Non di Solo Pane n°733 - 29 Novembre 2015

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Non di solo

PANE Sussidio di preghiera per la famiglia Domenica 29 Novembre 2015 I Settimana di Avvento

Anno XV - n째

Vegliate in ogni momento (Lc 21,36) Itinerario quotidiano di preghiera

733


Offerta della giornata “Pregare, forse il discorso più urgente”

Sito di Non di Solo Pane:

Sussidio di preghiera per la famiglia

www.nondisolopane.it

Novembre - Dicembre 2015

Offerta quotidiana

Intenzioni mese di Dicembre Con Maria, la madre del Signore e della Chiesa, prego specialmente per le intenzioni che il Santo Padre raccomanda alla preghiera di tutti i fedeli in questo mese Intenzione del Santo Padre Perché tutti possiamo fare l'esperienza della misericordia di Dio, che non si stanca mai di perdonare.

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre.

Intenzione missionaria Perché le famiglie, in modo particolare quelle che soffrono, trovino nella nascita di Gesù un segno di sicura speranza . Intenzione dei vescovi Perché accogliamo l'invito alla rivoluzione della tenerezza che il Figlio di Dio ci ha rivolto nella sua incarnazione. Intenzione del Vescovo di Brescia Mons. Luciano Monari Perché, guardando al Cuore di Cristo, paziente e misericordioso, ci impegniamo con gioia nella costruzione della civiltà dell'amore.

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I Domenica di Avvento Amate Amate e Amate.. Perché tutto il resto non è niente se paragonato alla forza dell'amore.

Domenica 29 Novembre I Settimana del Salterio

Il Santo del giorno: Beata Maria Maddalena dell’Incarnazione Nasce a Porto Santo Stefano, nel Grosseta­ no, il 17 aprile 1779. A sedici anni Caterina Sordini, promessa in sposa ad un marittimo di Sorrento, si oppone al matrimonio ed entra nelle Terziarie France­ scane di Ischia di Ca­ stro, nel Viterbese e riceve l'abito religioso il 26 ottobre 1799. Cam­ bia il nome in Maria Maddalena dell'Incarna­ zione e nel Capitolo del

Agisci L'Avvento inizia con questo duplice invito alla vigilanza e alla preghiera, per poter essere in grado di accogliere il Signore che viene. Stasera ritarderò di un po' il riposo notturno per dedicare più tempo alla preghiera.

20 aprile 1802 viene eletta badessa a soli 32 anni. Si dedica al riordi­ no economico della Ca­ sa e ad una restaurazio­ ne della vita regolare delle Terziarie. L'8 lu­ glio 1807 lascia Isola di Castro e le Terziarie e con l'incoraggiamento di Pio VII inaugura a Roma la prima Casa delle Adoratrici perpe­ tue del Santissimo Sa­ cramento. Durante l'oc­ cupazione napoleonica

di Roma, la congrega­ zione viene sciolta e Maria Maddalena man­ data in esilio in Tosca­ na. Qui incontra alcune giovani che tornano con lei a Roma nel marzo del 1814. E proprio a Roma muore il 29 no­ vembre 1824. È stata beatificata il 3 maggio scorso in San Giovanni Laterano a Roma.

Vangelo: Lc 21,25­28.34­36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vo­ stri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Contemplo: Vegliate in ogni momento (Lc 21,36) L'Avvento è un tempo di preghiera, e «la bella preghiera» sarà leggere con impegno la Scrittura. Questa, «letta con l'aiuto dello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta», ci testimonia che il Signore è vicino, e che tutti do­ vranno comparire davanti al Figlio dell'uomo: «Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell'uomo quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi» (Lc 9,26). Con lo Spirito «teniamo viva la speranza» (Rm 15,4).

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P a g i n e

Bisogna

b i b li c h e

essere

desti,

pronti, lucidi perché il Signore verrà «in modo oscuro e silenzioso, come la pioggia sul vello». Dio

non

indica

l’ora

precisa della sua venuta perché ogni momento, ogni

istante

opportuni

sono per

convertirci, per aprirci al Vangelo. La vigilanza evangelica l’istante

Vegliate e pregate

“ora

momento

opportuna”,

di

compimento

di don Luciano Vitton Mea

rende

salvezza, nel

tempo

dell’eternità. Non è forse «Vegliate e pregate». Non

la vigilanza. Si rimane desti

questo il mistero del Santo

sono delle semplici racco-

quando qualcuno ti è vicino e

Natale?

mandazioni ma atteggiamen-

parla con te; non ci si appesan-

A Betlemme l’Eterno si fa

ti esistenziali che dobbiamo

tisce nel torpore del vino quan-

tempo presente, ciò che era

interiorizzare, che devono

do

lontano diventa vicino, vicino

diventare stile di vita.

dell’amico, si presta attenzione

Vigilare significa non addor-

alle sollecitudini di chi ci vuole

«Vegliate e pregate» perché

mentarsi nel tepore di false

bene. La preghiera è colloquio,

ogni

certezze, nell’illusione effi-

ascolto attento di una voce che

“nostra ora” e ogni giorno

mera di una casa “costruita

dall’eternità risuona tra i monti,

Natale di salvezza dove il Si-

da mani d’uomo”, nella va-

le vallate, i deserti dell’umano

gnore celebra per sempre il

cuità di granai dove confida-

esistere.

mistero “di una vicinanza”

re per un futuro che non ci

«Vegliate e pregate» perché il

che mai avrà fine.

appartiene. La vigilanza e-

Signore è vicino, è in cammino

vangelica è sinonimo di sag-

verso la porta del mio povero

gezza, di equilibrio e di salu-

cuore, verso quell’anfratto che

tare distacco. La preghiera è

rispecchia la caducità e la mise-

la naturale conseguenza del-

ria dell’uomo, di ogni uomo.

si

ascoltano

le

parole

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momento

diventi

la

don Luciano


P a g i n e

Contemplatio

a cura di don Luciano

b i b li c h e

Preghiamo la Parola

Di lettera in lettera il cuore ti canti, Signore. Per tutte le ore del giorno fioriscano salmi: Dio è più grande del nostro cuore, più grande di ogni peccato è l'Amore...

Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza. Buono e retto è il Signore, indica ai peccatori la via giusta; guida i poveri secondo giustizia, insegna ai poveri la sua via.

Una domanda seria. Vigilare: cosa vuol dire, per Cri­ sto? Essere vigilanti. Non si tratta soltanto di credere, ma di stare in vedetta. Sapete che cosa vuol dire aspettare un amico, aspettare che venga quando ritarda? Che cosa è stare in ansia per qualcosa che po-

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti. Il Signore si confida con chi lo teme: gli fa conoscere la sua alleanza.

trebbe accadere oppure no? Vigilare per Cristo è qualcosa di simile. Vigilare con Cristo è guardare avanti senza dimenticare il passato. E non dimenticare che egli ha sofferto per noi, è smarrirci in contemplazione attratti dalla grandezza della redenzione. E rinnovare continuamente nel proprio essere la passione e l'agonia di Cristo, è rivestire con gioia quel manto di afflizione che Cristo volle prima indossare lui e poi lasciarsi indietro salendo al cielo. È distacco dal mondo sensibile e vita nell'invisibile, con questo movente: Cristo verrà, e verrà nel modo che ha detto. Desiderio affettuoso e riconoscente di questa seconda venuta di Cristo: questo è vigilare.

Preghiera

Ti preghiamo, Signore, perché questo nuovo cammino di Avvento ci aiuti a coltivare il dono santo della perseveranza, il dono di restare saldi nel tuo amore, muovendo i nostri passi verso di te, nonostante tutto. E nonostante tutto mantieni lieve il nostro cuore, nutrito di speranza, al sicuro, perché nascosto in te, e tu in noi. Vieni, vieni ancora, Signore Gesù.

(J.H. NEW , Diario spirituale e meditazioni, Novara s.d., 91-93).

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I settimana di Avvento E’ meglio illuminare gli altri che brillare solo per se stessi.

Lunedì 30 Novembre I Settimana del Salterio

Il Santo del giorno: Sant’Andrea Apostolo

Agisci Sono diventato cristiano perché qualcuno mi ha parlato di Gesù. Oggi anch'io, sull'esempio di sant'Andrea, cercherò qualche occasione buona per poter parlare di Gesù a chi mi vive accanto.

All’apostolo Andrea spetta il titolo di 'Primo chiamato'. Ed è commovente il fatto che, nel Vangelo, sia perfino annotata l’ora («le quattro del pomerig­ gio») del suo primo incontro e primo appuntamento con Gesù. Fu poi Andrea a comunicare al fratello Pietro la scoperta del Messia e a condurlo in fretta da Lui. La sua presenza è sot­ tolineata in modo particolare nell’episodio della moltiplica­ zione dei pani. Su di lui non abbiamo altre notizie certe, anche se, nei secoli successivi, vennero divulgati degli Atti che lo riguardano, ma che han­ no scarsa attendibilità. Secon­ do gli antichi scrittori cristiani,

l’apostolo Andrea avrebbe evangelizzato l’Asia minore e le regioni lungo il mar Nero, giungendo fino al Volga. È perciò onorato come patrono in Romania, Ucraina e Russia. Commo­ vente è la 'passione' – anch’essa tardiva – che racconta la morte dell’apostolo, che sarebbe avvenuta a Patrasso, in Acaia: condannato al sup­ plizio della croce, egli stes­ so avrebbe chiesto d’essere appeso a una croce partico­ lare fatta ad X (croce che da allora porta il suo nome) e che evoca, nella sua stessa forma, l’iniziale greca del

nome di Cristo. La Legen­ da aurea riferisce che An­ drea andò incontro alla sua croce con questa splendida invocazione sulle labbra: «Salve Croce, santificata dal corpo di Gesù e impre­ ziosita dalle gemme del suo sangue… Vengo a te pieno di sicurezza e di gioia, affinché tu riceva il disce­ polo di Colui che su di te è morto. Croce buona, a lun­ go desiderata, che le mem­ bra del Signore hanno rive­ stito di tanta bellezza! Da sempre io ti ho amata e ho desiderato di abbracciarti… Accoglimi e portami dal mio Maestro».

Brano Evangelico: Mt 4, 18­22

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che getta­ vano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Ze­ bedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Contemplo: Vi farò pescatori di uomini (Mt 4,19) Nella festa di sant'Andrea, fratello di san Pietro, ricordiamo san Paolo che cita Isaia: «Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di be­ ne!». E poco prima: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crede­ ranno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parla­ re senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati?». Sono «pescatori di uomini» coloro che amano come Gesù.

