IL VACCINO ANTICOVID Di Giulia Agresti e Margherita Arena
Ormai da quasi un mese medici e infermieri italiani si stanno sottoponendo al vaccino anti-covid, sul quale sono nate molte speculazioni. Ma come funziona? I vaccini servono per preparare il nostro organismo a combattere un determinato virus o batterio. Quando veniamo vaccinati infatti viene iniettata nel nostro corpo una forma indebolita di un virus o di un batterio che provoca una determinata reazione dai nostri anticorpi. Il principio alla base di questo meccanismo è la memoria immunologica: la capacità del sistema immunitario di ricordare quali microrganismi estranei hanno attaccato il nostro Foto da: https://www.labussolanews.it/2020/12/26/vaccine-day-al-viadomani-con-i-primi-vaccini-in-italia/ organismo in passato e di rispondere velocemente. Da quando è scoppiata la pandemia, molte aziende hanno cercato di guadagnarsi il primato del rimedio contro il SARS-CoV-2 e per ora in Italia vengono utilizzati due vaccini: il PfizerBioNTech, il primo ad essere stato approvato nell’Unione Europea, e il mRNA-1273, sviluppato da Moderna. Entrambi i vaccini devono essere somministrati in due dosi, l’una rispettivamente a 21 e 28 giorni di distanza dall’altra. Il Pfizer è stato autorizzato per persone dai 16 anni, mentre il mRNA solo per maggiorenni. I vaccini sono efficaci al 95% (fonte: NEJM), tuttavia dopo la prima iniezione è fondamentale mantenere le misure di prevenzione anticontagio, in quanto la copertura non è ancora totale. Il vaccino non ha ripercussioni né su coloro che sono precedentemente risultati positivi al SARSCoV-2, né su pazienti immunodepressi, né su donne in gravidanza. Il vaccino mRNA-1273 è stato sviluppato da Moderna e consiste in vescicole lipidiche in cui è contenuto il mRNA (RNA-messaggero) del SARS-CoV-2 insieme a lipidi, sali e zuccheri. Queste vescicole entrano nelle cellule, dove l’RNA-messaggero copia e riproduce la struttura delle proteine cosiddette ‘Spike’ di SARS-CoV-2. Il vaccino quindi non introduce nelle cellule il virus vero e proprio, ma solo la sua informazione genetica. Le copie poi si frammentano e seguono percorsi diversi. Possono infatti unirsi alla molecola MHC-11, per poi lasciare il reticolo endoplasmatico e uscire sulla superficie della cellula, dove sono riconosciute da una cellula T 7