il domani

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Domenica 13 Settembre 2009 Anno XII - Numero 252 Euro 1,00

QUOTIDIANO DI POLITICA ECONOMIA E CULTURA

SELLIA MARINA

COSENZA

LAINO BORGO

CARIATI

SPORT/CALCIO

Immigrazione, operazione dell’Arma

Operazione Freedom contro l’usura

Mercure, l’urlo degli ambientalisti

Unità e condivisione per l’ospedale

La Reggina pareggia a Mantova

Gli uomini del capitano Pigozzo serrano i controlli

Custodia cautelare a carico di 6 persone

L’eco della manifestazione contro la centrale

La riorganizzazione dei servizi al centro di una riunione

Cacia e Brienza protagonisti del match

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di Tania Paolino > Pag 26

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di Angela Latella > Pag 36

Il Tirreno come possibile deposito di scorie, forse anche radioattive? Ieri la scoperta di un grosso mercantile affondato

La nave dei veleni nel mare di Cetraro Un pentito aveva parlato di 120 fusti di materiale tossico fatti sparire dalla ’ndrangheta COSENZA — Una grossa nave mercantile, adagiata sul fondale antistante Cetraro, centro del Tirreno cosentino, è stata scoperta ieri dal mezzo telecomandato sottomarino della nave che la Regione Calabria sta utilizzando per fare luce sulla vicenda che vede la zona di mare del Tirreno come possibile deposito di scorie tossiche o forse anche radioattive. La scoperta è avvenuta nel pomeriggio, quando finalmente il robot è riuscito ad effettuare delle fotografie abbastanza nitide. La nave, di cui si ignora al momento la denominazione, sarebbe quasi completamente ricoperta di vecchie reti, evidentemente appartenenti a pescherecci che negli anni hanno incrociato nella zona e che le hanno perse, perché si sono impigliate sul grosso ostacolo. Il luogo si trova a circa 20 miglia nautiche dalla costa, ad una profondità di circa 480 metri. Solo ieri, dopo diversi giorni di tentativi, la nave di ricerca ha potuto raggiungere il luogo esatto, a causa del mare mosso. Le foto scattate sono adesso al vaglio dei tecnici, che cercheranno di individuare di quale nave si tratti. Il sospetto è che sia la Cursky, segnalata da un pentito, Francesco Fonti, in una dichiarazione spontanea, e descritta come una nave che trasportava 120 fusti di materiale tossico. Secondo Fonti, la nave farebbe parte di un gruppo di tre imbarcazioni, fatte sparire grazie all'aiuto della cosca Muto di Cetraro. Gli inquirenti sentono di essere vicini alla verità.

SANITA’ Aiello: Piano di rientro “fantomatico” CATANZARO — «Dopo quattro anni e mezzo di le-

gislatura ecco un “fantomatico” piano di rientro intriso di teoriche affermazioni». Queste le prime sensazioni a caldo di Piero Aiello. > Pag 12

REGIONALI/1 Gentile e l’Mpa: noi parliamo con Lombardo CATANZARO — «Il mio appello all'Mpa era ed é di contenuti: spetta

adesso a Lombardo decidere se partecipare al nuovo corso della Calabria». Lo afferma in una nota il vice coordinatore regionale vicario del Pdl, sen. Antonio Gentile. > Pag 10

IL FATTO DEL GIORNO Le Aquile volano con Assitur Presentato ieri il nuovo main sponsor dell’Fc Catanzaro

REGIONALI/2

CATANZARO — Da ieri mattina le Aquile hanno un nuovo main sponsor. Si tratta dell'Assitur di Adriano Marani. Con una conferenza stampa tenutasi presso la Sala Concerti del Comune il neo-partner giallorosso ha ufficializzato il suo impegno per la stagione agonistica in corso.

SOVERATO — «Ci voleva...». Il sindaco di Soverato,

di Vittorio Ranieri > Pag 37

di Francesco Pungitore > Pag 19

Mancini: basta baronati nel Pdl Raffaele Mancini, non nasconde la sua soddisfazione. L’ufficializzazione della candidatura di Peppe Scopelliti a presidente della Regione lo esalta.

APPUNTAMENTI/MISS ITALIA

ULTIM’ORA

E’ partita l’avventura delle ragazze calabresi in lizza

Reggio Calabria, arrestato il latitante Carmine Barbaro

SALSOMAGGIORE — E’ partita l’avventura delle ragazze calabresi in lizza a Miss Italia. Ieri la prima delle selezioni a Salsomaggiore, con la nuova formula voluta da Patrizia Mirigliani. Maria Perrusi e Ilaria Faragò difendono i nostri colori regionali.

REGGIO CALABRIA — Il latitante Carmelo Barbaro, 61 anni, fra i trenta

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di Antonello Troya > Pag 25

CROTONE

CATANZARO

Doppio attentato alla stessa ditta

Eseguiti 3 arresti per furto e droga

CROTONE — Due attentati ai danni dello stesso im-

CATANZARO — I carabinieri hanno eseguito ieri 3 arresti

prenditore a distanza di poche ore l'uno dall'altro. E' quanto avvenuto all'alba di ieri a Crotone dove ignoti malviventi hanno dato fuoco a due piccoli escavatori “bobcat” che appartenevano alla stessa ditta di movimento terra che fa capo ad un imprenditore crotonese di 37 anni. Il primo attentato è avvenuto intorno alle cinque del mattino in un cantiere edile su viale Magna Grecia, lungo il litorale cittadino, dove sono in costruzione alcuni villette residenziali. Le fiamme hanno improvvisamente avvolto il bobcat parcheggiato all'interno del cantiere prima di essere domate dai vigili del fuoco. Sul posto è intervenuto personale della squadra Volante della Questura. Poco più di un'ora dopo, tuttavia, Polizia e Vigili del fuoco sono dovuti intervenire su viale Gramsci.

e una denuncia in stato di libertà. I militari della compagnia cittadina supportati da un articolato dispositivo di rinforzo che opera sul territorio del capoluogo già da qualche giorno con ottimi risultati, hanno eseguito ieri tre arresti. Il primo a finire in manette è stato Massimiliano Monterosso. Nei suoi confronti i militari hanno eseguito un’Ordinanza custodia cautelare in carcere emessa da Tribunale di Catanzaro. L’uomo classe 75 era stato arrestato per rapina, estorsione e danneggiamento. I fatti risalgono al 10 luglio scorso. Massimiliano Monterosso era pregiudicato e sottoposto giù alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso il Centro di solidarietà calabrese in contrada Cuturelle a Gagliano. In manette anche Andrea Bevilacqua che il 22 settembre 2006 era stato arrestato per il reato di furto aggravato.

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di Carmela Mirarchi > Pag 13

più pericolosi ricercati italiani, è stato arrestato ieri sera a Reggio Calabria dai carabinieri. Alla macchia dal 2001, Barbaro è stato sorpreso in uno studio medico mentre si faceva cancellare un tatuaggio al petto. Arrestati anche il medico, l’infermiera e due coniugi che l’accompagnavano. Affiliato alla cosca De Stefano–Tigano, deve scontare 22 anni e 5 mesi di carcere.


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