Anno XXVI - n.5 - 1,50 euro
I mprese
Brexit Potenziali opportunità
Uno dei dati più interessanti che sono emersi durante il seminario “Gran Bretagna in corso Brexit: rapporti tra San Marino e Gran Bretagna” organizzato dalla Camera di Commercio della Repubblica di San Marino e ospitato all’interno del Best Western Palace Hotel è stato quello che riguarda il “peso” della produzione industriale nell’economia dell’Inghilterra, più o meno il 10%. Economia reale che invece è ben presente in Repubblica con realtà diversificate. L’industria manifatturiera sammarinese è il “principale erogatore” di economia del Paese, confermandosi come asset assolutamente strategico del sistema: contribuisce a circa il 35% del PIL. L’economia anglosassone, è stato detto, è molto spostata su servizi e finanza, due settori che dopo l’uscita del Regno Unito dall’UE, subiranno profonde trasformazioni. In attesa di capire come proseguirà l’uscita dell’UK dall’Unione europea – soft Brexit o hard Brexit, tempistiche e accordi che Londra farà post Brexit, quindi una serie di accordi bilaterali con i singoli Paesi – e in virtù del percorso inverso che sta facendo la Repubblica di San Marino (ricordiamo che il Monte Titano già da qualche anno sta portando avanti un accordo di associazione con l’UE), il seminario ha “acceso” una lampadina piuttosto importante. “I rapporti bilaterali tra San Marino e il Regno Unito – ha spiegato l’ambasciatore Federica Bigi prima di entrare nel dettagli – sono buoni”. Nel 2017 il valore dell’import dall’UK è stato di circa 8 milioni e mezzo di euro mentre per quel che concerne l’export (quindi RSM-UK) il valore ha superato i 13 milioni e mezzo (...) Segue a pag. 2
Direttore Alessandro Carli
Venerdì 9 Febbraio 2018
E nergia Equità e sostenibilità: Tariffa gas
pensioni “ricalcolate”
più leggera alle imprese
La riforma: passaggio al contributivo e ricomputo dei trattamenti in essere, agganciato al nuovo ICEE. Potenziamento del Fondiss a pag.3
A mbiente
Sul Titano l’aria è di qualità
alle pagg.4-5
V iabilità
La riforma delle riforme prende corpo. E San Marino, che ha fatto un vanto del suo welfare state, stando alle attuali ipotesi in campo, potrebbe trarne un ulteriore vantaggio, diventando uno dei primi, se non il primo Paese industrializzato, a riequilibrare l’intero impianto andando a “ricalcolare” anche le pensioni in essere che registrino un sensibile divario tra contributi versati e pensione ricevuta. Ma agganciando questo contributo (da parte dei pensionati) all’ICEE. E non limitandosi a questo intervento, andando a muovere diverse “leve”, in primis il passaggio al contributivo, fino alla riforma della governance dei fondi pensione, il cui secondo pilastro (Fondiss) andrà notevolmente potenziato, anche con il versamento di parte o tutto il TFR. Bartolucci alle pagg. 6-7
Strade “eco” ma più “manutenute”
a pag.9
spazio riservato all’indirizzo