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SUP NEWS supplemento a WIND NEWS SURF MAGAZINE – ANNO XXV – N. 3 - 2 aprile 2017 – MENSILE – Spedizione in abb. postale - POSTE ITALIANE s.p.a. - D.L. 353/2003 (conv. in 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, direzione commercial business Savona
# 03 PRIMAVERA 2017
Isole Banyak São Miguel Svernare alle Canarie SUP brico Make up dei bordi SUP movie Somewhere tomorrow SUP Itinerari Braies SUP test MOKI Wasabii 10’ NSP Puma 14’x24’’ RRD Razzle Dazzle 14x24’’
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SOMMARIO SUP itinerari Braies in SUP
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Editoriale 10
SUP trip Svernare alle Canarie
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Shopping 14
São Miguel 42
Eventi 16
Isole Banyak 48
Calendari 17
SUP brico Quel maledetto ultimo bordo
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Somewhere Tomorrow
SUP test Moki Wasabii 10’
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Local hero 22
NSP Puma 14’x24’’
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Sessions 28
RRD Razzle Dazzle 14’x24’’
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Insider trading #03
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Editoriale
Il SUP ci aiuta a scoprire il nostro pianeta Photo: courtesy Bic Sport #itinerari [in sup]
Fare SUP ci piace, scrivere Sup News ci piace! E il nostro desiderio è proprio quello che ogni pagina della nostra piccola rivista tascabile grondi un po’ del piacere che è in grado di generare questo sport semplice, che può essere praticato da tutti, senza troppe complicazioni, in tutte le maniere possibili e immaginabili. E così il SUP per qualcuno può rappresentare il modo ideale per fondersi col mare e giocare con quell’elemento chiamato “Onde”, mentre per altri può diventare un pratico mezzo (oppure la scusa ideale) per uscire di casa e scoprire come sono i soliti posti, ma visti da un’altra prospettiva. Oppure il SUP può essere il giocattolo ideale per stare con moglie e figli mentre si aspetta che si alzi il vento. Per altri è un ottimo mezzo per tenersi in forma e fare fitness all’aria aperta. Outdoor. Perché in ogni caso il SUP ci porta a uscire dalle nostre case e ad entrare in contatto con la natura...
E per ogni espressione di questo sport a noi piace creare un piccolo spazio sulla nostra piccola rivista. Su questo numero troverete nuovi articoli e nuovi appuntamenti che cresceranno, come quello con gli “Itinerari in SUP”, che numero dopo numero ci porteranno a scoprire tante nuove località del Belpaese che chiunque di noi potrà andare a visitare sul SUP in un qualsiasi fine settimana. E quando la carta non basta, c’è il sito, che sta raccogliendo un numero sempre crescente di contributi realizzati direttamente dai nostri lettori. Già, perché siccome la nostra è una rivista “scritta da appassionati di SUP per appassionati di SUP”, chi meglio dei nostri lettori può darci un aiuto a trasmettere questa passione attraverso le proprio storie. In questo numero trovate l’articolo dei ragazzi del “Dawn Squad”, ma sui prossimi numeri potrebbe esserci il vostro articolo. Non siate timidi e buon SUP a tutti! Ov
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Rider: Casey Hauser #tabou - Photo: courtesy Tabou-sup
Gli speciali di
Wind News magazine www.windnewsmag.it mail: supnews@sabatelli.it Tel./fax +39 019 823535 +39 019 821997 Direzione, amministrazione e pubblicità: Via Servettaz 39 - 17100 Savona REG. AL TRIBUNALE DI SAVONA N. 434/94 DEL 24/06/1994 Direttore Responsabile - “smink” fabio sabatelli Redattore capo - “ovo” ovidio ferrari Art director - fabrice blow COVER: rider: stephane iralour - photo: lance, courtesy f-one COLLABO IN THIS NUMBER: francesco leggio, enrico giordano, missing in action, mr. incredible, the insider, luca ambrosoni, johnny banzai, leonard nika, paolo marconi, davide codotto, fabio giacomini, lorenzo boschetti, franz orsi, stephane iralour, jacopo giusti
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FOTOGRAFI: daniela meloni, luca ambrisoni, ovidio ferrari, fabio sabetelli, riccardo ciriello, silvia, leonard nika, fabio boschetti, APP, 808photo.me, Georgia Schofield, davide codotto, leonardo toso, davide ionico, lance, f-one, franz orsi, vania marques, smink, mandy l mcmurdo, silvia berretta, cyn bakker, fabrizio luca EDITORE E STAMPA Marco Sabatelli Editore s.r.l. Via Servettaz 39 -17100 Savona DISTRIBUTORE PER L’ITALIA Press-di Distribuzione Stampa e Multimedia S.r.l. 20090 Segrate (Mi) Gestione rete di vendita e logistica: PRESS-DI via Mondadori 1 - 20090 Segrate (MI) “Difesa della privacy”: i dati forniti dai sottoscrittori degli abbonamenti vengono utilizzati esclusivamente per l’invio della pubblicazione e non vengono ceduti a terzi per alcun motivo. La riproduzione di articoli e foto pubblicati su questo numero è vietata. Segreteria abbonamenti: beppe forni - tel. +39 019 823535 821997
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SHOPPING Global wetsuit collection RRD ha appena presentato la nuova collezione di mute, che rappresenta un’evoluzione delle due precedenti collezioni. Il concetto alla base è sempre lo stesso: pure mute da surf, sviluppate per coprire le esigenze anche di altri boardsport quali: windsurf, kiteboarding e SUP. Nella collezione, il nuovo modello di punta “Celsius Pro Zippless” va ad aggiungersi alle ormai consolidate linee Fahrenheit, Celsius Pro Chest Zip, Celsius BZ e Zero BZ. Anche Amazone, le mute per lei, presenta una nuova gamma Pro Zippless, che va ad affiancarsi alle nuove versioni della Amazon Pro Chest Zip, e Seventysix. Info: www.robertoriccidesigns.com
Nuove sinergie I marchi francesi Bic Sport e Oxbow hanno avviato una nuova collaborazione da cui è nata una completa gamma di prodotti per lo Stand Up Paddle progettati dal team Oxbow, orgogliosamente prodotti in Francia da Bic Sport e con la grafica che riporta i colori originali e i loghi di Oxbow. Una sinergia finalizzata a dare una nuova identità globale, e ad offrire ai nuovi praticanti occasionali, così come a quelli esperti una gamma completa di prodotti che va dall’hardware (tavole/ pagaie/accessori) all’abbigliamento tecnico e lifestyle. La Collezione OXBOW SUP 2017 verrà distribuita in tutto il mondo da Bic Sport a partire da Marzo 2017. Info: Rossella.Marchi@bicworld.com
Papenoo Il brand francese F-One ha presentato Papenoo, una tavola molto polivalente dallo shape compatto e largo, disponibile nelle misure 7’ x 29’’ (110l) e 7’11’’ x 30.5 (123l) che può essere utilizzato sia come tavola wave, sia come foil fra le onde più ripide. Questa tavola è disponibile in due tecnologie di costruzione (c’è anche la versione Pro Carbon) e anche nella versione convertibile Wind/Sup e si propone pertanto come uno dei giocattoli più eclettici del momento. Info: lucamarcis@hotmail.com 14
SHOPPING GA Boards GA Boards propone la gamma di tavole gonfiabili IQ Free come versatili longboard per prendere qualche onda, pagaiare su acqua piatta o addirittura da utilizzare per pagaiate in long distance. Queste tavole sono disponibili nelle misure 11’1, 10’9, 10’7 e mantengono lo stesso spessore da 5’’ delle IQ Surf, che invece sono disponibili nelle misure 9’7’’x32’’ e 10’1’’x33’’. Le IQ Free hanno outline più allungata e più larga delle IQ Surf, per dare più stabilità in andatura e in manovra. Info: www.white-reef.com Race fins Il fuoriclasse australiano Travis Grant ha testato e sviluppato le nuove pinne NSP che d’ora in poi equipaggeranno tutte le tavole Race NSP. Si tratta di un’appendice disponibile nelle misure 20, 22, 24 cm, sviluppata in collaborazione con un paio di ingegneri idrodinamici con i controfiocchi, con l’obiettivo di limitare attrito e turbolenze, e incrementare il controllo. Queste pinne sono realizzato con attacco standard US Box e possono essere utilizzate su tutte le tavole race. Per info: www.nspsurfboards.com lorenzoconti@surfcloud.pt
Boardshorts Manera ha introdotto in catalogo una nuova collezione di boardshorts chiamata Haapiti. Disponibile in tre colorazioni sobrie, questi boardshort rappresentano la ricerca di un punto di equilibrio fra stile e tecnica. La costruzione con tessuto stretch quadri-direzionale e idrorepellente rende questi boardshorts estremamente leggeri e confortevoli in acqua, oltre che in spiaggia. Info: www.manera.com - lucamarcis@hotmail.com
Kiwi Per emozionarsi a contatto con la natura, Moki ha sviluppato Kiwi 10’2’’, una tavola facile, stabile e adatta ad un utilizzo in famiglia, che fa parte della linea Explorer Line. Questa tavola è caratterizzata da una larghezza generosa di 36’’ (209 Litri di volume) per permettere di muoversi con sicurezza e trasportare anche un’altra persona (leggera) per condividere nuove emozioni o un semplice giretto in compagnia. La robusta coperta realizzata in puro bamboo con speciali rinforzi in pvc nello standing area ed è dotata di porta tutto per caricare borse stagne, attrezzatura da sub o da pesca. Inoltre il Kiwi è dotato di una piccola scassa universale per la vela per trasformarsi in un docile windsup. Pinna e sacca sono incluse nel prezzo. Info: www.mokiosup.com - info@mokisup.com 15
EVENTI
Noli SUP Race 2017 Dopo lo straordinario successo internazionale dell’edizione inaugurale del 2016 la Noli SUP Race torna quest’anno in una veste ancora più ricca e coinvolgente. L’evento da molti considerato come una delle migliori tappe dell’Eurotour dell’estate passata ha deciso di fare un ulteriore salto di qualità quest’anno configurandosi sempre più come una grande classica del panorama SUP internazionale, proponendo un ricchissimo programma di eventi collaterali e una gara Open di livello internazionale valevole anche per il ranking italiano. La grande novità di quest’anno è che la Noli SUP Race sarà inserita all’interno di un evento - primo in Italia - interamente dedicato al mondo dei boardsport e al tema della sostenibilità. Il tutto in un clima a metà fra surf festival ed evento green. Non mancheranno le attività ad alto coinvolgimento di pubblico come la clinic di SUP Yoga, il village di prodotti green e surf e un mega beach-party serale con tanto di concerto a tema aperto al pubblico e agli atleti. Dal punto di vista prettamente agonistico l’evento comprende una serie di gare di SUP fun dedicate agli amatori e la classica gara long distance sul percorso dell’anno scorso dove gli atleti, partendo dal centro di Noli, dovranno superare per ben due volte il promontorio di Capo Noli fino alla spiaggia dei Saraceni (la long distance amatoriale prevede invece due percorsi 16
meno impegnativi, di 7 e 3,5 chilometri). Solo 500 metri, ma a tutto gas, per la gara Sprint, che si svolgerà nella giornata di domenica davanti alla passeggiata a mare e alla spiaggia dei pescatori. Se l’anno scorso l’evento ha visto la partecipazione di concorrenti provenienti da Germania, Francia, Olanda, Repubblica Ceca, Spagna, Lettonia e anche dalle isole caraibiche di Guadalupe & St.Croix, quest’anno ci si aspetta una partecipazione ancora più ampia. Non mancheranno nemmeno quest’anno Chris Parker, illustre opinion-maker del panorama mondiale, grande fan di Noli (l’anno scorso si è fermato due settimane) e fondatore del famoso blog supracer.com e la creatrice del programma SupKids, la surfista inglese Linzi Hawkin, che ideato un metodo didattico per insegnare ai bambini con la scusa del SUP il rispetto per il mare e l’ambiente. Leonard Nika e un folto numero di atleti di punta nazionali e internazionali hanno già confermato la loro presenza rendendo l’evento ancora più appetibile dal punto di vista agonistico e di spettacolo. È quindi il caso di dire che la Noli SUP Race si configura come l’evento clou della stagione 2017 in Italia. Un evento a 360º che unirà agonismo, passione per la natura e tanto divertimento in acqua e fuori dall’acqua. Segnatevi quindi la data sul calendario: il 14-15-16 Luglio tutti a Noli!
