«Per uscire dalla crisi servono le idee e la capacità di trasformarle in innovazione […].
dare ai fatti della vita con occhi nuovi. Senza
L’arte è una palestra di pre-innovazione, un contesto esperienziale nel quale le persone
dimenticare che «il mercato dell’arte, a diffe�
imparano a situarsi sulla lunghezza d’onda mentale ed emotiva che porta al manifestarsi
renza di quelli finanziari, tratta opere il cui si�
di una possibilità inattesa, di uno scarto di senso che coglie impreparati e costringe a
gnificato non si esaurisce nei rendimenti che
guardare le cose in un modo nuovo.»
promettono, e che anzi in un momento di mer�
(Dalla prefazione di Pier Luigi Sacco)
cato depresso possono tornare a essere conside� rate prima di tutto come dispositivi di senso,
«Un libro molto ben documentato in cui Lisbonne e Zürcher esaminano le imprese che
come occasioni per capire il mondo in cui vivia�
hanno scommesso sull’arte contemporanea – dalla Fondation Cartier alla Deutsche Bank
mo e persino, in qualche misura, noi stessi».
– e dimostrano che investendo in arte le aziende aumentano le potenzialità dei propri dipendenti e incoraggiano l’iniziativa.»
Karine Lisbonne si è formata all’hec (Hautes
L’Express
Études Commerciales) e alla London School of Economics. Nel 2005 ha vinto il Prix du Mécé� nat culturel (ministero della Cultura francese) per la sua tesi su fondazioni d’impresa e arte contemporanea in Europa. Nel 2000 ha fonda� to l’associazione Talents Avenir. Ha pubblicato inoltre L’Europe vue d’Inde, regards contemporains, Parigi 2006. Bernard Zürcher, storico dell’arte e gallerista (Galerie Zürcher, Parigi / New York), è vicepre� sidente del cipac (Congrès interprofessionnel de l’art contemporain) e membro del comitato della fiac. In passato è stato curatore di mostre al Musée de l’Orangerie e al Palais de Tokyo ed è uno dei fondatori dell’Espace d’art contempo� rain nel campus hec; ha inoltre lanciato “����� L’En� trée” al Bon Marché Rive Gauche, dove cura
Lisbonne – Zürcher Arte contemporanea: costo o investimento?
un salutare cambio di punto di vista, per guar�
Negli ultimi decenni l’arte contemporanea si è fatta largo in numerosi universi produttivi e sono fiorite in Europa le imprese arty sul mo� dello di quelle “etiche”. L’industriale Akzo No� bel (Paesi Bassi) ha creato una fondazione che accoglie artisti in residenza; la banca Neuflize obc (Francia) e il gruppo Lhoist (Belgio), produt�
Arte contemporanea: costo o investimento? Una prospettiva europea
tore mondiale di calce, commissionano opere a fotografi contemporanei; il gruppo teseco (Ita� lia), specializzato nel trattamento ecologico dei detriti, ha istituito un “laboratorio per l’ar� te contemporanea”; il Deutsche Guggenheim, a Berlino, è nato grazie a una joint-venture fra Deutsche Bank e fondazione Guggenheim. Tut� tavia l’interesse per l’arte non tocca solo i gran� di gruppi ma anche le piccole e medie imprese, e raramente si tratta di sponsorizzazioni spot volte a un mero ritorno di immagine. Il model� lo europeo – contrariamente a quello america� no più orientato al consumo – sembra ricono� scere all’arte il valore di investimento il cui
Karine Lisbonne – Bernard Zürcher
profitto va ricercato nel contributo allo svilup� po del senso di responsabilità collettiva in ma� teria di ambiente sociale e affermazione delle identità culturali. Un’alleanza, questa, che torna a sua volta a vantaggio dell’arte, specie dell’arte d’oggi. Ne sono convinti Lisbonne e Zürcher che, partendo dal modello francese ma lavorando su scala europea, hanno individua� to, paese per paese, strategie e metodi impren�
una programmazione artistica internaziona�
ditoriali convincenti a sostegno di progetti, di
le. È autore di Braque, vie et oeuvre, Parigi 1988,
commissioni di opere d’arte, di collezioni e fon�
et Les Fauves, Parigi 1999.
dazioni d’impresa. Gli autori evidenziano la ca� pacità dell’arte, all’interno di strutture azien� dali, di facilitare l’espressione delle identità e di
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johan & levi
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veicolare valori culturali che arricchiscono il quotidiano dei dipendenti. Tutti motivi per i quali l’arte contemporanea, come afferma Pier Luigi Sacco nella prefazione, non sta perdendo il suo appeal con la crisi economica ma, al con� trario, offre proprio in frangenti come questo
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