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La Giornata dei Giusti 2022

Il giorno 7 Marzo 2022 un gruppo di studenti del nostro istituto ha avuto l’occasione di partecipare alla celebrazione della Giornata dei Giusti

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2022 presso il Parco Tarello. In questa sede, tre “eroi” della storia bresciana sono stati celebrati: Oreste Ghidelli, Madre Angela Dusi e Paolo de Benedetti. Le storie delle loro vite sono state amorevolmente raccontate da persone che hanno avuto la fortuna di incontrarli e di rimanere amma-

liati dalla potenza della loro bontà. Proprio per questo motivo rientrano nella categoria dei “Giusti”, un titolo di importanza europea che include tutti coloro che si sono battuti a rischio della propria vita per aiutare altri. L’idea di riconoscere le buone azioni e le persone da cui vennero compiute nacque a Gerusalemme nel 1962. Infatti, qui fu inaugurato il primo “Giardino dei Giusti” a Yad Vashem, per commemorare coloro che aiutarono gli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, rischiando la propria vita. Successivamente, nacque l’idea di ampliare il concetto di Giusto ad altri ambiti oltre la persecuzione ebraica e, inoltre, venne istituita la Giornata Europea dei Giusti il giorno 6 Marzo a partire dal 2012. Quindi, furono scelti come luoghi di commemorazione aree verdi e iniziarono a nascere Parchi di Giusti in tutta Europa, tra i quali uno a Brescia, a Parco Tarello appunto. In esso è ricordato anche Astolfo Lunardi, partigiano che venne arrestato e condannato a morte il 5 febbraio 1944 insieme all’amico ventiquattrenne Ermanno Margheriti. Lunardi cercò di addossarsi tutte le responsabilità per salvare il giovane amico, ma i suoi sforzi furono vani. Entrambi vennero fucilati il 6 febbraio 1944 presso il Poligono di Brescia. Non solo Lunardi, però, è ricordato in questo giardino, ma anche Raphael Lemkin, Teresio Olivelli e molti altri che hanno lasciato il segno con le loro azioni di amore.

Appunto nella giornata del 7 Marzo ne sono stati aggiunti tre. Il primo, Paolo de Benedetti (1927-2016), teologo, biblista, professore universitario; è stato un uomo di grande apertura intellettuale e di profonda spiritualità. Propugnatore della fragilità della stessa trascendenza è approdato, nelle sue esemplari riflessioni sulla Shoah, alla formulazione di una teologia estesa a tutte le creature. hanno svolto un ruolo centrale nell'offrire rifugio, riparo e conforto a perseguitati politici, partigiani ed ebrei. Queste donne hanno messo a rischio la propria vita ospitando nel convento coloro che erano considerati “nemici dello Stato”. Tra i molti 'tratti in salvo', spiccano i nomi di quattro sorelline ebree, Berta, Elena, Mina e Goldy Silbermann, che vennero tenute nascoste per oltre sette mesi nel convento. Per non dire della professoressa ebrea Maria Pia Sartori Tre-

'Custode' della sinagoga della sua città natale, egli è stato protagonista instancabile del dialogo ebraico-cristiano. Protagoniste indiscusse di questa giornata sono state anche Madre Angela Dusi e le Suore Orsoline, le quali ves, che vi rimase per un anno e mezzo. Far del bene al prossimo fu la loro regola di vita. Infine, ultimo ma non per importanza, è stato onorato Oreste Ghidelli (1913 -1945), membro del CLN di Brescia, il quale mise in salvo nel 1943 oltre trenta prigionieri favorendone la fuga in Svizzera. Nell'ottobre 1944 venne arrestato dalle

SS, tradotto nel carcere di San Vittore per poi essere trasferito prima a Bolzano e, successivamente, a Flossenbürg dove viene etichettato come prigioniero politico. Il suo nome diventa un numero: il 43652. Ghidelli, dopo essere stato condotto a Zwickau, morì durante un trasferimento: l'uomo e quindici compagni, accusati di non tenere il passo degli altri prigionieri durante la marcia, vengono giustiziati il primo aprile 1945. Questa storia toccante viene raccontata dalla pronipote, madre di una delle nostre studentesse del Lunardi. Da questa grande giornata, racchiusa brevemente in un articolo, dobbiamo cercare di cogliere l’importanza di lottare per la pace, per il bene e per l’amore. La vita di queste persone, di questi Giusti, può e deve essere considerata spunto per tutti noi giovani, e non solo. Al giorno d’oggi, in cui sembrano avanzare guerra e rabbia, è fondamentale apprendere da queste persone che sono riuscite a rispondere all’odio con l’amore e che si sono sacrificate

per la pace e per il bene altrui. Agire per amore non è mai un segno di debolezza, ma solo di grande forza d’animo!

Sara Faustini 4^CL

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