CALENDARI ITALIAN SUP LEAGUE ISL nasce da una libera associazione di Asd sportive con lo scopo di unire tutti gli atleti o semplici appassionati del Sup, promuovere e diffondere lo Stand Up Paddling al di fuori delle federazioni . Calendario provvisorio 2017: 30 Aprile Lignano Sup Marathon 20 Maggio Triathlon SUP - Bellaria 21 Maggio Padova XSport Academy & Rari Nantes Patavium 28 Maggio Unarotondasulsup - Senigallia 18 Giugno Tappa assegnata in attesa di conferma 25 Giugno Marotta 09 Luglio Bellaria Igea Marina 16 Luglio SUP Race Grado 23 Luglio Senigallia 20 Agosto Passignano sul Trasimeno 03 Settembre: Campionato Italian sup League - Lignano 15 Ottobre Sup Marathon Passignano sul Trasimeno 17 Dicembre Tappa Finale Ranking 2017 Bellaria Igea Marina Il calendario aggiornato è disponibile sul sito: http://italiansupleague.blogspot.it FISURF Anche Fisurf ha già dirameto un ricco Calendario provvisorio 2017: 09-aprile SALIVOLI - (Salivoli SUP ASD) 25-aprile Spot1 SUP RACE - Cecina Mare (TOSCANA SUP - SPOT1) 13-14 maggio Memorial Domenichini - (AISUP ASD) 28-maggio BARI - Race For The Cure 03-giugno BARATTI (TOSCANA SUP) 9-10-11 giugno MILANO Stranavigli (SURFERS.IT ASD) 18-giugno Vasto - (ASD Le Vele) 25-giugno Brenzone sul Gada (Supingarda ASD) 02-luglio Maccarese (The Beach Club ASD) 15-16- luglio Noli (Polisportiva Nolese ASD) 23 - luglio GENOVA - Riviera Paddle CUP 13 - agosto BOLSENA (Bolsena Yachting) 03-settembre MARINA S. NICOLA - ASD FREEDIVERSITALIA 17-settembre Sardegna (Windsurf Club Cagliari ASD) Il calendario aggiornato è disponibile sul sito: http://www.fisurf.net/ FISS Quest’anno la stagione gare ASI/FISS per il Sup si svolgerà’ a cavallo di due regioni: Lazio e Abruzzo, mentre quello Surfing Tradizionale in Toscana. 03-giugno SUP RACE Lazio 25-giugno SUP RACE Abruzzo 1-31-giugno SUP SURFING Lazio 09-luglio SUP RACE Abruzzo 23-luglio SUP RACE Abruzzo 06-agosto SUP RACE Abruzzo 01-31-agosto SUP SURFING Lazio 20-agosto SUP RACE Abruzzo Info: fabio-giacomini@libero.it 17
SUP MOVIE
SOMEWHERE TOMORROW The serial Movie
Laghi di Fusine Abbiamo incontrato Francesco leggio, mente e artefice del progetto “Somewhere Tomorrow”, il video seriale che sta spopolando nel web, diffondendo sui social immagini di SUP che stanno portando questo sport e i panorami friulani al grande pubblico. Ciao Francesco, potresti raccontare ai lettori quando ti è venuto in mente questo progetto, e quanto tempo hai impiegato per realizzarlo? Ovviamente a fare questo video non sei solo… puoi presentare gli altri componenti di quest’impresa e il loro ruolo… Ciao ai lettori di Sup News. Tutto è iniziato, quasi per gioco, al termine delle riprese di Lignano Sup City, video che racchiude lo spirito con cui noi paddlers del Nordest viviamo quella che riteniamo essere la disciplina sportiva, che offre maggiori possibilità di scoprire siti e luoghi raggiungibili soltanto via mare. Visto il successo ottenuto, ho creduto fosse giusto tentare di amplificare il progetto appoggiandomi a dei professionisti del settore come Marco De Piccoli, direttore fotografico e macchina riprese, Massimo Cavalli, operatore droni, amici da parecchi anni e la mia ragazza Margherita Baldo, figura femminile presente nei filmati. 18
Laguna di Marano Per il momento avete pubblicato due video del progetto. Come sono andati? Vi aspettavate un risultato simile? Secondo te qual è il segreto di questo successo? I primi due episodi di Somewhere Tomorrow sono andati oltre ogni più rosea previsione, superando le duecentomila visualizzazioni nell’arco di trenta giorni. Sinceramente non mi sarei mai aspettato che un video girato rubando tempo agli affetti e al lavoro potesse incontrare i favori anche di chi di SUP ne sa poco o nulla. La cosa più appagante è stata sapere che grazie alla rete i video sono stati visti a livello planetario: Usa, Canada, Francia, Argentina, Spagna, Germania, Belgio, solo per citare alcuni dei Paesi che con le loro principali testate si sono preoccupati di divulgarli anche come promozione turistica. Non credo di esagerare dicendo che il segreto di questo successo stia proprio nel fatto che chi ha visto i
SUP MOVIE Dama Bianca - Castello Vecchio di Duino
Foce del Fiume Stella
Isola delle conchiglie
filmati abbia avuto il desiderio di calarsi nei nostri panni per la semplicità con cui anche un neofita alle prime armi può cimentarsi in uno sport che sta prendendo sempre più piede. Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi due progetti? A costo di farmi dei nemici, non posso e non voglio sbilanciarmi, preferendo lasciare che siano le prossime puntate a parlare per noi. Posso solo anticipare che gli scenari
saranno diversi e molteplici. Potresti farci un elenco di tutti i posti in cui avete effettuato le riprese e quando? Tappa su tappa, stagione dopo stagione, siamo passati dal mare alla montagna, toccando “l’isola” di Lignano Sabbiadoro, la laguna di Marano, il fiume Tagliamento, le falesie di Sistiana e Trieste, per poi solcare le acque fredde del Natisone
Foci del Tagliamento lato Lignano Riviera
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SUP MOVIE
Ponte del Diavolo sul Fiume Natisone a Cividale del Friuli a Cividale del Friuli, fino a navigare quelle ghiacciate dei Laghi di Fusine. Di nuovi posti da fiaba, fuori dalle vie battute, ne stiamo tutt’ora toccando, ma questa è un’altra storia che a breve leggerete sui prossimi numeri di Sup News. Quali sono i tuoi progetti per questa stagione? Bella domanda. Di carne al fuoco ce n’è parecchia, perciò dovrò fare i salti mortali dividendomi tra la Windsurfing Sup School di Lignano Sabbiadoro dove lavoro in qualità di istruttore/organizzatore di eventi estivi e nuovi progetti video-fotografici che per ora sono sulla carta. Qual è stato il momento o la cosa più bella che ti è
successa durante le riprese? A farci accapponare la pelle è stato veder nascere il sole dietro la cima dello Jof Fuart, un monte noto agli alpinisti dello Stivale e non solo, e nello stesso giorno vedere la sfera infuocata morire tra i canneti delle Foci del Tagliamento dopo aver compiuto la sua parabola. Davanti a una cosa del genere ci siamo resi conto di quanto piccoli siamo. Colgo l’occasione per ringraziare in particolare Jacopo Giusti responsabile Marketing della Roberto Ricci Designs e lo staff della stessa Azienda per il loro supporto. Alla prossima. Francesco Leggio e Somewhere Tomorrow Team
Tramonto alle Foci del Tagliamento
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SUP MOVIE
Castello di Miramare Sistiana
Vicoli - Cividale del Friuli
Isola delle Conchiglie, Porto Buso e isola di Sant’Andrea tra la laguna e il mare Adriatico
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LOCAL HERO
Enrico Giordano
Spot: Santa Caterina Foto: Daniela Meloni Enrico sembra il classico tipo nato per farti invidia: alto, slanciato, atletico, talentuoso (di quelli che gli riesce tutto facile alla prima volta che ci provano, arg!), super sportivo, sembrerebbe il prototipo ideale del bagnino romagnolo. Poi scopri che oltre ad essere davvero simpatico e alla mano, è anche laureato in ingegneria ambientale, lavora nel campo delle energie rinnovabili, ma soprattutto non vive più in Romagna, perché già da anni si è trasferito in Sardegna, dove ha incontrato Daniela ed è diventata la sua casa. Spiegaci: cosa ci fa un romagnolo in Sardegna? Vorresti dire cosa ci fa un napoletano-romagnolo-sardo in Sardegna. Direi che ho ricevuto diverse contaminazioni dai luoghi dove sono nato e vissuto. La Sardegna mi ha sempre trasmesso qualcosa di speciale però dal primo momento in cui ci ho messo piede (1986). Ora ho la certezza che il mio lifestyle sia fortemente legato al mare e al vento. Ho provato a fare qualcosa di diverso, ma la mia anima si spegne se sono lontano dalle onde spazzate dal vento, dai profumi e dai colori di una mare calmo, così come in tempesta. La Sardegna è un’esplosione di bellezza. Oltre alla natura poi c’è la tradizione, le storia antica. Nel 2005 ho deciso di trasferirmi andando all’avventura e da allora non me ne sono più andato. Non conviene mai farmi domande del genere finiresti per odiarmi. hahahah 22
Quando e perché hai cominciato a praticare SUP? Per un amante del surf, windsurf, kitesurf, skate, wakeboard, vela, e qualsiasi cosa si faccia in mare, il SUP non poteva mancare. Ho cominciato come molti a godermi il SUP nelle passeggiate estive e poi immancabilmente sono finito nelle onde! Praticare il SUP nelle onde è un mix tra il windsurf e il longboard. L’evoluzione delle tavole già oggi può farti esprimere liberamente lo stile e la disciplina che preferisci. Quali sono i tuoi spot preferiti per fare SUP vicino a casa tua? Domanda tendenziosa per sapere dove praticare il wave in Sardegna… ah ah ah ! Beh, io abito a Cabras, Comune del Sinis, costa ovest e il circondario offre veramente il top italiano e forse non solo. Assieme agli altri praticanti del SUP abbiamo trovato diversi spot in cui non diamo fastidio ai surfisti da onda. S’Archittu credo sia lo spot più bello per il SUP, ma non disdegno Capo Mannu, la Punta del Minicapo e Santa Caterina di Pittinuri e poi c’è sempre un secret spot .... shshhshs! Raccontaci la tua più bella uscita in SUP Una bella uscita per me significa divertirmi molto. Sono uno che si diverte quando l’onda è lunga e liscia, e la taglia va dai 2 ai 3m (viziato che non sono altro!). Ricordo volentieri un’uscita
LOCAL HERO
Spot: San Giovanni di Sinis al secret spot con onda destra (a sinistra sono molto più scarso) praticamente perfetta e tubante. Non volevo uscire più dall’acqua. Il tutto ovviamente condito con sole, acqua chiara e trasparente calda e soli 3 rider. Il TOP! Posti dove vorresti andare a fare SUP? Sono molto curioso di visitare gli altri spot della Sardegna. Sono già al corrente di diverse spiagge con onde perfette. Se dovessi andare all’estero invece credo che tornerei volentieri
in Portogallo per quanto riguarda l’Europa e alle Hawaii se ne avessi ancora la possibilità… Che tipo di tavole utilizzi e quali sono le condizioni ideali per un’uscita in SUP? Sono fortunato. Essendo un rider kiteboard del team F-One Italia, lo stesso brand mi ha fornito delle tavole SUP che ritengo eccezionali. Per adesso utilizzo la ANAKAO 8’6” 105l, larga 28,5”, molto indicata sulle onde ripide da reef e quando è gros-
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LOCAL HERO
Spot: San Giovanni di Sinis - No pain, no gain! so per via dei bordi sottili e della buona lunghezza. Credo però che passerò alla Madeiro Pro sempre sui 90-100l (peso 80kg), concetto di tavola più da manovra stretta. Mi diverto anche con onda piccola, ma il top per me è quando la situazione diventa impegnativa ;-)
il 2017. Il SUP quindi resterà un ottimo modo per vivermi le giornate di onda in assenza di vento, così come l’occasione per un allenamento divertente in acqua piatta o di passeggiata nel giornate calde e assolate. Che dici, meglio di andare a correre o della palestra, no?!
Quali obiettivi in SUP Hai per la prossima stagione? (Chessò… Passare le 1000 uscite l’anno, prendere onde di 200 metri … fare il primo flip col SUP foil… ah ah ah … scherzo! dimmi tu)…
Viaggi in programma?
