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nuovo ccnl edilizia
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Patto di alleanza della filiera edile
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La firma del nuovo contratto collettivo nazionale dell’edilizia pone l’attenzione sulle problematiche attuali del settore edile, rafforzando i temi della formazione, sicurezza e qualità del costruito
Il 3 marzo scorso è stato firmato da Ance, Alleanza delle cooperative (LegaCoop, Confcooperative, Agci) e i rappresentati di Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, il rinnovo del contratto collettivo nazionale dell’edilizia che conferma la volontà delle parti di raggiungere traguardi per il settore in termini di rafforzamento della sicurezza, legalità e qualità del lavoro per imprese e dipendenti. Il nuovo accordo, che riguarda oltre un milione di lavoratori, va a sostituire quello siglato nel 2018, aggiornandolo per ulteriori ventotto mesi e vede la disponibilità da parte dei sindacati a lavorare con Ance per raggiungere obiettivi sensibili per le imprese ed essenziali per il benessere dell’intero comparto. La valutazione del panorama attuale è stata imprescindibile per la definizione dell’accordo. L’intesa, infatti, si è focalizzata su un intervento congiunto da parte delle parti coinvolte col fine di giungere insieme a soluzioni in grado di rispondere all’emergenza in atto, tutelando imprese e di conseguenza i lavoratori. Nello specifico il rinnovo è intervenuto per supportare il settore con l’introduzione di modifiche atte a rispondere a tematiche di forte attualità. È noto come l’aumento dei prezzi dei materiali abbia generato estreme difficoltà per le imprese edili e le ricadute non si sono percepite solo per la realizzazione delle opere. Una minaccia più che reale, la quale apporta pesanti conseguenze che gravano sulla salute dell’intera filiera. Altra questione da non sottovalutare è lo stesso aumento delle commesse generato anche in parte dalla spinta dei bonus fiscali, superbonus in primis. Se da un lato ha giovato all’intero mercato edile, dall’altro si è sommato alle difficoltà di reperimento dei materiali e all’aumento dei costi, oltre che alla proliferazione di nuove imprese di dubbia trasparenza. Come riscontrato con l’occasione del superbonus si è registrato un vertiginoso aumento della natalità di nuove imprese. Secondo i dati di Ance solo nel secondo semestre del 2021 sono nate 11.563 nuove imprese, quasi 64 al giorno, alcune legalmente non in linea con le normative. In particolare, si è evidenziata una proliferazione di nuove microsocietà, molto spesso di persone e imprese con uno o tre dipendenti, di queste la maggior parte risultano avere un codice Ateco diverso da quello edile. Tale considerazione va di pari passo con l’aumento di
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infortuni sul lavoro e lo scandalo delle irregolarità rilevate tra alcune imprese che hanno eseguito i lavori dei bonus fiscali. Tenendo conto che la natura stessa del settore dell’edilizia richiede un’elevata specializzazione, competenze tecniche importanti, ore di formazione a scuola e nei cantieri, soprattutto convive con un elevato rischio di incidenti e infortuni sul lavoro e diverse caratteristiche che garantiscono i valori di trasparenza e qualità delle opere, ciò che preoccupa è proprio la poca attenzione che può essere posta a tali aspetti essenziali per l’intera categoria da quelle imprese improvvisate. Si è reso dunque indispensabile nella contrattazione del nuovo accordo, trovare formule in grado di tutelare e avvantaggiare le imprese virtuose in termini di regolarità e qualità del lavoro. Sono state individuate fra le principali aree di intervento urgente: l’introduzione di norme specifiche per l’immediato aggiornamento dei prezziari e il sollecito ad azioni immediate per l’adeguamento dei prezzi di contratto in corso. Si aggiunge l’inserimento di una serie di norme che vuole impedire il ribasso d’asta sul costo della manodopera e supportare la qualificazione delle imprese incentivando la formazione dei lavoratori con agevolazioni per lo svolgimento degli aggiornamenti necessari. Dall’accordo emerge anche la volontà di appoggiare la realizzazione delle opere del Pnrr che coinvolge in maniera verticale ogni attore della catena di produzione. Per dare un messaggio forte sul fronte economico e delle competenze del settore è stato previsto, oltre all’aumento salari e ai premi per l’ingresso dei giovani lavoratori nelle imprese, anche uno sgravio fiscale a supporto delle imprese. Infatti, le parti hanno confermato il proprio impegno al fine di ridurre l’aliquota Cigo per gli operai edili, attualmente prevista nella misura del 4,70%, al fine di riallinearla alle aliquote del settore industria, in considerazione dei notevoli avanzi di gestione maturati nel corso degli anni per il settore edile tra le entrate contributive per cassa integrazione ordinaria e le uscite per i relativi trattamenti. Ma l’apporto più significativo nel rinnovo dell’accordo è sicuramente dato alla formazione, che va di pari passo con la sicurezza. Azioni che rispondono all’andamento dello stesso mercato, come ricordato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, invitato da Ance in occasione della presentazione del nuovo accordo: “Innovare un contratto oggi non è come rinnovarlo qualche tempo fa. Nel momento storico attuale ci troviamo di fronte a un passaggio nel quale si determina un impoverimento di un pezzo significativo del mondo del lavoro, con conseguenze anche di carattere macroeconomico, perché poi questi inevitabilmente ha un impatto sulla domanda interna e rischia di determinare una spinta verso la recessione”. Rivolgendosi poi all’impegno di Ance e dell’intero settore nell’attività di rebranding ha aggiunto: “Avete contribuito tanto per rovesciare una percezione dei luoghi comuni per i quali dell’edilizia è un comparto in qualche modo arretrato rispetto ad altri compagni. Dobbiamo lavorare di più sull’appetibilità dell’accesso al lavoro, che non è soltanto un problema di salario ma di carattere culturale. C’è stata una svalutazione complessiva del lavoro manuale, con precondizioni di sicurezza. A supporto da parte dello Stato c’è la volontà di andare nella direzione di un riconoscimento di un diverso trattamento fiscale per le spese che vengono compiute sul fronte della formazione della sicurezza. Abbiamo le risorse per poterlo fare perché possiamo sommare i meccanismi della filiera con percorsi i di politiche attive del lavoro”. Con la firma apposta al nuovo Ccnl dell’edilizia si attendono con interesse gli sviluppi futuri che interesseranno l’ammodernamento del testo contrattuale e semplificheranno gli adempimenti.