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Sono bello? Forse è la domanda che ci poniamo di più noi adolescenti, quando ci guardiamo allo specchio prima di uscire di casa o mentre proviamo dei vestiti. Ma cosa vuol dire Bellezza? Se facciamo una ricerca in Internet viene definita come la qualità di ciò che appare o è ritenuto bello ai sensi e all'anima, la qualità capace di appagare l'animo attraverso i sensi, divenendo oggetto di meritata e degna contemplazione. Tuttavia nel tempo questo termine ha subito una grande variazione nel suo significato e adesso viene considerata come il punto debole di molti adolescenti. Purtroppo la società in cui viviamo non aiuta, in quanto siamo circondati da modelli estetici molto elevati, che aumentano solamente i nostri problemi di autostima. La nostra quotidianità è basata sui social dove ogni giorno vediamo foto di ragazzi e ragazze con un fisico magro e scolpito, vestiti firmati e capelli perfetti mentre noi, fissandoci allo specchio, vediamo le differenze e le nostre imperfezioni: pancetta, gambe grosse, brufoli, nessun addominale e dei comunissimi jeans e magliette. Viviamo
con la costante paura di
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non piacere agli altri e pr eferiamo nasconderci dietro a tanto trucco, felpe di tre taglie più grosse e foto ritoccate. Per riuscire a perdere qualche chilo smettiamo di mangiare, eliminiamo zuccheri e calorie ed esageriamo con l'esercizio fisico. Durante l'estate, nonostante il caldo, indossiamo i pantaloni lunghi e in spiaggia non riusciamo a stare in costume perché ci vergogniamo del nostro aspetto, troppo lontano dagli stereotipi moderni. Però non ci sentiamo all'altezza neppure quando il nostro fisico è magro tanto quanto quello delle modelle grassi, biondi, mori o rossi, con gli occhi chiari o con gli occhi scuri, se abbiamo dei vestiti costosi o di seconda mano, la pelle chiara o scura.
L'importante è la bellezza che abbiamo dentro di noi.
Ciò che ci caratterizza è la nostra gentilezza, il nostro al-
Fotografia: Rita Pilia, Progetto “Dolls” che vediamo sulle riviste. Infatti le persone ci chiedono: “Ma mangi? Sembri uno stecchino”. In entrambi i casi tutto ciò diventa un accumulo di emozioni negative che non sempre riusciamo a gestire e ci portano alla depressione ed all'infelicità o a compiere azioni orribili, come l'autolesionismo o addirittura il suicidio. Ma è davvero così importante essere “belli” anche mettendo a rischio la nostra salute fisica e mentale? Ovviamente no. Il
nostro primo pensiero non dovrebbe essere quello di piacere agli altri esteriormente, ma aver cura di noi
stessi. Non dovr ebbe inter essarci solo se siamo magri o truismo, la nostra fede, le nostre passioni, il nostro carattere, non come appaiamo esternamente. Ci sarà sempre qualcuno pronto a giudicarci per il nostro aspetto, ma noi dovremmo imparare a non farci condizionare dai pensieri altrui e vivere come vogliamo, senza preoccuparci di nessun canone estetico. Ricordiamoci, inoltre, che la bellezza esteriore è legata anche alla nostra personalità: se siamo positivi e felici, riusciamo ad accettare perfino i nostri piccoli “difetti”, senza considerarci dei brutti anatroccoli, solo perché non siamo ragazzi da copertina. Siamo tutti belli a nostro modo, non dimenticatevelo. Jennifer Schivardi, 4°CL
I problemi non nascono mai dal nulla, c’è sempre qualcosa che li scatena e quella ragione spesso, per molte persone, è l’inizio di una caduta in un burrone senza fine. So solo questo: se si supera il limite c’è solo una cosa che ci aspetta. Io stavo iniziando a precipitare finché Lei mi ha aperto una porta e mi ha offerto una via d’uscita, ero sola e quando si è soli si accetta di tutto… peccato che ora si sia impossessata anche dei miei pensieri. È diventata come una compagna, l’Anoressia è diventata una parte di me. “Non penserai davvero di mangiare quel piatto, sai quante calorie contiene?” “No, non puoi andare al cinema con gli amici, pensa se comprassi i popcorn o bevessi un sorso di coca-cola”; “Aperitivo fuori? Non se ne parla se dovessi assaggiare qualcosa di alcolico assumeresti troppe calorie”. Era questo quello che continuava a dire la voce che era dentro di me, una voce che non mi lasciava mai in pace e che mi ha tormentata per molto tempo. L’Anoressia non è un semplice rifiuto di cibo, è illudersi e credere che essere un calcolatore umano di calorie possa essere la normalità anche se ormai io non mi ricordo più cosa significhi questa parola. Mi dicono che una volta ero sempre allegra, amavo uscire con gli amici e fare festa, ma ora non riesco ad immaginarmi una vita senza avere tutto sotto controllo. Quando stavo bene non passavo le giornate a pensare al cibo o a vederlo come un problema, ero ancora
