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Viva la vita! pag Che cosa vuol dire bellezza
Viva la vita! Un’esperienza di Volontariato sotto le stelle Palmarusso, 10-11 luglio 2021
Questa estate ho trascorso due giorni al rifugio Palmarusso, gestito dai volontari che collaborano con l’organizzazione Mato Grosso in Perù, in vista di un futuro viaggio in Africa. L’obiettivo primo della bivaccata era quello di preparare e far conoscere un’esperienza in missione a me e alle altre ragazze che partiranno la prossima estate. Abbiamo ascoltato le testimonianze di Lorena e Gaia in Uganda, poi quella di Alessia in Kenya, poi ancora, la sera, quella di Giancarlo e durante la giornata le riflessioni di Ivano. Tornata a casa sento di aver imparato molto: ho visto sotto nuova luce cose che mi ero abituata a dare per scontate, mi sono sentita crescere e trasformare. Ho rivalutato, o meglio, rivissuto l’importanza dello stare insieme: quando i pregiudizi crollano e si è pronti all’accoglienza, infatti, tutto è migliore, perché si cammina per una meta comune, perché ogni emozione è condivisa ed allora si vivono esperienze di vita, di vita vera, convinta. Su al rifugio lo abbiamo imparato bene, dopo le lunghe camminate, dopo aver cucinato, pulito, servito, insomma, dopo esserci tirate su le maniche e aver assaggiato un briciolo di quella fatica che la solidarietà, la determinazione, l’ottimismo hanno reso, paradossalmente, piacevole. Ciò che in noi era fiacco, durante il bivacco si è riacceso come un falò: abbiamo dialogato, riso, conversato, ci siamo scambiati storie fatte di gioie e dolori, impregnate di sentimento, storie maestre, doni preziosi. “Sono stata chiamata a testimoniare la mia storia e questo mi ha fatto onore. È sempre bello condividere i propri vissuti perché permette a me di "riviverli", di riscoprire parti della mia esperienza che sul campo avevo tralasciato, e di tornare un po' agli inizi. […] È stato
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un continuo intreccio di storie più o meno intense che ti fanno crescere e accendere una lampadina dentro” dice Gaia, ed io non posso che darle ragione. Lassù, sotto le stelle della notte, stretti sotto alle coperte e rischiarati dal lume delle candele, mi è parso che noi, estranei fino a qualche ora prima, ci trovassimo là, incredibilmente uniti a sfidare la vita che scorre inarrestabile. Questo, chiaramente non è possibile, eppure, riuniti a ripercorrere passi vissuti, assaporando la fantasia di sogni futuri, condividendo le nostre storie, le nostre domande, io mi sono sentita eterna. Quella splendida compagnia, che mi ha fatta crescere di mille anni in poche ore, ha rinnovato la consapevolezza che la migliore benedizione che possiamo avere è questa splendida natura che ci spinge a stare insieme, a creare connessioni, a tessere una rete tanto intricata di emozioni e speranze da non lasciare altro in me che un sentimento di fiducia. Per quanto tutto ciò sia di una meraviglia indicibile, una cosa sono certa di averla compresa: questo bagaglio tanto grande di esperienza umana non è altro che la nostra ombra, siamo noi, perché ci accompagna sempre e in ogni luogo. E qui ci stanno bene le parole di Claudio: “Mi piacerebbe offrire anche ad altri giovani una “bivaccata”, una
“svolta” nella loro vita, un ’occasione per riprogrammare il loro futuro, il senso delle giornate, un nuovo inizio che genera col tempo altro. Altre scelte, altri passi. Attorno a noi ci sono tante persone che possiamo far felici in modo molto semplice. Queste persone, gli altri, talvolta siamo noi!” Irene Reboldi, 4°DL
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