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STRAPPATEMI LA LINGUA, PARLERÒ A BOCCA CHIUSA Usiamo la nostra voce per condannare le ingiustizie

Mi chiamo Ilaria, ho sedici anni e ho la fortuna di essere nata in un paese dove posso diffondere il mio pensiero, non sempre corretto o concorde con quello altrui, non necessariamente capito o rispettato, ma posso comunque esprimerlo liberamente attraverso diversi mezzi. La mia curiosità, unita ad una serie di circostanze, mi ha portata però ad informarmi riguardo realtà ben lontane dalla mia, realtà come la Cina dove vige una brutale censura.

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27 novembre 2019, Feroza Aziz, una diciassettenne statunitense, finge di registrare un tutorial di makeup, mostrando un piegaciglia, ma interrompendosi poi per invitare gli utenti a informarsi riguardo la condizione degli Uiguri, etnia di religione islamica della regione dello Xinjiang 新疆. Si parla di lager dove vengono rinchiusi musulmani ritenuti pericolosi (per motivi futili come utilizzare siti web stranieri o ricevere telefonate dall’ estero). La cosa più spaventosa sono le condizioni all’interno di questi campi: sono costretti a torture di ogni tipo e a rinnegare il loro credo. Una domanda sorge spontanea, per-

ché le notizie circolano solo

ora? È oper a della censur a cinese che ha tenuto la situazione nell’ombra. «Abbiamo un enorme potere in più rispetto alla generazioni passate, la tecnologia» con queste sue provocazioni Feroza trasforma Tiktok, una piattaforma cinese tra le più scaricate a livello globale, in un vero e proprio mezzo per fare la differenza. “Casualmente” il suo profilo venne cancellato dai social per un mese, ma non prima che il suo video facesse il giro del mondo, con più di 5 milioni di visualizzazioni.

Ricordiamo anche Peng Shuai 彭 帅, tennista e campionessa cinese, “misteriosamente” scomparsa dopo aver accusato di abuso l’ex vice premier Zhang Gaoli 张高 丽. Anni di molestie spinsero la donna a parlare, ma a quale prezzo? I colleghi chiamano Peng a gran voce e pretendono di ricevere prove della sua salute. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il 21 novembre 2021, ha dichiarato che il loro presidente Thomas Bach aveva sostenuto una conversazione in videochiamata con lei, dando così prova della salute dell’atleta. Affermava che la campionessa pareva rilassata, ribadiva di stare bene e aveva solo bisogno di privacy… una mossa perfetta per calmare le acque, ma non come si aspettavano. La notizia fece il giro del mondo e mosse numerosi dubbi: come era stato organizzato quell’incontro, perché aveva necessitato una così estenuante attesa... Yaqui Wang, ricercatore di Humans Rights Watch, sottolineò, ad esempio, come la priorità del governo fosse stata quella di tutelare la fama di un molestatore, invece che proteggere una vittima.

Abbiamo la fortuna di ospitare a Brescia un artista dissidente che porta il nome d’arte di Badiucao 巴丢草 (letto ba’diu’zao). Esiliato in Australia. Egli ha perso tutto pur di denunciare le ingiustizie in Cina e nel mondo, attraverso i suoi dipinti satirici. Il museo Santa Giulia ospita una mostra di quadri raffiguranti temi come la strage di Tienanmen 天安门 del 3 e 4 giugno 1989; il genocidio nello Xinjiang 新 疆; la censura dei cittadini col-

piti dal covid in Wuhan武汉; le proteste dei cittadini di Hong Kong 香港… È stato accusato di aver diffuso falsità, mettendo in crisi la relazione tra Italia e Cina, tanto che è stato chiesto dall’ambasciata cinese al nostro sindaco, Del Bono, di «cancellare rapidamente» l’esposizione. Siamo orgogliosi di affermare che Brescia si sia imposta e abbia rifiutato. Vi invito ad andare a vivere questa ribellione, perché anche solo la vostra presenza lì è cambiamento, è un tassello importante per costruire un futuro migliore. Il suo obiettivo? Fermare le Olimpiadi invernali a Pechino nel 2022, un gesto estremo, forse un’utopia, ma che lascerebbe un indelebile segno di rivoluzione. Perché un adolescente come me, o voi, dovrebbe quindi farsi carico di problemi così distanti dalla nostra quotidianità? Temo fortemente l’innato egocentrismo che ci svuota dentro e muove i nostri corpi come fossimo marionette, costringendoci spesso ad usare uno dei nostri più grandi privilegi, la voce, per insultarci a vicen-

