Parte I - Il primo dopoguerra e gli scritti sulla "Rivista Aeronautica" (1945-1953)
di principio, la situazione è egregiamente risolta; ma praticamente accade che gli allacciamenti in basso, fatti attraverso formule più o meno vaghe di dipendenza, scompigliano e confondono l'armonia delle attribuzioni e delle relative responsabilità, rendendo sempre difficile il processo delle direttive e della materiale condotta della guerra. Il presupposto fondamentale della inammissibilità che l'Aviazione non dia tutto in caso di bisogno, certezza questa ormai acquisita al patrimonio morale dell'Arma per inconfutabili prove da essa fornite, dovrebbe garantire l'assoluta impossibilità di una evasione dalle direttive superiori o di una insufficiente collaborazione con le altre Armi, quando anche la nostra dovesse integralmente dipendere da chi ne conosce profondamente le possibilità e ne può regolare, per competenza, sensibilità professionale e chiara visione delia consistenza presente e futura, il ragionevole dosamento e lo sforzo.
L'Aviazione, arma mobile e manovrabile per eccellenza, è la tipica forza armata di cui dovrebbe poter disporre il Comando Supremo, per scatenarla, di volta in volta, là dove la situazione lo richiede e con le modalità che al Comando Supremo dovrebbero esser suggerite dal comandante unico ed unico responsabile delle forze aeree. Fin qui lo studio del mio Amico. A me pare che in esso è implicita qualche efficace risposta alle tesi sostenute nei due articoli che ho citato; e vi è implicita una critica severa alla condotta della guerra aerea italiana. Ma vorrei augurare che gli aviatori sentano il bisogno d'interloquire numerosi. Non so se l'Italia potrà ancora avere una forza aerea; ma discuterne fin d'ora l'ordinamento ed i rapporti con le altre forze armate è forse il modo migliore per non trovarsi di fronte a qualche fatto compiuto che potrebbe suscitare critiche tardive.
NOVA POLEMICA SULJ:UNITÀ E !:AUTONOMIA DELI;AVIAZIONE MILITARE
Veramente gli zelatori dell'Armata Aerea proclamavano asserzioni assai più clamorose e gli zelatori dell'Esercito e della Marina ad esse non assentirono affatto. Venne la guerra. Il compito nuovo che trascende qualsiasi possibilità delle altre due forze armate fu adempiuto, ma insieme ad esso, più assillanti di esso, più quotidiani, più assorbenti energie umane e materiali, più fruttiferi in apparenza di risultati immediati, sorsero i compiti aviatori d'intervento contro l'Esercito e contro la Marina del nemico. Ed ora gli zelatori dell'Esercito e della Marina insorgono, ed esclamano: la situazione è mutata, gli insegnament i della guerra dimostrano errata la tua Dottrina, perciò l'Aviazione non deve più considerarsi distinta e separata da noi, o almeno una aliquota di essa deve far parte dell'Esercito ed un'aliquota di essa deve far parte della Marina. Citiamo alcune asserzioni che si leggono su riviste non aviatorie:
Se il mondo dev'essere distrutto dalla bomba atomica, questa polemica non serve; se le Forze Armate italiane sono destinate ad essere abolite, questa polemica non le riguarda. [Nota di M. - N.d.C]
UNA QUESTIONE S'È RIAPERTA !:Aviazione militare quando nacque disse alle forze armate sorelle: ognuna di Voi esiste per combattere la forza armata nemica similare, l'esercito contro l'esercito, la marina contro la marina; io vengo per attaccare nel territorio nemico tutte le potenze economiche industriali psichiche che costituiscono le possibilità di incremento e di ripristino dell'Esercito e della Marina, che cost ituiscono la resistenza della nazione avversa; io vengo anzitutto per impedire che l'aviazione nemica faccia alt rettanto, per sopraffarla, neutralizzarla, annichilirla se possibile. Questo mio compito è nuovo, trascende le vostre possibilità per quanto grandi esse siano, mi individua, mi conferisce un carattere organicamente unitario, rende la mia opera distinta dalla vostra, inconfondibile, sebbene concomitante allo scopo comune. L'Esercito e la Marina assentirono.
- «J..:arma del cielo è divenuta un fattore decisivo della guerra terrestre e marittima» ... «è divenuta tale che ai nostri giorni, quando manchi il suo intervento sul campo di battaglia, può andare irrimediabilmente compromessa la sorte di qualunque esercito e di qualunque flotta, per quanto agguerriti valorosi e potenti, e perfino se più forti dell'esercito e della flotta nemica e capaci, in assenza dell'aviazione da
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