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Meditiamo la Parola

Preghiamo la Parola

Uno sguardo che crea Meditazione di don Luciano Vitton Mea

E’ appena iniziate l’Avvento e subito la liturgia della Chiesa ci dona una piccola pausa e ci chiede di sostare, come accade davanti ad una piccola edicola sacra posta all’inizio di un sentiero, davanti all’icone dove Gesù dona all’apostolo Andrea, ma anche a ciascuno di noi, la profondità del suo sguardo. Lo sguardo di Dio ci visita nella quotidianità delle nostre giornate, quando siamo occupati nelle cose di tutti i giorni, mentre stiamo gettando le reti dell’umana esistenza. Lo sguardo di Dio ci precede, sempre e comunque, perché «quando Gesù cammina non lo fa a occhi bassi, quasi per non farsi disturbare e contaminare dal mondo che lo circonda. Al contrario, Gesù cammina accanto alle nostre storie umane a occhi aperti e guarda e vede, ancor prima di lasciarsi guardare e lasciarsi ve­ dere». Il brano evangelico di oggi ci rivela una grande verità che non possiamo e non dobbiamo ignorare: Dio vede e trasforma, i suoi occhi guardano la piccolezza della nostra esistenza e la rin-

Ora sappiamo perché tante stelle e sappiamo perché tanti fiori: siamo noi la coscienza del loro splendere, noi la coscienza del loro fiorire; ed è la tua legge la fonte di ogni esistere, la ragione del nostro pensare ed agire.

I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia. Senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce, per tutta la terra si diffonde il loro annuncio e ai confini del mondo il loro messaggio.

nova, la ricrea. “In quel tempo, mentre cammi-

nava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini»”. I due fratelli sono dei poveri pescatori, gente rozza e ignorante, ma Gesù vede i loro cuori, scruta le possibilità di bene nascoste nelle pieghe della loro interiorità, li chiama e trasforma la loro vita: “vi farò pescatori di uomini”. Davanti all’icona posta all’inizio del nostro cammino d’Avvento lasciamoci visitare dallo sguardo di Gesù, lasciamoci trasformare in nuove creature.

Preghiera

Signore Gesù, per intercessione cli sant'Andrea, di cui oggi celebriamo la santa memoria, noi ti preghiamo per il cammino compiuto insieme, per la parola spezzata. Per chi ha scritto, ha studiato, ha letto e pregato in questo tratto di vita e quotidiana eucaristia, ti preghiamo. Resti unanime il cuore, pure su cammini diversi, sia unico il passo dietro a te, Signore. Benedici e custodisci i cuori e le strade di chi in questi anni ha camminato su queste pagine e vieni, vieni ancora, vieni sempre nella nostra vita, Signore Gesù!

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I settimana di Avvento L'uomo potrà conquistare terre, mari, monti, persino lo spazio, ma l'impresa più ardua resterà sempre quella di conquistare un cuore.

Martedì 1 Dicembre I Settimana del Salterio

Il Santo del giorno: Sant’Eligio Vescovo Nacque a Chaptelat (presso Limoges in Fran­ cia) intorno al 590. Una leggenda racconta che gli si presentò il diavolo ve­ stito da donna: e lui, Eli­ gio, rapido lo agguantò per il naso con le tenaglie. Questa colorita leggenda è raffigurata in due cattedra­ li francesi (Angers e Le Mans) e nel duomo di Milano, con la vetrata di Niccolò da Varallo, dono degli orefici milanesi nel Quattrocento. L'Eligio storico, figlio di gente

modesta, deve aver rice­ vuto tuttavia un'istruzione, perché venne assunto co­ me apprendista dall'orefi­ ce lionese Abbone, che dirige pure la zecca reale. Sotto Clotario, Eligio va a dirigere la zecca di Marsi­ glia e intanto continua a fare l'orefice. Col nuovo re Dagoberto I (623­639) viene chiamato a corte e cambia mestiere: il sovra­ no ne fa un suo ambascia­ tore, per missioni di fidu­ cia. Altri incarichi se li prende da solo: per esem­

pio, riscattare a sue spese i prigionieri di guerra, fondare monasteri ma­ schili e femminili. Morto il re, sceglie la vita reli­ giosa, e il 13 maggio 641 viene consacrato vescovo di Noyon­Tournai dove s'impegna nella campa­ gna di evangelizzazione (e ri­evangelizzazione) nel Nord della Gallia, nelle regioni della Mosa e della Scelda, nelle terre dei Frisoni. Muore nel 660.

Agisci

Brano Evangelico: Lc 10, 21­24

Oggi chiederò allo Spirito Santo il dono di poter sperimentare un po' della gioia che viene da lui e cercherò di diffondere la gioia di Dio intorno a me.

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Contemplo: Beati gli occhi che vedono (Lc 10,23) L'Avvento, come tutta la nostra vita, è un cammino, una salita verso il «santo monte». Secondo una bella preghiera della Chiesa, questo monte è il Cristo, che ancora «esulta di gioia nello Spirito Santo» e rende lode al Padre, perché lo ha inviato a rivelare il suo amore verso gli uomini. Diceva san Gregorio Magno che «la Scrittura cresce con chi la legge», così anche la nostra fede cresce ogni giorno «perché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare» (Is 11,9).

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Meditiamo la Parola

Preghiamo la Parola

Nel segno della piccolezza Meditazione di don Luciano Vitton Mea

E noi dovremmo essere questi monti di pace; le messi di grano che ondeggiano sulle colline. Noi la fioritura di questa giustizia messianica, segno che egli è venuto, e viene, e verrà. Ma potremmo cantare, con cuore pacifico, questo Amen davanti alle sempre deluse speranze dei poveri? O Dio, affida al re il tuo diritto, al figlio di re la tua giustizia; egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia e i tuoi poveri secondo il diritto. Nei suoi giorni fiorisca il giusto e abbondi la pace, finché non si spenga la luna. E dòmini da mare a mare, dal fiume sino ai confini della terra.