Spiritoso ... la verità è che ho in ballo l’attività agonistica del kitesurf, oltre che 2 progetti speciali sempre nel kitesurf per
Non tutti i tubi... escono col buco! 24
Spero di poter tornare questa estate un paio di settimane in Portogallo. Porto con me un bel ricordo dal 1996, tempi della mia passione per il windsurf. Come dicevo però mi piacerebbe fare anche SUP in spiagge della Sardegna che ancora non ho solcato.
ITINERARI IN SUP
Braies in SUP
Posti che non ti aspetteresti mai di esplorare in SUP Testo e foto: Luca Ambrosoni – Horizon 36
Furgone carico di tavole e di entusiasmo, team al completo e partenza sabato alle ore 18 per aspettare chi deve finire la settimana lavorativa. Il viaggio scorre veloce con musica e risate e, navigando su internet, in un attimo troviamo un hotel disponibile ad ospitarci per la notte. Ci fermiamo a Chiusa, in provincia di Bolzano, che dista poco più di un’ora dal lago che raggiungeremo domani mattina. Scarichiamo i bagagli e ci mettiamo seduti fuori dall’hotel, intorno alla piscina naturale per programmare la giornata di domenica ed ammiriamo una luna piena in un cielo limpido, che lascia scorgere una tipica chiesetta in stile Alto Atesino. Buonanotte a tutti… È di nuovo giorno, colazione alle 7 e siamo tutti pronti e super efficienti (anche troppo) per il tour. I saluti di rito e poi via verso il lago di Braies. Il passaggio fra le montagne e i prati verdi perfetti, da cartolina, allontanano qualsiasi pensiero e ci proiettano verso la pace più totale. Arriviamo, il cielo è un po’ coperto e qualche nuvola di passaggio
che corre e fa prevedere raffiche di vento. Iniziamo a gonfiare i nostri sup e prepariamo anche l’occorrente per mangiare sull’altra sponda del lago. Abbiamo programmato tutto, tranne la temperatura che è piuttosto bassa, e nelle montagne intorno a noi si vede ancora la neve. Partiamo tutti insieme per solcare tutto il lago, l’acqua è trasparente, le sponde sono frastagliate e si alternano a zone di vera e propria spiaggia con l’acqua bassa. Il divertimento si legge nei nostri sorrisi, tra foto e spruzzi con le pagaie, il tutto visto da un’altra prospettiva, la nostra. Sì perché il Sup cambia modo di vedere, ti fa scoprire angoli di paradiso nascosti come questo lago meraviglioso. Vi diamo qualche info del lago di Braies: È un piccolo lago alpino situato nel parco naturale Fanes-SenesBraies, dal 2009 Patrimonio Mondiale UNESCO, a 1.496 m s.l.m. nel comune di Braies (BZ), a circa 97 km da Bolzano. Il lago giace ai piedi dell’imponente parete rocciosa della Croda del Becco (2.810 m) e si trova all’interno del parco naturale 25
ITINERARI IN SUP
...il Sup cambia modo di vedere, ti fa scoprire angoli di paradiso nascosti come questo lago meraviglioso...
Fanes - Sennes e Braies. Ha un’estensione di circa 31 ettari con una lunghezza di 1,2 km e una larghezza di 300-400 metri. È uno dei laghi più profondi della provincia autonoma di Bolzano, con ben 36 metri di profondità massima e una profondità media di 17. Il lago è una meta turistica, che attira per il colore blu intenso delle sue acque limpide e per lo scenario naturale in cui è immerso. Bene! Detto questo ripartiamo con il nostro racconto. Arriviamo sulla parte opposta del lago e troviamo un posto tranquillo per mangiare. Scendiamo dai SUP e ci organizziamo con un fornello da campo e prepariamo tutto per condividere insieme una pausa a base di 26
pasta col pesto e tipici dolci marchigiani. Abbiamo ricaricato le nostre energie per finire ad esplorare il lago di Braies. Qualche ripresa con il drone che dall’alto sorvola l’ultimo tratto e poi torniamo al punto di partenza. È ormai pomeriggio e il freddo comincia a farsi sentire per tutti, anche per chi di noi è più equipaggiato. Ancora qualche scatto e gli ultimi sguardi per fotografare anche con la mente questo posto incredibile e ci dirigiamo verso parcheggio. È stata una giornata di attività outdoor fantastica, come sempre Adventur Sup Tour firmato Horizon 36 ti fa dire: ne è valsa la pena! Sgonfiamo i nostri Sup, un caffè al bar e tutti di nuovo in furgone per il viaggio di ritorno e a bordo sempre la stessa domanda: dove andiamo il prossimo week end? Stay tuned with Horizon 36 and follow us.
ITINERARI IN SUP
Alla ricerca del posto giusto per il pic-nic...
...dopo tanto moto sulla tavola arriva il momento di mettersi a tavola!
E ora via, verso nuove, fantastiche avventure! 27
SESSIONS
Dawn Patrol: Lorenzo’s secret spot Testo: Johnny Banzai Foto: Silvia
È ancora buio quando, come in un libro di Winslow, la “Pattuglia dell’Alba” arriva al parcheggio distante qualche centinaio di metri dallo spot. Il parcheggio è riparato dalla strada (troppi furti ultimamente) e da lì non si vede il mare. Gli amici, quelli di sempre, quelli che “se c’è vento, windsurf” e “se c’è onda, Sup”. Le previsioni sono più che buone. Arriva anche Zap con Silvia, armata di macchina fotografica e teleobiettivo. Quando viene anche lei… onda garantita! Un portafortuna! Il Cabrina non resiste e va in perlustrazione. Torna dopo 5 minuti (lo spot non è vicino) con una strana espressione in viso. Ci guarda e dice una parola sola: “Minchia!” Fabio spalanca gli occhi. Arrivano nel frattempo anche Lorenzo, Marco e Stefano “il brizzolato”. Con tempi che farebbero arrossire Arturo Brachetti, Zap e Cabrina si tolgono i vestiti ed indossano la muta e con le tavole sottobraccio si incamminano verso lo spot. Arriva anche Carlo. Pattuglia al completo! Poco dopo ci incamminiamo io e Stefano ed a seguire gli altri. 28
Albeggia e passando davanti alla “baia di sinistra “si vede subito che il mare è grosso e anche confuso, ma arrivati nella baia di destra, al riparo dei frangiflutti , vediamo arrivare delle bombe abbastanza lisce, ma soprattutto veramente grosse! ll litorale laziale è abbastanza ricco di spot e se c’è il mare che si muove, qualcuno di questi lavora sicuramente. Ma capiamo subito che questa non è una giornata come le altre. Minchia! Zap e Cabrina hanno raggiunto già la “line up” e stanno prendendo le misure a quei muri d’acqua. Io ho deciso di provare l’assetto quad al mio Madeiro 8.3 F-One… ma non ho fatto i conti con la maggiore instabilità della tavola e forse oggi non era la giornata migliore per gli esperimenti. Ma il parcheggio è… troppo lontano. Risultato: i primi 15 minuti spesi per rimanere in piedi ma poi… finalmente si vola! Con il passare del tempo la situazione migliora ulteriormente, la direzione delle onde gira ancora più da Est e il frangiflutti seleziona ancora meglio quali barre far passare e quali no. In giornate così, guardando dalla riva si può capire il carattere delle persone dallo stile di surfata.
SESSIONS
La surfata in backside: sopra Zap, sotto Cabrina e Renato...
Mentre Lorenzo controlla in front, Zap esagera - Sotto: Brizzolato nella impact zone!
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SESSIONS
Sopra: Johnny Banzai balls to the walls - Sotto: Zap disegna il top turn
Il Cabrina (Quatro 100 lt) aggressivo, come d’altronde anche sul windsurf, sfodera partenze in back per avere poi dei bottom molto più veloci e radicali. Super-Zap (Fanatic prowave 92 lt) cesella ogni onda disegnando splendidi spray sul lip. Lorenzo, (Sunova) da buon ingegnere sembra abbia progettato prima ogni move che esegue… e che ricontrollerà sicuramente con il suo “trace” . Il Brizzolato, fa un’accurata selezione prima di lanciare il suo “stretto e lungo” (come lui d’altronde… alto e magrissimo…) custom “Giacomini” sull’onda che ha deciso di scendere. Carlo con il Cotan RRD dimostra come anche con una tavola 30
squadrata si possano disegnare delle curve veramente notevoli. Io, dopo aver pagato pegno per il cambio di pinne, inizio ad apprezzare il maggior grip in velocità e non essendo stiloso come Zap o il Cabrina, mi cerco le onde più grandi per incrementare l’adrenalina che scorre nelle vene. Sono quasi tutte sinistre… e va benissimo perché con l’eccezione del povero Lorenzo e del povero Fabio, si potrebbe modificare il nome ne “La banda dei goofy”! Ma la surfata in back di Lorenzo, non teme nessuna sinistra… e poi a saper aspettare, qualche destra di livello arriva e Fabio col suo custom Giacomini si sceglie le migliori!
SESSIONS
Sopra: Dawn Patrol al gran completo - Sotto: Vichingo in take off, mentre Lorenzo e Johnny condividono la stessa onda...
Johnny a caccia di roba grossa...
Mutuando sempre Winslow, è “L’ora dei Gentluomini” arrivano anche Renato, Kazuma Fugu (banda dei Goofy quindi al completo) , il Vikingo (compagno di scorribanda in Cantabria e unico surfer autorizzato in mezzo ai SUP), il Gamba e qualche altro addicted.
Un ringraziamento a Silvia per le belle foto...
Poi la grandezza delle onde inizia a scemare, ma ne aumenta la qualità. Esausti i più mattinieri iniziano ad uscire e lasciano il campo ai “gentiluomini” e Silvia immortala anche i sorrisi di una giornata fantastica. 31
INSIDER #03
Insider trading: ...inizio col botto! Testo: The Insider
La stagione agonistica è ricominciata, o per lo meno quella dei professionisti. Si è tenuto a battesimo un Tour rinnovato e sono già andate in scena le prime due tappe. In Italia invece la primavera deve ancora arrivare, ma c’è tanta roba che bolle in pentola e siamo sicuri che anche quest’anno ognuno riuscirà a divertirsi facendo SUP in giro per lo stivale!
La APP World Tour produrrà una vasta gamma di programmi sia LIVE sia in broadcast di tutti gli eventi, che verrà distribuita in oltre 100 paesi attraverso global network di prima fascia come CBS Sports e FOX Sports Australia. Al di là dei proclami e delle buone intenzioni, le prime due tappe hanno dato prova che in effetti sembra che questa volta il Tour abbia davvero ingranato la marcia giusta!
APP Quando Tristan Boxford, fondatore e Chief Executive Officer della Waterman League, ha dato l’annuncio di aver raggiunto un accordo con nuovi investitori per il rilancio del Tour Professionistico del SUP, devo confessare che ho registrato la news con un minimo di scetticismo. Conosco Tristan da un po’ di tempo e so che è uno che in questi anni si è speso davvero tanto per far partire il Pro Tour del SUP, ma fino ad ora il Tour non era mai riuscito a decollare veramente. Quest’anno invece, pare che Tristan sia finalmente riuscito a trovare la formula giusta e il nuovo APP WORLD TOUR sta già volando sulle ali dell’entusiasmo, grazie all’impegno di tutti e alle incredibili performance dei migliori rider del pianeta. Otto le tappe in programma: Oahu (Hawaii), Maui (Hawaii), Tokyo (Giappone), Scharbeutz (Germania), New York (NY), San Francisco (CA), Hainan (Cina) e Isole Canarie (Spagna).
