AMIANTO NATURALE E AMBIENTI DI LAVORO
stituzione delle tubazioni esistenti, e/o per la posa in opera di nuove infrastrutture di rete, ricorrendo a limitati scavi a cielo aperto (entità di scavo pari al 1015% di quella richiesta dalle procedure tradizionali). Queste ultime tecniche, alternative allo scavo tradizionale a cielo aperto, hanno trovato un vasto impiego per l’esecuzione di opere di posa e sostituzione di reti di sottoservizi (acquedotti, gasdotti, fognature, reti elettriche, reti di telecomunicazioni), poiché hanno il vantaggio di ridurre i tempi di realizzazione dell’intervento, di essere meno invasive (diminuzione dei volumi di materiali da movimentare) oltre ad essere più sicure per i lavoratori (riduzione significativa dei rischi di caduta dall’alto e di seppellimento). Mentre alcune di queste tecniche (pipe bursting, Pipe-Replacer), sono oggi sconsigliate in presenza di materiali contenti amianto (caso della sostituzione delle tubature interrate in cemento amianto, poiché provocano la rottura del materiale, con conseguente rilascio di fibre nel suolo), nel caso specifico sono da considerarsi efficaci. Avere un’area di scavo limitata comporta una notevolmente riduzione sia dell’aerodispersione primaria che secondaria. Nella presente trattazione, tuttavia non sono prese in considerazione tali tecniche in quanto ancora poco diffuse, ma si farà riferimento esclusivamente a quelle tradizionali a cielo aperto. L’esecuzione di scavi in aree dove sia probabile la presenza di litologie contenenti amianto ha sicuramente come punto di partenza imprescindibile un’indagine geologica, petrografica e mineralogica, oltreché geomeccanica, per pianificare e definire le azioni d’intervento adeguate al livello di rischio presente. I principi comuni da rispettare durante l’esecuzione di scavi in questi contesti possono essere così elencati: • evitare il sollevamento di polveri in tutta l’area in cui sono effettuati i lavori; • adozione delle protezioni individuali per ogni lavoratore presente all’interno del cantiere; • limitazione dell’esposizione dei lavoratori con riduzione delle ore di attività nelle mansioni a rischio (rotazione del personale); • presenza di cabine pressurizzate con condizionamento interno e con filtro assoluto sui mezzi d’opera; • dove possibile pavimentare con materiali antipolvere le aree di passaggio dei mezzi; • pulizia delle polveri dai mezzi di trasporto e dalle attrezzature per evitare il trasferimento della contaminazione al di fuori dell’area di cantiere; • monitoraggio programmato dell’aerodispersione nell’area interessata dagli scavi e all’esterno; • rispetto delle procedure per la manutenzione dei DPI e dell’igiene personale alla fine del turno prima di lasciare il cantiere. Di seguito vengono illustrate a titolo esemplificativo, e non esaustivo, le fasi 130