Lo sapevate che per nascere un bambino deve chinare il capo? Finché mantiene la testa alta egli non fa altro che procurare dolorose contrazioni alla mamma. La vita fin dall’inizio è scritta nel segno della piccolezza, ma nella logica del Vangelo essere piccoli acquista una dimensione particolare: vuol

Perché egli libererà il misero che invoca e il povero che non trova aiuto. Abbia pietà del debole e del misero e salvi la vita dei miseri. Il suo nome duri in eterno, davanti al sole germogli il suo nome. In lui siano benedette tutte le stirpi della terra e tutte le genti lo dicano beato.

dire essere semplici di cuore, non avere manie di grandezza, saper stare con tutti, riconoscersi bisognosi e figli di Dio Padre, dare molta gioia … Qual è il piccolo che non dà gioia ai suoi genitori? Chi non

Preghiera

si intenerisce di fronte ad un bambino di pochi mesi? Nessuno ha paura di chi è piccolo, caso mai è vero il contrario: i grandi sanno far paura ai piccoli, perché sanno fare loro molto male, e questo è un peccato mostruoso. Essere piccoli vuol dire avere fiducia di in Dio, affidarsi a Lui, perché il suo disegno d’amore si compia, come è stato per Gesù. Da Dio grande si è fatto piccolo uomo per essere uno di noi e raggiungerci tutti con la sua divinità fattasi

Signore Gesù, mite e umile di cuore, tu non giudichi secondo le apparenze, ma conosci nella verità il nostro cuore. Infondi in noi la gioia e lo stupore che dimorano in chi è piccolo; rinnova la nostra vita facendo germogliare in essa i frutti dello Spirito, e donaci conoscenza e timore perché sappiamo giudicare secondo il tuo cuore e scegliere secondo la tua volontà.

umanità.

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Pagine bibliche

Gli approfondimenti di Non di Solo Pane

L’avvento è una grande attesa, l’attesa di una visita

Attesa: pienezza di un desiderio di don Luciano Vitton Mea

Quando con i miei scout andavo in route l’atteggiamento più difficile da condividere era quello dell’attesa. E’ difficile aspettare chi ha un passo più lento del tuo, dare la mano a chi si sente schiacciato dal peso del proprio zaino, sedersi sul ciglio del sentiero ed attendere chi si è attardato ai bordi di una piccola fonte. E’ più facile condividere un tozzo di pane o un goccio d’acqua da una borraccia intiepidita dalla calura che attendere

“chi non ha il tuo stesso passo”. Conosco donne che hanno atteso per tutta la vita il loro primo amore disperso nella steppa gelida della Russia; mamme, come Santa Monica, che hanno atteso per anni la conversione o il cambiamento di un loro figliolo. Le donne sanno attendere perché generare è attesa. L’Avvento è una grande attesa, l’attesa di una visita, di un Dio che vuole essere concepito e poi venire alla luce nella miseria e nella povertà della nostra vita. L’attesa

cristiana non è una perdita di tempo ma dare pienezza al desiderio che Dio ha deposto dentro di noi. Ci ricorda H.J.M. NOUWEN: «Attendere è un atteggiamento enormemente radicale verso la vita. È avere fiducia che ci accadrà qualcosa che è molto al di là della nostra immaginazione. È abbandonare il controllo del nostro futuro e lasciare che sia Dio a determinare la nostra vita. È vivere con la convinzione che Dio ci plasma secondo l'amore di Dio e non secondo la nostra paura. La vita spirituale è una vita in cui noi aspettiamo, stiamo in attesa, attivamente presenti al momento, aspettando che cose nuove ci accadano, cose nuove che sono molto al di là della nostra stessa immaginazione o previsione. Questo, certamente, è un atteggiamento molto radicale verso la vita in un mondo preoccupato di controllare gli eventi».

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I settimana di Avvento La comprensione è la ricompensa della fede. Perciò non cercare di capire per credere, ma piuttosto credi per capire.

Mercoledì 2 Dicembre I Settimana del Salterio

Il Santo del giorno: San Cromazio Vescovo Cromazio fu vescovo di Aquileia dal 387/388 al 407/408, succedendo a Valeriano. È autore di un Commento al Vangelo di Matteo, rimasto probabil­ mente incompiuto e di numerosi Sermoni che sono un’importantissima testimonianza della fede e della vitalità dell’antica Chiesa aquileiese. Come esponente dell’ortodossia fu tra i promotori della sconfitta ariana: partecipò

come presbitero al Con­ cilio del 381. Fu anima­ tore di un fervente cena­ colo presbiterale al qua­ le attinsero numerosi uoimini di fede e di cultura, tra cui S. Giro­ lamo e Rufino. È il più documentato e valido esempio di vita cristiana e di impegno pastorale che ci giunge dall’antica Aquileia. Del suo zelo pastorale, della sua ar­ dente carità e fermezza

abbiamo testimonianza da S. Girolamo e S. Giovanni Crisostomo. Condivise fino alla morte le trava­ gliate vicende del suo popolo a cause delle inva­ sioni barbariche. Il suo culto ha ricevuto in questi decenni notevole impulso in seguito alla riscoperta e ampia trattazione dei suoi scritti, rimasti per secoli quasi del tutto sconosciuti.

Brano Evangelico: Mt 15, 29­37

Agisci Il Signore ci nutre e prepara per noi un banchetto. Oggi, con la premura di Maria, preparo qualcosa di buono da mangiare per portarlo n dono a chi non ne ha.