SUNSET BEACH PRO 2017 Il mitico spot di Sunset Beach a Oahu ha ospitato dall’11 al 24 febbraio la prima tappa Wave del Tour, con tutti i migliori interpreti della specialità che si sono presentati all’appuntamento. Dopo quattro giorni di attesa, le condizioni meteo hanno permesso di far partire la competizione permettendo di completare i Trials e dopo due giorni di gara è stato completato anche il primo turno sia del tabellone maschile sia di quello femminile. Le condizioni di gara sono proprio quelle che ti aspetteresti da queste parti, con un grosso swell da Nord Ovest generato dai forti venti dei primi giorni di gara, ma con l’imprevista aggiunta di nuvole pesanti che arrivano a intermittenza rendendo complicata la visibilità. Nel main event lo spettacolo non è mancato, e sin dalle prime batterie è abbastanza evidente chi ha la classe necessaria a
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INSIDER #03
Sopra: Giorgio Gomez attacca il lip in backside, Bernd Roediger snappa alla usa maniera - Sotto: Casey e Freitas aggrediscono il bottom turn...
lasciare il segno: con Caio Vaz si mette in mostra nella Heat 01, mentre nelle altre batterie impressionano Giorgio Gomez, Bernd Roediger, il tahitiano Poenaiki Raioha e Kai Lenny. Fra le ragazze, si qualificano direttamente per il Round 3 le australiane Terrene Black e Shakira Westdorp, la brasiliana Nicole Pacelli e l’americana Fiona Wylde. Il terzo giorno di gara vede salire sugli scudi il Brasiliano Caio Vaz, Bernd Roediger, il solido francese Ben Carpentier, il fenomenale tahitiano Poenaiki Rainoha, il sornione Keahi De Aboitiz, l’australiano James Casey e l’hawaiiano Kody Kerbox, che rispettivamente vincono le proprie batterie e si propongono come sicuri protagonisti dei quarti di finale. Anche Kai Lenny si qualifica senza troppi sbattimenti ai quarti piazzandosi al secondo posto della sua batteria, e dimostra di essere più che pronto mentalmente e tecnicamente per giocarsela ai quarti di finale con tutti gli altri che si sono qualificati arrivando primi e secondi nel terzo Round del tabellone maschile. Restano fuori a sorpresa l’americano Sean Poynter, l’australiano Kai Bates e il danese Kasper Steinfath. Fra le ragazze invece si qualificano per le finali le americane Izzi Gomez e Fiona Wylde, l’australiana Shakira Westdorp e la brasiliana Nicole Pacelli. Il livello in acqua delle ragazze (considerate le condizioni da veri uomini! ndr) è davvero impressionante! Esclusa a sorpresa la fuoriclasse Iballa Moreno, Campionessa Europea in carica Sup Wave e pluricampionessa del mondo Windsurf Wave PWA.
E tutto questo siamo riusciti a vederlo LIVE grazie allo streaming, poi a causa del classico contratempo abbiamo rischiato di perderci la diretta proprio della giornata finale del Sunset Beach Pro, ma per fortuna quando ci siamo collegati ci siamo ritrovati in acqua alle primissime battute della finale femminile. E sarebbe davvero stato un peccato, perché lo spettacolo offertoci dalle nuove tecnologie è stato a dir poco mozzafiato! Le condizioni in acqua erano davvero toste, con muri d’acqua tubanti che si alzavano all’improvviso mettendo a dura prova la tecnica e i nervi delle ragazze in acqua, ma le americane Izzi Gomez e Fiona Wylde, l’australiana Shakira Westdorp e la brasiliana Nicole Pacelli hanno dimostrato di possedere un talento e un livello di tutto rispetto, surfando alla grande onde che avrebbero potuto intimorire parecchi comuni mortali. Izzy Gomez fa subito capire che le altre possono aspirare solo alle piazze d’onore e si prende due bombe impressionanti surfandole con classe, tecnica e coraggio, domando due bestie abbastanza impressionanti! La sua è una vittoria annunciata e super meritata! Al secondo posto si piazza l’altra americana, Fiona Wylde, che dimostra di non aver paura di niente e cerca anche lei di domare qualche bomba (prendendosi anche qualche rischio di troppo) anche se non riesce a farlo bene quanto Izzy Gomez. Alle loro spalle si piazza l’australiana Shakira Westdorp, che completa il podio tutto Starboard, mentre la brasiliana Nicole 33
INSIDER #03
Sopra: Fiona e Shakira escono verso la lineup - Fiona guarda il mostro negli occhi. Sotto: Kai Lenni e Izzi Gomez si godono l’attimo
Izzi Gomez... balls to the wall! Pacelli non riesce mai a entrare veramente in partita e si deve accontentare della quarta piazza. Poi inizia la finale degli uomini e sale subito in cattedra Kai Lenny, che nelle batterie di qualificazione aveva dimostrato di essere in palla e di poter passare i turni giocando in punta di fioretto. Kai prende la prima bomba, enorme, piazza un bottom profondo nella pancia del mostro per poi risalire verticale fino ad impattare il lip turbolento che lo risbatte giù con una forza che avrebbe steso chiunque, ma Kai controlla la tavola e imposta il secondo bottom che lo porterà a incidere un profondo cut back sulla spalla, prima del Kick out in velocità con l’americano che pagaia alla ricerca della seconda onda. E già da questa premessa si intuisce che l’asticella della competizione si è alzata di molto e chi vuole vincere in queste condizioni a Sunset Beach deve fare vedere qualcosa di straordinario. Poi arriva la seconda fantastica surfata, che i giudici premiano con un 10, che forse ci può anche stare, vista la misura dell’onda, il controllo e il timing perfetto in surfata, i due cut back incisi nella sezione critica proprio sotto al lip pronto a travolgere e fare male… cheddire, cercatevi il video della finale e guardatevelo perché merita! Ma mentre Kai dava lezione di Big Wave Riding, non è che gli altri finalisti siano rimasti lì fermi al palo a fare le comparse, anzi! Bernd Roediger ha sempre caricato alla grande, ma forse ha preso un paio di “scoppole” di troppo e non è riuscito a fare una selezione di onde all’altezza del compagno di squadra. 34
Bernd si aggiudica il secondo posto in classifica, che in un giorno come questo, con un Kai Lenny in questo stato di forma vale come una vittoria! Molto bella la prestazione di Giorgio Gomez, l’unico goofy in finale, che con le sue fantastiche surfate in backside ha cesellato le pareti delle onde di Sunset conquistando meritatamente il terzo gradino del podio, davanti ad uno stratosferico Mo Freitas, rider Hawaiiano che ha dimostrato di meritarsi ampiamente questa finale e che il livello del waveriding col SUP si sta velocemente portando a livelli di eccellenza e spettacolarità assoluta! MAUI PRO-AM Dopo lo spettacolare avvio di stagione con la trionfante prima tappa Wave a Oahu, tocca a Maui ospitare la prima tappa race dal 10 al 12 marzo. La Maui Pro-Am inizia con l’annunciata gara Sprint nella mitica spiaggia di Hookipa, dove i migliori interpreti della disciplina si sono dati battaglia su un campo di gara su cui si srotolavano frangenti “head high”. In mezzo alla “creme de la creme” del suppismo internazionale (hawaiiani, americani e australiani) anche il nostro portacolori Leonard Nika. Partono le batterie del primo turno. I primi tre passano direttamente al terzo turno, mentre gli altri si giocano la qualificazione al secondo turno. Connor Baxter vince la sua batteria davanti a Bernd Roediger, l’australiano James Casey vince la seconda batteria davanti agli hawaiiani Mo Freitas e
INSIDER #03 Mo Freitas a sorpresa sfila la vittoria Overall al campionissimo Connor Baxter!
Kody Kerbox, nella terza batteria passano Josh Riccio, Travis Grant e Arthur Arutkin, mentre nella quarta batteria il nostro Leonard arriva quarto alle spalle dell’australiano Toby Cracknell, di Casper Steinfath e del sudafricano Ethan Koopmans. Leonard si qualifica per il terzo turno dopo aver avuto ragione del tostissimo australiano Micheal Booth al secondo turno. Non pago, passa anche il terzo turno piazzandosi alle spalle di Kody Kerbox, Toby Cracknell e Matt Nottage. Bernd Roediger resta in spiaggia. Mo Freitas vince la prima semifinale davanti a Cracknell, Arutkin e Funk, mentre nella seconda semifinale è il Campione del Mondo in carica Connor Baxter che regola Casper Steinfath, Kody Kerbox e Matt Nottage. Leonard arriva solo quinto, ma può ancora giocarsi un buon piazzamento nella finale perdenti e se arriva fra i primi due, potrebbe conquistare
un passaggio alla finale vincenti! A giocarsi la finale vincenti, però ci vanno gli australiani Lincoln Dews e Travis Grant, mentre Leonard deve accontentarsi della sesta piazza. In finale è il turno del Vikingo Casper di dare spettacolo. Parte in maniera perentoria e stacca subito Connor Baxter e Mo Freitas, consolidando il vantaggio fino all’arrivo. A sorpresa Mo Freitas sfrutta meglio la fase di surf e taglia il traguardo in seconda posizione davanti a Connor Baxter. Fra le ragazze è la sorprendente australiana Terrene Black a contendersi la vittoria delle prime batterie a Fiona Wylde, Campionessa del Mondo in carica. Ma in finale non c’è storia ed è Terrene ad imporsi seguita a sorpresa dalla quindicenne Annie Reickert, che precede la favorita Fiona Wylde. Domenica, secondo giorno di gara, arriva l’atteso momento
A sinistra: Terrene Black si lascia alle spalle Fiona Wylde - A destra: la sorprendente quindicenne Annie Reickert in azione... 35
INSIDER #03
Leonard Nika: “Ero abbastanza preparato per la sprint però un po’ di sfiga nella prima heat ha compromesso tutta la gara: son caduto nel secondo giro di boa e sono arrivato quarto, così ho dovuto fare un altro round nei ripescaggi. Ho passato il round, ma ho dovuto rifare un testa a testa con Michael (Booth, ndr), perché mi ha protesto per un contrasto con le tavole di cui dava la colpa a me di avergli tagliato la strada… Nella Long Distance invece sono partito un po’ lento, ma sono riuscito a recuperare diverse posizioni che credo saranno utili per la classifica finale. Comunque devo dire che tutti i top 24 erano davvero super preparati e allenati, per cui lavorerò per mettere a punto la mia preparazione per rifarmi nella prossima tappa in Giappone!
della Long Distance. Questa volta è l’australiano Micheal Booth a mettere in mostra tutta la propria straordinaria potenza muscolare, piazzandosi subito nel gruppo di testa e prendendo subito margine su Connor Baxter e Mo Freitas. Le posizioni resteranno invariate fino al traguardo. Al termine della Sprint e della Race, Freitas e Baxter sono esattamente con lo stesso punteggio, ma alla fine è il maggior peso dello Sprint a decretare la vittoria Overall del sorprendente Mo Freitas davanti al veterano Connor Baxter. Sul terzo gradino del podio sale il sempre competitivo Casper “The Viking” Steinfath. Fra le donne invece è il turno della teutonica Sonni Hönscheid di far valere il proprio incredibile passo dominando la long distance dalla prima all’ultima pagaiata, e relegando in seconda posizione Fiona Wylde, che riesce a precedere Terrene Black, che grazie a questo podio nella Long Distance e alla vittoria nella Sprint si aggiudica anche la vittoria Overall di questa APP Maui Pro-Am!
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Si conclude così questa spettacolare prima tappa race del World Tour 2017 APP, prossima tappa in programma: Giappone dal 5 al 7 Maggio. E IN ITALIA CHE SUCCEDE? Nel frattempo in Italia la notizia che il surfing è stato ammesso alle Olimpiadi di Tokyo del 2020 ha creato un po’ di parapiglia anche nel mondo del SUP. Infatti, come alcuni ricorderanno, la principale associazione che gestiva in Italia l’attività agonistica dello sport della tavola con pagaia (altrimenti detto SUP) era la FISURF, cioè la stessa Federazione che gestiva l’attività agonistica del Surf da onda, sotto il patrocinio dell’ISA (International Surfing Association). Così anche il SUP è finito di riflesso sotto l’ala del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) assieme agli altri sport olimpici, quelli che almeno una volta ogni 4 anni beneficiano di una certa attenzione mediatica nazionalpopolare, e che per i restanti quattro beneficiano di fondi all’uopo di far crescere qualche potenziale medagliato. Ebbene, il signor Giovanni Malagò, presidente del CONI in persona, nel dubbio di capire come districarsi, ha deciso di tagliare la testa al toro affidando la gestione del surf olimpico (leggi Leonardo Fioravanti, ndr) alla già esistente e funzionante Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard, detta anche FISW. E a sua volta Luciano Serafica, presidente FISW, trovandosi per le mani uno sport sconosciuto con dinamiche interne di difficile lettura anche per gli addetti ai lavori, ha deciso di nominare un Direttore Sportivo super partes a cui affidare il ruolo tecnico di coordinamento e organizzazione
INSIDER #03 Casper “Vikingo” Steinfath è ancora una volta il re dello sprint!
nel Settore Surfing della FISW. La persona prescelta è Mirco Babini, ex windsurfista professionista e kiter, con anni di esperienza alle spalle nel management di sport con la tavola. Al momento della nomina Mirco ha affermato: “Sono felice di accettare un incarico tanto impegnativo quanto prestigioso. È mia intenzione innanzitutto ricucire i contrasti sorti tra alcune componenti del mondo del Surfing italiano, con l’obiettivo di lavorare in sintonia con chi ha le competenze e l’entusiasmo per accompagnarci alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Ringrazio il Comitato Olimpico Italiano e il Presidente della Federazione Sci Nautico e Wakeboard Luciano Serafica per aver apprezzato il mio percorso sportivo e professionale e per avermi scelto per ricoprire un ruolo tanto delicato”.
