Poste Italiane S.p.A. - Sped. abb. postale - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) - art. 1 comma 1, DCB Padova
GRUPPO GIOVANI LA CRISI C’È, MA ANCHE PER COLPA NOSTRA / 4 RICETTE RUSTICI CON ZUCCCHINE / 8 QUI LOMBARDIA FINANZIAMENTI PER NUOVE ATTIVITÀ IMPRENDITORIALI / 11 fornaioamico.it – L’Arte Bianca online Anno LXVI
NUMERO Settimanale informativo della
2 MAGGIO
FEDERAZIONE ITALIANA PANIFICATORI, PANIFICATORI
L a
2011
p a n i f i c a z i o n e
i t a l i a n a
A Pasqua vince la tradizione Boom di vendite nei panifici per i prodotti tipici: gli italiani anche quest’anno hanno preferito la qualità artigiana dei fornai IL
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PUNTO
uest’anno, per i panificatori artigiani il tradizionale “Buona Pasqua” non è stato detto invano. Come sempre, in occasione delle grandi feste, L’Arte Bianca ha cercato di raccogliere indicazioni sull’andamento delle vendite nel periodo appena trascorso, ponendo un unico quesito: “Come è andata?”. Le risposte rendono un quadro davvero confortante: nonostante la crisi, le vendite della Pasqua 2011 vengono archiviate con il segno positivo.
di Luca Vecchiato
Le cose vere
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e indicazioni che L’Arte Bianca ha raccolto in varie parti d’Italia circa l’andamento delle vendite nel periodo Pasquale, compongono quadro confortante. La domanda si è manifestata un po’ in ritardo rispetto allo scorso anno, ma è stata buona; negli ultimi giorni c’è stato un consistente recupero e qualcuno ha lavorato a pieno ritmo; il prodotto da forno di fattura artigianale ha confermato la tendenza positiva già registrata lo scorso anno. Questo è, a mio parere, il dato più interessante, perché conferma la validità della politica federale, che stimola il ricorso alla tradizione, anche in chiave moderna, per valorizzare la qualità. Cioè l’arma vincente delsegue a pagina 2
A PAGINA 2
Napoli: la camorra detta legge nella vendita abusiva del pane
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a Federazione lo denuncia da anni, Saviano ne ha parlato in Gomorra e ora un’inchiesta delle Iene è tornata a occuparsi di un fenomeno che danneggia i panificatori campani: la vendita di pane abusivo. Nella puntata andata in onda il 20 aprile si è potuto vedere chiaramente come questo business sia in mano ai clan. A PAGINA 3
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uone nuove giungono dall’Unione europea. Il nuovo progetto di legge sull’etichettatura votato dalla Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare non si applicherà ai panificatori artigiani che vendono i loro prodotti direttamente al consumatore finale.
A PAGINA 6
Il contratto di lavoro stabilisce il compenso
Eletto il nuovo presidente
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a situazione economica attuale non è delle più rosee e qualcuno potrebbe pensare di trovare un rimedio “fai da te” per affrontarla. Magari ipotizzando di disdire il contratto nazionale di lavoro, di recedere dallo stesso, perché «troppo oneroso» per la propria azienda. Un’ipotesi che però non rientra fra le facoltà dell’imprenditore. PAGINA 6
Etichette: la Ue pensa in piccolo
PORDENONE
nrico Bellotto, 46 anni, è il nuovo presidente del Sindacato provinciale panificatori di Pordenone. Sposato con Daniela, che gli ha dato due figli (Nicolò, di 9 anni e Tommaso, di 7), ha la propria impresa a San Vito al Tagliamento, cittadina di quindicimila abitanti, a circa 20 chilometri dal capoluogo. A PAGINA 7
PASTICCERI E AFFINI
Contro vento di Edvino Jerian
Da fornaio, mi colpiscono due iniziative fresche fresche di stampa. La prima, il plauso rivolto dal ministro del Turismo Brambilla alla proposta di Confcommercio di liberalizzare le aperture festive a partire dal 1° maggio di quest’anno. Non so cosa ne pensino i piccoli negozi, ma so benissimo che per i fornai il riposo festivo rappresenta una necessità assoluta. Non così per la GDO, che sembra ormai essere l’unica a dettare la linea del commercio. Seconda, la lodevolissima richiesta e proposta del presidente dei panificatori altoatesini Benjamin di consentire ai panifici di servire caffè e bevande, in assenza dei servizi igienici per il pubblico. In questo caso, le opposizioni più feroci vengono da baristi e ristoratori che oggi si lamentano per una liberalizzazione che renderebbe, a parer loro, eccessiva la concorrenza, ma che non si sono fatti scrupolo di vendere brioches congelate e pane precotto quando ne hanno avuto l’occasione. Ce n’è abbastanza per riflettere su come la convivenza tra categorie apparentemente anche simili ma, in realtà, concorrenziali tra di loro, renda di fatto molto difficile conciliare interessi contrastanti all’interno di un’unica struttura sindacale confederale.