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Oltre i record: Sabrina Chiappa e l’arte del possibile
from Stadium n. 9/2024
by Stadium
Con Sabrina Chiappa, atleta paralimpica con sindrome di Down che ha impreziosito la storia del nuoto italiano
TRA MEDAGLIE INTERNAZIONALI E RECORD NAZIONALI, IN UN’INTERVISTA DOPPIA CON MAMMA CRISTINA, SABRINA SI RACCONTA, MOSTRANDOCI COME LA PASSIONE E IL CORAGGIO POSSANO RIDEFINIRE I CONFINI DELL’IMMAGINABILE
di Laura Sanvito e Leonio Callioni
Iniziamo la nostra chiacchierata chiedendo a mamma Cristina di introdurci nell’avventura in acqua di Sabrina…
La mamma: La passione di Sabrina nasce da subito, dal primo bagnetto a pochi giorni dalla nascita. Ho notato presto che in acqua si rilassava ed era felice e a tre mesi ho iniziato a portarla in piscina. Da allora non è più uscita. All’età di tre anni ho iscritto Sabrina ai corsi di nuoto. Devo dire che non stava andando molto bene; l’istruttore non credeva molto in lei e le lasciava fare quello che voleva. Poi un giorno è arrivato un nuovo istruttore, Alessandro Brembilla, fratello del campione di nuoto di Chignolo, che prende Sabrina, la mette in acqua alta e mi dice: «Se posso, vorrei tenere io Sabrina perché secondo me è molto brava». Da quel giorno è cambiato tutto: Sabrina ha iniziato a migliorare molto, tanto che sono incominciate le prime gare con i ragazzi normodotati nel circuito del CSI. A 10 anni, nel 2010, sono andata con Sabrina in un centro medico per fare la visita medica sportiva che le permettesse di poter gareggiare, per il CSI, con i ragazzi normodotati. Il medico di quel centro non l’ha nemmeno voluta vedere. Non ci ha nemmeno fatto entrare nello studio, perché diceva che Sabrina non poteva gareggiare con i normodotati e mi consigliava di portarla al Centro PHB Onlus, un’ASD che promuove e sviluppa la pratica sportiva per persone con disabilità.
Io non ho voluto arrendermi e l’ho portata in un altro centro, dove ho trovato un medico fantastico che le ha fatto una bellissima visita medica rilasciandole il certificato che le avrebbe permesso di gareggiare con i normodotati. Nel frattempo, l’ho iscritta comunque alla PHB ed ha iniziato così anche a gareggiare con ragazzi con la sua stessa disabilità e abbiamo scoperto il suo grande talento e le sue potenzialità. Nel 2011 ha fatto i suoi primi campionati italiani e ha vinto. Poi ha iniziato a conseguire dei record mondiali Juniores, ma era troppo piccola per omologarli (per omologare un record bisogna aver compiuto 13 anni) e ha dovuto aspettare il 2013. Poi nel 2014 l’hanno chiamata in Nazionale. E da lì è iniziato tutto.
Che cosa è iniziato, Sabrina?
È iniziato che ho fatto i primi Mondiali in Messico, ho vinto due argenti nei singoli e due ori nelle staffette. E lì la mamma è svenuta per l’emozione… (Sabrina ride).
La mamma: Sì è vero, era piccola, 4 anni… E vederla arrivare seconda ai Mondiali è stata un’emozione molto forte.
E tu invece, Sabrina, che emozioni hai provato? Come ti sei sentita dopo queste vittorie?
È stato tutto molto bello.
I Mondiali in Messico sono stati la tua prima esperienza da sola senza la mamma e il papà?
Avevo già fatto i collegiali, ma con Elisa, mia sorella. Questa è stata la mia prima esperienza tutta da sola. E comunque mi sentivo tranquilla.
Eri concentrata sulle gare?
La concentrazione per me è una cosa molto difficile. Se sento la musica, per esempio, faccio fatica a restare concentrata sulla gara. Penso alla musica, mi viene da ballare…
La mamma: La mancanza di concentrazione è una delle fatiche più grandi per Sabrina. A volte la porto agli allenamenti e l’allenatore si arrabbia, perché lei non vuole concentrarsi e si allena male… E così torna a casa senza allenarsi. Pensa ai risultati che avrebbe la testona se riuscisse a concentrarsi (ride guardando Sabrina).
Hai iniziato ad entrare in acqua da piccolissima, i tuoi genitori ti hanno portata in piscina molto presto. Ma qual è il tuo primo ricordo della piscina?
Il mio primo ricordo è di me sott’acqua. Mi piace molto stare sott’acqua. Mi piacerebbe molto anche fare immersione, ma diventerebbe troppo impegnativo con già 5 allenamenti alla settimana più la gara. Facevo anche ginnastica artistica prima.
Quindi non ti piace solo il nuoto?