E PER NOI SUPPISTI DELLA DOMENICA COSA CAMBIA? Tutto questo per noi comuni mortali non dovrebbe cambiare assolutamente niente. In Italia resteranno comunque almeno 4 associazioni più o meno attive nella promozione del nostro sport (FISURF, FISS, ISL, ISUPA), che continueranno ad organizzare gare, manifestazioni sportive ed eventi SUP nei quattro angoli del Belpaese, e questo non potrà che essere un bene per il nostro sport. Alla FISW nella persona di Mirco Babini resterà la competenza di decidere chi e come dovrà andare a rappresentare l’Italia nelle competizioni internazionali, ma tutto questo cambia ben poco la sostanza quotidiana del nostro amato sport con la pagaia. Tutto questo premesso vi terremo aggiornati sugli ulteriori possibili sviluppi delle vicende agonistiche italiche…
A sinistra: la tedesca Sonni Hönscheid in ombra nello Sprint, ma protagonista della long distance - A destra: Watermen in action... 37
ITALIANS’ TRIP
Svernare alle Canarie Testo: Davide Codotto Foto: Codotto, Toso, Ionico
Davide Codotto bacia il lip di Playa de Famara con una stilosa manovra in backside... Si avvicinano le vacanze di Natale e finalmente riesco a convincere i miei amici Davide Ionico e Leonardo Toso a raggiungermi al caldo per surfare un po’ assieme. Il primo ad arrivare è Ionico e subito viene accolto con quattro giorni di Playa (la spiaggia di Famara) a dir poco incredibili: vento zero, onde glassy e buona misura (2/3 m) è quello che ci aspetta per i prossimi giorni !!! Questa stagione non è una delle migliori qui alle canarie essendo l’anno della Nina (ovvero acqua fredda, tanto vento e poche onde), ma stranamente la Playa sembra in modalità ON! Ci attendono giorni fantastici con surfate dalla mattina alla sera, pausa pranzo in spiaggia con i mitici panini di Ottila e via a surfare fino al tramonto. Dopo quasi una settimana di onde non stop, sembra che il vento di nuovo in arrivo, ma noi non ci facciamo intimorire e ce ne andiamo a surfare con le nostre tavole da surf alla Santa. Lì la baia è protetta dal vento e l’onda è “World Class”: una destra lunghissima che sembra dipinta su un quadro. La destra della Santa lavora un po’ con tutte le maree, in alta l’onda è un po’ più dolce, ma con una misura superiore. Quando la marea inizia a scendere, il gioco si fa duro perché l’onda frange sempre più vicino alle rocce creando una destra molto veloce con doppia sezione, e se si è bravi tra la prima e la seconda sezione ci si può anche intubare! 38
AVVISO PER TUTTI I LETTORI: la destra della Santa è un’onda che si può prendere solo in surf! I local non gradiscono affatto la presenza dei Sup! Però non c’é da preoccuparsi perché con la marea molto alta in mezzo alla baia si forma una sinistra facile (il Centrito), dove si può andare anche in SUP, perché i local stanno solo sulla destra. I giorni passano e il vento continua ad essere bello teso, ma io e Davide ci divertiamo comunque spostandoci in base alla direzione del vento per fare surf nei vari reef. Le onde più gettonate sono El Muelle, la sinistra di Caleta Caballo, San Juan e Jameos. Il Natale è alle porte ed è ora di cambiare isola, quest’anno abbiamo deciso di surfare sia a Lanzarote che a Fuerteventura. Impacchettiamo tutte le tavole e ci dirigiamo con la macchina a sud dell’isola per prendere il traghetto che ci porterà a Fuerteventura. Un consiglio per chi decidesse di andare a visitare le due isole, è quello di passare lungo la strada che attraversa il parco naturale del Timanfaya: sembra di essere a Jurassik Park!! Arrivati a Playa Blanca a sud dell’isola ci imbarchiamo con la macchina sul Ferry che ci porterà a Fuertevetura ed in circa mezz’ora di nave eccoci arrivati nell’altra isola. Affittiamo un appartamento a Corralejo, vicino a Punta Elena (Rocky Point), per stare il più possibile vicino agli spot della north shore. Il giorno seguente arriva anche Leonardo (Toso, ndr) ed inizia così un altro set-up dei materiali. Il vento sembra
ITALIANS’ TRIP
...non sono i classici panorami natalizi...
Davide accarezza la pancia del tubo di La Santa...
Looking for floater a San Juan 39
ITALIANS’ TRIP
Leonardo Toso in Take off
Sotto a sinistra: Davide Ionico spinge sul Top Turn - A destra: Codotto si intuba a Lobos
non voler cedere, ma noi non ci facciamo intimorire perché le previsioni dicono che ci sarà onda buona nell’isola di Lobos. Così la mattina seguente ci dirigiamo al porto di Corralejo già pronti con muta indossata e tavola in mano, prendiamo un taxi/ gommone che con 10 euro a testa ci lascia direttamente nel picco dell’onda. Per tutti è tre è la prima volta che surfiamo Lobos e sembra un sogno! Dicono che è una delle destre più lunghe d’Europa. Sembra quasi incredibile: l’onda, protetta dal vento grazie al vulcano che si trova in mezzo all’isola, si srotola perfettamente per tutta la baia... l’unica “pecca” di quest’onda, se si può definire cosi, è che per tornare al picco c’è da remare parecchio perché è veramente lunga! Penso che sia una delle onde più belle dell’isola: partenza facile, un paio di bottom (anche qualcosa in più) e poi via ad accelerare nella sezione finale per inserirsi nel tubo!! In questa sezione bisogna stare molto attenti perché se si sbaglia si va dritti a “baciare” le rocce! Infatti Davide ha praticamente aperto la tavola in 2 per un colpo sulle rocce ed io invece mi sono macinato per bene la schiena! Alla fine è arrivato Natale, anche se non sembra perché comunque quando c’è il sole ci sono 20 gradi (!) ed è tempo di 40
fare un po’ di festa nei vari locali del centro di Corralejo! Nell’isola la routine è questa: riposo post surf fino a mezzanotte (qua la gente esce molto tardi) e poi si esce nel locale preserata per eccellenza, il Banana, dove si ritrovano tutti i surfisti dell’isola! Il locale è a due piani: piano basso tipo discoteca e piano alto più da conversazione, dove si possono bere dei buonissimi cocktail sulla terrazza vista mare da una parte e proiezione di video di surf (stranamente) dall’altra. Verso le tre di notte, invece, ci si dirige tutti al Waikiky, una discoteca che per chi ne ha le forze pompa musica fino all’alba! Passata l’euforia delle feste natalizie torniamo alle nostre tavole e ci dirigiamo lungo la north shore dove quasi tutti gli spot lavorano bene grazie al vento di kalima che soffia offshore. Lo spot per eccellenza per fare SUP è Majanico, una destra lunghissima con entrata facile e per tutti i livelli. Il picco è molto ripido, grande e veloce, adatto a chi sa surfare molto bene. Dalla seconda sezione fino alla fine della baia invece l’onda è adatta a tutti i livelli perché é più piccola e facile. Lo spot è molto affollato, ma c’è onda per tutti in quanto quest’ultima è molto lunga e facile da raggiunger, anche perché in mezzo alla baia l’acqua è piatta e non c’è corrente. I giorni passano e ci divertiamo a surfare tra Majanico e il
ITALIANS’ TRIP
Ionico allena il Top Turn in back side!
Sotto a sinistra: Codotto misura la sinistra dell’Esquinzo - A destra: surf session a Jameos
Hierro, uno spot situato a due chilometri da Majanicho. Lo spot di El Hierro offre tre onde onde differenti: a sinitra c’é la derecha de los Alemanes, una destra adatta a tutti i livelli dove si può surfare anche in Sup. Nel centro invece si trova la esquierda del Hierro, una sinistra un po’ più impegnativa dove si può surfare solo in surf. A destra invece c’è l’onda più bella di Fuerteventura chiamata Bubble: una destra molto potente e tubante (tra l’altro la mia preferita), solitamente ben frequentata dai Local, e quando è grosso ci si possono trovare tutti i Pro dell’isola! Quest’onda non perdona: è molto veloce e potente e se si finisce nel punto sbagliato ci si può far parecchio male perché quando si forma il tubo se ti cade in faccia sono dolori!!! La notte del 31 dicembre la passiamo a casa di Belar Diaz (l’organizzatore dell’Euro Tour Sup, ndr) dove ci ritroviamo con i nostri “colleghi” delle gare race, anche loro sono sull’isola per il periodo invernale: Peter Bartl, Susanne Lier, Branislav Sarmek, Vinicius Martins e il local per antonomasia del sup di Fuerteventura, Stephan Etienne (un vero big wave rider!). La serata inizia con una mega grigliata a base di carne cucinata dal duo Ionico/Toso (chef italiani e si va sul sicuro!), alla mezzanotte spumante e auguri generali, e poi ci si dirige tutti in centro a
Corralejo e come sempre si prova la doppietta Banana/Waikiki... 1 gennaio 2017 anche se con un mal di testa generale per l’abbondante festa, non posso far a meno della prima surfata dell’anno e quindi ci dirigiamo verso il Hierro dove l’onda di Bubble è incredibile! Corro senza esitare in acqua con il mio 6.1, ma non mi dice proprio bene questa volta, super wipeout alla prima onda tubante e me ne esco dall’acqua con la tavola divisa in due mentre Davide e Leonardo, rimasti a riva, se la ridono alla grande. Devo dire che comunque è stata una bella onda !!! 4 gennaio: carichiamo tutto il quiver di tavole composto da 5 paddle, 4 surf e 3 valigie giganti sul porta pacchi e ci dirigiamo piano piano verso Lanzarote, visto che le sospensioni della macchina praticamente non esistevano più per tutto il materiale ed il peso del carico! L’ultima settimana ce la giochiamo tra la Playa di Famara (ma solo con poco vento) e la destra della Santa, che regala sempre belle onde. 11 gennaio: le vacanze sono finite e sono costretto a salutare i miei amici che devono prendere il volo per l’Italia. È stata una bellissima esperienza sicuramente da ripetere negli anni futuri, ma la prossima meta natalizia sarà l’Isola di Sal a Capo Verde!!! - Aloha 41
TRIP
SĂŁo Miguel
La perla delle Azzorre Testo e foto: Franz Orsi / Vania Marques
Le Azzorre sono un arcipelago sperduto in mezzo all’Atlantico, e mentre da secoli sono tappa quasi obbligata per quanti attraversano questo Oceano in barca a vela, restano invece una meta abbastanza sconosciuta per il turismo di massa. Per fortuna che il nostro esploratore Franz Orsi ha trovato una buona scusa per venire a visitare queste lande desolate, e ci racconta quello che ha scoperto in questo suo viaggio lampo!