In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele. Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». Gesù domandò loro: «Quanti pani ave­ te?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i disce­ poli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

Contemplo: Prese i pani e rese grazie (cf Mt 15,36) I discepoli di Gesù si domandano ancora oggi: «Come possiamo trova­ re in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». È il de­ serto del mondo senza Dio, il deserto senza amore. Ma la volontà di Gesù è chiara: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Di­ o» (Lc 18,27). Gesù prende i nostri poveri pani e, rendendo grazie al Padre, fa sì che ancora oggi, nel deserto del nostro mondo, tutti noi possiamo avere in lui il cibo di vita eterna.

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Meditiamo la Parola

Preghiamo la Parola

Seguire Gesù sul monte Meditazione a cura di don Carlo Moro Parroco di Gargnano

Gesù, il Dio fatto uomo, viene tra noi. Desidera ristorarti e consolarti. Se stai zoppicando lungo la vita, ti curerà quel piede. Se la tua vista è annebbiata e non riesci più a vedere dove cammini, perché la confusione o la disperazione comin­ ciano ad invadere la tua anima, mettiti ai piedi

Dio, o pastore di costellazioni, Spirito che apri il volo agli infiniti stormi di uccelli verso i terminali delle loro migrazioni; Spirito che spiri avanti tutti i pensieri degli uomini buoni e giusti; Spirito che conduci i pellegrini dello spirito negli incantati pascoli della santità, e gli erranti riconduci da sperduti deserti sulle vie della vita, e mai desisti, Divino mendicante, di cercare la pecorella smarrita: se il vederti con gli occhi del corpo è di troppo in questa valle oscura, che almeno sempre oda i tuoi passi mentre mi cammini accanto, o Compagno di traversata; e ciò sia a tua gloria più ancora che il prestarti a guidare le stelle nella notte. Amen.

di Gesù e lascia che tocchi i tuoi occhi, e ti restituirà la vista. "E la folla era piena di stupore".

Il Signore è il mio pastore:

L'azione di Dio nella nostra anima è efficace e causa gioia e stupore. Non siamo mai lontani dal

Su pascoli erbosi mi fa riposare,

dolore, nella nostra esistenza terrena. Siamo toccati soprattutto dalle sofferenze interiori, che nessuno vede né capisce. Sofferenze che sono a volte frutto delle delusioni nelle nostre relazioni con le persone care. Poniti ora alla presenza di Gesù, e sappi che lui vede dove nessuno può vedere e che vuole restituirti la pace e la

non manco di nulla. ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l’anima mia. Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.

speran­za. Forse non ti toglie il dolore, ma ti chiede di offrirlo al Padre insieme a lui. Ed il dolore portato insieme a Gesù purifica, ci fa crescere nella fede e ci permette di vincere l'egoismo. Contemplando Gesù e la sua morte di croce, il dolore può trasformarsi in speranza e salvezza. Egli, poi, ti offre il suo pane, l'Eucaristia, il dono di sé, forza e sostegno per il cammino e l'inizio, già qui, della tua vita per sempre, in pace con Lui.

Preghiera

Vieni, Signore Gesù, verso la nostra umanità affaticata e stanca; rivolgi verso di essa il tuo sguardo di compassione. Non possiamo camminare senza la forza del tuo pane. Continua, o Signore, a spezzare e donare il tuo pane perché anche noi possiamo sperimentare la potenza della tua misericordia e da essa essere sostenuti nel faticoso sentiero della vita.

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I settimana di Avvento Aggiungi la carità: sono utili tutte le cose; sottrai la carità: a nulla giovano tutte le altre cose.

Giovedì 3 Dicembre I Settimana del Salterio

Il Santo del giorno: San Sofonia Profeta Sofonia fu il primo di una serie di profeti inviati da Dio nel regno meridionale di Giuda, tra la caduta del regno settentrionale nel 722 a.C. e prima della sua cadu­ ta nel 587 a.C. Il contesto storico in cui si colloca la sua vicenda è dopo la morte del re Ezechia con l'ascesa al trono di suo figlio Ma­ nasse. Ma questo favorì il ritorno alle pratiche pagane, quali il culto di Baal, l'a­ strologia, l'adorazione degli

Agisci Signore, oggi ti affido le guerre che sono nel mio cuore, i miei conflitti interiori e quelli che vivo con gli altri. Signore, confido in te, desidero accettare me stesso e gli altri e vivere nella tua pace.

spiriti e il sacrificio di bambini. Perseguitò infine i profeti ed arrivò addirittura a sopprimere il culto a Dio. Suo figlio Amon proseguì sulla strada tracciata dal pa­ dre, mentre Giosia, fi­ glio di Amon, tentò di invertire la disastrosa rotta intrapresa dai suoi avi. Nel 621 a.C. infatti attuò una riforma reli­ giosa e morale di vasta portata, in parte stimola­

to proprio dagli ammoni­ menti del profeta Sofonia. Sofonia definì il "resto" con l'immagine della Figlia di Sion (3,14­18): una pic­ cola comunità povera di beni materiali, ma soprat­ tutto libera di falsa ricchez­ za interiore, una comunità sicura della presenza del suo Dio, i cui occhi sono perciò illuminati dalla fede e dalla certezza della vitto­ ria di Dio.

Brano Evangelico: Mt 7,21.24­27

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volon­ tà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie pa­ role e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiaro­ no i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sul­ la sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Contemplo: Ha costruito la sua casa sulla roccia (Mt 7,24)

Chi ascolta le parole di Gesù e le mette in pratica «ha costruito la sua casa sulla roccia». La roccia, affidabile e sicura, dalla quale sgorga l'ac­ qua viva, «è il Cristo» (cf 1Cor 10,4). «Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna. Egli ha abbattuto coloro che abi­ tavano in alto, ha rovesciato la città superba» (Is 26,4­5). Gesù è la «pietra viva, rifiutata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio». Con Lui la sua Chiesa è «edificio spirituale» (Pt 2,4­5).

