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Brevi dal mondo

Italiani dispersi in Venezuela DUE Due italiani, Simone Montesso, bolzanino di 23 anni, e Massimo Barbiero, veneziano di 37, sono dispersi in Venezuela, dopo che si sono allontanati lunedì scorso per una camminata in un’area di montagna di Santa Rosa de La Hechicera, a Merida. A lanciare l’allarme è stata l’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini, per la quale i due lavorano come volontari.

Brasile, 400 corpi sotto il fango NITEROI (BRASILE) – Potrebbero esserci 400 corpi sotto il fango che ha inondato le strade di Rio de Janeiro. Anche se l’ultimo bilancio diffuso dalla Protezione civile brasiliana parla di 219 morti accertati, si teme che le piogge più violente degli ultimi 50 anni abbiano mietuto un numero quasi doppio di vittime.

Londra, Ufo inseguito dalla Raf LONDRA - Mistero nei cieli britannici: in un video amatoriale si vede un ufo inseguito da due caccia della Royal Air Force (Raf). «Uno dei migliori filmati che io abbia mai visto», ha riferito al Sun un ex consulente del ministero della Difesa, esperto di “dischi volanti”, Nick Pope, secondo il quale però potrebbe anche trattarsi di un nuovo tipo di drone (un aereo senza pilota, ndr).

Domenica 11 aprile 2010

L’omicida Gaetano Scerri fu vittima dei preti pedofili maltesi

«Io, abusato, sono diventato mostro» LA VALLETTA –Ancora gli stessi preti e lo stesso orfanotrofio. A una settimana dalla visita di papa Benedetto XVI, che il 17 aprile incontrerà alcune vittime degli abusi, nuove accuse pesanti sono state sollevate verso la Chiesa maltese per atti di pedofilia e violenza su minori nell’IstitutoSan Giuseppe di Santa Venera. Questa volta a puntare il dito è un abusato divenuto un efferato assassino, che, in un raptus di rabbia per essere stato toccato, ha ucciso e fatto a pezzi un omosessuale: un «mostro», come lui stesso si definisce, che ha appena scontato 20 anni di carcere per quel delitto del 1991. Gaetano Scerri, 46 anni, parla

A una settimana dalla visita annunciata dal Papa nuove accuse sull’Istituto S. Giuseppe di Santa Venera per la prima volta e rivela i dettagli della sua infanzia nelle mani dei preti pedofili nell’Istituto di San Giuseppe. La sua storia verrà pubblicata oggi anche sulla prima pagina del domenicale di Malta “Illum”. L'orfanotrofio è lo stesso da dove sono partite le denunce di altri dieci vittime degli abusi, tra cui Lawrence Grech e Joseph Magro che stanno preparando una protesta tra la folla che accoglierà il Pontefice per la messa domenica prossima a Floriana. Scerri racconta all’Ansa di una «infanzia ru-

bata» e di essere diventato un «mostro omofobico» per colpa dei preti che lo abusarono per anni. La notte del 7 aprile 1991, insieme ad un complice, uccise un uomo, e lo tagliò a pezzi con il vetro di una bottiglia. Il delitto, col suo sfondo omosessuale, aveva scioccato l'opinione pubblica. Ora Scerri dice di aver agito d’istinto «contro un uomo che lo voleva toccare». Scerri ricorda che da piccolo venivaforzatoa dormirenudoesenza lenzuola, picchiato duramente dai preti.

L’Isola di Malta

Violenti scontri tra i soldati del Governo e le “camicie rosse”. Almeno 15 vittime

Guerriglia e morti a Bangkok Nella capitale thailandese i leader dissidenti dicono: «Ormai è guerra» BANGKOK –Almeno15 morti – tra cui quattro soldati ed un cameraman giapponese della Reuters – e 521 feriti in due serie distinte di scontri tra soldati e "camicie rosse" ieri a Bangkok, nella giornata più sanguinosa dall’inizio del confronto tra i dimostranti fedeli all’ex premier Thaksin Shinawatra ed il governo di Abhisit Vejjajiva. Nella capitale, come ha urlato dal palco uno dei leader delle "camicie rosse", «ormai è scoppiata la guerra». E mentre la violenza sembra per ora rientrata, la protesta antigo-

vernativa dei sostenitori di Thaksin prosegue più intensa di prima, con la folla divisa tra la Ratchaprasong Intersection e il ponte di Phan Fah. Sul palco eretto,i manifestanti hanno esibito cinque militari presi in ostaggio. Gli scontri più gravi sono scoppiati poco prima delle 21 (le 16 in Italia) presso il Democracy Monument, nella parte storica della capitale. Oggetto del lancio di bottigliette e di due ordigni artigianali da parte di centinaia di "rossi", intenzionati a sfondare la barricata eretta all’inizio di una viuzza

che dà sulla rotatoria dove sorge il monumento, i soldati hanno cercato di disperdere gli assalitori sparando proiettili di gomma. Dopo pochi minuti però sono partiti i proiettili veri, mentre i "rossi" si facevano largo a colpi di bastone, spranghe e alcune armi da fuoco. La piazza del Democracy Monument è precipitata nel caos: migliaia di camicie rosse che assistevano alla battaglia proteggendosi dietro il monumento, tra cui molte donne, si sono disperse lungo le vie circostanti, tra l’odore dei

lacrimogeni. Gli assalitori mettevano intanto fuori uso tre veicoli corazzati e altri veicoli militari, mettendo le mani anche su fucili e scudi abbandonati dai soldati. Più tardi, una granata è stata lanciata contro la Government House. Poco prima di mezzanotte, il primo ministro Abhisit Vejjajiva è apparso in tv con espressione grave, promettendo una commissione d’inchiesta indipendente sull'accaduto ed escludendo di dimettersi: «Io e il governo continueremo a lavorare», ha dichiarato ilpremier, cheha poi

annunciato di aver ordinato alle forze armate la sospensione delle operazioni, esortando i manifestanti a fare altrettanto. «Non volevamo adottare metodi duri, ma alla fine non abbiamo avuto scelta. I soldati hanno sparato solo per autodifesa», ha aggiunto Abhisit. I media thailandesi riportano che a Chiang Mai, la principale città del nord, le camicie rosse hanno preso il controllo del palazzo comunale. Dal palco di Phan Fah, i leader dei "rossi" giurano che ora qualsiasi negoziato è impossibile. Alessandro Ursic

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2 In Italia e nel Mondo


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