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Brevi dal mondo

Pechino, bimbi feriti da un folle PECHINO - Cinque bambini di una scuola materna in Cina sono rimasti feriti da un folle che li ha aggrediti con un martello e poi si è suicidato. E' accaduto a Shandong, nella città di Weifang, e l’attacco contro bambini è il quarto nel Paese in un mese. L'uomo ha preso in braccio due bambini e si è dato fuoco con la benzina.

New York, fermati complici Al Qaeda NEW YORK N – Due cittadini statunitensi sono accusati di complicità con Al-Qaeda. Wesam El-Hanafi, 33 anni, e Sabirhan Hasanoff, 34, avrebbero fornito, secondo il procuratore di Nerw York, «sostegno e mezzi all’organizzazione terroristica».

Sisma a sud-ovest di Sacramento LOS ANGELES–Una scossa di terremoto di magnitudo 5 della scala Richter è stata avvertita tra Sacramento e San Francisco alle 21:43 ora italiana. L’epicentro è stato localizzato 100 chilometri a sud-ovest di Sacramento ad una profondità appena 5 chilometri. Ne ha dato notizia l’Istituto geologico statunitense.

Sabato 1 maggio 2010

La maggioranza vuole modificare la legge, l’opposizione chiede di applicarla

Psichiatria, Pd contro Pdl per la riforma Basaglia ROMA – E' muro contro muro tra i poli in commissione Affari Sociali della Camera sulle proposte di legge che puntano a riformare la legge Basaglia: la norma ormai conosciuta come la 180 che venne approvata nel 1978 e che di fatto chiuse i manicomi in Italia. I deputati della maggioranza hanno infatti presentato ben sette proposte di legge per modificarla, mentre i parlamentari del Pd auspicano, invece, «una sua completa applicazione sul territorio». «Non è possibile – spiega Anna Margherita Miotto (Pd) – che ogni volta che ci siano dei fatti di cronaca di una certa rilevanza il centrodestra pensi subito a mettere le mani

sulla legge Basaglia. Sarebbe molto meglio, invece, che si cercasse di applicare questa normativa sul serio e in tutto il territorio nazionale. Siccome in molte zone ci sono carenze di personale e di strutture, la legge 180 non è riuscita ad esplicare completamente i suoi effetti. Pertanto sarebbe meglio vigilare su questo, piuttosto che pensare a nuove iniziative di legge». Non la pensano così gli esponenti di Lega e Pdl che nelle loro sette proposte di legge puntano sostanzialmente ad allungare i tempi di applicazione del Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) e ad estendere la platea di coloro per i quali si potrebbe prevedere. In uno di questi progetti, quello firmato da

Gabriella Carlucci e da Guglielmo Picchi, si prevede addirittura che si possa disporre il trattamento sanitario obbligatorio nei confronti di un paziente anche in modo non volontario. Il consenso, secondo i deputati del Pdl, potrebbe essere dato dal tutore o dall’amministratore di sostegno. In più, si punterebbe ad ampliare la platea delle persone destinatarie del Tso estendendola a «coloro che sono stati giudicati incapaci di intendere e di volere per abuso di alcol o di sostanze stupefacenti». Nel progetto di legge, infine, si prevede l’istituzione di albi regionali con le strutture competenti presenti sul territorio. Tra le proposte di legge all’esame della commissio-

Franco Basaglia

ne affari sociali, ce ne è anche una, presentata da Fabio Garagnani (Pd), che propone, nei casi di particolare gravità, «un ricovero permanente in strutture protette che forniscano al paziente un’assistenza adeguata e continua».

In testa nei sondaggi dopo l’ultimo scontro tv tra gli aspiranti premier britannici

Gb, Cameron vince il terzo round LONDRA –David Cameron, secondo i sondaggi istantanei, si è aggiudicato il terzo ed ultimo scontro televisivo in diretta tra i leader dei partiti Conservatore, Liberaldemocratico e Laburista. Un match – in diretta sulla Bbc dall’università di Birmingham – che aveva come tema centrale l'economia. Uno scontro che si è caratterizzato più che altro in un serrato botta e risposta tra Cameron e Gordon Brown, con Nick Clegg che in diverse occasioni è sembrato un pò tagliato fuori. Per ComRes Itv, Came-

ron ha vinto con il 35%, con Clegg al 33 e Brown al 26. YouGov/Sun ha assegnato a Cameron il 41%, con Clegg al 32% e Brown al 25. Il rilevamento Guardian/ICM dà il leader Tory al 35%, Brown al 29% e Clegg al 27%. Solo per il sondaggio Populus/Times David Cameron e Nick Clegg finiscono alla pari con il 38%, con Gordon Brown che si ferma al 25%. Il primo a parlare è stato, per sorteggio, Cameron, forte del sostegno arrivato dal settimanale The Economist per la sua determinazione a ta-

gliare la spesa pubblica. «Viste le notizie dalla Grecia, garantisco che non entrerò mai nell’euro», ha esordito il capo dei Conservatori. La crisi ellenica non è stata quasi menzionata, se non quando Cameron ha attaccato Clegg sul suo piano per portare Londra nell’euro: «Se fossimo stati nell’euro i vostri soldi sarebbero andati alla Grecia e ad altri paesi». Clegg, il solo europeista fra i tre, ha risposto che i Lib-dem dicono che nell’euro si potrà entrare solo se sarà conveniente, e solo con un referen-

dum. Brown è arrivato allo scontro forte di un documento di oltre 100 influenti economisti che hanno espresso sostegno alla politica economica del premier, e in particolare nella sua cautela ad avviare tagli alla spesa pubblica. Alla fine, gli appelli: quello «positivo» di Cameron, quello per il «cambiamento possibile» di Clegg, e quello in negativo di Brown, contro i «rischi» posti da un vittoria degli altri. Patrizio Nissirio

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2 In Italia e nel Mondo


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