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alessandro romeo:editoriale Quelli di inutile non vanno in ferie. Cioè ci vanno, ma ad agosto. Che poi non saranno vere e proprie ferie perché il sito sarà aggiornato come sempre due volte a settimana, ma insomma non è questo il punto. Il punto è che voi siete in ferie. E avete molto tempo libero. E magari vi state arrostendo al sole. E state pure pensando che tutto sommato una bella rivista in carta bianca può aiutarvi nei vostri melaninici intenti. Ed è lì che vi fottiamo di brutto. Perché ‘sto giro (ablativo assoluto) vi schiaffiamo una copertina a colori della madonna. E ‘sti cazzi (ablativo assoluto plurale) che vi abbronzate! Ma si diceva, appunto, che voi siete in ferie. Ed è per questo – cioè per farvi divertire il triplo – che inutile diventa improvvisamente di dodici pagine. Numero speciale, quindi. Tutto narrativa, con la complicità dell’occhio e del dito indice di Giulio Bassi a intervallare questa valanga di parole con qualche bella foto. Ad aprire le danze un raccontino di Max Collini (sì, quello degli Offlaga, puttanazza!) seguito da Enrico Piscitelli che ci regala l’incipit del suo prossimo romanzo (MANUALE DI FISICA PER GIOVANI SCRITTORI). In terza posizione un racconto dell’uomo che si aggiudicò il premio del più bel racconto della storia di inutile (premio che consiste in amore fortissimo più una pizza che gli offriremo alla prima occasione): l’adorabile Marco Montanaro. A pagina 6 una prodezza di Massimiliano Nuzzolo seguita da un diamante di Lisa Pietrobon. In chiusura un altro memorabile affondo di Alessandro Milanese (il nostro uomo di fiducia), in compagnia di uno svolazzo finale di Matteo Scandolin (il nostro uomo e basta). Che dire d’altro? Beh... come nelle grandi occasioni, l’incasso verrà devoluto in opere di bene, tipo l’acquisto di un toner per la copisteria che si accollerà l’impresa di stamparci tutto questo rosso. Ma si sa che il rosso è il colore dell’amore, e inutile deve tutto all’amore. Anzi, all’ammmore, con tre emme. Perché se lo scriviamo con due emme dobbiamo poi pagare i diritti d’autore a Erri De Luca. Quest’ultima frase era per far apparire il nome Erri De Luca nell’editoriale.