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Reportage Rocchelli pag
provavo. Piangevo perché non potevo essere vicina alle persone che amavo e dar loro supporto. Fa paura quello che sta succedendo, perciò ora ogni giorno facciamo una specie di appello ai nostri familiari e se qualcuno esita a rispondere al messaggio o alla chiamata io vado subito in ansia... Voglio sperare solo nel meglio, ma alla mia mente si affacciano solo gli scenari più tragici… Ho scritto alle mie amiche, molte sono nei rifugi, alcune nascoste nella metro dove restano anche per la notte. Molte famiglie si sono divise; i genitori mandano i loro figli all'estero o nelle altre città, mentre loro rimangono in Ucraina. Tutto questo mi lacera il cuore... Non pensavo potesse mai succedere un cosa del genere. Ciò che sta accadendo nel mio paese è terribile, mostruoso, disumano... Muoiono molti civili, bambini, persone innocenti... Io ed i miei genitori siamo molto preoccupati per la situazione e soprattutto per i nostri parenti e amici... Quello che viviamo ora è una continua preoccupazione e angoscia. L'unico nostro desiderio adesso è che la guerra finisca e che non ci siano altra vittime.
Kateryna Rychkova, 4DL
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