BADIUCAO La Cina (non) è vicina

da, ferire, spendere parole in drammi inutili. Sarebbe impor-

tante, invece, usare la nostra voce per condannare queste in-

giustizie: piantate i piedi al suolo e gridate che non vi sta bene, e non avete intenzione di restare in silenzio. Fatelo per Peng Shuai, che era solo stanca e desiderava solo giustizia per se stessa e il suo corpo. Fatelo per Badiucao, che voleva una CASA migliore e ora si trova perso ma non smette di lottare. Ilaria Piceni, 3°DL Badiucao è un artista cinese nato a Shanghai che ormai da anni vive in Australia, esiliato dal suo paese natale a causa della natura profondamente provocatoria delle sue opere di satira politica che affrontano temi come la repressione in Myanmar; il genocidio degli Uiguri; le censure inflitte ai cittadini di Wuhan sul Covid; le recenti proteste dei cittadini di Hong Kong e l’invito a fermare o boicottare le prossime Olimpiadi invernali previste in Cina nel 2022. Una delle opere più significative è “Watch”, per ricordare il massacro di piazza Tienanmen: l’installazione è composta da uno degli orologi originali donati dal governo ai militari coinvolti in segno di gratitudine e altri 64 orologi dipinti con il sangue in memoria degli studenti che persero la vita. Conosciuto anche come “Il Banksy Cinese”, Badiucao ha raggiunto fama a livello mondiale grazie ai social media dove è libero di criticare in maniera diretta il regime cinese e le repressioni che esso esercita sulla libertà e i diritti del suo popolo, ma anche aspetti di politica estera come ad esempio i rapporti tra la Cina e le grandi potenze mondiali. “La Cina (non) è vicinaBadiucao opere di un artista dissidente”, inaugurata al museo Santa Giulia di Brescia il giorno 13 Novembre 2021 in occasione del Festival della Pace e aperta al pubblico fino al 13 Febbraio 2022, è la prima mostra internazionale dell’artista. Nei mesi che hanno anticipato l’apertura della mostra, l’ambasciata e successivamente lo stes-

UN ALTRO PUNTO DI VISTA SULLA MOSTRA DI BADIUCAO

so governo cinese non hanno perso occasione per opporsi e mostrare il loro dissenso nei confronti di questa iniziativa definendola addirittura una minaccia al rapporto tra Cina e Italia, date le molte “bugie anti-cinesi” presenti nelle opere esposte che rischiavano di influenzare in maniera negativa la visione del paese da parte del popolo italiano. Il comune di Brescia, attraverso una lettera firmata dal sindaco Del Bono, ha risposto affermando che la mostra non aveva lo scopo di mettere in cattiva luce né la Cina né il suo governo, bensì di rappresentare l’arte contemporanea e favorire la libertà di espressione mettendo in chiaro anche che, non essendo la satira politica considerata reato in Italia, il comune non aveva motivo di cancellare la mostra, indipendentemente dal disaccordo del governo cinese.

Valentina Faustinoni 3EL Arte è libertà, non trincea e manovra politica per demonizzare la Cina in un momento così delicato di equilibri politici. Badiucao non è il "Bansky cinese", di Bansky ne esiste uno solo. La Cina, con la sua cultura millenaria, bisogna conoscerla e penetrarla con strumenti di apertura e rispetto e non servendosi della satira. La Cina è una grande nazione e a capo del Governo c'è il Partito Comunista che non ammette la satira. Il popolo cinese si sentirà offeso di vedersi ridicolizzato su cartelloni che propongono una mostra sulla Cina di questo tipo. Con tutte le opportunità d'incontro e conoscenza dell'arte cinese, le istituzioni bresciane hanno accettato di ospitare questa mostra proprio a Santa Giulia servendosi dello strumento "Arte" per scopi politici ed economici, per mettere Brescia in vetrina a livello internazionale. Proprio noi Bresciani che con il missionario e gesuita Giulio Aleni, andato in Cina nel 1600, possiamo vantare secoli di scambi culturali all'insegna del profondo rispetto per questo mondo che ci appare "Altro". La Cina è vicina e mira dritto al cuore di chi la vuole conoscere e non di chi, facendo leva sulla poca conoscenza, fomenterà nuovi pregiudizi e luoghi comuni. 谢谢大家! Prof.ssa Paola Mangia

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