Non di solo pane ­ Numero 733 ­ pagina 13


Medita la parola

Preghiamo la Parola

Alla scuola del Vangelo Meditazione a cura della Redazione

Su cosa stiamo costruendo la nostra casa interiore? sulla sabbia delle opinioni del mondo o sulla

Che mai alcuno confidi in questi potenti; piuttosto scelga di essere disperato, minore sarà la sua infelicità. E poi il grande dono di non sentirsi mai soli e abbandonati! Così il Signore, sia sempre con noi. Perché le battaglie dell'anima sono anche più feroci delle altre battaglie.

Rendete grazie al Signore perché è buono,

roccia della Parola immutabile di Dio? Spesso,

perché il suo amore è per sempre.

troppo spesso, siamo travolti dalle cose da fare

È meglio rifugiarsi nel Signore

e diamo per assolute una serie di verità che tali

che confidare nell’uomo.

non sono. È il mondo a stabilire le nostre priori-

È meglio rifugiarsi nel Signore

tà, i nostri sogni, i nostri umori. Se avessimo il coraggio infine, di prendere sul serio il vangelo!

che confidare nei potenti. Apritemi le porte della giustizia: vi entrerò per ringraziare il Signore.

Di metterlo come fondamenta delle nostre scel-

È questa la porta del Signore:

te quotidiane! Chiederci, davanti a una scelta,

per essa entrano i giusti.

cosa avrebbe fatto Gesù al posto nostro e chie-

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,

dere allo Spirito di intervenire nel nostro discer-

perché sei stato la mia salvezza.

nimento! Le nostre sono case fragili che costrui-

Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza!

scono quartieri fragili che costituiscono grandi città fragili basate sull'opinione, sull'emozione,

Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria! Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

sulla rabbia, sulla parte oscura che abita in cia-

Vi benediciamo dalla casa del Signore.

scuno di noi! Basta un soffio di vento per ribalta-

Il Signore è Dio, egli ci illumina.

re le nostre opinioni, per cambiare le nostre prospettive. Siamo preda del sentire comune, incapaci, spesso, di avere idee personali. Mettiamoci

Preghiera

alla scuola del vangelo, davvero, sul serio. Facciamo in modo che sia la Parola a valutare le nostre scelte a fornire un giudizio credibile e definitivo sul mondo. P.Curtaz

Come roccia salda è la tua Parola, o Signore. In essa noi troviamo fedeltà e misericordia, in essa noi troviamo pace e sostegno. Ogni giorno, nell'ascolto della tua volontà, possiamo costruire su di essa la casa della nostra vita. Non sappiamo quali venti possono abbattersi su di essa, ma di nulla avremo timore, perché tu sei con noi.

Non di solo pane ­ Numero 733 ­ Tempo di Avvento ­ pagina 14


I settimana di Avvento Non mandate al domani il bene che potete fare oggi, perché forse domani non avrete più tempo.

Venerdì 4 Dicembre I Settimana del Salterio

Il Santo del giorno: San Giovanni Damasceno Nacque intorno al 675 a Damasco (da cui Da­ masceno) in Siria. Suo padre era ministro delle finanze. Colto e brillan­ te, divenne consigliere e amico del Califfo cioè il prefetto arabo che guidava la regione. La frequentazione del mo­ naco siciliano Cosmo, portato schiavo a Da­ masco, determinò in lui il desiderio di ritirarsi a vita solitaria, in compa­

gnia del fratello, futuro vescovo di Maiouna. Andò dunque a vivere nella «laura» di San Sa­ ba, piccolo villaggio di monaci a Gerusalemme, dove ricevette l'ordina­ zione sacerdotale e in virtù della sua profonda preparazione teologica, ebbe l'incarico di predi­ catore titolare nella basi­ lica del Santo Sepolcro. Tra le sue opere accanto agli inni e ai trattati teo­

logici dedicati alla Ma­ donna, è autore del compendio di teologia «Fonte della conoscen­ za» e de i «Tre discorsi in favore delle sacre immagini». Teologo illuminato e coltissimo, si meritò il titolo di «San Tommaso dell'O­ riente». Nel 1890 Leo­ ne XIII lo ha proclama­ to dottore della Chiesa.

Brano Evangelico: Mt 9, 27­31

Agisci: Il Signore illumina il mio cammino: gli chiedo luce per affrontare una situazione che mi blocca, per imboccare la giusta strada che mi indica. Con l'aiuto di Maria, cerco poi di seguirla.

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gri­ dando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare que­ sto?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e dis­ se: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sap­ pia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella re­ gione.

Contemplo: Avvenga per te secondo la tua fede

(cf Mt 9,29)

Cristo, mio Dio, tu hai umiliato te stesso per prendere me, pecora smar­ rita, sulle tue spalle; su pascoli erbosi mi fai riposare e mi conduci alle acque tranquille della retta dottrina data dai tuoi pastori. Essi, nutriti da te, pascolano il tuo gregge eletto e nobile. Signore, mi hai chiamato per mezzo del tuo sacerdote a servire i tuoi discepoli. Tu solo conosci il tuo disegno. Però, Signore, figlio di Davide, abbi pietà di me e alleggerisci il peso dei miei peccati (Giovanni Damasceno).