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TRIP
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TRIP
Ho sempre pensato che tutte le isole fossero molto diverse le une dalle altre, ma che in fondo avessero tutte quante qualcosa in comune. Infatti sono tutte pezzi di terra capaci di darti quella sensazione di confinamento e limitazione, ma forse è proprio questa una delle cose che le rende tanto uniche, con i loro abitanti peculiari e la flora e fauna autoctone. São Miguel, isola dell’arcipelago delle Azzorre, conferma questa regola. In questo pezzo di terra sperduto al centro dell’Altlantico, così lontano da qualsiasi cosa, puoi diStinguere chiaramente in ogni persona le tracce della cultura portoghese ma con tante piccole differenze: l’accento è un po’ più forte, il pesce è un po’ più fresco, i panorami sono un po’ più verdi e il mare è un po’ più selvaggio rispetto al continente. Siamo andati a São Miguel con l’idea di goderci questo mare selvaggio, ma anche di andare ad assistere ai Campionati 44
Mondiali ISA Junior di Surf, una di quelle gare che ogni anno riunisce la crema della crema del futuro del surf proveniente da ogni parte del mondo per una settimana di intensa competizione. Quest’anno questa gara ha portato in questa cittadina delle Azzorre fuori dal tempo, Ribeira Grande, circa 400 persone provenienti da ogni parte del mondo. Durante questa settimana a Ribeira Grande ovunque tu ti girassi potevi vedere bandiere e colori provenienti da ogni parte del mondo. Ragazzini che corrono attraverso la città per raggiungere la spiaggia nel minor tempo possibile per non perdersi nemmeno un secondo in acqua! Penso che tutto questo abbia portato una vita e un’energia che abitualmente non vedresti in un posto come questo, dove la maggior parte della popolazione è disoccupata, oppure svolge
TRIP
Una tavola gonfiabile è il mezzo ideale per viaggiare leggeri ed esplorare l’esplorabile!
qualche lavoro provvisorio nella locale industria della pesca. E anche questo fa parte della realtà che si respira da queste parti: gente vera, cibo vero, spiagge vere e onde vere! Il turismo vero, però sta cominciando ad arrivare solo ora, spinto dalla promozione turistica portoghese che presenta il posto come una delle destinazioni turistiche più affascinanti d’Europa! Come praticante del SUP è sempre interessante e altamente ispirante guardare chi fa surf, tanto più se dal vivo. Siamo venuti alle Azzorre per vedere fare surf, ma anche per incontrare alcuni amici che avevamo conosciuto durante uno dei nostri ultimi trip: i ragazzi del primo junior surf team nazionale di São Tomé e Principe. Girare il mondo per scoprire posti nuovi e praticare lo sport che ami, da un punto di vista personale ti regala sempre molto di più di quello che pensi di trovare… Oltre a questo, fra una batteria della gara di surf e qualche
chiacchiera con i nostri amici, abbiamo anche avuto l’opportunità di girare tutta l’isola da un angolo all’altro. Per questo trip lampo (solo quattro giorni) abbiamo deciso di prenderci solo la nostra tavola Starboard gonfiabile da Touring. Puoi sempre trovare onde da surfare in solitario, ma a questo giro abbiamo preferito optare per qualcosa che ci permettesse di esplorare l’isola più che potevamo! São Miguel è l’isola più grande dell’arcipelago e probabilmente è quella con i panorami più vari: dalle scogliere a strapiombo alle strette baie nel sud, alle spiagge di sabbia nera nel nord con condizioni di mare pesante, alle incredibili lagune formate nei crateri vulcanici. Per noi amanti del SUP, São Miguel può rappresentare sia il paradiso sia un incubo, perché trovare un punto di accesso al mare non è così semplice! 45
TRIP
Cruising in Open Ocean e panorami mozzafiato! Sotto a sinistra: Franz raggiune lo spoe - A destra: gli amanti delle onde troveranno pane per i loro denti...
Sia la costa occidentale, sia quella orientale sono abbastanza a strapiombo e la costa vulcanica si tuffa più o meno sempre repentinamente nel mare, da quelle che una volta erano due isole separate. Questo significa che il miglior modo per esplorare la costa è dal mare, con una buona tavola da Touring oppure Open Ocean, in compagnia di qualche buon amico. È proprio in questa maniera che noi abbiamo scoperto molti spot sia sulla costa sud sia sulla famigerata costa nord! La bellezza dei panorami sempre così mutevoli delle Azzorre è una cosa capace di toglierti il fiato. Posti come Ponta da Galera, Ilheu da Vila e Ribeira Grande, sono capaci di regalare uscite indimenticabili in SUP, senza parlare di Lagoa das Furnas, che noi abbiamo visitato in un giorno in cui la luce la rendeva a dir poco “mistica”! Invece non siamo riusciti a visitare Lagoa de Sete Cidades a causa del cattivo tempo nelle highland! Peccato, ma ovviamente sarà il primo posto che visiteremo la prossima volta che ritorneremo nelle Azzorre! 46
In conclusione, abbiamo scoperto che São Miguel è una fantastica SUP destination e può tranquillamente essere considerata una meta valida per tutte le stagioni. In inverno si possono venire a prendere le grandi onde delle grandi mareggiate in SUP, oppure si può semplicemente venire a prendersi uno stacco dalle fredde giornate invernali e andare a farsi delle belle pagaiate nelle calme acque della costa a sud. Il resto dell’anno è una località fantastica per divertirsi col SUP e per suppisti di livello intermedio che vogliano andare a prendere qualche onda sui beach break esposti alle onde. La cosa bella di São Miguel (e delle Azzorre in generale) è che tutte le quattro stagioni puoi trovarle condensate in un giorno, quindi qualsiasi sia il periodo in cui deciderete di far visita a queste terre, potrete sempre essere sicuri di trovare tutte le possibili combinazioni per fare tutto quello che avete in programma!
TRIP
TRIP TIPS COME ARRIVARE - Una volta le Azzorre erano una destinazione abbastanza costosa, ma ormai diversi voli low-cost hanno reso accessibili i viaggi per l’aeroporto di São Miguel da molte delle capitali europee. TAP, Sata, Ryanair e Easyjet offrono prezzi competitivi e portare la vostra tavola da SUP con queste compagnie generalmente non è un problema, specialmente se optate per una tavola gonfiabile.
funziona tutto l’anno. In Inverno si possono prendere Big Swell sulla costa nord oppure cruising sulla costa sud, mentre in estate ci si può divertire a fare SUP o prendere qualche onda sui beach break esposti. DOCUMENTI RICHIESTI - Le Azzorre sono una regione autonoma del Portogallo, pertanto è sufficiente avere la carte di Identità valida per l’espatrio.
DOVE DORMIRE - Si possono trovare tutti i tipi di sistemazione, dagli Hotel lussuosi ai più economici B&B (Alojamento Local in Portuguese).
CLIMA - Le Azzorre sono un arcipelago oceanico con clima temperato, con temperature che nell’arco dell’anno variano dai 15°C ai 27°C. La temperatura media è sui 18°C, il mese più secco è luglio, quello più piovoso è novembre.
QUANDO ANDARE - Le Azzorre sono una destinazione che
Ulteriori info: http://www.azzorre.com/ 47
TRIP
Alla scoperta delle...
Isole Banyak Testo: Stephane Iralour Foto: Lance - Courtesy F-One
Domenica 30 ottobre. Più precisamente 66 ore dopo il nostro decollo da Anglet, atterriamo all’aeroporto di Bunung Titoli sull’isola di Nias. L’eccitazione prende il posto della fatica, le ore di volo, i ritardi e gli aerei persi sono già alle nostre spalle. In appena 2 ore di macchina siamo già al porto di Pelabuhan Lahewa, sotto un diluvio di quelli che puoi trovare solo qui in Indonesia. Il nostro desiderio di saltare sulla barca e filare verso le isole Banyak è al suo apice. Appena il tempo di prendere posto e caricare le nostre boardbag, che Marcus il capitano ha già levato l’ancora. E quando ci ritroviamo comodamente seduti nel salone esterno della barca per l’incontro di inizio del trip, il profumo del nostro viaggio cambia improvvisamente: siamo in alto mare, l’avventura è iniziata!
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Non ero sicuro di partire. L’idea di andare alle Mentawaii in
due settimane in programma si annunciano assai movimentate!
questo periodo dell’anno mi aveva sempre affascinato, ma a
Poi arriva Marcus a comunicare che la più grossa mareggiata
frenarmi era il rischio che il vento del sud si levasse limitando
degli ultimi quattro anni è in arrivo, ma di non preoccuparci,
il numero degli spot accessibili, creando l’affollamento che è
perché quando diventerà troppo grosso, potremo comunque
proprio l’ultima cosa che vorresti trovare quando parti per un
continuare ad uscire in spot più riparati. Sulla barca cala il
viaggio come questo. Nel mio immaginario le onde di Banyak
silenzio. E poi scoppiamo tutti a ridere!
erano perfette ma piccole, e questa non era esattamente la
Senza cercare di voler apparire il classico turista sbruffone,
condizione di cui era alla ricerca.
provo allora a spiegare che più saranno grosse e più noi saremo contenti. Allora gli occhi di Marcus cominciano a brillare. Questo
La prima uscita la mattina seguente dimostrerà subito che i
marinaio che naviga da oltre 16 anni su e giù per queste isole,
miei preconcetti erano infondati, non appena la prime sinistre
in realtà è un eccellente surfista. Ci racconta che di solito sulla
tubanti cominceranno a srotolarsi sotto ai nostri occhi al
sua barca porta in giro pensionati che fanno surf oppure ricchi
nostro risveglio. Non sognatevi nemmeno che io vi dia i nomi
surfisti da strapazzo, quindi per lo più gli tocca andare alla
e le posizioni degli spot. In giro ci sono un sacco di guide che
ricerca di onde piccole e tranquille. L’idea di potere finalmente
possono svelarvi tutti i segreti di questa destinazione…
andare a vedere come lavorano alcuni secret spot con la grande
E così il primo novembre si srotolerà a suon di sessioni, alternate
mareggiata che sta arrivando lo mette di ottimo umore, e così
a siesta, lettura e spuntini di vario genere. Non c’è che dire, le
stappa la prima bottiglia di spumante del viaggio!
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La destra che si srotola davanti ai nostri occhi è un enorme tubo lungo più di 100 metri e anche se ormai siamo al tramonto saltiamo tutti in acqua! Da bravi baschi quali siamo, abbiamo tirato fuori dalle sacche
alla volta, dalle mie sacche e mi permettono di divertirmi e di
le nostre scorte di prosciutto di Bayonne, formaggio di pecora
portare a compimento il mio lavoro di test finale prima della
e di altri specialità del nostro paese e abbiamo improvvisato un
messa in produzione. E ogni tanto, per completare questo
aperitivo accampandoci in plancia di comando.
capolavoro, non posso fare a meno di tirare fuori la mia shortboard e godere un altro po’.
I giorni che seguono si srotolano lisci come le onde che surfiamo tutto il giorno, alternate a un po’ di dolce far niente
Poi arriva il 7 novembre. Il mattino inizia come tutti gli altri.
per recuperare un po’ di energie fra un’uscita e l’altra. Le tavole
Un caffè, un’uscita in SUP, qualche frutto, un po’ di pesca. Ma
della nuova gamma F-One SUP 2017 escono tutte quante, una
le onde previste stanno arrivando, e improvvisamente cambia
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il vento. Man mano il mare aumenta, il Capitano seleziona le
comincia a sguarnirsi: alcuni vanno alla ricerca delle bombe,
opzioni a disposizione. Alla fine il capitano decide di far rotta
mentre altri decidono di andare alla ricerca di condizioni
per il suo secret spot, e dopo 3 ore di navigazione arriviamo sullo
intermedie nell’inside. Le onde sono difficili da prendere. Dopo
spot. La destra che si srotola davanti ai nostri occhi è un enorme
20 minuti ne abbiamo prese davvero poche, la taglia continua a
tubo lungo più di 100 metri e anche se manca poco più di un’ora
crescere e ormai ha passato i 2 metri solidi.
al tramonto, saltiamo tutti quanti in mare per approfittare di
Fra quelli che si fanno un dritto fino contro al reef, e quelli come
tutto quel ben diddio!
me che si fanno risucchiare dal tubo e sbattere sul corallo, ad un
Come sempre, in acqua ci siamo solo noi, ma una volta raggiunto
certo punto cominciano a diventare evidenti i segni lasciati da
il picco, le cose cambiano rapidamente: l’onda si srotola su una
questa sessione, per cui il tramonto del sole diventa un’ottima
secca, è veloce, e il vento sideshore complica il drop. La line
scusa per ritornare tutti alla nave a leccarci le ferite e cominciare
up si era affollata di gran slanci, ma altrettanto velocemente
a goderci le memorie di questa sessione indimenticabile!
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I giorni si srotolano lisci come le onde che surfiamo da mattina a sera...
E in effetti il mattino seguente la taglia supera abbondantemente
non avere molta voglia di andare alla ricerca di pagaie smarrite
i 3 metri annunciati. Senza tanta acqua che copre il reef e con
sul reef, o di farmi frullare da quelle bombe con un 7’2 attaccato
quell’onda che continua a mantenere tutta la sua velocità,
alla caviglia!
servono almeno un paio di bottiglie di spumante e parecchie fette di prosciutto per alleggerire l’atmosfera!
