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America Latina nel pendolo della storia di

Julio Loredo

Le sue gigantesche dimensioni, le sue risorse naturali pressoché illimitate, la sua posizione strategica fra due oceani, la sua omogeneità religiosa, culturale e linguistica, e altri fattori ancora, fanno dell’America Latina un pezzo fondamentale nella scacchiera internazionale Lo capì molto bene il Komintern che, dagli anni Venti del secolo scorso, dedicò ingenti sforzi per conquistarla. Questa conquista sembrò a portata di mano nel 1959, quando il comunismo internazionale s’impadronì di Cuba e, da lì, sferrò l’assalto al continente Diversi Paesi caddero, tra cui il mio Perù, e altri ne furono comunque condizionati Furono anni di miseria e di terribili sofferenze

Verso la fine del secolo, però, il pendolo iniziò a oscillare in senso contrario, e il continente si tinse di nuovo di blu Si parlava di trionfo del “neoliberismo” e della democrazia La regione iniziò una corsa accelerata verso lo sviluppo, che portò diversi Paesi a uscire dalla categoria del “terzo mondo” per diventare “potenza emergente”. La povertà fu drasticamente ridotta. Nacque una classe media sempre più affermata Si cantò vittoria Il comunismo sembrava sconfitto La calma, tuttavia, era solo apparente

Assistiamo oggi a un’oscillazione in senso contrario. Si parla di una “marea rossa”, mentre la sinistra, anche estrema, riprende il potere dappertutto.

Analizzare le ragioni che hanno portato all’attuale momento richiederebbe un libro. Ne menziono telegraficamente quattro:

1 Si è confuso il trionfo del neoliberismo con la vittoria contro il comunismo. Si pensava che bastasse arricchire la popolazione per scongiurare il pericolo comunista. Niente di più sbagliato! Serve un profondo mutamento nelle anime – una conversione religiosa e spirituale – e una robusta azione dottrinale e culturale che proponga l’ideale opposto al comunismo. In altre parole, serve una Contro-Rivoluzione. Finché i governi di centro-destra non toccheranno le radici spirituali e culturali, saranno nel migliore dei casi palliativi effimeri

2 L’America Latina è un continente cattolico Niente può attecchire senza l’intervento della Chiesa. Proprio qui sorse negli anni Sessanta la cosiddetta Teologia della liberazione, che funse da perfetto compagno di viaggio del comunismo internazionale La condanna di questa corrente da parte del Vaticano, nel 1984, contribuì all’oscillazione del pendolo verso destra. Al contrario, l’elezione di Papa Francesco, che ha riabilitato e rilanciato la Teologia della liberazione, insieme alla Teologia del popolo, va visto come un contributo importante alla marea rossa che sta inghiottendo il continente.

Marea rossa in America Latina?

La riabilitazione e rilancio della Teologia della liberazione, insieme alla Teologia del popolo, sotto Papa Francesco ha contribuito non poco alla marea rossa che si sta diffondendo in America Latina

3 La rivoluzione che adesso imperversa in America Latina non va confusa col vecchio comunismo, sovietico o cinese. Questi c’entrano, senz’altro, in più di un caso. Quello che vediamo, però, è piuttosto il dilagare di ciò che Plinio Corrêa de Oliveira chiamò nel 1976 la “quarta Rivoluzione”, ossia la “rivoluzione totale” idealizzata dai filosofi del Sessantotto, e che l’anarchico francese Félix Guattari battezzò “rivoluzione molecolare”. La abbiamo vista di recente in Perù, Colombia e Cile. Lo scopo di questa rivoluzione è far cessare la normalità, per insediare la sensazione del caos Con questo, l’azione dello Stato si va diradando fino a scomparire

4 Cambiano pure le strutture che fanno la rivoluzione Il Partito comunista, gerarchico e monolitico, è sostituito da una vasta rete di gruppi, lobby, movimenti, interessi, partiti e via dicendo. Si teorizza che la sinergia di questi movimenti sovversivi, apparentemente sconnessi, produrrà la rivoluzione totale Esiste, comunque, una regia dietro le quinte Ed ecco che, nelle diverse rivoluzioni che stanno incendiando i Paesi latinoamericani, si scopre sempre la partecipazioni di agenti stranieri, specialmente cubani e venezuelani Una delle strutture internazionali che coordinano questa “marea rossa” è il Forum di San Paolo

Il Forum di San Paolo

Il Forum di San Paolo è una conferenza della sinistra dell’America Latina e dei Caraibi Fondato nel 1990, ha sede a San Paolo del Brasile. Conta con più di cento membri: partiti comunisti, socialisti e socialdemocratici, realtà legate alla sinistra cattolica, gruppi etnici e ambientalisti, e anche alcuni gruppi armati guerriglieri. Il nome originale del Forum era Incontro dei Partiti e delle Organizzazioni di Sinistra e Antimperialiste dell’America Latina, tradendo quindi la sua matrice sovietica. Funziona come una sorta di Parlamento latinoamericano al servizio del comunismo internazionale

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