Non di solo pane ­ Numero 733 ­ pagina 15


Meditiamo la Parola

Lasciarsi guarire da Gesù Meditazione a cura di don Fabio Marini

Preghiamo la Parola

«Non paura» di te o dell'uomo e più, brama di vederti è la fede: il tuo santuario ora è la

"Tanta gente e tanti problemi", questo viene da pensare, quando si leggono le pericopi, i passi relativi alle guarigioni, che si susseguono in questa parte del Vangelo. I tempi non sono cambiati. Oggi, certo, con la diffusione capillare dei mass media, l'ammonimento di Gesù ai due ciechi, di non far sapere a nessuno della loro guarigione, sarebbe stato ancora più urgente. Altrimenti quanti ancora accorrerebbero! Ma perché Gesù non vuole che la gente sappia dei miracoli? Certo, se lui volesse, con un cenno potrebbe guarire i ciechi di tutta la Palestina. In un batter d'occhio, per suo volere non ci sarebbe più dolore nel mondo intero. Ma Gesù non cede a questa tentazione. Egli vuole la nostra fede, non che lo seguiamo perché esaudisce i nostri desìderi. Credere in Gesù è una decisione fondamentale. Anche pei i ciechi. A noi, forse, la loro risposta appare così semplice. Naturalmente chiedono a Gesù di poter vedere; in fondo, cosa hanno da perdere? Anziché continuare nel tentativo di sopravvivere da "ciechi", seduti alla porta della città ed elemosinando ciò che serve per vivere, decidono di cambiare completamente. Anche a noi è data questa possibilità. Sta a noi decidere. Da un lato la comodità di una quotidianità difficile ma conosciuta, dall'altra la promessa della "vera vita". La promessa di vedere molto oltre. Siamo noi a scegliere, noi a chiedere con insistenza, quasi urlando. Per il nostro bene. Chi urla ne è certo. Il Signore chiede anche a noi, ogni giorno, come ai ciechi: "Credete che io possa fare questo?". Credete che io possa sostenere la vostra vita? Credete che tutto quello che vi serve io ve lo darò? Avete fiducia in me? La risposta affermativa ci sembra così semplice e scontata quando Gesù si rivolge ai due ciechi. Essi cambieranno completamente la loro vita, la loro situazione di sopravvissuti, il loro ambiente. E noi?

terra, e il nido della mia fiducia il tuo cuore.

Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

Preghiera

Signore Gesù, noi crediamo che tu puoi aprire gli occhi del nostro cuore alla luce vera che illumina la nostra vita. Non lasciarci camminare senza meta, nella nostra cecità. Togli il velo che copre i nostri sguardi. Tu sei questa luce vera che ci dona gioia: in te ogni realtà diventa luminosa, bella, vera. Signore, Figlio di Davide, abbi pietà di noi!

Non di solo pane ­ Numero 733 ­ Tempo di Avvento ­ pagina 16


Pagine bibliche

Gli approfondimenti di Non di Solo Pane

Guai varcare la Porta Santa senza il fermo proposito di tornare alle origini

Un fermo proposito di don Luciano Vitton Mea

Martedì 8 Dicembre inizierà il giubileo della misericordia, un Anno Santo, straordinario dove potremo esperimentare la sollecitudine di un Dio “che fa più festa in cielo per un solo peccatore che si converte che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione”. L’anno giubilare è innanzitutto un’esperienza di liberazione e di rinnovamento: potremmo definirlo l’inizio

di una nuova creazione, di nuove opportunità. Nel Libro del Levito, al capitolo venticinquesimo, viene p r ec is at o che “Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia”. Nell’anno giubilare gli schiavi venivano liberati, le pene e i debiti condonati, la terra ritornava ai legittimi proprietari. Era un ritorno alle origini, una sorta di “anno zero”. Il Cristianesimo ha comunicato al Giubileo ebraico un significato più pieno e più profondo. Esso è infatti un perdono generale, una remissione totale di tutti i peccati, compresa la pena che dovremmo scontare prima di

accedere alla pienezza della vita eterna. Ma un evento così importante per la vita spirituale e per la salvezza dell’anima non può prescindere dall’esperienza del giubileo ebraico, non può essere distaccata da un rinnovamento delle nostre relazioni, dalla capacità di azzerare le offese e i torti ricevuti o recati e quindi sanare qualsiasi forma di frattura che ci separa da chi ci sta accanto. Non sarebbe un giubileo della misericordia se non siamo capaci di voltare pagina, di riconoscere i nostri errori e di perdonare coloro che ci hanno fatto soffrire. In quest’anno santo le famiglie che vivono antichi o recenti rancori devono ricominciare a parlarsi; le amicizie assopite nel sonno dell’indifferenza devono ritrovare una nuova linfa, le discordie cedere il passo ad una mutua comprensione. Guai varcare la Porta Santa di questo anno di grazia senza il fermo proposito di tornare alle origini, di attingere alle sorgenti di una nuova e più autentica fratellanza.

Non di solo pane ­ Numero 733 ­ Tempo di Avvento ­ pagina 17

don Luciano


I settimana di Avvento Non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne.

Sabato 5 Dicembre I Settimana del Salterio

Il Santo del giorno: Beato Filippo Rinaldi

Nato nel 1856 a Lu Monferrato nell'Ales­ sandrino, Filippo Rinal­ di a 21 anni conobbe don Bosco. Divenuto prete nel 1882 e mae­ stro dei novizi, fu invia­ to in Spagna dove di­ venne Ispettore e con­ tribuì allo sviluppo dei Salesiani in loco. Da vicario generale della congregazione, diede

impulso ai coopera­ tori, alla pastorale vocazionale, istituì le federazioni mondiali degli ex allievi e al­ lieve, fu attento al mondo del lavoro. Sostenne le Figlie di Maria Ausiliatrice e intuì il ruolo delle «Zelatrici», future «Volontarie di don Bosco». Nel 1921 fu

eletto terzo successore di don Bosco. Morì nel 1931 a Torino. È stato beatificato da Giovanni Paolo II il 29 aprile 1990 nella piazza antistante la Basilica di Maria Au­ siliatrice a Torino, dove riposa nella crip­ ta della stessa Basili­ ca.