Decido di piazzarmi sull’outside per partire il più lontano
All’alba tutti quanti siamo sul ponte. Ma al momento di
possibile. La mia scelta mi premia già al primo set di onde. 3
entrare in acqua nono riusciamo a lanciarci, nemmeno quando
tubi sulla stessa onda e le urla dei ragazzi sulla barca si sentono
Marcus suona il richiamo. Sicuramente ha capito che siamo
fino a qua. Prendo confidenza con l’onda e mi innamoro di
tutti concentrati in vista della prima onda del giorno, ma ha
questo spot.
anche capito che senza un buon caffè non sono esattamente
Nel frattempo il capitano si lancia in un drop un po’ azzardato e
l’essere più malleabile del pianeta! Ed ecco che dopo un buon
si deve ritirare dopo una visita non prevista al reef. Stessa sorte
Espresso fumante, in nemmeno due secondi e mezzo ritrovo il
per il bodyboarder, che sbaglia la prima entrata e si ritrova con
buon umore. Sempre pronto all’azione, anche Mathieu Crepel
la schiena tatuata dal corallo!
sarà della partita. Anche se si tratta di uno snowboarder, è senza dubbio uno dei migliori surfisti che io conosca. E così ci
Ormai siamo solo in quattro in acqua, e resteremo in quattro
buttiamo in acqua assieme ad altri tre.
fino alla fine della sessione che finirà due ore e mezza più tardi. Quel giorno, ho avuto la possibilità di vedere le onde più grandi
Lo spot si è trasformato. Oggi è selvaggio! Potenti destre di oltre
creare una volta di cristallo proprio sopra alla mia testa. La vita
3 metri si srotolano sul reef semiaffiorante. Io decido di entrare
sembra più bella quando sei dentro a uno di quei tubi!
in acqua col mio shortboard 6’1 anziché in SUP, perché decido di
Poi il vento ha ruotato bruscamente, e altrettanto bruscamente 53
è finito il momento magico di questo trip, così ci siamo rimessi
accumulata in quei giorni abbiamo subito accettato, anche se
in rotta verso spot più abbordabili, che permettessero anche a
il capitano Marcus dopo aver portato la barca oltre al canale
tutti gli altri di divertirsi.
di passaggio del reef prescelto ci aveva avvertito che quella sarebbe stata una missione al limite dell’impossibile!
Dopo aver valutato golosamente le nostre performance in
Dopo appena quindici minuti a darci il benvenuto arriva un
acqua, Lance, il fotografo del trip, un bodyboarder assatanato
primo set di onde di 4 metri, che ci saluta tuonando su reef
di quelli che solo l’Australia sembra saper produrre, chiede a me
affiorante. Un leash si rompe e la tavola di Math va a farsi
e Mathieu di andare a surfare in un altro spot dove le onde sui
una gitarella sull’isola. Passiamo così il resto della giornata a
3 metri.
camminare sotto al sole alla ricerca della tavola, mentre il resto
Inutile dire che sull’onda dell’entusiasmo e dell’adrenalina
dell’equipaggio si rilassa su onde più tranquille. Giornata Epica.
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TRIP TIPS I giorni che ci accompagnano verso la fine del trip invece
Budget totale: 3.500€
saranno dedicati a goderci la perfezione delle onde in perfetta
Come arrivare: da Parigi volate per Kualalumpur e poi Medan.
solitudine, in paradiso!
Lì le agenzie di noleggio delle barche vi prenoteranno un volo per raggiungere il nord di Nias
Ma ecco avvicinarsi il momento dei saluti e il profilarsi di
Documenti: Passaporto
nuove sfide. Infatti ci raggiunge la voce che di lì a pochi giorni
Agenzie specializzate: www.pulsesurfcharters.com
avremmo dovuto presentarci a Mazaré per affrontare una nuova
Quando andare: da febbraio a novembre – alta stagione da
enorme mareggiata. È il ritornoai grandi gun e all’acqua fredda.
giugno a settembre
La festa è finita, è arrivato il momento di prepararsi a vivere
Come noleggiare la barca: ci sono diverse barche che
nuove avventure…
navigano in queste isole e si possono prenotare online. La nostra era la Pulse Surf Charter
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BRICOLAGE
Quel maledetto ultimo bordo...
Testo e foto: Smink
A sinistra: bordi ancora pimpanti - A destra un bordo lavorato dall’uso... e poi.. che fare?! Non è il titolo di un famoso film di guerra o la storia di un’attraversata finita male... ma la “battaglia” che ogni praticante di SUP inizia fin dalla prima uscita con i bordi della sua tavola! Esclusi i possessori di gonfiabili, tutti gli altri che escono con SUP rigidi, prima o poi dovranno prendersi cura dei bordi della propria amata tavola!
In effetti di SUP in commercio ce ne sono di tutti i tipi e costruzione, ma se la vostra tavola ha i bordi bianchi.... beh vi sarete già resi conto da soli che lo sfregamento della pagaia sui bordi risulta evidentissimo già dopo breve tempo. Uno dei rimedi più gettonati e più facile per evitare il rapido deterioramento dei bordi sarebbe l’applicazione delle striscie in PVC semi rigido che si adattano perfettamente ai bordi di qualsiasi tavola. In commercio ne trovate di diverse tipi e con una spesa intorno ai 50 euro vi potete “aggiudicare” un paio di strisce lunghe poco meno di 2 metri e larghe circa 5/6 cm, di facile applicazione anche per i meno avvezzi al fai da te! Tra l’altro ne esistono di diversi colori che spesso possono adattarsi al look della vostra tavola. Chi invece non ha mai pensato di mettere il proteggi bordi (o rail saver) e ha già ben bene “massacrato” i bordi del suo SUP... beh qui di seguito troverà qualche consiglio utile per dargli una veloce sistemata.
Anche senza andare a rocce in una session tra le onde, i bordi del SUP restano comunque una delle parti più soggette a rotture e che si deteriorano più velocemente, anche uscite principalmente per fare cruising. L’esperienza maturata con i test di diversi sup wave, quando l’inserto di sup era ancora “contenuto” all’interno di Wind News, il fratello grande di Sup News... ci aveva fatto “notare” che già solo dopo un paio di uscite, tutti i bordi delle varie tavole portavano già stampati i segni del passaggio della pagaia. Saremo mica noi che pagaiamo male?! Ah, ah, ah... possibile, ma quando si va per onde non si va troppo per il sottile, bisogna Abbiamo detto che i bordi bianchi sono quelli su cui si nota di più prendere l’onda e fare anche in fretta e quindi spesso non si sta a l’azione di sfregamento della pagaia... ma sono anche i bordi più curare troppo la tecnica di pagaiata! facile da sistemare! Quindi cominciano da quelli... 56
BRICOLAGE
Una crepa lungo il bordo richiede un intervento più radicale, più semplice risolvere ammaccature da pagaia (a dx)
(Sx) Se il bordo è lucido, una spugna abrasiva può fare mirecoli, altrimenti prepariamoci a entrare in azione...
Tante volte, soprattutto sei i bordi, hanno un finish lucido... basta passare un spugnetta con un prodotto abrasivo tipo il famoso Cif Amoniacal, per ridare un aspetto “sano” al bordo del vostro sup. Questo se vi siete limitati a sfregare la pagaia, se avete invece intaccato il gel-coat esterno... le cose cambiano. E le possibili soluzioni sono due. La prima è rapida, ma alla lunga se ripetuta indebolisce i bordi. Infatti basta munirsi di carta abrasivo da 100/120 e carteggiare tutto il bordo finché la superficie non si pareggia. In questo modo però avrete carteggiato il gel-coat esterno, portando via anche un po’ di spessore. La cosa furba da fare a questo punto è quella di isolare con il nastro di carta i bordi, in modo da non inzaccherare di pittura coperta e carena e una volta comprata una bomboletta di colore, rispruzzarla sui bordi. Se la tavola è bianca la cosa è presto fatta... acquistate una bomboletta di bianco opaco (satinato) che nasconde più facilmente le colature e i paciughi che potreste fare. Lasciate asciugare una giornata e poi passate sul bordo una di quelle pagliette morbide di alluminio, tipo quelle che vostra madre usava per pulire le pentole sbruciacchiate o se avete
abbondato con le colature meglio usare carta abrasiva ad acqua da 300/400... usate la mano leggera nel carteggiare in modo da togliere solo le colature e vi assicuro che alla fine il bordo sembrerà come nuovo. Se la tavola è colorata, il consiglio è quello di farvi fare una bomboletta dello stesso colore (anche in questo caso meglio se opaca) da un negozio di vernici... la bomboletta costa poco di più di una normale, ma il risultato è garantito. L’unico vero neo di questa scelta è che dovete portare un campione di colore per la vernice, il che prevede di presentarsi con il sup nel negozio di vernici... e non è detto che tutti possano gradire una “visita” del genere!! La vera controindicazione della soluzione 1 è rappresentata dal fatto che alla seconda o terza volta che ripetete un intervento del genere, visto che il bordo dopo un po’ si segnerà di nuovo... lo avrete veramente indebolito. La cosa più furba da fare, sarebbe... quella, fatto questo lavoro una volta, di applicare le striscie in PVC di cui parlavano prima e per un po’ non pensare più ai bordi. Se invece siete degli amanti del fai da te e avete un po’ di manualità, potete optare per la soluzione due. 57
BRICOLAGE
Carteggiate il bordo delimitando la zona con carta da carrozziere per evitare di danneggiare le parti sane...
Prendere stucco da carrozziere e preparatelo seguenzo le istruzioni...
Invece di carteggiare il bordo, lo pulite bene e dopo aver comprata dello stucco da carrozziere, muniti di spatolina, stuccate tutto il bordo in modo da pareggiare le parti del gelko saltate. Non ci vuole molto e su usate uno stucco come si deve (basta e avanza un buon bicomponente), una volta asciutto, ci date una bella carteggiata con la carta abrasivo da 80/100 e poi tornate alla soluzione 1 dove si parlava della bomboletta... si procede nello stesso modo, ma i bordi non avranno perso la “protezione” del gel-coat. Questo vale per il normale deterioramento dei bordi ed è una procedura abbastanza semplice. Se invece il danno ai bordi è più complesso... sono dolori. Dai scherzo... soprattutto sui sup wave, che sono soggetti a prendere delle belle legnate, può succedere che si fessurino i gusci della tavola proprio sul bordo nel punto in cui si congiungono. Non c’è bisogno di andare a rocce, basta che con onda grossa vi rompa il leash (cosa neanche troppo difficile visto la trazione 58
che ha un sup tra le schiume e sempre meglio che si rompa il leash che non tornare a riva con una gamba più lunga di qualche centimetro... ah, ah, ah!) e la tavola finisca sulla spiaggia, sbattuta dai frangenti… A prima vista, sarete tutti contenti... visto che il vostro SUP non ha ucciso nessun ignaro surfista (almeno spero!) e la tavola non avendo urtato contro scogli o pietre, sembra non aver patito danni.... sembra! Di solito infatti ci si accorge che non è così, dopo un paio di uscite, quando il vostro SUP vi sembrerà più pesante del solito. E te credo... il bordo si è fessurato e la tavola ha bevuto! Non è più questione di gel-coat saltato, il bordo della tavola si è proprio crepato e essendo questo tipo di rottura, molto “subdola”... non ve ne siete accorti. Sarebbe buona regola infatti, dopo qualche spiaggiata bella massella, senza evidenti danni, di dare un’occhiata più attenta ai bordi del vostro SUP. Sul prossimo numero troverete la seconda tremenda parte di quel maledetto ultimo bordo... ovvero come salvare un SUP fessurato sul bordo.
BRICOLAGE
Stuccate il bordo della tavola cercando di distribuire lo stucco nella maniera piĂš uniforme possibile...
Quando lo stucco è asciutto, carteggiate asportando solo la parte in eccesso...
A questo punto mascherate la tavola e preparatevi alla fasse della verniciatura...
