In dialogo con Ernesto Preziosi, una vita nell’associazionismo nazionale. Grande amico del CSI, autore di saggi di storia contemporanea, ex direttore dell’Istituto Paolo VI per la storia dell’Azione Cattolica e del Movimento Cattolico in Italia
L’importanza e la valenza educativa di essere associazione di Ernesto Preziosi
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ossiamo chiederci: che significato può avere, oggi, fare un’associazione di volontariato sportivo? Ve n’è bisogno? E qual è la sua finalità? La domanda può sembrare scontata ma non lo è. In un tempo in cui tutto volge ad una chiusura di orizzonti mentre proliferano forme di egoismo e di individualismo e in cui sembra essersi perso il senso della comune appartenenza alla città degli uomini, va reso esplicito il valore del fare associazione. È importante proporre a tutti i livelli questa riflessione e far emergere la valenza motivazionale dello stare insieme. Valorizzare lo sport facendo emergere i valori. Anche lo sport può assolvere a questo compito: il condividere con altri un percorso comune, il riconoscersi nella stessa finalità, il rispetto delle regole, che tra l’altro educano la persona, vanno vissuti come scelte che non rimangono
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“confinate” alla pratica sportiva ma si allargano ed investono l’intera società. Non è forse questa una buona definizione di sport sociale? Attraverso l’associazionismo sportivo infatti, attraverso l’educazione dei ragazzi, è possibile far passare quei valori che servono per costruire una società. Valori così necessari in un momento in cui fatti drammatici, che investono il mondo vicino a noi, ci dicono la necessità di fondare una dimensione educativa che scelga la convivenza pacifica. Lo sport, se praticato non come fine a sé stesso, ma in una visione più grande, riesce a trasmettere questi elementi valoriali così come riesce ad offrire occasioni socializzanti, inclusive, rispetto alle relazioni umane, la capacità di organizzare insieme il tempo, di competere senza sentirsi avversari; sport come apertura alla mondialità e come veicolo di pace.