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UN GIORNO A CINECITTÀ
A tutti gli appassionati di cinema, se vi dovesse capitare di trovarvi nella Capitale non potete assolutamente perdervi i famosi studi di Cinecittà!
Io stessa, a fine febbraio, ho avuto la fortuna di visitarli, mentre ero in gita scolastica a Roma insieme alla mia classe, e, tra tutte le bellezze che siamo riusciti ad ammirare in cinque giorni, Cinecittà occupa sicuramente un posto sul podio. Situati a qualche chilometro dal centro, ma raggiungibili attraverso la metropolitana, gli studi sono aperti ogni giorno. Noi li abbiamo visitati sabato 25 febbraio. Inizialmente il luogo potrebbe non suscitare troppo stupore: si presenta infatti come un grande spazio aperto, ricco di vegetazione, però, addentrandosi sempre più nelle sue vie, si scorgono diversi particolari che, come ci è stato spiegato dalla guida, rappresentano dei veri e propri oggetti di scena utilizzati dai più grandi registi; è impossibile non notare il cavallo a dondolo utilizzato in “Pinocchio” di Roberto Benigni, o la testa della Venusia del film “Il Casanova” diretto da Federico Fellini, così come si resta affascinati nello scoprire la verità su alcune delle sitcom più conosciute, infatti la guida ci ha mostrato la casa di “Un medico in famiglia”, facendoci notare come non si tratti di una casa vera e propria, bensì un ambiente costruito con elementi ben diversi. Facendoci esplorare questi ambienti così “familiari”, ma che nel contempo ci sono sempre sembrati altrettanto “lontani”, la guida ci ha permesso un primo avvicinamento all’atmosfera di Cinecittà, rendendo la visita sempre più intrigante.
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Un altro set interessante è quello di una serie televisiva girata nel 2005, che presenta un curioso particolare: è ambientata nell'antica Roma. Siamo rimasti particolarmente stupiti dall'attenta ricostruzione non solo degli antichi monumenti, presenti in grandezza reale, ma anche delle stesse vie composte di pietra o delle vecchie case, elementi che sembravano talmente reali da permetterci di immergerci totalmente nell'atmosfera della Roma antica.
Dopo aver esplorato questi emozionanti set, la guida ci ha condotti alla scoperta dei numerosi teatri che compongono gli studi di Cinecittà; sono in totale ventuno e ci è stato raccontato come ognuno possa ospitare una produzione diversa, così da poter creare più film in contemporanea, e come all’interno di questi spazi siano state girate oltre tremila pellicole non solo italiane, come “La dolce vita” di Federico Fellini, ma anche opere realizzate dai più rinomati registi stranieri, come “Il Gladiatore” di Ridley Scott o “Gangs of New York” di Martin Scorsese.
Insomma, Cinecittà viene presentata come una vera e propria “fabbrica dei sogni”, all’interno della quale sono stati creati i film che più amiamo, da quelli che ci hanno accompagnato nell’infanzia a quelli che tutt’oggi corriamo a guardare al cinema con gli amici, ed è proprio per rendere nota la storia che si cela dietro alla nascita e alla crescita di Cinecittà, che è stata allestita una mostra, proprio all’interno degli studi, e noi abbiamo deciso di visitarla.
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Si tratta di un’esposizione divisa in due percorsi, entrambi molto interessanti. La prima parte è denominata “Girando a Cinecittà” e, come si può intuire, contiene informazioni riguardanti la storia della cosiddetta “Hollywood sul Tevere”, chiamata così a partire dagli anni ‘50, quando gli studi di Cinecittà raggiunsero il loro massimo splendore, facendo “concorrenza” alle produzioni Hollywoodiane; la linea del tempo che viene percorsa ha inizio nel 1937, anno della nascita di Cinecittà e delle prime produzioni italiane, fino al 1990, quando gli studi hanno ormai affermato la loro importanza e hanno accolto i registi più rinomati. Spaziando tra temi e generi diversi tra loro, l’esposizione si concentra sui più grandi capolavori cinematografici italiani, purtroppo poco conosciuti dalle nuove generazioni. Ciò che più mi ha affascinato di questa prima parte della mostra è sicuramente la modalità di esposizione delle informazioni, ricca di immagini e, soprattutto, grandi schermi che riproducono clip tratte dai film più famosi, così da rendere la visita intrigante e adatta anche ai gruppi di studenti in gita. Invece, se il percorso iniziale è maggiormente storico, il secondo è più tematico ed interattivo, difatti si tratta di una serie di progetti volti a far conoscere le professionalità che si celano dietro alla produzione e all’elaborazione di un film. Ci si può così addentrare nella sala dedicata al regista dove, oltre ad una breve introduzione sulla sua attività, sono presenti i nomi dei registi più importanti, ognuno abbinato ad una serie di cassetti che possono essere aperti per scoprire man mano ogni curiosità sulla sua vita, oppure è possibile ammirare diversi esempi di copioni e scritti nell’area della sceneggiatura, per comprendere cosa ci sia dietro alla creazione dei dialoghi nei film, ancora, ci si può divertire a prendere le vesti di un doppiatore, grazie alle piccole cabine insonorizzate che permettono di doppiare una famosissima scena tratta da “La dolce vita” di Federico Fellini, oppure si possono visitare le sale legate ai costumi o alla “finzione”, quindi il trucco, gli effetti speciali e il greenscreen, con la possibilità di creare una vera e propria clip davanti al famoso tabellone verde.
Terminata la visita, tutti abbiamo avuto un pensiero comune, cioè che si fosse trattato di uno dei giorni più belli vissuti in gita, infatti Cinecittà, con le sue particolarità, mette in mostra un mondo che a molte persone è totalmente sconosciuto e, grazie alle esposizioni interattive e alle numerose installazioni, permette di mantenere sempre alto il livello di curiosità.
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Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta. Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. Forse è la sua preghiera.
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Fiore di brina
Entri dentro di me e mi cogli come orma di sogno, come acqua di rugiada, come stella di montagna.
Ti amo nella semplicità del mattino, nel silenzio del vespro, nel tacere delle notti.
Dai voce alle suppliche di questo mio animo stanco e cogli fiori di bellezza da questo cuore insaziato.
Acqueta la mia sete con le tue mani di pino e i tuoi occhi di cielo, con le tue orme di passero il tuo fiato di vento.
Spirito di gelo, anima di mondo accogli questo cuore sanato, perché non ho altro da offrirti, né altri a cui offrirlo.
Gotas amargas
La luna se derrite la noche cabalga con su ruta de dolor con su ruta de sangre.
La luna se derrite la noche cabalga con sus caricias de hielo, con sus hombros de diosa.
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Allá, en la tierra firme, las ranas lloran, las cabras aúllan, las playas gimen.
Allá, el hombre, un codo de piedra, gris espera, mira e ignora. Aquí el cielo, una colmena de estrellas aquí el sueño, un naufragio de hombres.
Yegua la noche cabalga sus olas de metal. Yegua la luna descansa en las calas vacías.
Sigue el hombre apartando su mirada sigue el hombre clavando su ruina. Rumbo de cristal, escama de cielo, mudo perfil de mar, mudo mar.
Edera
Sveglia accanto a te mille baci al sapore di limone con un poco di foglie di menta che, come edera, s’arrampicano nella mia gola.
Arrampicati su di me, anche se soffri di vertigini, arrampicati su di me e aggrappati al pensiero di noi due e intrecciati con me come edera su un pilastro d’argento.
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Agata
Barucco 5^AL
Primavera nell’aria di sopra al glicine uno spicchio di cielopassa una nuvola. ***** piccola goccia di cangiante rugiada s’un filo d’erba. ******* lievi farfalle in ghirlande di voli sul biancospino. ******* fiato di vento zufolo tra le fronde canzone viva. tiepido sole nell’alba rosata schiude corolle. freschi sussurri tra verdi cattedrali d’un bosco alpino. tremola l’acqua nella limpida pollaridono gli alberi.
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