Date qualche mano di vernice, cercando di evitare colature, che andranno carteggiate e riprese in un secondo tempo 59
TEST SESSIONS
Rider e test ovo
Misure: 10’ x29”x 4 1\4” - Volume: 149 l Pinne: single US box Peso: 9,5 kg (+/- 300 g) Prezzo: 1.939,00 €
MOKI WASABII 10’ Abbiamo testato questo Wasabii 10’ un po’ in tutte le condizioni: dal mare grosso e attivo, alla scaduta glassy e small, dalle onde ripide, a quelle schiumose e loffie dell’alto Adriatico. E ogni volta il Wasabii si è rivelata la tavola “salva-uscite” che ha permesso a un rider pesante come me (più sui 95 Kg che sui 90!) di divertirmi e surfare in tranquillità, evitando di fare troppi bagni, che quando l’acqua è gelida non è proprio il massimo! Dal punto di vista del design, si tratta di un classico shape longboard con bordi 50/50 surf style e una sottile poppa pin tail, che anche in acqua conferisce alla tavola quel pizzico di radicalità in più quando si passa ad una conduzione più aggressiva. La costruzione oltre ad essere leggera e reattiva, ha superato diverse uscite in condizioni ruvide e parecchie frullate e colpi di pagaia senza riportare segni evidenti. Sul deck fa bella mostra di se una valvola in goretex che permette alla tavola di essere sempre alla pressione giusta senza bisogno di ricorrere al cacciavite. La larghezza è di 29’, ma la lunghezza e l’assetto longboard di questa tavola la rendono molto stabile anche mentre si aspettano le onde con piano d’acqua agitato e danno grande sicurezza anche in fase di passaggio dei frangenti. Per quanto riguarda il take-off, specie se si è appena smontati da un modello short-board, bisogna ricordarsi che si tratta di un longboard e che pertanto sulla tavola bisogna sempre muoversi un po’ lungo l’asse longitudinale per 60
trovare la posizione ideale, che deve essere arretrata in partenza di surfata, ma poi deve vederci muovere qualche passo verso prua per cercare l’accelerazione sul fianco dell’onda, e poi arretrare verso poppa per impostare bottom e top turn con conduzione tipo short board. Il Wasabii ha dimostrato di essere stabile e user friendly: nonostante i nostri passi non fossero incrociati e stilosi come quelli dei puristi del longboard, ha perdonato molti dei nostri grossolani errori, permettendoci di collegare diverse sezioni di onde e fare lunghe e appaganti surfate. Con onde di una buona taglia, la tavola dimostra di avere caratteristiche di manovrabilità e vivacità quasi inaspettate e gira verso il lip quasi alla velocità del pensiero. Quando l’onda invece è più piccola e poco potente, conviene avanzare verso il nose, che è largo e comodo, genera un buon lift e permette di fare accelerare la tavola alla ricerca della sezione più ripida e di qualche nose riding, salvo poi ricordarsi di arretrare verso poppa non appena la velocità si riduce per ritornare in cabina di comando e accelerare nuovamente verso un’altra sezione dell’onda o impostare il kick-out. Insomma, questo Wasabii col suo assetto longboard è stato capace di sorprenderci per la sua capacità di farci divertire sempre e in tutte le condizioni. E senz’altro ci sentiamo di consigliarlo a tutti quei rider di una certa stazza alla ricerca di una tavola unica con cui giocare in tutte le condizioni.
TEST SESSIONS
Rider e test: ovo
Misure: 14’ x24” Pinne: single US box Peso: 10,5 kg (+/- 300 g) Prezzo: 2.500,00 €
NSP PUMA 14’x24’’ Quando NSP ha manifestato l’intenzione di mandarci un Puma 14’x24’’ come prima tavola da testare, sono stato sul punto di rifiutare, dal momento che in genere noi di Sup News preferiamo provare tavole più alla portata di tutti. Poi ha prevalso la curiosità di provare una tavola ad alte prestazioni e capire quanto potrebbe essere alla portata del suppista medio. La prima cosa che salta all’occhio quando arriva il corriere sono le dimensioni enormi della scatola. La seconda cosa è che la tavola non è imballata, ma si trova già dentro alla sua sacca, indispensabile per preservarla da colpi e abrasioni durante le fasi di trasporto. Poi ti colpiscono la leggerezza della tavola, e della pinna e la sua posizione super avanzata in carena. La carena molto “tonda”, senza un minimo accenno a una zona piatta, con un evidente V a poppa e la particolare prua a bulbo, abbastanza voluminosa. Vista la carena e la larghezza (24’’!) il primo pensiero è: “Riuscirò a starci in piedi, o sarò sempre a bagnomaria?” Il primo test lo abbiamo fatto a Cesenatico in un giorno nebbioso, col mare liscio come l’olio. Le condizioni giuste per fare il piede alla tavola e capirne il comportamento in acqua. E in effetti appena ci si mette in posizione verticale, la sensazione è che la tavola sia molto ballerina, ma già dai primi colpi di pagaia la tavola si stabilizza e sembra scorrere su un binario.
La direzionalità è molto buona e ti permette di concentrarti sulla pagaiata, alla ricerca della pura velocità. In queste condizioni sembra tutto facile! Balza all’occhio il lavoro della prua a cucchiaio che non è fendente, ma sembra galleggiare sull’acqua sparando gli spruzzi lateralmente. Girare attorno a una boa si rivela un gioco da ragazzi: la prua non ha drag laterale e si muove libera sull’acqua, permettendo di eseguire repentini cambi di direzione (ricordare di muoversi sempre con passo felpato!). Abbiamo provato la tavola anche in condizioni di chop laterale e di onda. Con chop al traverso la tavola è più instabile e la conduzione diventa più tecnica, ma d’altronde si tratta di una tavola da regata! Ma la rivelazione è quando ci si porta in fase di downwind oppure ci si trova a scendere qualche onda: il nose resta sempre libero e permette di spostare con agilità i 14’ in frontside o in backside e godere di sensazioni fantastiche mentre si scende l’onda. Anche la poppa (larga, ma affusolata) contribuisce a dare un importante sensazione di controllo e maneggevolezza. In conclusione: si tratta di una tavola race di razza e senza compromessi, sviluppata per un pubblico di regatanti esperti alla ricerca di una tavola a suo agio sia in acqua piatta, sia quando le condizioni diventano toste. Ottima la dotazione accessoristica con pad lungo e comodo, doppia maniglia e pinna leggerissima compresa nel prezzo. 61
TEST SESSIONS
Rider jacopo - test ovo
Misure: 14’ x24” Pinne: single US box Peso: 11,4 kg (+/- 300 g) Pinna: 340 g Prezzo: 3.498,00 €
RRD Razzle Dazzle 14’x24’’ Il Razzle Dazzle 14’ è la tavola di punta della factory grossetana RRD. Si tratta di una tavola disegnata per esprimere il suo massimo potenziale in condizioni di acqua piatta, ma in grado di districarsi anche quando le condizioni sono più movimentate. Il design è caratterizzato da una prua molto importante e voluminosa a forma di prisma, con nose fendente tipo canoa, che si collega al corpo della tavola attraverso le due paratie laterali che diminuiscono gradualmente fino a poppa. L’area di calpestio è ribassata per abbasare il baricentro e migliorare la stabilità in andatura. La prima impressione che si ha non appena ci si mette in piedi per pagaiare è che la tavola sia molto più piccola di quanto sembrava. Forse per via della prua affusolata e slanciata, o per la colorazione, oppure perché le paratie laterali costringono a tenere i piedi in posizione abbastanza centrale, senza poter sfruttare tutta la larghezza (24’’!) della tavola per avere maggior stabilità. Nonostante questo, il Razzle risulta stabile e confortevole in andatura, e sin dalle prime pagaiate si apprezza l’estrema rigidità conferita dalla struttura a ferro di cavallo che le paratie laterali formano con la prua. Il risultato è la sensazione che tutta la potenza generata dalla pagaiata venga convertita in velocità. E così, mentre si pagaia con frequenza via via crescente, la prua fende l’acqua come 62
una lama e si ha l’impressione che si potrebbe accelerare all’infinito, se solo le braccia girassero abbastanza velocemente. Inutile dire che con una prua così, la direzionalità in andatura è ottima, la tavola fila via dritta che è un piacere, mentre voi pensate solo a gestire il ritmo di pagaiata. Il rovescio della medaglia di questo assetto lo si percepisce al primo giro di boa: quando ci si appresta a manovrare la prua fendente esercita un grande drag laterale e l’unico modo per ottenere un repentino cambio di direzione è quello di impennare la tavola e farla ruotare. Operazione forse banale per un esperto regatante, ma non scontata per un suppista della domenica. La stessa situazione si ripropone in downwind o mentre si scende qualche ondina: la prua tende a mantenere la propria traiettoria, pertanto per non rischiare che la tavola prenda la tangente e vi disarcioni, bisogna essere sempre pronti ad arretrare per liberare il nose dall’acqua e mantenere un controllo ottimale. Questione di tecnica e di allenamento. In conclusione: questo Razzle Dazzle 14’ è una tavola race di razza, senza compromessi e disegnata per regatanti esperti alla ricerca del mezzo con cui andare alla ricerca del proprio limite. Le doti di accelerazione, scorrevolezza e velocità di questa tavola sono di valore assoluto, il piazzamento in gara dipenderà quindi solo da voi!
SCHOOLS & CENTERS
A.S.D. Horizon 36 Osimo (Ancona) info@horizon36.com www.horizon36.com
Surf Club Venezia Cannaregio 3535 30121 Venezia (VE) surf.venezia@gmail.com www.surfvenezia.org
Pescara SUP School
Strada Provinciale Pescara San Silvestro 264 - Pescara www.pescarasupschool.it
NEWA ASD
Lungomare Alberto Kechler, 8 Lignano Sabbiadoro www.supracelignano.it
SPOT 1
Via delle Gorette, 57023 Cecina (LI) http://spot1.it
X-Sport Accademy
via decorati al valor civile 1 Padova (PD) xsportacademy@gmail.com
SUP WAVE CLUB
Ostia www.facebook.com/SUPWAVECLUB/
fabio-giacomini@libero.it
SHERDEN SURF HOUSE Via Lungomare 12 Porto Torres (SS)
www.sherdensurfhouse.it
MOKI CLUB NUMANA
Spiaggiola, Nord del Porto Turistico Numana info@mokisup.com tel 333.2028111 63
DISTRIBUTORS
Distributori A noi di Sup News non piace l’inquinamento e non piacciono gli sprechi inutili. Per questo motivo abbiamo deciso di evitare la distribuzione in edicola e stiamo cercando di stampare solo le riviste che ci servono per raggiungere tutti i nostri lettori. Questo ovviamente ci comporta un po’ più di fatica per mettere a punto una distribuzione abbastanza capillare nel Belpaese e per raggiungere così tutti i potenziali lettori, ma siamo sicuri che in prospettiva ne sarà comunque valsa la pena.
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Di seguti trovate elencati i negozi, club e le scuole che si sono fatti carico di sostenere e distribuire SUP NEWS. Siamo solo all’inizio, pertanto tenete sempre sott’occhio la pagina del sito www.supnewsmag.it/trova-sup-news-mag, perché i punti di distribuzione aumentano giorno dopo giorno. Per tutti gli altri, c’è la possibilità di ricevere la rivista direttamente a casa abbonandosi. Se anche tu vuoi diventare distributore e/o sostenitore di SUP NEWS, manda una mail a: supnews@sabatelli.it
NAUTICA URBAN IGEA MARINA (RN) www.urban.it
QUIKSILVER STORE PESCHIERA FB: QuiksilverStorePeschiera
SPOT 1 SURF SHOP VADA (LI) www.spot1.it
JAN SURF SHOP SENIGALLIA (AN) jansurf.com
TRE PONTI LIVORNO (LI) www.windsurflivorno.it
SOTTOMARINA SUP SCHOOL SOTTOMARINA (VE) FB: SottomarinaSUP
PIPE SURF SHOP PESCARA (PE) www.pipesurfshop.it
SURF CLUB VENEZIA VENEZIA (VE) www.surfvenezia.org
BIG AIR SHOP ANCONA (AN) www.bigairshop.com
HAWAIIAN SURFING ANZIO (RM) www.hawaiiansurfing.com
WHITE REEF CESENA (FC) www.white-reef.com
SURF SPOT CAGLIARI (CA) FB: SurfSpotCagliari
SURF PARADISE RICCIONE (RN) www.surfparadise.it
ISLAND LIGNANO SABBIADORO (UD) www.islandsurf.it
IMPACT SHOP BARI (BA) www.impactsurf.com
PESCARA SUP SCHOOL PESCARA (PE) www.pescarasupschool.it
SA PEDRERA CABRAS (OR) sapedrera.it
SHERDEN SURF HOUSE PORTO TORRES (SS) www.sherdensurfhouse.it
BEACH RACE
3 GIUGNO ore 11.30
Golfo di Baratti
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INFO e ISCRIZIONI barattisportsfestival.it
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*Offerta valida per chi può abbonarsi presso la redazione di SUP NEWS, oppure aggiungere 5 Euro per le spese di spedizione.
Per abbonarsi: segui la procedura specificata sul sito www.supnewsmag.it alla voce ABBONAMENTI. Si può pagare con bollettino postale, con bonifico bancario e Pay Pal. Per velocizzare le operazioni, mandate una mail con la ricevuta del versamento a: supnews@sabatelli.it 66