Quindicinale | petnajstdnevnik - anno L n. 1 15. januarja 2015 - Euro 1,20
Kobarid 17. januarja
Srečanja v Špietru
Že 45. srečanje Slovencev videnske province in Posočja stran 5
Dvojezična šola odpira vrata bodočim učencem stran 6
Pogovor L. Postregna
Kanalska dolina
Delajmo v korist vseh prebivalcev občine Sriednje stran 7
Predstavili knjigo o slovenskem narodu, ki izumira stran 11
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UVODNIK
Potriebna unija s koreninami Marino Qualizza
N
ovo lieto 2015 je posebno, zak’ bo pokazalo al’ je v naših predstavnikah ostalo še tistega duha, ki so ga imieli an hranili naši možje v starih sosednjah, dokjer so pod Benetkam mogli avtonomno voditi naše vasi. Bili so pogumni an se nieso bali svoje identitete, ampak so jo varvali kot dragoceno premoženje. Lietos imamo parložnost, de bomo spet imeli našo administrativno avtonomijo, če bomo takuo modri, de se združimo v Unijo s tistimi kamuni, ki imajo slovenske korenine. Troštamo se, de bojo naši šindaki takuo modri, de se bojo znali lepuo odločiti, za kar je dobrega an vriednega za naše vasi.
Na Dnevu emigranta je paršlo na luč kritično stanje Benečije, Rezije in Kanalske doline
Naši kraji vriedni buj močne pomoči Ivano Strizzolo je predlagu, de se zvišajo finančne pomoči, ki jih zakon 38 2001 predvideva za arzvoj teritorija videnske province, kjer živijo Slovenci. Bruna Dorbolò je vzdignila glas: cajt je, de vsi tisti, ki imajo dužnuost, zavihnejo rokave in očistijo pamet že donas, zaki bo jutre prepozno
La Slavia corre il rischio di sparire Torniamo sull'argomento delle autonomie locali che la Regione prevede per i nostri comuni. Più e più volte, su queste pagine è stato sollevato il problema e lo facciamo nuovamente, all'inizio del nuovo anno, perché è questione di primaria importanza. Come si sa, i comuni, che noi conosciamo, dovranno riunirsi in unità amministrative (Unioni) più ampie (almeno 30 mila residenti se in territorio montano, altrimenti 40 mila) con una continuità territoriale, salvo il caso dei 32 comuni nei quali è riconosciuta la presenza della comunità lovena. Così i nostri amministratori hanno due possibilità, ma molto diverse tra di loro. Possono unirsi con Cividale e Manzano, oppure con i comuni della pedemontana, che vanno da Prepotto fino a Lusevera, costituendo così una unità linguistica e culturale, inclusa anche quella economica, visto che dobbiamo anche nutrirci. Le diversità tra le due opzioni possibili balzano subito all'evidenza, senza che ci sia bisogno di lunghi studi. Anche questo è stato detto molte volte, ma dobbiamo ripeterlo, dato che i tempi stringono. Andare con Cividale e gli altri grossi comuni del Cividalese, vuol dire far confluire i nostri ruscelli nel grande lago friulano e perderci in esso senza possibilità di distinguerci per quello che siamo. Vuol dire sparire nell'anonimato. (segue a pag. 7)
>> beri na 5. strani
SOTTO LA LENTE
Due possibilità per i Comuni: alla mercé dei centri friulani o Unione autonoma della Slavia
Con la pianura sarebbe abbraccio letale
S
i susseguono contatti e riunioni informali tra i sindaci della Slavia in vista dell'attuazione della riforma delle autonomie locali. Al centro del dibattito c'è la delimitazione, di competenza della Giunta regionale, delle Unioni che assorbiranno alcune delle competenze delle attuali Province e la maggior parte di quelle adesso esercitate dai Comuni, in primo luogo da quelli piccoli. Ora, la legge varata alla fine di novembre prevede che i nuovi enti sovracomunali ricalchino i confini degli ambiti socio assistenziali e abbiano una popolazione di almeno quarantamila residenti, quota che scende
a trentamila nel caso vi aderiscano Comuni appartenenti alle Comunità montane, enti che chiuderanno definitivamente i battenti il 31 ottobre del prossimo anno. In questo quadro, la Slavia/Benečija verrebbe smembrata in due tronconi. Le Valli del Natisone verrebbero inglobate nell'Unione cividalese, che arriva fino a San Giovanni al Natisone, Manzano e Buttrio, mentre le Valli del Torre andrebbero con il Tarcentino, che si estende a Tricesimo, Reana e Cassacco. La Valcanale e Resia starebbero con il Gemonese. A causa del voto ponderale, il che
significa che ogni Comune vale per il numero di abitanti che ha, le nostre municipalità di montagna nelle nuove Unioni conterebbero niente e sarebbero completamente alla mercé dei grandi centri della pianura. C'è tuttavia una via d'uscita. La legge prevede che per i 32 comuni nei quali è riconosciuta la minoranza slovena si possa derogare ai tre principi fondamentali delle Unioni, cioè all'appartenenza allo stesso ambito socio assistenziale, al numero minimo di residenti e alla continuità territoriale. M. Z. (segue a pag. 7)