Agisci Brano Evangelico: Mt 9,35­10,1.6­8

Non voglio farmi giudice delle situazioni e degli altri. Oggi affido il giudizio di ogni cosa a Dio, così da essere libero di amare senza rancori.

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sina­ goghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiri­ ti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predica­ te, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamen­ te date».

Contemplo: Gratuitamente avete ricevuto (Mt 10,8)

È facile capire «gratuitamente avete ricevuto», ma la parola seguente «gratuitamente date» significa «servizio». Tutto ciò che abbiamo lo abbiamo ricevuto (1Cor 4,7), ma il modello della Chiesa è Maria: «Ecco la serva del Signore», piena di gratuità. San Paolo, a Mileto, ricorda Gesù che dona gratuitamente e insegna: «Si è più beati nel dare che nel ricevere!» (At 20,35).

Non di solo pane ­ Numero 733 ­ pagina 18


Meditiamo la Parola

Preghiamo la Parola

Volendo vedere Meditazione di don Fiorella Elmetti

Per il commento a questo Vangelo, mi sono confrontata con un’amica, la quale mi ha detto che le parole significative di questo brano sono insegnare, predicare, curare e dare. Effettivamente, sono queste le parole che emergono dalla lettura del testo. E sono importanti, perché si comprende che sono tutte azioni che partono dall’esempio stesso di Gesù. Tuttavia, quell’espressione “Vedendo le folle ne sentì compassione” non riesco proprio a scacciarla dalla mia mente. E quel “vedendo” lo traduco con “volendo vedere”. Gesù infatti è venuto a cercarci, e se sente compassione è perché si lascia scuotere dalla nostra miseria, e ad essa vuole dare risposte. L’esperienza di Gesù mi sembra ben incarnata da Madre Teresa che in un’intervista ha raccontato: “Un giorno, mentre ero nei quartieri poveri di Calcutta e stavo per ritornare nella mia stanza, ho visto una donna che giaceva sul marciapiede. Era debole, sottile e magrissima, si vedeva che era molto malata e l'odore del suo corpo era così forte che stavo per vomitare, anche se le stavo solo passando vicino. Sono andata avanti e ho visto dei grossi topi che mordevano il suo corpo senza speranza, e mi sono detta: questa è la cosa peggiore che hai visto in tutta la tua vita. Tutto quello che volevo in quel momento, era di andarmene via il più presto possibile e dimenticare quello che avevo visto e non ricordarlo mai più. E ho cominciato a correre, come se correre potesse aiutare quel desiderio di fuggire che mi riempiva con tanta forza. Ma prima che avessi raggiunto l'angolo successivo della strada, una luce interiore mi ha fermata. E sono rimasta lì, sul marciapiede del quartiere povero di Calcutta, che ora conosco così bene, e ho visto che quella non era l'unica donna che vi giaceva, e che veniva mangiata dai topi. Ho visto anche che era Cristo stesso a soffrire su quel marciapiede. Mi sono voltata e sono tornata indietro da quella donna, ho cacciato via i topi, l'ho sollevata e portata al più vicino ospedale”. Se il cuore di Cristo non avesse “voluto vedere” la donna abbandonata sul marciapiede, neppure il cuore di Madre Teresa si sarebbe mosso a compassione.

«È detto nel Salmo: perché buono è il canto al nostro Dio. Rabbi Elimelec così interpretava: È bene se l'uomo fa cantare Iddio in lui» (M. Buber). È bello cantare inni al nostro Dio, è dolce innalzare la lode. Il Signore ricostruisce Gerusalemme, raduna i dispersi d’Israele. Risana i cuori affranti e fascia le loro ferite. Egli conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome. Grande è il Signore nostro, grande nella sua potenza; la sua sapienza non si può calcolare. Il Signore sostiene i poveri, ma abbassa fino a terra i malvagi.

Preghiera

Vieni, Signore Gesù, e donaci la forza di annunciare il tuo amore. Sotto il nostro sguardo c'è una messe abbondante da raccogliere e noi ci sentiamo stanchi, senza forze. Siamo pochi. Donaci il coraggio di pregare il Padre perché mandi operai nella sua messe; donaci l'umiltà di lavorare senza lamentarci, senza contarci, nella fiducia che tu ogni giorno chiami operai che silenziosamente lavorano nel campo del tuo Regno.

Non di solo pane ­ Numero 733 ­ Tempo di Avvento ­ pagina 19


Sussidio di preghiera per la famiglia

Coordinatrice Fiorella Elmetti

Anno XV- n. 733 Domenica 29 Novembre 2015 Chiuso il 24/11/2015 Numero copie 1350

Redazione don Luciano Vitton Mea, don Carlo Moro, don Fabio Marini, don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti, Tiziana Guerini e Cristina Sabatti

333/3390059 don Luciano

Grafica e stampa don Luciano Vitton Mea Ideato da don Luciano Vitton Mea

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Vi troverai: Ogni giorno una meditazione dei più grandi maestri di spiritualità     

Il settimanale di preghiera Non di Solo pane (da scaricare) I Santi del Giorno Tutte le opere di San Agostino I racconti di un pellegrino russo L’Imitazione di Cristo

Ti aspetto ogni giorno su:

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