosato. Al 2001 risale la famosa lettera di Ratzinger 'De Delictis Gravioribus': mons. Scicluna ha spiegato che il «segreto pontificio» invocato nel testo non dispensava i vescovi dal denunciare i reati commessi dai propri sacerdoti. Quanto al termine di pre-
Papa Benedetto XVI
scrizione di 10 anni (a partire dal compimento del diciottesimo anno della vittima) per i crimini di pedofilia, il promotore di Giustizia ha annunciato che si sta pensando di tornare al sistema canonico precedente, quando i delitti più gravi non decadevano mai.
E’ rimasto intrappolato nella baracca in cui viveva
Era un cittadino indiano
Rogo al campo nomadi ragazzo muore a Milano
Roma, in spiaggia trovato cadavere senza la testa
MILANO –E' nata dal gelo di questi giorni e dal disagio di una vita randagia, la tragica fine, tra le fiamme, diun ragazzinorom chela notte tra venerdì e sabato, a Milano, ha trovato la morte nella baracchetta di legno dove viveva con i fratelli, in un campo abusivo alla periferia della metropoli. Gli altri componenti del nucleo famigliare si sono salvati: lui, invece, Emil Enea, 13 anni, è stato trovato completamente carbonizzato. E mentre l’Opera nomadi punta il dito contro il Comune («quello che è accaduto la scorsa notte è la diretta conseguenza delle condizioni di vita in cui sono costretti i rom e le popolazioni nomadi, è il prezzo che si paga a fronte di una totale assenza delle politiche di accoglienza, anche temporanea, della mancanza di strutture, insomma non c'è a Milano alcuna governance del problema rom»), gli accertamenti della polizia e dei Vigili del fuoco hanno evidenziato che a portare fuori controllo le fiamme è stato un carico eccessivo di legna che il capofamiglia aveva messo in una stufetta proprio per proteggersi dal freddo. Il papà del tredicenne, infatti, un uomo di 46 anni con piccoliprecedenti, siera alzato di notte per caricare la stufa, che si trova tra due vani, separati da una sottile parete: da una parte dormono i genitori, con altri due figli piccoli, e dall’altra i figli grandi, una ragazza di 21 anni, uno di 19 e Emil. Tra il fumo e la confusione tutti pensavano fosse uscito anche Emil, che invece, forse stordito dal fumo, si è alzato troppo lentamente mentre intorno a lui divampavano le fiamme. Il corpo del ragazzo è stato trovato a terra con una gamba fratturata, spezzata dal crollo di parte della struttura. L’incendio si è verificato in un in-
Una donna guarda i danni
Bimba rom venduta a banda che rubava negli appartamenti
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TALMENTE brava e lesta a rubare da meritarsi il soprannome di “Kali” e da “valere”, sul mercato criminale dei piccoli schiavi, ben 200 mila euro: è la bambina rom di 13 anni, che sarebbe stata “venduta” dalla madre e dal padre, due rom croati, ad una coppia di connazionali della stessa etnia, ospiti nel campo nomadi di Corezzola (Padova), per venir impiegata nei furti in appartamenti o villette. Un “giro” di sfruttamento che è stato scoperto dalla polizia.
sediamento non autorizzato che si trova in via Caio Mario, un’area verde in fondo a via Novara, nell’estrema periferia ovest della città, e non va confuso con un altro campo, più grande e «regolare», che si trova nei paraggi. A Milano, infatti, ci sono 12 campi autorizzati, che subiscono censimenti periodici. Questo invece era fatto di sole 25 baracche e non aveva allacciamenti nè servizi: «La gente si riscalda come può –spiega un nomade che fa il mediatore sociale – chi con le bombole, altrettanto pericolose, chi con le stufe». Gli insediamenti non autorizzati vengono sempre sgomberati (l'ultimo pochi giorni fa nonostante la neve) ma spesso i nomadi non fanno altro che spostarsi o, al limite, vanno in un’altra città. Nei giorni scorsi c'erano state polemiche per l’uso, da parte della polizia locale, di dotazioni da ordine pubblico durante lo sgombero di un campo, che sempre più spesso avvengono, da un pò di tempo a questa parte, senza la Polizia di Stato, a cui compete l’ordine pubblico. «Siamo d’accordo col prefetto», aveva ribadito l’Amministrazione. Ed è proprio lo sgomberoiltimore piùgrandedella piccola comunità rom colpita dal lutto. Ad ammetterlo è Jan, 26 anni, che lavora come operaio edile specializzato in vari cantieri e, come spesso accade viene «pagato la metà degli italiani». «Sette mesi fa eravamo insediati dietro il carcere Beccaria, in zona Bisceglie – racconta –poi il campo è stato sgomberato ed è finito qui, dove sono state ricostruite le baracche». «Alcuni di noi vengono anche da Triboniano – dice ancora – dove sono stati allontanati, non so perchè. So però che lì quattro bambini andavano a scuola, e ora qui no». Fabrizio Cassinelli
ROMA –Il corpo decapitatodi un cittadino indiano riverso su un pattino blu e abbandonato forse dalla scorsa notte tra le dune della spiaggia di Tor San Lorenzo. Ucciso con una violenza spropositata. Ha i contorni di un vero giallo l’omicidio dell’immigrato indiano trovato sulla spiaggia del litorale romano. Soprattutto perchè chi lo ha uccisoha pensatoanche difar sparirela testadecapitata della vittima, probabilmente uno straniero che viveva nella baracca poco distante. Forse uno dei tanti immigrati del litorale a sud di Roma dove vive una grande comunità di indiani e cingalesi che lavorano nelle campagne. Il cadavere è stato scoperto da alcune persone che passeggiavano in riva al mare ed hanno avvertito i carabinieri. Poco dopo i militari hanno trovato, proprio all’interno della baracca, un’ascia insanguinata, la probabile arma dell’omicidio. Ma per stabilirlo con certezza saranno necessari però alcuni esami di labo- I rilievi in spiaggia ratorio, esami che serviranno anche per rintracciare sull'ascia eventuali impronte dell’assassino. Un assassino che secondo i carabinieri va cercato proprio nella comunità indiana della zona. Nella baracca i carabinieri del gruppo di Frascati e della compagnia di Anzio hanno trovato anche alcuni documenti. «Appartengono a un cittadino indiano di 45 anni –ha spiegato il colonnello Rosario Castello, comandante del gruppo di Frascati – probabilmente lo stesso immigrato che abitava nella baracca. Riteniamo che il delitto sia maturato nell’ambito della loro comunità». Nella baraccaun letto, alcune suppellettilie molto sangue ovunque. Infatti, secondo i rilievi, l’omicidio è avvenuto all’interno e poi il corpo è stato trascinato sulla duna mentre l’ascia utilizzata e stata gettata poco lontano. «Oltre ad essere stato decapitato – ha detto il colonnello Castellol’uomo è stato ferito in più parti con l’ascia, perchè ha ferite sul torace e sul petto, presumibilmente il delitto è avvenuto nella nottata. Al momento ancora non è stata trovata la testa».
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