INAIL 2021 - Amianto naturale e ambienti di lavoro.Indicazioni operative per la prevenzione.

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AMIANTO NATURALE E AMBIENTI DI LAVORO

• la movimentazione di materiali di scavo; • la movimentazione dei mezzi di trasporto; • la lavorazione al frantoio, che è la fase più critica. L’approfondimento in MOCF/ SEM, riportato in un successivo lavoro ha permesso di verificare che le fibre di amianto rappresentano quasi il 50% delle fibre totali.

Figura 6.12 - Riepilogo dei dati delle campagne di misura nelle cave di pietrisco (provincia di Parma) - da Sala et al., 2012

6.2

Bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati da amianto naturale

Con il termine “sito contaminato” ci si riferisce a tutte quelle aree nelle quali è stata accertata un’alterazione delle caratteristiche qualitative delle matrici ambientali suolo, sottosuolo e acque sotterranee tale da rappresentare un rischio per la salute umana. La legislazione nazionale in materia di bonifica dei siti contaminati, introdotta con il d.m. 471/1999, è stata profondamente modificata dal d.lgs. 152/2006 e s.m.i. “Norme in materia ambientale” che, alla Parte Quarta, Titolo V “Bonifica di siti contaminati”, disciplina gli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti contaminati e definisce le procedure, i criteri e le modalità per lo svolgimento delle operazioni necessarie per l’eliminazione delle sorgenti di inquinamento e comunque per la riduzione delle concentrazioni di sostanze inquinanti, in armonia con i principi e le norme comunitari. In particolare ai sensi della normativa vigente, un sito è contaminato, quando i valori delle concentrazioni soglia di rischio (CSR), determinati con l’applicazione della pro75


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