in grado di vivere mentre ora sono in trappola. Mi sento imprigionata in una gabbia dalla quale nessuno mi può far uscire perché non c’è né il lucchetto né la chiave; posso liberarmi solo io, ma il problema è che non so come fare da sola. Ho sempre voluto sentirmi bella, leggera e riuscir ad amare il mio corpo, ma per esserlo ho perso peso e questo ora sta diventando un problema troppo grande, non mangiare nonostante la fame è difficile e ne ho molta. Quando dico di avere fame però non mi riferisco sempre al cibo: io ho fame di amore, di affetto o di qualunque cosa possa aiutarmi a non sentire i miei pensieri e soprattutto quella dannata voce. Io volevo sparire, essere trasparente, ma la gente continuava a dirmi che stavo diventando sempre più magra; questo mi ricordava ogni volta che ero ancora evidente e venivo notata allora mi punivo e non mangiavo. Non si diventa anoressici per assomigliare ai modelli o alle modelle sulle riviste, non si aspira ad avere un corpo come il loro, l’anoressia vuole farti annullare. Un giorno la voce mi ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere “Ti si vedono le ossa, hai perso molto peso, stai restando senza forze. Brava. Sei sulla buona strada”, ma quale strada? Non voglio andare da nessuna parte ma non so più cosa fare. Ricomincio a precipitare e cerco l’amore, voglio provare quell’emozione, la bella sensazione di cui tutti parlano. Ma come posso amare qualcuno se non amo me stessa? Oppure, come posso pensare che qualcuno mi ami, alla
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fine sono solo un mucchio di ossa e preoccupazione; ognuno già ha i suoi problemi figuriamoci trovare qualcuno che voglia occuparsi pure dei miei, non voglio essere un peso per nessuno. L’amore non esiste per chi non sa amarsi. Odio il mio corpo, vorrei solo vivere ed essere spensierata, ma non riesco a smettere di pensare al cibo, forse ora non ho più tutto sotto controllo ma voglio uscirne da sola come ne sono entrata, alla fine Lei mi ha solo aperto una porta e quando voglio io posso uscire, la parte difficile sta nel lasciarla andare. Ho sempre pensato di non poter mai essere felice ma mi sono ricreduta, a volte sono i piccoli gesti che ti cambiano la giornata, delle sciocchezze, che però per me hanno un valore immenso. Uno sguardo incrociato per caso, un messaggio nel momento giusto, un sorriso sincero… sono queste le cose belle davvero. Ho capito di dover credere in me stessa, io posso farcela, posso uscire Lei non mi comanda ma resta sempre quella vocina che mi continua a dire di non mangiare, beh allora è tutto inutile. No, ho iniziato a uscirne davvero quando hanno iniziato a rimbombarmi nella testa altre parole così da coprire sempre di più quella voce che mi provocava senso di colpa ogni volta che provavo a mangiare. All’inizio erano delle semplici domande un “Come stai?” o “hai mangiato oggi?”, poi sono diventate qualcosa di più grande, qualcosa di bello davvero quasi magico. A volte sono proprio alcune persone che ti lasciano qualcosa, ora credo in me stessa so che posso farcela io sono più forte di Lei, non posso farla vincere, io non sono il mio corpo. Resto sempre io, sarò sempre la stessa persona indipendentemente dal fatto che sia alta, bassa, con i capelli neri biondi o rossi, gli occhi verdi azzurri o marroni, con qualche imperfezione sulla pelle, le smagliature o qualunque cosa riguardi il mio corpo. Io non sono il mio corpo, nessuno è il proprio corpo. Oggi per la prima volta dopo tanto mi sono guardata allo specchio e ho pensato “Al diavolo quella dannata voce, io sono bella.”
Serena Antonelli, 3°A AFM
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