No. Avevo iniziato a fare anche nuoto sincronizzato ed ero molto brava… A me gli sport piacciono tutti, ma non li posso fare tutti! Ho una gara quasi tutte le settimane… Ne ho fatta una anche ieri!
E com’è andata?
Purtroppo, male… Era una gara con la FIN, gareggiavo con i normodotati della mia età.
Quindi non gareggi solamente con i ragazzi con sindrome di Down?
No, per avere la possibilità di fare più gare io gareggio anche con i ragazzi normodotati. Però con loro per me è più difficile…
La mamma: Sabrina ha grandi potenzialità ed è molto forte quando gareggia con i suoi pari. Però è logico che, proprio per la sindrome di Down, Sabrina strutturalmente è, e sarà sempre, ipotonica, quindi fisicamente c’è una grande disparità con i coetanei normodotati.
E come la vivi questa fatica? Questa differenza?
Quando gareggio con i normodotati purtroppo parto già un po’ demotivata e quindi sono anche meno concentrata, anche se so che devo superare questa cosa e che devo sempre mettercela tutta per recuperare… È che invece mi demoralizzo e faccio brutte gare…
Comunque, hai raggiunto dei gran bei risultati, Sabrina… E cosa succede tra due settimane?
Tra due settimane Turchia! Vado in Turchia a fare le Paralimpiadi.
La mamma: Non sono le Paralimpiadi vere e proprie. Si tratta dei Trisome Games, le Paralimpiadi riservate ai ragazzi con sindrome di Down. Le hanno fatte la prima volta in Italia e ora le fanno in Turchia. Siamo quasi in partenza…
C’è stata una gara che ti ricordi con più emozione rispetto alle altre?
Sicuramente i Mondiali in Messico.
Senti molto l’agitazione e la tensione prima delle gare?
No, io entro in acqua sempre molto tranquilla. Non mi preoccupo se vinco o non vinco… Io vado. E poi sono sempre felice.
La mamma: È vero. Lei entra in acqua e va. Ed è vero anche che è sempre felice. C’è stata solo una gara in cui è rimasta male e ha pianto… Vero, Sabrina? Racconta tu…
È stato a Fabriano. Alla partenza, per cercare di concentrarmi, tifavo per la mia compagna in acqua che nuotava a stile. Quando è toccato a me, sono partita ma nuotando a stile come la mia compagna; invece, dovevo nuotare a rana… A metà vasca mi sono fermata e ho pianto. Poi sono ripartita e ho vinto comunque, ma già sapevo di essere stata squalificata.
La mamma: Questo succede sempre per la sua fatica a restare concentrata.
In Canada invece, nel 2018, ha fatto dei Mondiali bellissimi. È riuscita a rimanere concentrata e… Chi hai battuto, Sabrina?
Sono riuscita a battere la Mitchell, un’atleta australiana insuperabile, e ho vinto un sacco di medaglie. In Francia invece nei 100 dorso sono arrivata quarta, perché mi sono dimenticata di contare le bandierine per fare la virata e ho sbattuto contro il bordo.
La mamma: E anche la gara a rana, che è il suo stile visto che è una ranista, l’ha buttata via sempre perché era poco concentrata.
Quando è uscita dall’acqua, l’allenatore l’ha “ribaltata” e nella gara dopo, che non era nemmeno il suo stile, ha vinto l’argento.
Quindi la tua specialità è la rana?
Ora sono più dorsista. Ho fatto anche il record europeo. Anche se all’inizio dorso non mi piaceva. Attilio, uno dei miei primi allenatori, mi diceva che a dorso ero “una forza della natura”. Poco tempo fa ho fatto anche il record italiano, anche se ho sbagliato la partenza e due virate…
La mamma: Lo stile che odia proprio, ma che è quello che serve di più perché è alla base di tutti gli stili, è stile libero. Una volta l’allenatore non l’ha nemmeno fatta allenare, perché non si impegnava abbastanza nello stile libero.
Vai sempre volentieri agli allenamenti?
Sì, vado sempre volentieri. È impegnativo, ma è anche un divertimento.
La mamma: Certo! Solo che a volte mi fa fare i chilometri per arrivare agli allenamenti e poi invece di impegnarsi nuota come se stesse facendo una passeggiata! (Sabrina ride)
C’è un atleta che è un po’ il tuo mito? A cui vorresti somigliare?
Si, è Nicolò Martinenghi, un campione di rana… gli scrivo anche su Instagram. Poi mi piacciono Koopmeiners dell’Atalanta e Thuram dell’Inter.
Se tu potessi avere un superpotere da usare in acqua, quale vorresti?
Il superpotere dell’adrenalina. Vorrei il superpotere di far scattare l’adrenalina a comando.
La mamma: Intende che, quando gareggia con i normodotati, parte già demotivata e non riesce a dare il massimo.
Va così anche quando gareggia in Italia con i suoi pari, perché sa già che, essendo più forte, non c’è competizione e quindi l’adrenalina non scatta.
Non ti pesa mai allenarti così tanto?
Io mi alleno a Cremona tre giorni alla settimana e in questo periodo quattro giorni; faccio un giorno in più a Chignolo, il martedì sera, perché sono sotto i Mondiali e devo fare un allenamento specifico con mia mamma. Ma non mi pesa… Per me è il mio lavoro.
Ho saputo che sei fidanzata…
Sì, da un anno e sei mesi. Prima avevo un altro fidanzato, fino a 6 anni fa, ma non mi chiamava mai. Ora invece il mio fidanzato si chiama Giammaria, io lo chiamo Giammi, ed è veramente un ragazzo romantico. Ci siamo conosciuti al raduno della Nazionale a Terni; è anche lui un nuotatore. Abita in Veneto, ma ci vediamo online tutte le sere.
Quali sono i tuoi sogni per il futuro?
A me piacerebbe tantissimo fare le Paralimpiadi.
La mamma: Le Paralimpiadi sono il suo sogno più grande. Purtroppo, ad oggi, la categoria dei ragazzi con sindrome di Down non è ancora ammessa, loro sono esclusi. Noi speriamo sempre che prima o poi vengano ammessi e che Sabrina possa parteciparvi.
E ho deciso che voglio nuotare fino al 2034, poi smetto di fare le gare, mi sposo con Giammi e giro il mondo con lui e con mia mamma.
Quando non stai nuotando, nei tuoi momenti liberi, cosa ti piace fare?
Mi piace guardare le partite di calcio, ascoltare la musica e ballare. Ascolto tutti gli artisti. Soprattutto italiani e spagnoli. Ad esempio, Sangiovanni, Irama, Rkomi, Alfa e Marco Mengoni. E mi piace andare ai concerti. E poi lavoro, faccio la barista il martedì pomeriggio e il sabato mattina qui vicino a casa mia.
Un’altra domanda direttamente alla mamma: cosa provate voi genitori quando vedete la grande gioia per tutte le cose belle che vostra figlia sta vivendo?
Per noi genitori è una grossa soddisfazione vedere Sabrina felice per quello che fa. L’emozione poi di vederla sul podio, ai diversi Mondiali disputati, è stata impagabile e indescrivibile. Il nuoto ha donato molta sicurezza a Sabrina, è molto orgogliosa dei suoi risultati e, quando è in acqua, si sente “normale”: in acqua non avverte nessuna diversità, in acqua si sente sicura.
Ci terrei moltissimo a ringraziare qui tutti quelli che hanno creduto in lei e vorrei citare, oltre ad Alessandro Brembilla, gli allenatori che la seguono ormai da ben 5 anni: Fulvio Belicchi, Federico Belicchi e Silvia Ferrari.
Senza queste quattro grandi persone, Sabrina non sarebbe arrivata dov’è ora.
Sabrina, ci sono tanti ragazzi che, come te, hanno delle fatiche in più o delle disabilità, e magari pensano di non poter fare tante cose, di non poter raggiungere grandi risultati. Cosa potresti dire a loro?
Direi che bisogna sempre impegnarsi, non arrendersi e non dire mai “non ce la faccio”. Bisogna combattere sempre contro le nostre fatiche.
Chi é Sabrina Chiappa
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Sabrina Chiappa è nata a Carvico, in provincia di Bergamo, da mamma Cristina e papà Giancarlo, il 04/02/2000 ed è sorella maggiore di Elisa e Luca. I suoi ultimissimi successi sono:
nel 2023 è stata convocata per la prima volta ai Virtus Global Games, Mondiali paralimpici, unica ragazza down convocata per questa importante manifestazione. Si sono svolti a Vichy in Francia, dal 5 al 9 giugno. Ha partecipato a sette gare individuali, raggiungendo i seguenti risultati:
- argento nei 200 dorso con rispettivo record italiano ed europeo senior
- argento nei 200 rana con record italiano ed europeo assoluto
- argento nei 200 misti
- argento nei 50 dorso con record italiano
- bronzo nei 100 rana
- quarto posto nei 50 rana e nei 100 dorso
Dal 16 al 18 giugno ha partecipato ai Campionati assoluti a Terni, conquistando il titolo italiano nei 100 rana, 200 misti e nei 100 dorso con record italiano.
Dal 10 al 12 novembre ha partecipato ai Campionati italiani di categoria, conquistando il titolo italiano nei 200 dorso, 100 rana e nei 100 misti.
Nei prossimi giorni partirà per i Trisome Games in Turchia.
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Io mi alleno a Cremona tre giorni alla settimana; ora faccio un giorno in più a Chignolo, il martedì sera, perché sono sotto i Mondiali e devo fare un allenamento specifico con mia mamma. Ma non mi pesa… Per me è il mio lavoro