AMBIENTE
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Terzo trimestre, su consumi ed emissioni Ripresa dopo la prima ondata Covid, antecedentealle nuove restrizioni di Felicia Frisi
«Un dato – spiega Gracceva – legato all’accelerazione della decarbonizzazione del sistema energetico italiano. In soli sei mesi del 2020 il saldo negativo ha raggiunto i 422 milioni di euro, contro i 530 milioni economia italiana, come quella di una larga fetta del resto dell’intero 2019, pressoché interamente a causa dell’importazione di del mondo, ha arrancato con il lockdown della prima onveicoli elettrici e ibridi e di accumulatori agli ioni di litio». data del Covid-19. Le elaborazioni statistiche dell’ENEA Nello scenario complessivo emergono anche segnali positivi e il ci dicono che nel terzo trimestre del 2020 c’è stato un forte calo delle emissioni che con questo andamento consente di prevedere, rimbalzo dei consumi di energia (+18%) e delle emissioni di CO2 per fine 2020, una traiettoria coerente con gli obiettivi di riduzione (+20%), rispetto ai minimi raggiunti nel trimestre precedente, come al 2030. Più complessa la situazione per le fonti rinnovabili «dove il conseguenza della ripresa del ciclo economico. Naturalmente questo persistente rallentamento nella costruzione di nuovi impianti incide dato non tiene conto della successiva seconda ondata virale che certanegativamente sul raggiungimento degli obiettivi al 2030». Più in dettaglio, l’Analisi evidenzia che, in termini di fonti energemente avrà ricadute pesanti sul sistema Paese. Lo evidenzia l’ultimo numero dell’analisi trimestrale del sistema tiche, i minori consumi del III trimestre 2020 rispetto allo stesso perioenergetico nazionale dell’ENEA che rimarca un do 2019 (-7%) derivano in gran parte dal calo netto miglioramento (+42% nei primi 9 mesi della domanda di petrolio (-12%) e in misura I risultati dell’analisi dell’anno rispetto allo stesso periodo 2019) minore dal carbone (-30%) e dalle importazioni dell’indice ISPRED che monitora sicurezza, nette di elettricità (-26%). Sostanzialmente statrimestrale del sistema prezzi ed emissioni, grazie all’avvicinamento dei bile la domanda di gas (-1%). L’unica variazione energetico nazionale prezzi dell’energia elettrica italiani a quelli europositiva riguarda le fonti rinnovabili (+2%). pei e al forte calo delle emissioni (-14%). «Sul fronte emissioni, circa 2/3 della riduredatto dall’Enea «Dopo il drastico calo dei consumi di enerzione riscontrata nei primi tre trimestri è da atgia nel II trimestre (-29% ad aprile rispetto allo tribuire alla caduta del PIL, il resto alla crescita stesso mese 2019), il rimbalzo dell’attività economica sul trimestre del peso delle rinnovabili sui consumi totali, all’accelerazione della precedente (PIL +16%, produzione industriale +18%) ha deterdecarbonizzazione nel settore elettrico e alla riduzione dell’intensità minato un parallelo rimbalzo congiunturale dei consumi di energia, energetica dell’economia», conclude Gracceva. che però rispetto al 2019 restano comunque su livelli inferiori», dice Inoltre, sempre nel III trimestre, i consumi di energia elettrica Francesco Gracceva, il ricercatore ENEA che ha coordinato l’Analisi sono diminuiti del 3% rispetto allo stesso periodo del 2019, sopratdisponibile sul sito enea.it. tutto a causa del dato di luglio (-7%) con una domanda tornata a L’analisi mette inoltre a fuoco le criticità nel settore della raffisettembre ai livelli dello scorso anno. La produzione nazionale si è ridotta meno della domanda sulla rete in conseguenza della drastica nazione del petrolio, con ripercussioni sulla sicurezza degli approvriduzione delle importazioni, mentre le fonti rinnovabili tornano a vigionamenti, e il crescente disavanzo commerciale nel campo delle tecnologie green (+40% nella prima metà del 2020 rispetto all’anno una quota inferiore al 40% della richiesta, dopo il record del 50% precedente). del II trimestre.
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Il Giornale dei Biologi | Novembre/dicembre 2020