Domenico Zampaglione
A Teramo 0-2
Vince Bologna
Vince a Piacenza
Finalmente Hinterreggio Colpaccio firmato Zampaglione
La Viola in caduta libera Altro crollo in casa
Tonno Callipo superstar Sorriso al tie-break e 4° posto
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Domenico Bolignano
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Niels Klapwijk
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Lunedì 29 ottobre 2012 Euro 0,40 > Anno XV - N. 268
Graffi&Ruggiti
Errori e orrori italiani di VALTER LEONE
ARBITRI
Fischi&Fiaschi Francesco Cozza
Ko a Pisa: 4-1
Col Palazzolo 3-1
Il Catanzaro sempre più in crisi Rischi Cozza
Urlo Cosenza Un successo che vale il 2° posto
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Adriano Fiore dopo il gol
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LA CHIAMANO sudditanza psicologica. Ormai l’abbiamo mandata giù a memoria: dura da una vita, da quando, probabilmente, abbiamo visto la prima partita di calcio. Aggiungiamo: l’Italia è il paese della sudditanza. Non solo calcistica. E gli esempi potrebbero essere tanti: da un semplice documento in qualsiasi ufficio pubblico, a una visita medica. Quante volte è capitato di vedersi scavalcati da una persona evidentemente più nota? Persona importante. Vogliamo chiamare anche questa sudditanza psicologica? Forse. Il vero problema è che in Italia, il calcio dovrebbe cominciare a sapere accettare anche gli errori. O orrori, come quelli a cui abbiamo assistito nel week end della serie A (chissà quanti altri ne avremmo commentati se i dilettanti avessero la stessa visibilità...). Cultura sportiva a parte, c’è da interrogarsi sul perché di queste macroscopiche sviste: scudetti, qualificazioni in Champions e retrocessioni, rischiano di essere determinate dalla decisione di un arbitro, di un assistente di linea e da, quest’anno, anche di porta. E in CataniaJuve c’è il mix perfetto: Rizzoli, assistente di porta, pur non essendo nei suoi compiti, decide che è da annullare la regolarissima rete di Bergessio. Ma perché? Protagonismo o sudditanza? Lasciatecelo dire: grandi limiti tecnici, visti i precedenti di Rizzoli. Qualcuno dovrebbe cominciare a ripensare le carriere di arbitri e assistenti: non può sempre essere il politico (bestemmia? No, realtà) di turno a segnalare questo e quell’altro. Purtroppo, in Italia, molte promozioni si decidono a tavolino. E su indicazioni ben precise. Magari per sudditanza psicologica. Forse verso il politico di turno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA