Gruppo di studio ADI-AMD-SID “Nutrizione e diabete”
Le raccomandazioni nutrizionali 2013-2014
La Dieta nel paziente diabetico extracomunitario
Paolo Foglini Paola Pantanetti
STATEMENT 1
La distribuzione per classi di età, degli immigrati con diabete, appare profondamente diversa da quella degli italiani, presentando una consistente concentrazione nella fascia sotto i 44 anni che va posta in relazione, ad una maggiore frequenza di diabetici di Tipo 1.
STATEMENT 2
Numerosi studi documentano l’associazione tra deprivazione socioeconomica e inadeguato controllo metabolico, con una maggiore frequenza di complicanze micro e macrovascolari nelle classi sociali più svantaggiate.
STATEMENT 3
Durante il Ramadan le criticità legate alla gestione del diabete e del digiuno sono molteplici e richiedono molta attenzione sia da parte del paziente che del medico curante.
RACCOMANDAZIONI
Il medico diabetologo che ha in cura pazienti di religione islamica deve conoscere le regole nutrizionali relative al periodo rituale, programmare le conseguenti modificazioni terapeutiche e formulare un piano di gestione individualizzato, con educazione terapeutica strutturata ed intensificazione dell’autocontrollo finalizzati a minimizzare i rischi del digiuno. (Livello di prova II Forza della raccomandazione B) Il paziente diabetico islamico che si accinge al ramadan deve ricevere dal team diabetologico specialistico tutte le informazioni nutrizionali adatte a gestire senza rischi il periodo del digiuno. (Livello di prova II, Forza della raccomandazione B)
In Italia, nonostante la normativa vigente (D.Lgs. 286/1998 e seguenti) garantisca agli stranieri l’assistenza sanitaria, la mancanza d’informazioni chiare e il timore di un contatto con le strutture pubbliche rischiano
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