La Voce del Popolo 2012 05

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Anche se è ancora inverno, si può giĂ pensare alla primavera. Si può soprattutto gioire di quella “primaveraâ€? che rappresenta ogni nascita. Nel nostro mondo purtroppo la vita umana non è sempre sostenuta: talora viene desiderata ardentemente, talora rifiutata e disprezzata, specie se debole o “importunaâ€? (perchĂŠ non “arrivataâ€? al momento giusto che, naturalmente, è quello che si è pre-fissato). NĂŠ sono da dimenticare le mamme che si trovano in seria difficoltĂ nei confronti di una vita da accogliere. Come cristiani siamo chiamati a ricevere e testimoniare con gioia il “Vangelo della vitaâ€?, offertoci in Cristo Signore, “via, veritĂ e vitaâ€?. Insieme alla preghiera – sempre necessaria – vogliamo anche impegnarci nella promozione concreta della vita in tutti i suoi momenti. Tra le molte valide iniziative, suggerirei il “Progetto Gemmaâ€?: assicurare – personalmente o come gruppo (famiglia, classe‌) – a una gestante in difficoltĂ la necessaria serenitĂ con un aiuto per alcuni mesi prima e dopo la nascita del/la bimbo/a. Anche se è ancora inverno, si può giĂ â€œcreareâ€? un po’ di primavera!

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Unione europea. A 20 anni dalla firma di Maastricht

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͘Í&#x; ƒ‡•‹ ‡ ’ƒ””‘……Š‹‡ Ghedi. Il Sindaco fa chiarezza sulla discarica contesa

͛͘ ……Ž‡•‹ƒ L’attenzione quotidiana alle persone ammalate

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ƒ…‡„‘‘Â?ÇŁ †‘’‘ Ž‘ •‰‘Â?‡Â?–‘ ChissĂ che sgomento devono provare papĂ e mamme leggendo la notizia di una ragazzina tredicenne che si è “innamorataâ€? su Facebook ed è ďŹ nita sul marciapiede, a prostituirsi. Sgomento, perchĂŠ chi è genitore di un adolescente sa bene che il proprio ďŹ glio e la propria ďŹ glia sono immersi in un mondo dove non mancano i pericoli e le sďŹ de e percepisce ancora di piĂš l’incertezza, l’impotenza a volte, l’impreparazione di fronte a pericoli che si nascondono dietro l’angolo vicino, addirittura nella cameretta di casa, dove il pc, o il telefonino, possono diventare improvvisamente un buco nero e uno spauracchio terribile. I fatti, in questo caso, riguardano una tredicenne del Varesotto che chattando su

Facebook si è innamorata di un presunto diciassettenne, in realtĂ un giovane di 24 anni. Lei è addirittura scappata di casa, inseguendo il grande amore e i carabinieri l’hanno ritrovata in un appartamento di Milano, dove sarebbe stata costretta a prostituirsi. Alcune cronache fanno immaginare che la ragazzina ritrovata non si fosse nemmeno resa conto dell’enormitĂ della cosa: avrebbe sostenuto di aver solo seguito il suo amore, che salutava baciando mentre veniva portato via in manette. Torna lo sgomento. E viene da immaginare questa ragazzina immersa in sentimenti e pensieri piĂš grandi di lei – come avviene quasi normalmente a quell’età – questa volta ampliďŹ cati dalla potenza di internet, di un mondo virtuale che sembra dare corpo a ogni desiderio. Travolta, scollegata – lei sĂŹ – dal mondo reale che ai grandi slanci fa seguire sempre, senza sconti, la fatica dei fatti “duri e cocciutiâ€?. Quanto

hanno bisogno, questa tredicenne e i tanti suoi coetanei, di non perdere il contatto con la realtĂ , di poter individuare la differenza tra virtuale e reale, di misurare il proprio invadente e straordinario mondo interiore con adulti in carne e ossa, tutti i giorni, impegnati nella fatica della cura. Ăˆ il compito educativo che coinvolge tutti, non solo i genitori nei confronti dei propri ďŹ gli, ma una comunitĂ intera, che è coinvolta insieme, perchĂŠ siamo tutti sulla stessa barca e perchĂŠ l’educazione – e la paternitĂ e maternità – è compito condiviso. Viene da pensare anche ai papĂ e alle mamme, che magari comprendono al volo questa responsabilitĂ e ancora di piĂš avvertono povertĂ di mezzi e inadeguatezza delle proprie risorse rispetto a un mondo che corre e ogni giorno presenta nuove sďŹ de e opportunitĂ che possono diventare trappole. Sembra di sentire la richiesta di aiuto: come

si fa, ad esempio, a “controllareâ€?, a “guidareâ€? ragazzini stimolati in mille modi a misurarsi con cose ben piĂš grandi di loro, a guidare la Ferrari appena dopo aver imparato a stare in bicicletta? Ecco, il caso del Varesotto grida una volta di piĂš la necessitĂ di alleanze educative, di attenzioni e collaborazioni tra le famiglie, la scuola, le associazioni, la Chiesa e quant’altro. I mass media. PerchĂŠ no? Informare, far conoscere, stimolare la riessione... anche cosĂŹ si aiuta la responsabilitĂ condivisa. Senza paura, perchĂŠ spesso è cattiva consigliera. Ma con coraggio e con ďŹ ducia negli stessi ragazzi e giovani, perchĂŠ hanno grandissime risorse, slanci, passioni. Unite e accostate a quelle di adulti che vogliono bene, che stanno vicini, che si aiutano a vicenda e si soccorrono anche negli insuccessi, pronti a ripartire, concentrati nella “curaâ€?, queste risorse piano piano trovano strada, lasciando da parte le scorciatoie illusorie.

͛͞ —Ž–—”ƒ ‡ …‘�—�‹…ƒœ‹‘�‡ Incontri. Don Giacomo Panizza

͚͜ …‘�‘�‹ƒ Famiglie e crisi: ecco come sbarcare il lunario

ÍœÍ? ’‘”– Brescia calcio. I nuovi volti per il rush finale


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